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Fates Warning - Perfect Symmetry
20/04/2019
( 1691 letture )
I Fates Warning sono una delle tante band che pur potendo fregiarsi di vagonate di talento, doti tecniche di alto livello e una serie impressionante di ottimi album, non hanno raggiunto il successo planetario che avrebbero meritato. Il motivo dietro questo destino è ignoto, ma è giusto soffermarsi nuovamente sui loro lavori, per comprendere come questi pionieri abbiano influenzato enormemente sterminate schiere di band progressive metal più o meno moderne. Perfect Symmetry è il quinto lavoro in studio dei Fates Warning, il primo che vede dietro le pelli Mark Zonder, nonché secondo lavoro con Ray Alder al microfono. Il disco prosegue quanto fatto con il precedente No Exit, ma con una propensione ancora maggiore per la scrittura di brani complessi, spesso avvitati su sé stessi con strutture contorte e non sempre immediate, cercando però di rimanere ben ancorati a un songwriting elegante e sempre alla ricerca della melodia. Rispetto a No Exit, che già mostrava con grande efficacia in The Ivory Gates Of Dream tutte le potenzialità del gruppo, in questo lavoro la musica risulta ancora più equilibrata e assemblata con grande gusto e accortezza. Tutti i brani sono costruiti in modo eterogeneo, incorporando differenti mood e influenze musicali più disparate, pur rimanendo sempre su un minutaggio contenuto e, soprattutto, esibendo una tecnica di alto livello ma mai autoreferenziale.

L’opener Part Of The Machine apre le danze nel migliore dei modi con un mid-tempo carico di controtempi di batteria e un basso pulsante. Le chitarre suonano riff dagli accenti sbilenchi rocciosi e complessi, come quello intorno al terzo minuto della canzone. Ray Alder è protagonista sin da subito con una notevole linea vocale sul registro più acuto e memorabile sin da subito per incisività e melodia. La seguente Through Different Eyes è uno dei picchi massimi del disco, nonché uno dei classici dei Fates Warning. Dopo l’assolo posto in apertura la canzone alterna un riff teso e galoppante all’arpeggio sospeso e riflessivo della strofa. Il ritornello, centratissimo esempio di eleganza compositiva da parte di Alder, è un tocco di classe dagli echi AOR che rende la canzone memorabile e perfettamente bilanciata tra aggressività e melodia. I Fates Warning tornano al mid tempo con Static Acts tra le chitarre armonizzate e stratificate di Matheos e Aresti e la voce acutissima e inacidita di Alder. Worlds Apart continua sulla falsariga delle precedenti, ponendo l’accento su strofe dagli accenti sincopati e arpeggi sinistri e si fa ricordare per l’ottimo assolo posto a metà canzone. La seguente At Fates Hands è un’altra gemma resa ancora più interessante dalla presenza del tastierista Kevin Moore, all’epoca in forze agli esordienti Dream Theater. La lunga coda strumentale della canzone è uno dei momenti più interessanti del disco, tra tastiere di gran gusto, riff e assoli di chitarra doppiati dal violino di Faith Fraeoli e la coppia Joe DiBiase/Mark Zonder in grande spolvero a dettare e pompare ritmi sincopati e complessi. The Arena è l’ennesima prova di quanto Perfect Symmetry sia un disco estremamente vario. Tornano le influenze maideniane con il basso galoppante nell’intro e a livello strumentale la performance è più che discreta. Alder torna a esplorare i propri limiti vocali, anche se complessivamente questa è forse la canzone meno incisiva rispetto a tutte quelle contenute nell'album. La penultima Chasing Time va menzionata per via dell’assolo di violino ben inserito nel contesto, dove Fraeoli ha modo di risaltare in modo particolarmente ficcante. Nothing Left To Say chiude l’album e consegna all’ascoltatore uno dei più apprezzati classici del repertorio dei Fates Warning. Una canzone che sfiora gli otto minuti di durata, che fa del suo punto di forza le strofe declamate in modo drammatico e teatrale da Ray Alder, che ricorda Bruce Dickinson nell’epica sezione mediana della canzone. Dal punto di vista strumentale abbiamo una lunga introduzione solista su un tappeto ritmico dagli accenti volutamente claudicanti; in seguito la canzone si evolve sostenendo il cantato e creando un’atmosfera debitrice della Vergine di Ferro in una veste più oscura e intricata. C’è anche il tempo per gli interventi solisti di Matheos e Aresti prima che la canzone si chiuda tra arpeggi e toni più soffusi.

