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Bad Religion - Age of Unreason
09/05/2019
( 1699 letture )
Dev’essere deprimente, per i giovani che vogliono suonare punk rock nel 2019, doversi ancora confrontare con chi questo genere l’ha inventato, trent’anni fa. E il problema è che il confronto rischia di essere impietoso, perché i Bad Religion, diciamolo subito, lanciano sul mercato un album che è una vera e propria bomba. I Californiani hanno passato i Cinquanta, hanno i capelli stempiati, gli occhiali e la panza. Eppure, non hanno nessuna intenzione di smettere di dare lezioni di melodic hardcore. Age of Unreason è il loro diciassettesimo album, pubblicato sei anni dopo l’ottimo True North. I due lavori presentano una formazione molto simile, oggi orfana dello storico chitarrista Greg Hatson, rimpiazzato da Mike Dimkich. L’ultimo nato è anche il primo lavoro con il nuovo batterista Jamie Miller, nella band dal 2016.

“Una vera bomba, sul serio?” dirà qualcuno. Cos’hanno ancora da dare questi attempati padri di famiglia, dopo 39 anni di carriera e tutti questi album? Non molto di nuovo per la verità, perché Age of Unreason non si discosta di una virgola da quanto fatto fino ad ora dalla band di Los Angeles. Anzi, l’ultimo nato propone in quaranta minuti scarsi una sorta di galleria di tutto ciò che il sestetto ha scritto fino ad ora. Reminiscenze del vecchio hardcore oltranzista (le gang vocals di Faces of Grief) si alternano a momenti pop e leggeri (Downfall e la magnifica Lose Your Head). In mezzo a questi due estremi, i Bad Religion fanno semplicemente i Bad Religion. Ovvero un costante e perfetto equilibrio fra irruenza e melodia. Il singolo apripista Chaos from Within ci riporta in quattro e quattr’otto ai fasti di Suffer: un riff tirato e semplicissimo, seguito da un ritornello armonizzato che entra subito in testa. E sembra in effetti che i refrain del disco facciano a gara a chi è più difficile da scacciare dal cranio. Ne sono esempio la radiofonica My Sanity, la melodica The Approach, ma anche End of History, così smaccatamente anni ’90, ma così irresistibile, o come la title-track. Difficile citare un brano rispetto ad un altro, ognuno ha la sua ragione d’essere in una scaletta praticamente priva di passi falsi. A livello lirico, Age of Unreason si dimostra un album profondamente politico. Da sempre schierati dalla parte della ragione e dell’individualismo, i Bad Religion non faticano a trovare pane per i propri denti nella movimentata attualità del loro paese. Seppur mai menzionato direttamente, è lui, Donald Trump, a trovarsi spesso nel mirino di Graffin e compagni. Un presidente che mette i bambini in gabbia (End of History), che dispensa disinformazione eletta al rango di post-verità (Candidate), in un mondo in cui imperversano i fatti alternativi, espressione trumpiana per qualificare le menzogne (My Sanity). Altrove, i testi attaccano la tirannia e la nuova aristocrazia (Old Regime), o ancora il liberalismo economico (Downfall).

Beninteso, in Age of Unreason non c’è posto per la novità, il suo maggior pregio è anzi quello di rendere irresistibili partiture e melodie già sperimentate. Il segreto di una tale riuscita è banale quanto assolutamente non scontato, e ha un nome, Greg Graffin. La sua voce sembra quella di trent’anni fa, appena un po’ più graffiante e levigata dagli anni. E non è un miracolo della postproduzione: basta dare un’occhiata ai video degli ultimi concerti degli Americani per rendersene conto, il 54enne è semplicemente in forma strepitosa. A suo agio tanto nelle parti muscolari quanto nei momenti melodici, il cantante fa la differenza, sostenuto da cinque musicisti rodatissimi che suonano le loro partiture elementari con una mano e un savoir-faire eccezionali. È in questo frangente che emergono i benefici dell’età. Non nella musica di per sé, ma nella maniera di suonarla assieme: decenni di mestiere che filtrano fra le maglie di un suono semplice ma compattissimo. Nei generi come il blues o il jazz d’altronde, mai si direbbe di un musicista che è troppo vecchio. L’età diventa anzi sinonimo di saggezza e abilità. Il rock, e il punk ancor più, restano al contrario legati al mito della gioventù ribelle da cui traggono origine. Ma si tratta in fondo di un cliché, e artisti come i Bad Religion sono qui a ricordarcelo.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
64.5 su 14 voti [ VOTA]
Salvo
Giovedì 18 Luglio 2019, 13.54.17
28
Un gran lavoro. L'ho ascoltato molto nei giorni passati e siccome merita ho preso il vinile stamattina.
tartu71
Lunedì 1 Luglio 2019, 9.29.29
27
what tomorrow brings da ascolare all'infinito!
mauri
Giovedì 20 Giugno 2019, 10.06.56
26
Una perfetta recensione , un lavoro perfetto per quello che sono i bad religion la cosa sempre più interessante è la posizione politica della band che negli anni non ha perso ne smalto ,ne senso critico . Il mio commento poi non fa testo :Io sono un fan che ha seguito la band dall italia alla finlandia dalla germania a los angeles
El Faffo
Venerdì 14 Giugno 2019, 0.20.16
25
Sarà che frugai le k7 di Generator, Against The Grain.. Ma per me se uno non li apprezza può andare ai Rave! Emblema dell' HC melodico e del Rock tutto.
