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Arsonists Get All the Girls - Hits from the Bow
04/05/2019
( 421 letture )
Gli Arsonists Get all the Girls si formarono nell’ormai lontano 2005, a Santa Cruz, nello stato della California. La band, seppur oggigiorno un po’ messa nel dimenticatoio perché poco attiva, ha dato un contributo importante alla scena -core, con un approccio al genere assolutamente fuori dagli schermi.
Per un gruppo davvero fuori dall’ordinario, l’opportunità di esprimersi compiutamente non poteva che arrivare per puro caso; infatti, il primo demo, contente solo tre tracce, veniva pubblicato dalla band secondo la cronaca per scherzo, ma la Process Records, vedendo del potenziale, ingaggiò gli Arsonists Get all the Girls, producendo il primissimo full lenght dal nome Hits from the Bow.
Visto il successo, i successivi lavori, fino all’ultimissimo Portals escluso (quest’ultimo sarà infatti autoprodotto), la band riuscirà a impressionare anche i discografici della più importante Century Media, aprendo di fatto un nuovo filone musicale, nel quale, si riverseranno altri gruppi che avranno maggiore fortuna dei nostri fra i quali Iwrestledabearonce, Dr. Acula, The Tony Danza TapDance Extravaganza e i We Butter the Bread with Butter, questi ultimi più noti negli ambienti metalcore.

Difficile riuscire a dare una collocazione certa alla proposta degli Arsonists Get all the Girls: sicuramente la band pone le proprie fondamenta in uno stile hardcore dalla caratura moderna, in cui confluiscono tutta una serie di influenze che vanno dal deathcore al grindcore e brutal death metal, enfatizzati da sonorità acide e dissonanti. Inoltre, la struttura ritmica di ogni singola canzone non prende mai una direzione coerente e, anzi, spesso cambia improvvisamente registro.
La band da voce alle proprie dimostranze tramite due distinti vocalist, l’uno che si dedica fondamentalmente a growl gutturali e lancinanti, mentre l’altro ad uno scream indiavolato e dai tratti deliranti, quest’ultimo fondamentale nel rimarcare il clima di generale frenesia che si respira nell’abbondante mezz’ora di Hits from the Bow. E questo non è tutto: ciò che va a contraddistinguere il disegno musicale della band, in modo definitivo, sono il massiccio uso dell’elettronica e dei sintetizzatori, nonché gli improvvisi inserti funk e jazz; una scelta all’epoca abbastanza innovativa e che sicuramente sottolinea ulteriormente il carattere burlesco e scherzoso del sestetto californiano.
Gli Arsonists Get all the Girls, seppur dotati di abilità tecniche elevate, nel loro essere estremi (in tutti i sensi), sembrano affrontar tutto in modo scanzonato e irriverente; basta semplicemente leggere la tracklist o sentire qualche skit inserito in diversi brani per rendersene conto: si passa infatti da zombie che mangiano il cervello dei propri vicini di casa, al massacro dei piccoli bimbi assillanti che aspettano l’omino del gelato nella traccia di apertura, per non parlare dell’epica sfida che vede impegnati un temutissimo scobra (l’incrocio tra uno scorpione e un cobra) e un cupcake.

Entrando più nello specifico, i diversi pezzi che compongono Hits from the Bow denotano elementi eterogenei che rendono riconoscibili i singoli pezzi; quello che forse non va a favore della causa portata avanti dalla band è sicuramente l’eccessiva estremizzazione di queste peculiarità che rendono l’ascolto abbastanza ostico nonostante la durata dell’album sia di appena mezz’ora. C’è da dire che, sebbene in futuro gli Arsonists Get all the Girls ricalibreranno il proprio tiro, questo disco presenta comunque canzoni assolutamente di spessore, nella consapevolezza che si sta parlando di qualcosa di non proprio "impegnato" dal punto di vista del contenuto dei testi, anche questi dai connotati assurdi, beffardi, sarcastici e, a tratti, anche satirici (come nella conclusiva City of Angels Cakewalk).
Passato il massacro dei bimbi insistenti di cui si parlava poche righe più su, l’album parte a mille con Next Week You Are Going to Get It Dirty, Shirley, con cui si viene accolti dal suono martellante della batteria, in un pezzo death/grind, in cui le voci maniacali dei cantanti si alternano, con in sottofondo i synth che amplificano ulteriormente il dinamismo, per poi passare nella fase conclusiva con un intermezzo funk che non sfigurerebbe nei migliori cocktail bar. Nelle successive Red Meat & Big Trucks e Scobra vs Cupcake, la band allenta di poco la presa, alternando i momenti più frenetici con passaggi dal groove più strutturato, melodie molto vicine al metalcore dei primi anni 2000 e le tastiere che alleggeriscono ulteriormente il suono con motivetti orecchiabili.
Si passa così poi per Shat Shark Tart che parte come una pallottola impazzita per poi evolversi in un pezzo tutto strumentale, dai tratti folkeggianti e distensivi, contrariamente alla traccia interamente strumentale Jazzy Geoffrey, dalle melodie fredde e distaccate, che si può considerare meramente dimostrativa della tecnica dei nostri.
Gli Arsonists Get all the Girls nella restante seconda parte del disco manterranno fermi questi elementi, rimescolando le carte alla ricerca di nuove soluzioni. In questo frangente di disco è ottima la traccia Cincinnati, in cui le chitarre emergono bene fra fraseggi melodici al fulmicotone e passaggi più corposi e la già descritta City of Angels Cakewalk, dove si parte con le tastiere che disegnano un’ottima trama, successivamente superate dalle chitarre le quali, descriveranno melodie più masticabili, non disdegnando qualche breakdown martellante.

L’album, seppur acerbo (considerato anche che molti elementi del gruppo all’epoca avevano solo 21 anni), si fa apprezzare se lo si ascolta con la consapevolezza di affrontare qualcosa di davvero estremo, sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista strettamente testuale. In ogni caso, questo lavoro ha segnato una nuova faglia negli ambienti –core ed è la dimostrazione del fatto che si può produrre musica di spessore, anche prendendosi poco sul serio.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Earthformer
Giovedì 9 Maggio 2019, 10.20.33
2
Nel mio periodo dove ascoltavo band mathcore dalle derivazioni deathcore e djent, band come questa, i frontierer, i tony danza e gli IWABO erano i miei pilastri. Forse il successivo Portals è anche meglio.
Gianmario
Lunedì 6 Maggio 2019, 11.56.14
1
Disco decisamente troppo sottovalutato. Band incredibile
INFORMAZIONI
2006
Process Records
Inclassificabile
Tracklist
1. This Time You're Going To Get It Dirty Shirley
2. Red Meat & Big Trucks
3. Scobra Vs. Cupcake: Battle Of The Bulge
4. Shat Shart Tart
5. Zombies Ate My Neighbors
6. Jazzy Geoffrey
7. Sinsinatti
8. Canadian Unigog
9. Limbo
10. City Of Angels Cakewalk
Line Up
Cameron Reed (Voce, Tastiere)
Remi Rodburg (Voce, Tastiere)
Arthur Alvarez (Chitarra)
Pat Mason (Basso)
Garin Rosen (Batteria)
 
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