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In Flames - I, The Mask
19/04/2019
( 4599 letture )
13° full-lenght per gli In Flames, fra gli alfieri e inventori dello swedish death made in Göteborg, le cui scelte stilistiche e melodiche hanno segnato un’epoca musicale e moltissime band a venire.

Ciò nonostante, questo sarà l’ennesimo album non degno del loro nome, ma più che altro l’emblema della cesura con un passato glorioso e lontano in favore di un genere musicale non ben identificato. Dai primi lavori sono intercorsi più di vent’anni, e a questo punto della loro carriera possiamo ben dire che fra le più dicotomiche discografie troviamo di sicuro quella degli In Flames: ascoltare il loro primo e il loro ultimo album subito dopo creerebbe non poca confusione; d’altra parte il cambiamento può far parte di una naturale necessità di evoluzione -o involuzione, a seconda dei punti vista- e non resta che cercare di prendere il meglio dall’esperienza di ascolto. Sarebbe meraviglioso tornare ai fasti di The Jester Race, ma questo è evidentemente impossibile -d’altra parte è uno dei masterpiece del melodic death, irripetibile in quanto tale- ma i fan degli IF sono già abituati alla perplessità e alla delusione. In passato c’è stato chi proprio non ha mandato giù l’abbandono del suono originale in favore di una sorta di metal moderno, e chi invece ha apprezzato l’evoluzione incominciata con Reroute To Remain (e già accennata in Clayman): il punto è che purtroppo questo lavoro è probabilmente in grado di deludere anche i sostenitori della svolta mark II.

Con gli In Flames non ci si riesce a togliere questo vestito di disillusione e straniamento, ma impedire di fare musica non è permesso e ognuno può esprimersi a modo suo. Questo è ora il loro modo di esprimersi, seppur decisamente meno elevato, buttato lì alla bell’e meglio: un ascolto che si concede ad honorem, per una questione di rispetto visti i tempi che furono. La produzione altolocata ad opera di Howard Benson (già con My Chemical Romance e Motorhead, tra gli altri) c’è ma quasi non si sente (perché, in fin dei conti, una buona produzione non può supplire alla mancanza di materia prima!). Il songwriting è abbastanza banale, a tratti derivato dal penultimo album Battles, ma ancora più impoverito. Un punto a favore è forse la ricerca di una maggiore potenza e ritmicità rispetto al precedente lavoro, che era fin troppo tendente al pop. In I, The Mask c’è ancora quell’affacciarsi al metal moderno con un tentativo di rimembranza del passato, in alcuni riff e perlomeno nella melodia che seppur non pregiata è comunque un loro incommensurabile marchio di fabbrica (la opening track Voices): il problema è il contesto, non del tutto coerente. L ‘intenzione c’è ma a volte si perde, nella voce caratteristica ma poi troppo stridula dello storico frontman Anders Fridén (We Will Remember, I Am Above, All The Pain), negli intro arpeggiati in vecchio stile (Follow Me, Stay With Me) che poi divengono in canzoni un po’ scialbe, nei riff guizzanti e assoli classici che però si affossano in un’impalcatura sonora inconsistente e povera di quelle atmosfere che, sia nell’epoca swed metal che nella seconda era, li avevano sempre fatti distinguere. I ritornelli puliti tendono ad abbassare molto il livello dei pezzi: vedasi subito le prime due tracce, altrimenti fra i pezzi più riusciti del lavoro, come Deep Inside. Le parti pulite fanno eccezione nel pezzo We Will Remember, più intenso e orecchiabile, così come nella chiusura affidata alla ballad Stay With Me, che a tratti ci ricorda gli U2, ma che ha dei momenti di pregio. Il significato del lavoro è nella quarta traccia: “Dont need your sympathy, I am above”, e bisogna davvero essere superiori per riuscire a non contemplare il giudizio della critica che ormai grava su di loro da parecchi anni. Non solo parole a vuoto, quindi.

In un universo parallelo esisteranno degli In Flames che fanno ancora musica degna del loro nome. Per il nostro universo dobbiamo sorbirci questa versione 3.0, di cui apprezziamo almeno il coraggio perché per pubblicare un lavoro così ce ne vuole abbastanza, e un ascolto piacevole si limita a pochi attimi di un intero album. Bocciati.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
70.09 su 21 voti [ VOTA]
gianmetal
Lunedì 5 Agosto 2019, 0.15.08
83
Qui non si tratta del genere musicale, ma di una mancanza totale di idee. Disco che va bene per chi si approcia al metal la prima volta
DEEP BLUE
Martedì 30 Luglio 2019, 1.36.59
82
Non e' questione del tipo di musica suonata. E' scarso e basta. A me piacciono sia i primi in Flames (jester race) sia i secondi (reroute ecc) . Ma questo e' scarsetto assai
DEEP BLUE
Lunedì 29 Luglio 2019, 21.59.07
81
Ma non sono Al Bano e Romina Power ai cori?
marcazzo
Lunedì 29 Luglio 2019, 15.13.17
80
Ascoltato ora.Non so dire che musica fanno di preciso ma ormai di In Flames hanno ben poco...
