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Raven - Nothing Exceeds Like Excess
04/05/2019
( 513 letture )
Ben poche band possono vantarsi di avere una musica etichettata con un solo specifico nome, mai utilizzato per definire il sound di altri gruppi. Athletic rock è stato definito il particolarissimo approccio musicale dei primi dischi dei Raven, compagine proveniente dagli anni Settanta e appartenente a pieno titolo alla New Wave of British Heavy Metal. Il nome deriva principalmente dal modo della band di presentarsi sul palco, in particolare per quanto riguarda il batterista Wacko, vestita di divise, caschi e vari oggetti di natura sportiva, ma si sposa anche perfettamente con la loro musica, contraddistinta da un rock molto veloce, ai limiti dello speed e in grado di conferirgli un’attitudine sgangherata ed esagitata. È con i primi tre album che i Nostri hanno lasciato un segno nella storia della musica, specialmente col terzo All for One. Purtroppo, però, pressioni da parte delle case discografiche allontanarono i Raven dalla retta via, con lavori poco rilevanti e troppo sfacciatamente commerciali, che distanziarono la band dal suo stesso modo di essere (è calzante in questo senso un paragone con i Tygers of Pan Tang, ai quali successe la stessa cosa e negli stessi anni). Dopo ciò, con la seconda metà degli anni Ottanta, la band dei fratelli Gallagher tentò di riaggiustare il tiro, prima con Life’s a Bitch e poi con questo Nothing Exceeds Like Excess, riuscendo soltanto parzialmente a risollevarsi da quel pantano di soldi e aspettative commerciali in cui erano sprofondati. L’album, anno di grazia 1988, è importante anche perché vede l’ingresso in formazione di Joe Hasselvander dietro le pelli, che accompagnerà i Raven per numerosi album e per quasi vent’anni, fino allo scorso anno.

Stilisticamente, Nothing Exceeds Like Excess è più pesante dei predecessori, assumendo tratti speed e vicini al thrash, con ritmiche veloci e martellanti ottimamente scandite dal nuovo entrato. Anche dal punto di vista del look, i corvi decidono di appropriarsi di un’immagine più tradizionalmente metal, fatta di pelle e borchie, e sicuramente non più “atletica”. Dodici canzoni per quasi cinquanta minuti di musica compatta e costante nelle sue caratteristiche, che vedono anche la presenza di qualche tratto sfacciatamente rock, che però si riesce a conciliare bene con l’aggressività speed. L’album si attesta sicuramente su livelli decorosi, è suonato ottimamente, la voce di John Gallagher è sempre la stessa che si ama o si odia, ma non sempre riesce a catturare. Una serie di brani sì (quasi) privi di cadute di stile, ma nemmeno capaci di arrivare davvero su di giri. Non sono molti i momenti che riescono a rimanere impressi dopo l’ascolto, nonostante quello che molto probabilmente è un album quantomeno godibile per amanti del settore. Tra i momenti più validi è facile annoverare l’opener (la prima Behemoth è solo un breve intro) Die for Allah, sparata, veloce e dotata di un buon riff. Into the Jaws of Death è forse l’episodio migliore, fatto di tempi medi scanditi e maligni, ma ancora più pesanti, con un ritornello che è uno dei più significativi dell’album. Thunderlord è invece uno dei migliori esempi di Nothing Exceeds Like Excess in cui i Raven rimangono ancorati a sonorità più rockettare. Un brano che offre maggior spunti melodici e ariosi, ma che comunque non manca di premere forte sull’acceleratore quando ce n’è bisogno. Tra gli altri, anche Gimme a Brake o In the Name of the Lord conservano a tratti la leggerezza di una musica che ha ancora più di mezzo piede nell’hard rock. Invece altri brani, come Stick It, The King (che banalità, il povero refrain!) o Kick Your Ass passano avanti veramente con poco mordente.

Tirando quindi le somme, questo Nothing Exceeds Like Excess non è male, ma poteva dare qualcosa di più, in primis con un songwriting più incisivo. Snellito di un paio di brani sarebbe forse stato un po’ meglio, con meno canzoni dove concentrare le idee migliori, perché talvolta in qualche brano si incappa in riff o passaggi abbastanza sterili, che sembrano messi lì perché non si è trovato niente di meglio. Anche la produzione, particolarmente secca, sembra mancare in potenza, vista anche la pesantezza che la musica vorrebbe avere. Rimane comunque un lavoro onesto, dove una band lontana da precedenti fasti tenta di ritrovare la retta via, piazzando anche qualche buon brano. Purtroppo, in un anno come il 1988, possiamo tranquillamente asserire che ci sono state decine e decine di uscite maggiormente degne di nota di questo pur onesto e sanguigno Nothing Exceeds Like Excess.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
61.25 su 4 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 5 Maggio 2019, 10.33.04
3
Questo qui lo presi in edicola, con l’Enciclopedia del Metal della Curcio!!! Beh sì, il precedente Life’s a Bitch (e anche l’ep Mad) sono senza dubbio migliori. 2/3 pezzi sopra la media (Into the Jaws of Death, Hard as nails, Lay Down the Law), il resto niente di che. Dopo la patetica virata commerciale di Stay Hard e The Pack is Back si rimisero sui binari giusti. Purtroppo però... fuori tempo massimo. Arrotondo a 70, mi sono simpatici e comunque sia rimangono una band per certi versi unica ed inimitabile anche in prove non eccelse come questa.
Rik bay area thrash
Domenica 5 Maggio 2019, 9.18.05
2
La review già dice tutto. Difficile riprendersi dopo una debacle commerciale causata dalla loro label precedente. E poi c'è da considerare l anno 1988 spettacolare a livello di uscite discografiche in ambito heavy metal. Meno incisivo del precedente ma nonostante tutto non malaccio. Faranno sicuramente di meglio dopo. Cmq da ringraziare la combat records che permise ai raven di riemergere da quel pantano in cui una label li aveva fatti precipitare.
Mic
Sabato 4 Maggio 2019, 17.38.10
1
Condivido. "Non male ma poteva dare di più". Il precedente album ed il successivo sono molto più incisivi a mio avviso
INFORMAZIONI
1988
Combat Records
Heavy
Tracklist
1. Behemoth
2. Die for Allah
3. Gimme a Break
4. Into the Jaws of Death
5. In the Name of Our Lord
6. Stick It
7. Lay Down the Law
8. You Got a Screw Loose
9. Thunderlord
10. The King
11. Hard as Nails
12. Kick Your Ass
Line Up
John Gallagher (Voce, Basso)
Mark Gallagher (Chitarra)
Joe Hasselvander (Batteria)
 
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