Doomale
Lunedì 13 Maggio 2019, 21.01.14
24
I due singoli mi erano piaciuti molto, se più o meno la sostanza è quella penso che il voto ci possa pure stare. Ripasso dopo averlo masticato per un pò. Visti anche dal vivo parecchi anni fà e devo dire che erano andati forte, nonostante l'handicap di suonare prima di gente del calibro di Slayer, Sepultura e Paradise Lost, ai tempi d'oro.
Area
Lunedì 13 Maggio 2019, 12.35.04
23
Non ho ancora ascoltato, se mi piacerà lo comprerò, ma mi fa immensamente piacere vedere che ci siano ancora. Autentici pilastri del Punk tutto e Americano.
sans
Lunedì 13 Maggio 2019, 10.48.49
22
I musicisti non "suonano le loro partiture", ovviamente.
Galilee
Domenica 12 Maggio 2019, 11.20.53
21
Ti lascia votare solo se metti 30. 😁
Newsted Head
Sabato 11 Maggio 2019, 18.54.33
20
Comunque non so voi ma ci deve essere un bugraticamente quando clicco su vota e metto il mio voto mi dice che ho già votato il disco. Succede anche con una vpn quindi deve essere un bug a tutti gli effetti
Silvia
Sabato 11 Maggio 2019, 16.49.37
19
Sì il singolo è piaciuto molto anche a me. Greg unico, concordo! Mi piace la voce e anche il suo modo di riflettere, molto "razionale" (x quanto io sia un' istintiva). Non so se hai letto il "carteggio" sulla fede fra lui e un altro professore (cattolico). Io non ho letto tutto il libro, solo stralci e magari la cosa fu combinata ad un certo punto ma aveva ottimi spunti (io sono pressoché atea quindi mi rispecchio molto). Ok scusate forse è un OT 🤔
SkullBeneathTheSkin
Sabato 11 Maggio 2019, 16.07.23
18
Penso che anche il singolo dell'anno scorso "Profane rights of man" fosse bello cattivello e testimone della grande forma della band. Peccato non l'abbiano incluso nell'album. In ogni caso dice bene il @Griso nella rece: di Greg Graffin ne esiste uno solo!
Silvia
Sabato 11 Maggio 2019, 14.25.38
17
A me invece fanno letteralmente impazzire, coi 7 Seconds sono i miei preferiti di tutta la scena hc/punk (lo so, i 7 Sec sono davvero old school, si sono sciolti ma sono sempre presenti nei miei ascolti perciò uso il presente 😃. Mi viene anche difficile scegliere il mio album preferito...forse Generator... Recipe for Hate... Against the Grain... Non so, in definitiva la penso come Macca e TheSkull. Gruppo incredibile, il tratto che preferisco in loro è la velocità abbinata alle armonizzazioni vocali ma anche le rasoiate che propongono nei testi. A questo proposito una precisazione, i Bad Religion se la sono sempre presa col potente di turno quindi non interpreterei i loro testi come diretti esclusivamente contro Trump anche se preciso che ancora non ho letto le nuove interviste. L'album a primo ascolto mi sembra molto fresco ma devo approfondire. Ritornerò
troops of tomorrow
Sabato 11 Maggio 2019, 13.10.46
16
Ce ne faremo una ragione......
No Fun
Sabato 11 Maggio 2019, 13.00.34
15
Quoto Galilée, ascoltai due o tre album loro anni e anni fa ma non mi hanno mai preso molto, un po' troppo melodici, anche la voce del cantante non mi ha mai detto molto, molto pulita (niente a che vedere ad esempio con la raucedine di uno Steve Bators o la profondità di un Danzig o con la cantilena monotona magnifica di Joey Ramone). Di questo ho ascoltato qualcosa, mi sembrano in forma ma non è un punk che mi fa impazzire.
Galilee
Venerdì 10 Maggio 2019, 22.33.15
14
Band che conosco poco, penso di avere solo recipe for hate. Devo ammettere che il Genere non l'ho mai compreso troppo. Questo HC melodico che negli anni 90 ebbe un buon riscontro di pubblico non fece mai breccia nel mio cuore. Anzi ai tempi mi irritava parecchio. Sono sempre stato più legato al punk rock anni 70, non solo inglese e all'HC più incazzato anni 80. Vedo che la band è del 79, non ricordavo. Proverò ad ascoltare qualcosa.