Deathland
Giovedì 9 Maggio 2019, 17.40.02
79
@Obscure solstice beh... A 23 anni Schuldiner ha scritto Spiritual Healing e Cavalera a 22 Arise. Se a 23 uno è ancora un pischello qualcosa non va Comunque per mia fortuna appartengo ancora al millennio scorso quindi non preoccuparti che non sono io quello che dici ahahah
ObscureSolstice
Giovedì 9 Maggio 2019, 12.59.41
78
Sti cavoli 23 anni...sei un pischello, non sarai mica il famoso "infante del nuovo millennio"? Comunque l'ho ascoltato e non mi piace attirato dalla cover che mi diceva "ascoltami - ascoltami"...come se non lo avessi mai fatto. Questi sono una band come un altra ora. Il nano gremlins front-cover, sembra il mostro finale del film "Il bambino d'oro", solo un pó più basso. Il pugnale di Ajjjantiii, e con questo vi estirperó "in flames" e vi allontaneró dalle grinfie del metalcore ahah . Lemmy hai fatto bene a puntualizzare perché heavy metal è troppo limitativo essendo un precursore di quando ancora non esisteva, heavy metal/hard rock che includeva il blues e punk con una voce terribile che tutti gli dicevano che non avrebbe mai fatto niente di buono, e invece...
Deathland
Giovedì 9 Maggio 2019, 11.03.19
77
@Obscure Solstice Aspe' io Lemmy lo considero un eroe dell'Hard N Heavy e sul suo stile coerente ne apprezzo tanti. il mio discorso è semplice, come c'è gente che resta coerente con il proprio stile ci sono altri che provano strade diverse, esempio a caso Satyricon(per citare qualcosa di estremo). Poi io non ho mai detto che cambiando gusti non ho più apprezzato quello che apprezzavo prima, lo hai detto tu questo. Semplicemente io come persona non ascolto più Death Metal come quando lo ascoltavo tutti i giorni e non era il periodo di massimo splendore quando lo facevo (io ho 23 anni). Se tengo questo nickname è perché ritengo che i Death siano stata la più grande band metal e lo penso ancora anche se in questo momento preferisco sentire altro, riguardo gli In Flames come ho già scritto si capiva da anni che avrebbero preso questa strada.
ObscureSolstice
Giovedì 9 Maggio 2019, 2.50.58
76
Non è proprio così Mulo, ognuno deve fare quello che sente, indubbiamente, perchè l'artista non puó star fermo a non pensare, ma non vuol dire che se continui a fare un genere che tanto ami non sei onesto coi fun e se invece lo fai e cambi va bene, perché è una gran bugiarderia. Bisognerá prima di tutto stabilire come l'hai fatto e se l'hai fatto bene. Io sono versatile, ascolto qualsiasi genere ma questa proposta mainstream non mi ha mai preso. È da constatare se quando hanno cambiato nel periodo migliore del metalcore lo abbiano fatto per propria scelta e bene, o se lo hanno fatto perchè si faceva meno fatica a cambiare per allargare il loro pubblico ma con una proposta che andava di voga e nettamente inferiore e malamente. A voi la scelta. @Deathland, i gusti si evolvono ma non cambiano e se cambiano vuol dire che non ci credevi sul serio, ma sei stato indotto nel periodo di massimo splendore perchè andava bene sul momento, e poi fuori dal periodo di massimo splendore si perde la bussola come un abito che non si usa piú, che brutta cosa. Ognuno fa quello che crede. Io per quanto mi riguarda mi piace e mi piacerà sempre quello che ascoltavo prima e continuo ad ascoltare, ho aumentato soltanto le band e il numero di generi. Ma posso capire che per un modernista piacerá per forza gli ultimi in flames come non gli piacerá mai un Lemmy o altri. Questo è un dato di fatto. Comunque, volevo solo evidenziare il genere heavy metal in rece che non c'entra poi molto, poi loro come band "in flames" possono fare quello che gli pare, non sono tra le mie band preferite neanche agli inizi e ora sono una delle peggiori. Ma prima come band io mi ricordo, era molto rispettata, anche da gente da fuori il genere
Devicecod
Mercoledì 8 Maggio 2019, 19.58.29
75
Mi spiace ma non concordo con la recensione, quest'ultima fatica l'ho trovata più variegiata e al livello di produzione decisamente migliore di Battles; questa volta gli In Flames hanno voluto rimaneggiare certe sonorità dei primi anni 2000 con lo stile che stanno adoperando in questi ultimi anni. Risultato? Un buon album che é si orecchiabile e a tratti pop ma che dimostra che il gruppo non si è dimenticato di come suonare Metal. Voto 70
Fan
Mercoledì 8 Maggio 2019, 9.06.50
74
Bah... secondo me sono diventati i re del copia e incolla. Si sa già quello che c'è nel CD prima ancora di premere play...
d.r.i.