Perfect Symmetry segna definitivamente la transizione dei Fates Warning dal metal classico degli esordi al progressive metal. I nostri chiudono gli anni Ottanta con un lavoro oscuro e difficile da digerire, ma che anticipa la propensione della band a mutare con ogni uscita discografica e a scrivere brani via via sempre più arditi e ricercati sotto ogni aspetto. L‘unico neo del platter è riscontrabile probabilmente nella produzione, che nella versione del 1989 risulta più fiacca nei suoni delle chitarre e con una sezione ritmica sovrastante, ma che nella ristampa del 2008 risulta maggiormente omogenea e capace di esaltare le peculiarità del disco.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
95.77 su 9 voti [ VOTA]
MetalFlaz
Lunedì 29 Aprile 2019, 7.55.05
17
capolavoro, già solo Static Acts vale l'acquisto, figurarsi tutto il resto
Crimson
Mercoledì 24 Aprile 2019, 14.05.55
16
@Papi io non mi riferivo nello specifico al voto, né di preferenze personali sui dischi. È chiaro che ogni recensore qui su Metallized dà le proprie valutazioni e non si può pretendere uniformità, proprio per come è impostato il sito. Solo notavo che forse (dico, forse), nella recensione, si perde o si possa perdere l'informazione per chi non conosce la band, né il genere e l'evoluzione del genere (con questo intendevo con "novizi") che comunque ci si trova di fronte ad un disco importante storicamente parlando (più di altri, belli magari allo stesso modo ma meno importanti per l'evoluzione del genere...non so i Threshold per dire un nome a caso tra i tanti), quindi da conoscere per chi fosse interessato alla storia del prog metal e dei FW. Ma così per dire, non ritengo la recensione "sbagliata" (qualsiasi cosa voglia dire; anche il voto per me ci può stare al netto se si concorda o meno), la reputo ben fatta, o che ci siano chissà quali incongruenze di giudizio abissali. Personalmente ritengo solo molto discutibile il giudizio su Awaken the Guardian qui su Metallized sui FW, per il resto tutto abbastanza condivisibile (al di là di opinioni differenti ecc.)
ayreon
Mercoledì 24 Aprile 2019, 13.24.51
15
e io invece lo preferisco a "parallels" perché ,a parte "through different eyes" non c'è un brano che ti acchiappa dal primo ascolto , proprio come deve essere un disco di prog metal , questa è una gemma preziosa che solo una grande band poteva sfornare ,hanno poi fatto altri capolavori ,ma queste sono state le fondamenta ,da qui è partito tutto .
Papi
Mercoledì 24 Aprile 2019, 11.41.52
14
Visto che si sta parlando dell'annosa questione del voto ci tengo a precisare che il voto è stato dato solo perché, a mio modo di vedere ( e me ne assumo tutte le responsabilità del caso, specie quando si parla con ascoltatori più navigati), Perfect Symmetry è appena un gradino sotto a Parallels e A Pleasant Shade Of Gray. Che sia un album storicamente importante non si discute ovviamente, però inviterei a non focalizzarsi troppo sul numerino in basso a sinistra. Non ho solo tanto ben capito il senso di quel "novizi".
Crimson
Martedì 23 Aprile 2019, 17.01.07
13
@Hard N' Heavy sì forse nella recensione mi sa che si perda una cosa per i "novizi", cioè con Perfect Symmetry ci troviamo di fronte ad uno dei dischi seminali del prog metal classico. In prospettiva storica, al di là dei gusti e al di là se poi abbiano fatto dischi "più completi", è da conoscere assolutamente (assieme almeno ad Awaken the Guardian e poi No Exit per gli '80). 1989: Nothingface dei Voivod, Perfect Symmetry dei Fates Warning e Control and Resistance dei Watchtower sono i must di quell'anno. (poi c'è anche l'importante esordio dei DT, ma viene dietro questi).
Hard N' Heavy
Lunedì 22 Aprile 2019, 17.06.30
12
Questo album è la perfezione del progressive metal, non c'è un difetto in 'Perfect Symmetry' non è un album lungo(42 minuti minutaggio perfetto) eppure sembra ricco e abbondante in tutte le sue 8 gemme, tutti gli strumentisti mostrano il loro genio compositivo anche la voce di Ray Alder qui è meravigliosa. Un'altra caratteristica fondamentale di questo capolavoro che lo rende 'perfetto' e l'atmosfera attorno a ogni canzone, (sound & mix perfetti). Il fraseggio melodico e lo scambio con le chitarre ritmiche è spaventoso, di bravura eccelsa che solo dei MAESTRI come i Fates Warning possiedono. Il mio voto è 100. Da avere assolutamente praticamente un Must.
