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Carved - Thanatos
07/05/2019
( 606 letture )
Una cover di una canzone di Fabrizio De Andrè in un album death metal? Un vero e proprio azzardo che a conti fatti non si può dire sia riuscito male, anzi. La scelta degli italiani Carved di rivisitare in maniera completamente inedita La Ballata Degli Impiccati del cantautore nostrano e di inserirla nel loro ultimo disco, conferisce a quest'ultimo un connotato ancora più cupo e noir. Il titolo, molto evocativo, spiega perfettamente e senza troppi giri di parole l’argomento e il leitmotiv del lavoro. I più ferrati in materia letteraria, nello specifico nell’ambito della mitologia greca, sapranno che Tanato non è altro che la personificazione della morte, figlio maschio della notte e fratello gemello del sonno. Con questo richiamo diretto alla mitologia e con il rifacimento di un brano carico di significati e di simbolismo, il gruppo toscano/ligure ci avvisa immediatamente che il nostro non sarà un ascolto facile. Dobbiamo infatti cogliere ogni piccola sfumatura sia nella scelta delle melodie, arricchite dal lavoro del pianoforte e del violino, sia nell’accurata valutazione delle parole.

La proposta della band è un death metal melodico in cui, come anticipato, pianoforte e violino vanno ad impreziosire il curato costrutto dei brani. Basso, batteria, doppia chitarra, voce e seconda voce vanno a completare la line up. Il nome stesso del gruppo deriva dal verbo inglese to carve, che significa intagliare, scolpire, modellare e la cura di queste operazioni certosine ci colpisce già da subito con l’opener Sons Of Eagle, una traccia potente e aggressiva ma allo stesso tempo elegante nell’assolo di chitarra di Damiano Terzoni e nelle parti dolci suonate da Marco Mantovani. Una breve e decisa sezione di basso apre Octopus, in cui troviamo un bel duetto tra i due vocalist Christian Guzzon e Lorenzo Nicoli nei ritornelli in cui si alternano i due modi differenti di cantare, la voce in growl e la voce pulita. Skal, antico vocabolo svedese che indica un recipiente per liquidi, comincia con un’atmosfera pomposa e solenne, spazzata via di prepotenza dal growl che in questa traccia si incupisce notevolmente. Non mancano i virtuosismi e con il passare dei minuti viene fuori anche la vena tecnica dei musicisti, gli amanti del prog death di gruppi quali i Ne Obliviscaris apprezzeranno senza dubbio. Un breve intermezzo strumentale da meno di un minuto, Path Of The Twelve, ci conduce verso Rain Servant. Le mani di Marco Mantovani rendono le note di pianoforte simili a gocce di pioggia e la voce che si indurisce sul finale completa perfettamente questa canzone che è forse la più particolare dell’intero disco, davvero superba. Del singolo che ha lanciato l’album, intitolato Hagakure, è stato rilasciato un video promozionale nel quale un artista modella la sabbia su una superficie bianca e nel pezzo troviamo anche un flauto a rendere tribale l’atmosfera. È il momento della cover, citata già in apertura, de La Ballata Degli Impiccati. Essendo ovviamente in italiano, questo cambio improvviso di lingua spezza un po’ la fluidità e la coesione che avevamo trovato e apprezzato nelle prime sei canzoni. Dal secondo ascolto in poi si comincia a digerire meglio anche questo brano italiano la cui assimilazione non è così immediata. Un altro intermezzo strumentale di breve durata e dal titolo palindromo, cioè NeveroddoreveN, collega il brano di De Andrè con la ballad The Time Traveller. Questo trittico è probabilmente il momento di maggior quiete dell’album, e di death ne troviamo poco. Tuttavia, se pensavamo che il disco si fosse affievolito ci sbagliavamo, perché Spider allontana subito questa preoccupazione. Veniamo nuovamente aggrediti dalla violenta sezione strumentale e dalla graffiante voce del frontman. Discorso simile per The Gulf, una cupa e angosciante traccia pervasa da un’atmosfera mortifera. Bisogna ammettere che i Carved hanno davvero curato nei minimi dettagli il loro prodotto. Un inedito coro di dolcissime voci femminili a cappella, capitanato dalla bravissima Sara Squadrani, fa la sua comparsa in Come With Me, per fare da ponte verso la conclusiva Elsie (An Afterlife Suite) dove l’italianità del vocalist viene messa a nudo, forse eccessivamente. La sensazione avuta in precedenza quando si parlava di un addolcimento di suoni nella parte finale del disco non era poi così sbagliata, eccezion fatta per Spider e per la seconda parte di Elsie. Il death, dopo Hagakure, fa spazio ad un metal più leggero e sinfonico, più curato nelle melodie ma indubbiamente meno aggressivo.

Tirando le somme, dopo dodici anni di carriera i Carved tirano fuori dal cilindro un pregevole terzo lavoro in studio, la prova del nove che certifica il valore della formazione italiana. Parliamo di una delle migliori uscite discografiche di questo 2019 nel campo del metallo nostrano, ma mancano ancora molti mesi alla fine dell'anno. Onore alla band per come si è saputa muovere con destrezza su diversi generi, andando a calcare terreni folk, death, gothic e anche la musica classica, con l’aggiunta del violino e del pianoforte.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
60.87 su 8 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Lunedì 13 Maggio 2019, 13.27.39
3
Molto bello, soprattutto, come citato nella recensione, la prima parte più "death". Il songwriting è vario e interessante. Personalmente non ho apprezzato la cover di De André che perso sia più un divertissement che altro. Purtroppo è "ombreggiato", al momento, dagli eccezionali Byzantine Horizons dei Crown of Autumn, se parliamo di Italiani e da Par le Sang Versé dei miei conterranei Vèhémence. Au revoir.
Pacino
Venerdì 10 Maggio 2019, 12.12.46
2
Gran bel disco, complimenti! Voto 84.
Enrico 86
Mercoledì 8 Maggio 2019, 14.23.15
1
Disco enorme. Incredibile che questa band sia poco conosciuta
INFORMAZIONI
2019
Revalve Records
Death
Tracklist
1. Sons Of Eagle
2. Octopus
3. Skal
4. Path Of The Twelve
5. Rain Servant
6. Hagakure
7. La Ballata Degli Impiccati
8. NeveroddoreveN
9. The Time Traveller
10. Spider
11. The Gulf
12. Come With Me
13. Elsie (An Afterlife Suite)
Line Up
Christian Guzzon (Voce)
Lorenzo Nicoli (Voce, Basso)
Damiano Terzoni (Chitarra)
Alex Ross (Chitarra)
Marco Mantovani (Pianoforte)
Federico Mecozzi (Violino)
Giulio Assente (Batteria)
 
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