Lunedì 6 Maggio 2019, 15.37.02
73
Alla fin fine lo trovo noiosino, 62 glielo do per mantenermi sul voto lettori ma di più non ci riesco.
tino
Lunedì 6 Maggio 2019, 15.34.49
72
Secondo me non c’è una regola, però ovviamente molti musicisti si fanno delle domande anche sulla loro carriera presente e futura, nel senso che più fai una musica fisica ed estrema e più la tua carriera è potenzialmente corta, quindi può risultare anche un calcolo quella di rallentare e reiventarti in modo più soft. L’altro giorno mi sono guardato un paio di live ufficiali recenti, uno degli obituary e uno dei cannibal corpse, beh penso che a 50 anni suonati entrambi i gruppi siano ancora competitivi ma si nota, specie per i secondi, una certa staticità che si può interpretare come fatica o come saper dosare le energie per portare la nave in porto. Poi vabbè quando vedo i mulinelli del cantante con il collo che sembra mister no, quello che aveva combattuto contro l’uomo tigre nel cartone animato giapponese, ancora mi chiedo come faccia ad essere ancora così arzillo o per lo meno non distrutto come tom araya o jason newsted… evidentemente lui è l’eccezione che conferma la regola.
Mulo
Lunedì 6 Maggio 2019, 15.00.09
71
Piccola parentesi..A 45 si è diversi rispetto a quando si ha 25/30 anni e per cui anche la tua arte (musicale,cinematografica etc)deve essere diversa.Chi fa x tutta la vita lo stesso disco x me non è onesto con il proprio pubblico.Il disco non l'ho ancora sentito,lo farò il prima possibile.
Deathland
Lunedì 6 Maggio 2019, 14.54.59
70
Si può fare fino a tarda età Death Metal ma non è certo una massima eterna questa, una persona cambia sia come gusti che come persona. Come pretendere dai Metallica tutti dischi stile AJFA quando sono dei milionari che non hanno motivi di essere arrabbiati dal 91. Io come ascoltatore di Metal non mi sfascio più di Death Metal come quando avevo 18 anni, lo stesso Schuldiner a fine carriera ha detto in alcune interviste di preferire voci pulite stile RJ Dio ai growl, questo ovviamente dopo l'evoluzione dei Death. Se ci sono persone che riescono a restare coerenti e legate al proprio stile tutta la vita come Lemmy ce ne sono altre che hanno l'esigenza di cambiare gusti. Da più di 10 si poteva intuire che gli In Flames andavano in questa direzione, anche per i motivi detti da @Silvia. Commento 68 troppo superficiale
Silvia
Lunedì 6 Maggio 2019, 13.32.00
69
@Deathland, io non penso che sia una questione di età ma credo che Anders (ma non solo) avesse proprio voglia di suonare un altro genere. Non so se ti ricordi il suo progetto Passenger (che secondo me non erano x niente male fra l'altro), le collaborazioni con gruppi come i Caliban e le playlist di ciò che ascoltava intorno a metà anni 2000 (che pubblicava in qualche social ma non mi ricordo esattamente in quale piattaforma) . Già piccolezze come il video di Trigger indicavano a quale pubblico voleva rivolgersi secondo me. Ma non solo lui credo
ObscureSolstice
Lunedì 6 Maggio 2019, 13.09.45
68
Ma da quando in qua gli in flames son passati a fare heavy metal?Possono essere tutto tranne che quello. Questo è alternative metal. Per il commento sottostante, mi spiace deluderti ma il death metal si può fare fino a tarda etá ma loro se lo sono scordati da un pezzo
Deathland
Lunedì 6 Maggio 2019, 0.53.31
67
Ma porca miseria, avrà i suoi anni Friden? Deve per forza fare growl e musica pesante come un ventenne o può sperimentare qualcosa di diverso? La maggior parte delle critiche di chi rivuole i vecchi In Flames proprio non le capisco. Ottima musica, il miglior disco da Come Clarity
M. Stanne
Domenica 5 Maggio 2019, 14.59.40
66
Rivoglio i miei In Flames, cosa cazzo è sta merda?