Crimson
Domenica 21 Aprile 2019, 18.24.44
11
Ah poi personalmente, ritengo i capolavori dell'album At Fates Hands, classico immortale praticamente i DT dei '90 sono contenuti in nuce qui e Nothing Left to Say (poi la prima). Though Different Eys bellissima, stupenda ecc. funziona come singolo e canzone che colpisce subito, ma non la metterei tra le migliori.
Crimson
Domenica 21 Aprile 2019, 18.21.17
10
Qualche appunto da fare. Il ritornello di Through different eyes non lo ha scritto Alder; Ray solo da Disconnected ha iniziato a comporre qualcosina (una canzone su Inside Out) e solo con gli ultimi album ha preso sempre più piede nella scrittura dei testi e melodie vocali; al massimo possiamo parlare di arrangiamento vocale di Alder. Altra cosa: parlare di "transizione" da metal classico a prog metal - che è una cosa che gira abbastanza in Italia (vedi i volumetti di Metallus) - è inesatto. Nel senso, i Fates Warning - con pochi altri - hanno creato e fatto nascere il progressive metal "classico", cioè un qualcosa che sostanzialmente non c'era. Con Perfect Symmetry gettano le basi per le sonorità classiche del prog metal anni '90 - poi perfezionati in una forma più diretta con Parallels - evolvendo le sonorità rispetto a quelle "epiche" e power (ma anche power-thrash) dei dischi passati (assieme ovviamente ad una evoluzione di strutture e complessità tecnico-ritmica delle canzoni che diventa sempre maggiore di album in album). Ma il prog metal classicamente inteso, come tra l'altro dimostrano gli esordienti Dream Theater, non è affatto "solo" Perfect Symmetry...ma un mischione tra tutte le ricerche avviate con dischi come Awaken the Guardian/No Exit e Perfect Symmetry/Parallels... cioè la componente di sonorità power metal non verrà mai abbandonata (come viene invece accantonata in questo disco), anzi.
marmar
Sabato 20 Aprile 2019, 23.19.52
9
Per me l' inizio del mito FW. Bello, bello, anzi bellissimo, " Chasing Time" semplicemente commovente e anche il resto sfiora la perfezione. Applausi a scena aperta!
ayreon
Sabato 20 Aprile 2019, 18.25.21
8
100 è il voto giusto,non uno in meno,qui non c'è storia,questo è il prog metal.in vinile l'ho rovinato,ascoltato allo sfinimento,registrato più volte in cassetta per l'auto,anni fa in tour a Moncalieri mi fecero "part of the machine" e "nothing left to say ",potevano anche fare solo quelle e andavo a casa strafelice.
Progster78
Sabato 20 Aprile 2019, 17.54.52
7
Il primo disco che ho acquistato dei FW...Sono di parte,voto 95!
Lento ma inesorabile
Sabato 20 Aprile 2019, 17.33.09
6
Una piccola nota per il recensore: c'è un errore di battitura nella sezione della Line Up (il nome di Aresti)
InvictuSteele
Sabato 20 Aprile 2019, 16.33.28
5
Strepitoso, il loro apice. 90
tino
Sabato 20 Aprile 2019, 15.14.41
4
Confermo uno dei più bei dischi del genere con pezzi struggenti e magici e un ray alder mostruoso. Sicuramente 95
duke
Sabato 20 Aprile 2019, 14.52.03
3
.....album super spettacolare...di una band leggendaria....
entropy
Sabato 20 Aprile 2019, 14.38.31
2
Album favoloso, e anche piuttosto innovativo ai tempi. Inoltre per me è pervaso da una magica aurea malinconica. Voto 95
d.r.i.
Sabato 20 Aprile 2019, 13.48.31
1
No nooooooo 88 no! Siamo di sicuro sopra il 90 tendente al 95, per me il loro migliore.
INFORMAZIONI
1989
Metal Blade Records
Prog Metal
Tracklist
1. Part Of The Machine
2. Through Different Eyes
3. Static Acts
4. A World Apart
5. At Fates Hands
6. The Arena
7. Chasing Time
8. Nothing Left To say
Line Up
Ray Alder (Voce)
Jim Matheos (Chitarra)
Frank Aresti (Chitarra)
Joe DiBiase (Basso)
Mark Zonder (Batteria)

Musicisti Ospiti
Kevin Moore (Tastiere, traccia 5)
Faith Fraeoli (Violino, tracce 5 e 7)
 
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