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 18.53.44
13
40 anni, mi correggo. Gli acdc li tiravo in ballo andando a memoria ma in realtà hanno cominciato qualche anno prima dei BR. 73/74 vs 79
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 18.49.53
12
@GRC in effetti dovevo separare meglio i paragrafi, mi riferivo a te nel richiamare roba un po' troppo primigenia... se posso usare questa parola, ma senza astio, solo non andrei a scrivere sotto hardwired che è meglio kill em all... lo sanno anche i sassi e -per la cronaca- niente da dire riguardo a No Control, Suffer invece lo trovo da sempre sopravvalutato e se lo ascolto bene è abbastanza diverso dagli altri loro lavori, cosa che invece non vale per No Control... riferito al 30 che è una puttanata mi riferivo a chi ha votato, non necessariamente a te, anche se poteva sembrare. Riguardo al paragone con altre band, quello di nuovo era riferito alla tua citazione, non mi viene in mente una band che dopo 17 anni di album di qualità media elevatissima possa ancora essere così credibile... del tipo, pensato immediatamente agli ac/dc e a cosa hanno realmente prodotto di buono in studio negli ultimi 15/20 anni... io dico nulla. Beninteso live non si discute(vano) ma la gente va per thunder, highway ecc e non per le pur decenti decibel o cosa... invece rimanendo sul punk, penso a gente come i NOFX che ha sempre annoverato i Bad Religio fra le proprie ispirazioni... malmessi anche loro... quindi lunga vita a questi Bad Religion!
GRC
Venerdì 10 Maggio 2019, 18.09.24
11
SkullBeneathTheSkin, naturalmente non sono stato io a mettere 30. Il disco, ripeto, mia opinione personale, è un pò bruttino, lo paragono ai grandi lavori dei Bad Religion, che ritengo tra il meglio in campo Hardcore Punk in assoluto, solo per avere un punto di riferimento. Ovviamente 30 non è un voto credibile per questo album, che per me balla tra la sufficienza striminzita e l'insufficienza, 80 onestamente è un esagerazione.
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 15.44.54
10
Grazie della precisazione Lizard, ricordavo male. Sarà che spesso non si riesce a votare (senza alcuna polemica) quindi certe valutazioni mi irritano doppiamente. Ci tengo a ribadire che non voglio mancare di rispetto a nessuno ma 30 ad un disco così è solo e soltanto una provocazione.. perdonatemi il termine "puttanata" ma non saprei essere politically correct con chi fa lo spandimerda
Lizard
Venerdì 10 Maggio 2019, 15.37.35
9
@Skull: il blocco è sotto il 30!
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 14.46.49
8
@redazione: premetto che i voti non mi tolgono il sonno, mi pare aveste detto in passato di aver impedito di scendere sotto il 40? È un numero ampiamente sufficiente a descrivere un disco di merda, le sfumature al ribasso sono personali per non dire utili solo ai flame.
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 13.12.06
7
@grc... controlla un po' le date sui capolavori che citi perché sono passate intere generazioni e non qualche anno. Provocatoriamente parlando, farei un paragone con band di pari età/storia... Cmq 30 é una puttanata, non è un'opinione da rispettare, é una provocazione
GRC
Venerdì 10 Maggio 2019, 12.53.48
6
Premetto che non sono un grandissimo ascoltatore di Punk/Harcore, ma i Bad Religion mi sono sempre piaciuti, onestamente non riesco a capire né il voto recensore né i commenti entusiastici qui sotto, il disco è lontanissimo dalle vette del passato (Suffer e No Control su tutti), risulta (mia opinione) piatto e ripetitivo, in definitiva bruttino.
Macca
Venerdì 10 Maggio 2019, 10.08.36
5
Gruppo fantastico e sempre in forma, qualità media elevatissima sia in termini contenutistici che musicali: di 17 album ne ricordo giusto 2/3 bruttini, il resto tutto rigorosamente da esporre tronfio sui propri scaffali. Acquisto a scatola chiusa.
TARTU71
Venerdì 10 Maggio 2019, 8.58.23
4
preso a occhi chiusi
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 10 Maggio 2019, 0.38.59
3
Sono ai primi due ascolti e sono stupito anche io da come sembrino quasi migliorare col tempo, tolto il passo falso di "the dissent of man". Che meraviglia, chitarra-basso-batteria ed un messaggio... basta quel proiettile di opener a far capire come gira. IMHO semplicemente immensi
AkiraFudo
Venerdì 10 Maggio 2019, 0.09.10
2
...disco splendido, il loro migliore da "Empire Strikes Back", pieno di pezzi con un'identità ben precisa e ispirati, così come i testi, arrabbiati e intelligenti... a pensarci bene, ci sarebbe da ringraziare quel suino di trump che li ha "stimolati" come a suo tempo fece bush... leggende!
sonny73
Giovedì 9 Maggio 2019, 20.54.02
1
BR sempre una garanzia, per me sono come la coperta di Linus.
INFORMAZIONI
2019
Epitaph Records
Punk
Tracklist
1. Chaos from Within
2. My Sanity
3. Do the Paranoid Style
4. The Approach
5. Lose Your Head
6. End of History
7. Age of Unreason
8. Candidate
9. Faces of Grief
10. Old Regime
11. Big Black Dog
12. Downfall
13. Since Now
14. What Tomorrow Brings
Line Up
Greg Graffin (Voce)
Brett Gurewitz (Chitarra)
Brain Baker (Chitarra)
Mike Dimkich (Chitarra)
Jay Bentley (Basso)
Jamie Miller (Batteria)
 
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