Sabbracadabra
Lunedì 29 Aprile 2019, 13.53.50
65
Gran bel disco
Silvia
Venerdì 26 Aprile 2019, 14.25.20
64
Si' x me e' un ritorno al passato prossimo (magnifica questa, hahaha!). Senza ombra di dubbio meglio di quei due album che anche x me sono impresentabili!
d.r.i.
Venerdì 26 Aprile 2019, 14.20.58
63
Non mi sbilancio sul voto, per me meglio delle due cagate pazzesche (cit.) di Battles e Siren Charms. Potrebbe piacerti @Steelminded
Steelminded
Venerdì 26 Aprile 2019, 14.16.23
62
Si ma,a me piace molto di più di battles e sirens che trovo impresentabili... capito che intendo? È la continuazione di questi o un ritorno al passato prossimo di playground? 😄
d.r.i.
Venerdì 26 Aprile 2019, 14.11.40
61
@Steelminded: hanno preso lo stesso voto
Steelminded
Venerdì 26 Aprile 2019, 13.55.24
60
Non lho ascoltato ancora ma riprendo l'affermazione di 389gr e vi iedo: è paragonabile a Soundtrack of a Playground...? Se fosse così, festa...
d.r.i.
Venerdì 26 Aprile 2019, 13.39.54
59
Le Marquis, la frase di 380gr sembra tanto la tipica affermazione degli chef stellati che se appena uno dice che il loro piatto ops opera d'arte non è all'altezza usano affermazioni del genere per argomentare. Io non suono e me ne faccio una ragione ma ho ascoltato tanta musica varia per potermi permettere di avere una mia opinione. Commento 55 bellissimo
nonchalance
Venerdì 26 Aprile 2019, 13.22.33
58
Le Marquis de Fremont for President!
Le Marquis de Fremont
Venerdì 26 Aprile 2019, 12.22.19
57
Voilà, Monsieur 380gr, se permette, mi prendo la assoluta libertà di commentare un disco, anche se non suono nessun strumento. Del resto, come si permette lei, di magiare se non sa fabbricare cibo? O di viaggiare in auto se non è un ingegnere meccanico? Au revoir.
Skydancer
Giovedì 25 Aprile 2019, 20.39.23
56
Per me 60 tondo tondo, un po' meglio degli ultimi che ho trovato osceni ma non darei un punto in più oltre la sufficienza.
Htc
Giovedì 25 Aprile 2019, 17.23.44
55
Peccato solo per quei primi 11 pezzi del disco e forse anche l’ultimo nn e’ all’altezza, ma il resto e’ da 100 sicuro
Htc
Giovedì 25 Aprile 2019, 17.16.32
54
Per me 110 e lode
thrasher
Giovedì 25 Aprile 2019, 12.28.32
53
Per me un 100 secco... Sono sempre andati a tempo a differenza di altri straosannati
380gr
Giovedì 25 Aprile 2019, 11.45.34
52
Letto la recensione, letto i commenti e ovviamente ascoltato il disco a piu’ riprese. Giudicare la musica senza saperla suonare e’ un po’ come giudicare un quadro senza saper dipingere ( voi mi direte, ma allora tutti i critici d’arte che ci sono in giro?) la stra grande maggioranza sono dei coglioni. Detto questo, diciamo che il disco e’ senza infamia e senza lode, ci sono discrete cose e altre che fanno cagare, paradossalmente le cose migliori escono da soluzioni musicalmente abbastanza semplici ( escludendo a priori le ballads che sono patetiche), la mancanza di vere idee e’ piu’ evidente quando si tentano soluzioni musicalmente achiteturizzate, e qui iniziano i dolori. In definitiva 12 pezzi e diciamo la meta’discreti. Tutto sommato meglio dei 2 precedenti e forse qualitativamente paragonabile a SofAPF...
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 24 Aprile 2019, 14.19.15
51
Voilà, è fuori discussione che gli In Flames non sono più quelli di The Jester Race. Inutile ripeterlo ogni volta. Qui, c'è qualcosa di non male e qualcosa di scarso. Il problema è che sono usciti negli ultimi mesi, parecchi dischi veramente di altissimo livello e quindi non ho tempo di ascoltare album che non mi prendono. Diciamo che il songwriting è "faticato" e si sente. Le ballad sono scontate e scialbe. La recensione è comunque un petit peu prevenuta. Au revoir.
DF800
Mercoledì 24 Aprile 2019, 13.23.01
50
RECENSIONE CHE DIRE MEDIOCRE/SCARSA è UN EUFEMISMO. PRIMA DI SCRIVERE IMPARARE A CONOSCERE LA MUSICA CHE QUI C E UN IGNORANZA FOLLE. 20 RIGHE MALE DISPOSTE E POCO ARGOMENTATE. UNA MERDA. TUTTAVIA IL VOTO è CORRETTO.
dade
Mercoledì 24 Aprile 2019, 12.59.08
49
non male invece
gianmarco
Mercoledì 24 Aprile 2019, 4.07.55
48
mi è piaciuto .
