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Athrox - Through the Mirror
09/05/2019
( 1005 letture )
Gli Athrox sono una compagine toscana attiva dal 2014 ma già individuata positivamente un paio d’anni più tardi con un esordio convincente, Are You Alive?, un bell’album di heavy metal moderno combinato con il thrash, con qualche elemento progressive e caratterizzato da una certa carica emotiva. Come non spessissimo accade, la band guidata dal chitarrista Sandro Seravalle e dal batterista Alessandro Brandi dimostra perizia e convinzione, essendo in grado di incastrare coerentemente e sensatamente tutte queste influenze diverse in un album che, per quanto potesse essere acerbo, esprimeva buone potenzialità. La strada continua un biennio dopo con questo Through the Mirror, che si pone giustamente come seguito di quanto sentito in Are You Alive?.

Si mantiene più o meno lo stesso sound, anche se in Through the Mirror la produzione suona più pulita, come fosse “tirata a nuovo”; a partire anche dalla copertina, invece, sembra si voglia puntare ancora di più sul lato emotivo-riflessivo, ma senza negare o rinunciare a nulla di quanto mostrato precedentemente. La tecnica è sempre su ottimi livelli, con la sezione ritmica quadrata al punto giusto e chitarre ben bilanciate tra parti soliste e riff serrati, con la personale voce di Giancarlo Picchianti sovente protagonista, bravo ad alternare momenti più puliti con altri maggiormente sporchi e aggressivi. Dieci tracce per cinquanta minuti, che si dividono tra brani tirati, pezzi più distesi che potremmo benissimo definire ballad o semiballad o addirittura vie di mezzo in cui le due componenti si trovano a convivere, con il predominio più o meno netto di una o dell’altra.

L’opener Waters of Acheron, tra tutti il brano più lungo con i suoi oltre sette minuti, è più vicina alla prima categoria, ma lo è soltanto in parte. Una certa pesantezza nella strofa rende il pezzo abbastanza tosto, ma già il ritornello mostra parti di una melodia molto più limpida e diverse diminuzioni della velocità d’esecuzione lo rendono un brano dinamico, un piccolo compendio di tutto ciò che sarà Through the Mirror nel suo complesso. Più cattiva è invece la successiva Ashes of Warsaw, sconquassante e più acuminata nei suoi riff di matrice thrash, mentre Empty Souls, a seguire, le fa da contraltare, elegante e cadenzata, e trasportata dalle chitarre e la voce di un bravissimo Picchianti, nonostante faccia anche da preambolo a un finale di brano decisamente incazzato. Un’alternanza di questo tipo continua anche nei brani successivi, mentre cresce sempre di più la consapevolezza di come negli Athrox la caratteristica principale sia una perfetta armonia tra queste due componenti, che continuano a mescolarsi, piuttosto che la loro semplice alternanza. Si segnala tra i momenti migliori anche un’altra doppietta, ovvero quella composta dalla dura e dinamica Decide or Die, dotata anche di un ottimo chorus, e dalla più distesa Sadness ‘n Tears, che possiamo definire come uno dei migliori brani di Through the Mirror. Un pezzo in cui orecchiabilità e violenza sono equilibrati alla perfezione, con il singer che dà ottima prova di versatilità passando naturalmente da melodiche parti vocali ad acuti graffianti e laceranti nel giro qualche secondo. Si potrebbe proseguire e citare anche tutte e dieci le canzoni dell’album, ma sarebbe superfluo: sono tutte di livello, tutte ben scritte e costruite, e all’ascoltatore spetta solo il piacere di scegliere le preferite.

Through the Mirror quindi conferma ed evolve il precedente Are You Alive?, sviluppando ulteriormente la personalità già abbastanza forte della band. Gli Athrox confezionano un album di sicuro livello, impossibile da inquadrare in un solo genere e per questo anche difficile da indirizzare verso un determinato bacino di utenza. Potrebbe piacere a chi mastica heavy classico, ai thrashers d’oltreoceano e agli amanti dello U.S. power, ma forse anche a chi predilige lidi vagamente più alternative. Una gran bella proposta, e nonostante tecnica e ispirazione notevoli, c’è ancora margine di crescita. Manca forse la presenza di una vera hit, e talvolta si ha l’impressione di come sia le parti cattive che quelle drammatiche potrebbero essere addirittura più intense di quello che risultano su questo disco. Si tratta comunque di un album di non facilissimo approccio, che richiede ben più di qualche ascolto per essere ben assorbito, ed è anche conseguenza del motivo per il quale non tira fuori il suo meglio subito, richiedendo all’ascoltatore una maggior empatia con la sua musica. Un lavoro notevole che toglie più di qualche soddisfazione, e per questo state all’occhio, cari Athrox, perché con il prossimo album le aspettative saranno ancora più alte. In bocca al lupo!



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
65 su 18 voti [ VOTA]
Cristiano Elros
Sabato 11 Maggio 2019, 13.02.23
3
Meno frizzante del debutto, in cui la matrice Heavy americana era sicuramente più presente, ma in compenso più personale e maturo. Gran bel lavoro!
Pacino
Sabato 11 Maggio 2019, 10.03.37
2
Buon disco per questi thrashers nostrani, ne consiglio l'ascolto. Voto 80
Warrior63
Venerdì 10 Maggio 2019, 17.42.15
1
Visti con Armored Saint a Milano... Molto bravi e ottimi musicisti secondo me... Complimenti a chi va in giro x il sito a dare 30 a tutti... Moooolto intelligente
INFORMAZIONI
2018
Revalve Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Waters of Acheron
2. Ashes of Warsaw
3. Empty Soul
4. Through the Mirror
5. imagine the Day
6. Decide or Die
7. Sadness ‘n Tears
8. Fragments
9. Dreams of Freedom
10. Fallen Apart
Line Up
Giancarlo "Ian" Picchianti (Voce)
Sandro "Syro" Seravalle (Chitarra)
Francesco "Frank" Capitoni (Chitarra)
Andrea "Lobo" Capitani (Basso)
Alessandro "Aroon" Brandi (Batteria)
 
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