JC
Martedì 23 Aprile 2019, 14.50.54
47
Devo premettere che non conosco il genere. Nel death ho solo i dischi dei Dark Tranquillity e dei Crematory...di poi queste sigle per me "moderne" e incomprensibili come emo, metalcore, djent non so nulla...per me é sempre stata fuori dai miei confini (Power, prog, aor, un po' di Heavy e di thrash). Io lo trovo un buon disco perché ci sono melodie intriganti unite ad un tiro potente. Che poi è il motivo per cui amo il Power metal: le doppie casse tirate unite a melodie piacevoli e coinvolgenti. Non amo le voci urlate e quindi anche nel caso degli In Flames preferirei più voci pulite. Da musicista non condivido assolutamente la vulgata del "cambiate nome". L'artista fa quello che gli pare, semmai voi pubblico, se non vi piace, cambiate band...
Macca
Martedì 23 Aprile 2019, 13.08.32
46
Secondo me su Come Clarity ci sono pezzi come Take This Life, Reflect The Storm e Crawl Through Knives che si mangiano a colazione qualunque canzone contenuta in I, The Mask (eccetto forse I Am Above che è ben fatta). De gustibus chiaramente, mi fa piacere che ci sia che riesce ad apprezzare questi IF, io proprio non ci riesco con tutta la buona volontà
Silvia
Martedì 23 Aprile 2019, 13.04.24
45
Macca si' si' certo capisco il tuo punto di vista dato che hai apprezzato Come Clarity quindi immagino tu sia aperto a diverse opzioni.
Silvia
Martedì 23 Aprile 2019, 13.02.39
44
Gli intermezzi emo anche x me sono il punto debole ma e' solo un gusto, niente da dire visto che a molti piacciono e probabilmente sono cio' che ha fatto fare al gruppo il salto allo status di band riempi-stadi. Pero' sono solo una parte del repertorio e i pezzi rispetto agli ultimi due album x me hanno piu' creativita'. Il ritorno al passato senza Jesper e' utopia pura, anzi, visto cio' che fa con i Cyhra penso che non accadra' mai neppure a livello stilistico (a prescindere dalle questioni personali)
Macca
Martedì 23 Aprile 2019, 13.00.14
43
@Silvia in realtà per me il problema non è il cantato di Fridèn, che trovo anche funzionale alla proposta, ma proprio come suona l'album nella sua interezza: nella maggior parte delle soluzioni che propone rasenta il dozzinale, sia in termini di songwriting che di arrangiamenti, ha canzoni deboli con melodie noiose e prevedibili. Il problema degli In Flames per me non è aver cambiato genere rendendo il loro sound più moderno e accessibile, ma l'averlo fatto in un modo che a mio avviso è inaccettabile. Io amo la melodia nel metal (e non solo) e ascolto tantissimi gruppi e generi lontani dal metal, ma questi In Flames me li tengo a 3 metri dal culo.
Metal Shock
Martedì 23 Aprile 2019, 12.53.32
42
Penso che Macca abbia ben definito questo nuovo disco nonché la voce di Friden che per me fino a Reroute era riuscito a ben sviluppare ma ultimamente tutti questi cori in stile emo pessimi ha peggiorato e non poco la sua prestazione. Quello che manca al gruppo è il songwriting, scrivere pezzi che non siano solo di facile presa per un pubblico più giovane e che è attratto da queste canzonette che domani hai dimenticato ma pezzi che resistono alla prova del tempo. E non si tratta neanche di volere un ritorno a sonorità del passato ma di fare canzoni degne del gruppo anche con un sound diverso.
Silvia
Martedì 23 Aprile 2019, 12.35.00
41
@Macca, Anders non e' mai stato un cantante tecnico, su questo non ci piove e infatti il suo punto di forza e' il timbro e l'interpretazione nelle diverse sfumature che ha cercato di ottenere, il che lo rende immediatamente identificabile fra tutti. I due che citi sono totalmente diversi secondo me, Strid e' eccezionale nella sua tecnica e versatilita' ma non ha il pathos di Anders a mio avviso e Stanne vabbe' e' uno dei miei top 5 di sempre perche' x me il suo growling e' spettacolare, intenso e luciferino. Irraggiungibile! . Io ho visto gli In Flames un paio di volte dal vivo ma diversi anni fa ed e' stato incredibile, tiene anche il palco molto bene oltretutto. Le stroncature probabilmente nascono dal fatto che ha cercato di reinterpretare i vecchi pezzi col nuovo cantato x cui anch'io sono la prima a criticare, "che lagna" x dirla in soldoni .
Macca
Martedì 23 Aprile 2019, 12.07.35
40
@Silvia: non ho parlato di pretese di Fridèn nello scimmiottare Ronnie James Dio. Tra l'altro le sue performance dal vivo sono state spesso criticate, anche se non avendoli mai visti non posso confermare nè smentire. Di certo il paragone con cantanti come Strid o Stanne è impietoso.
Silvia
Martedì 23 Aprile 2019, 11.31.31
39
Sono sempre più convinta che siano un gruppo che divide perché (esempio) Come Clarity fu l'album della delusione cocente x me! 😅/// Sinceramente non ho sentito in questo album pretese alla Ronnie James Dio da parte di Anders... L'autotune lo usa spesso ma ho sempre pensato che fosse x dare un certo taglio ai pezzi anche perché il gruppo ha dichiarato di scrivere solo pezzi in grado di replicare dal vivo. Come passo in avanti di Anders non intendevo tecnicamente anche perché lui non ha mai avuto tecnica
mardonziak
Martedì 23 Aprile 2019, 11.28.46
38
straquoto il commento di @Macca che dice il vero. 😐
Alex HeavySound
Martedì 23 Aprile 2019, 11.21.21
37
Ho amato i primi In Flames e ho continuato ad amarli anche con la virata di genere fino a Come Clarity album che reputo un capovaloro. Ho provato ad ascoltare i successivi, ma album dopo album è stato sempre peggio. Dovrebbero cambiare nome e salvare il salvabile.
Macca
Martedì 23 Aprile 2019, 10.50.49
36
Ascoltato ancora perché mi pareva brutto dare un parere dopo un solo giro nelle orecchie. Ebbene, più vado avanti e più lo trovo orribile: in generale i pezzi a livello di songwriting sono davvero imbarazzanti (Follow Me e In This Life solo per citare due episodi), gli arrangiamenti elementari, ci sono anche alcuni momenti buoni (nell'avvio di Burn sembrano quasi tornati loro) come c'è qualcosa di buono in ogni accozzaglia di note e parole, ma in generale si tratta di paccottiglia modaiola di una banalità sconcertante. Prova maiuscola di Fridén? Io tutto sto miglioramento non l'ho notato, solito cantato tanto autotunato da far prendere al sottoscritto le note alte di Ronnie James Dio. E non si tratta di non digerire un cambio stilistico, fino a "A Sense Of Purpose" mi sono piaciuti nonostante gli ultimi album suonassero diversi dai primi: ma qui (proprio come in Siren Charms e Battles) non ci trovo veramente nulla di buono, melodie scontatissime e tanta noia. Più in basso ho letto un accostamento a Come Clarity, mi sono venuti i brividi alti così. Voto 40
rob83
Martedì 23 Aprile 2019, 3.35.26
35
ma.i vecchi in flames che fine hanno fatto??????
Silvia
Lunedì 22 Aprile 2019, 12.08.33
34
Si' anche x me ha ritrovato spessore nel growl e in genere penso che abbia fatto un bel salto in avanti come cantante
DraKe
Lunedì 22 Aprile 2019, 11.52.36
33
Incredibilmente devo dire che questo disco non è da buttare come gli ultimi che facevo fatica a sentire per pochezza e ruffianeria e ho subito abbandonato nel dimenticatoio. È strano, perché è un lavoro quasi diviso in due tra brani melo-death e ballads e la cosa fa sì che l'intero disco risulti poco coerente e di riflesso crei divisione tra i fans. La qualità a mio giudizio non manca, le tracce sono ben scritte, ben arrangiate, ben suonate e ben prodotte...friden è il vero mattatore, autore di una prova poliedrica e convincente tanto nelle melodie pulite quanto nella cattiveria del growl ma anche l'impalcatura delle chitarre è ben orchestrata a parte alcuni riff banali e le parti di chitarra pulite il cui suono trovo poco azzeccato e non memorabili. Per i miei gusti quando spingono sull'acceleratore vengono fuori i momenti migliori (I am above e burn su tutti) ma anche un brano come la conclusiva stay with me ha un'ottima resa. A conti fatti un bel sette se lo merita tutto, ed è da interi lustri che non succedeva!!
Leumas
Domenica 21 Aprile 2019, 23.50.49
32
I pregi e i difetti sono sotto gli occhi di tutti: ottimi riff (soprattutto delle prime 4 canzoni) con ritornelli che sfiorano il limite dell'imbarazzo(this is our house mi son fatto una sonora risata). Album di per sé mediocre, con qualche canzone che mi piace molto(i am above fissa nelle mie playlist).
Salvo
Domenica 21 Aprile 2019, 23.16.22
31
L'ennesimo disco brutto di una band per la quale ho perso le speranze, ormai. 50 è essere generosi.
Zap
Domenica 21 Aprile 2019, 20.25.59
30
Sono di quelli che ha consumato i primi 5 lavori, ma anche uno di quelli che ha GODUTO per i 6 successivi in toto, addirittura sono arrivato ad apprezzare anche SofAPF ma gli ultimi 2 no...Fare meglio credo nn fosse difficile, il problema e’ che mancano le idee, mancano i riff vincenti in due parole mancano le belle canzoni se si escludono un paio di colpi il resto e’ a salve
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 20.25.32
29
Metal shock prova a leggere le recensioni che faceva e poi dimmi
Numbered Days
Domenica 21 Aprile 2019, 19.31.03
28
Sicuramente molto meglio di Battles, non un lavoro eccelso, ci sono un paio di cadute di stile, ma come altre persone qui sotto lo reputo un buon album, alcune tracce molto valide, e sono rimasto piacevolmente sorpreso da Stay With Me, molto toccante, direi che è meglio ascoltare la musica senza dare troppo peso al nome o alla quantità di ‘metal’ all’interno, è un intrattenimento e tale deve essere! Poi chiaramente ognuno ha un gusto diverso! Voto 73
Metal Shock
Domenica 21 Aprile 2019, 19.20.07
27
Mi chiedo quali intrallazzi ci siano tra Thrasher e Khaine 🤣 Mi immagino pure quante volte avrai ascoltato il disco, nessuna ahahahah
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 17.04.37
26
Per me un buon 80 ci sta lo trovo un ottimo album
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 13.34.15
25
Galilee che ne pensi dell album?
Galilee
Domenica 21 Aprile 2019, 13.32.39
24
L'hai già scritto 100 volte Thrasher e non frega un cazzo a nessuno.
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 13.23.32
23
Quando c'era khaine come recensore era tutta un altra cosa
Carmine
Domenica 21 Aprile 2019, 12.56.57
22
Per me è un 60. Si presenta meglio rispetto ai due dischi precedenti, ma a conti fatti non mi ha interessato moltissimo. È da 10 anni che propongono gli stessi riff. Non mi sorprendono più.
antomie
Domenica 21 Aprile 2019, 12.39.46
21
ormai con gli In Flames c'è un pregiudizio esagerato, per me album da 80 tranquillamente, il meglio da molti anni a questa parte
Ulvedhin
Sabato 20 Aprile 2019, 12.04.46
20
Giusto perché è sabato mattina e non ho niente da fare sono andato a vedere l'elenco delle recensioni (fino a pagina 10, poi mi sono rotto le palle) e questo è l'album col voto più basso (insieme ad altri due mi pare). Quindi gli ultimi 99 album recensiti sono migliori di questo, e sono sicuro che andando a ritroso ce ne saranno almeno un altro centinaio prima di trovarne uno con un voto più basso. In pratica regalate voti a destra e manca ma quando si tratta degli In Flames siete inflessibili.
Sadwings
Sabato 20 Aprile 2019, 11.45.44
19
Ma ormai quando esce un nuovo album degli in flames già mi immagino la recensione e il voto. Puntualmente on si discosta
dani3121
Sabato 20 Aprile 2019, 10.26.24
18
A me non è dispiaciuto,non al livello dell’ultimo Soilwork ma un 70 lo merita secondo me
Ulvedhin
Sabato 20 Aprile 2019, 9.29.59
17
Una recensione ridicola. Sia ben chiaro, ne ho già lette altre quindi il problema non è solo di questo sito. Ormai gli in Flames vengono recensiti col pilota automatico, dare un buon voto ad un loro album diminuirebbe il livello di "metallosità" di un sito agli occhi dei visitatori, quindi dare voti bassi a caso è una necessità. Ci sono decine di recensioni di album assolutamente inutili che prendono voti più alti.
Sha
Sabato 20 Aprile 2019, 8.32.00
16
Dalle due-tre canzoni che ho sentito mi sembra un pelo meglio degli ultimi due. Fatto sta che sentire gli In Flames in queste condizioni mi mette sempre in grande imbarazzo.
Macca
Sabato 20 Aprile 2019, 1.10.42
15
Li abbiamo persi da parecchio ormai. Addio In Flames, vi ho voluto bene
Halo
Sabato 20 Aprile 2019, 0.29.26
14
avevo perso le speranze ma i due singoli promozionali (i am above, la titletrack) mi avevano subito colpito. Sarò di parte, ma a sto giro il disco l’ho comprato con soddisfazione. Il loro lavoro migliore da una decina d’anni a questa parte.
Ad astra
Venerdì 19 Aprile 2019, 23.37.44
13
Il più bel disco loro dai tempi di come clarity, per i miei padiglioni auricolari.
Silvia
Venerdì 19 Aprile 2019, 22.33.48
12
Hai ragione gli ultimi sono stati catastrofici x me 😅
Steelminded
Venerdì 19 Aprile 2019, 22.18.19
11
Cara Silvia, non lho ascoltato ancora, ma i duenprima mi hanno fatto più male che bene... Non mi aspettavo nulla e commentavo l'ennesimo voto basso... un abbraccio...
Nivea
Venerdì 19 Aprile 2019, 21.26.36
10
Ammorbidirsi col tempo ci puo’ anche stare, come pure provare a rendere il sound piu’ commerciale...ma DIO BONO almeno scrivete canzoni decenti e dategli una musica decente...porca troia negli ultimi 4 album ci saranno 4/5 canzoni buone il resto e’ veramente di una pochezza disarmante. Ridursi in questa maniera e’ veramente avvilente
Silvia
Venerdì 19 Aprile 2019, 21.26.05
9
Ciao Steel, non piace neppure a te?
Steelminded
Venerdì 19 Aprile 2019, 21.20.22
8
Bene, collezioniamo i 50 qui. Fuck man...
Metal Shock
Venerdì 19 Aprile 2019, 20.18.36
7
Ennesima delusione da parte del gruppo svedese incapace ormai di dare alle stampe un lavoro degno del loro nome. E pensare che l'inizio non è male: i primi quattro brani sono più che discreti rovinati purtroppo da Friden nei cori troppo emo ed irritanti, come anche in Burn dove al coro mi è venuta la nausea; di lì in poi purtroppo il gruppo scade in una serie di canzoni di una pochezza disarmante, con delle ballad raccapriccianti. Non si tratta di cambiare nome, se un'evoluzione è ben fatta e con un la capacità di fare buoni dischi va benissimo, quel che manca qui è proprio il songwriting deficitario che tarpa le ali. Di esempi di gruppi che partendo dal Death melodico si sono evoluti verso un sound diverso ma riuscendo a fare ottimi lavori ci sono (Soilwork su tutti), ma non gli In Flames. Bocciati.
andrea
Venerdì 19 Aprile 2019, 18.35.08
6
album, più che brutto, inutile. il che potrebbe essere peggio
DP
Venerdì 19 Aprile 2019, 18.25.23
5
Prima di tutto devono cambiare nome, come del resto gli OPETH.....queste bands non si sono evolute, hanno cambiato completamente stile non ha senso uscire con lo stesso nome…...come album degli In Flames gli do 30, come album di un altra band magari arriva ad un 65, no so chiamtevi the jesters ad esempio…...
Enrico
Venerdì 19 Aprile 2019, 16.31.33
4
50 è esagerato. meglio 30
Silvia
Venerdì 19 Aprile 2019, 16.02.10
3
Valeria di solito amo le tue recensioni e le condivido anche ma questa volta dissento (ovviamente e' solo una questione di opinioni, quindi nessuna polemica). Gia' ad un primo ascolto x me questo album e' valido e soprattutto lontanissimo da Battles che non mi venne neppur voglia di finire, come Siren Charms. Notevoli gli assoli, finalmente tornati alla vecchia gloria e buono anche il cantato che ha smesso quel tono lagnoso (x me) del periodo precedente . Purtroppo x il mio gusto ci sono gli intermezzi melodici ancora prestati dall'emocore che non mi vanno ma finalmente un album che ha pezzi che vien voglia di ascoltare varie volte, cosa che non capitava con loro da tempo immemore (x me ovviamente). Ritornero' a commentare dopo un paio di altri ascolti x me meritati. Almeno 75 di sicuro a mio parere
Deathland
Venerdì 19 Aprile 2019, 15.26.32
2
Recensione non facile perché sicuramente molti lo insulteranno prima di sentirlo e altri si fermeranno ad un primo ascolto senza provare ad approfondire. Per un buonissimo disco voto 75, I Am Above veramente bellissima
JC
Venerdì 19 Aprile 2019, 15.06.57
1
Dissento in toto con la recensione. A me il disco è piaciuto molto. Belle melodie, potente, ben scritto. Toglierei ancora di più i momenti di voce urlata, perché le parti migliori sono in pulito. 85 meritato.
INFORMAZIONI
2019
Nuclear Blast
Heavy
Tracklist
1. Voices
2. I, The Mask
3. Call My Name
4. I Am Above
5.Follow Me
6. (This is Our) House
7. We Will Remember
8. In this Life
9. Burn
10. Deep Inside
11. All The Pain
12. Stay With Me
Line Up
Anders Fridén (Voce)
Bjorn Gelotte (Chitarra)
Niclas Engelin (Chitarra)
Bryce Paul Newman (Basso)
Tanner Wayne (Batteria)
 
RECENSIONI
60
50
50
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