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Exciter - The Dark Command
11/05/2019
( 647 letture )
Quante band dal potenziale enorme si sono perse per strada nel corso della loro carriera per i motivi più disparati: ego, droga e rapporti interpersonali non sempre idilliaci hanno determinato spesso la fine di gruppi sulla carta assolutamente talentuosi. Tra i maggiori pericoli sicuramente la poca stabilità è uno dei più letali, e gli Exciter ne sanno qualcosa. Formatisi nel 1980 hanno avuto la possibilità di cavalcare l'onda in un panorama quasi privo di concorrenza nel loro genere e in un momento di fermento fenomenale per l'appena nato heavy metal, ma la fortuna non ha mai arriso ai canadesi che nel corso del tempo hanno stravolto la line up, si sono lasciati e poi ripresi arrivando addirittura a sciogliersi e riformarsi un paio di volte. Insomma, a parte il periodo degli esordi l'ensemble allora capitanato da John Ricci non ha mai avuto vita facile e infatti The Dark Command arriva dopo l'ennesima rinascita col solo chitarrista superstite del nucleo originario.

Arruolato il tanto talentuoso quanto inaffidabile Jacques Bélanger alla voce e marchiata la sezione ritmica sotto il nome Charron, il buon Ricci riparte con un album dalle sonorità piuttosto diverse rispetto al passato ma sempre all'insegna delle sfuriate speed targate Exciter e il risultato non è affatto male. La più grande differenza rispetto ai predecessori è la produzione: finalmente potente e moderna quanto basta, quest'ultima voce -troppo spesso ritenuta un dettaglio- permette di apprezzare l'ottimo lavoro di Rik Charron che non risparmia il suo drumkit né tantomeno la doppia cassa (vedi Sacred War e Assassins in Rage tanto per citarne un paio) donando ai brani una verve e un'energia che ben si addicono al nuovo corso della band. Anche la chitarra beneficia del lavoro alla consolle, le rasoiate del buon John sono sempre affilate e in grado di provocare squarci nei padiglioni auricolari dell'ascoltatore e fin dalla title track i riff si confermano aggressivi e velenosi come di consueto. Ma il vero protagonista qui è l'esordiente Bélanger, la cui ugola si attaglia perfettamente alle nuove composizioni che ora in certa maniera strizzano l'occhio al power con addirittura veri e propri momenti epici -Burn at the Stake- che i vecchi fan non si sarebbero mai aspettati dalla band; e pazienza se ogni tanto Jacques sembra la versione americana di Halford, nessuno si offenderebbe dell'accostamento, no? Il pezzo più atipico di The Dark Command è rappresentato da Let Us Prey, brano piuttosto oscuro introdotto da un arpeggio opprimente e che presenta cambi di tempo cadenzati e poi più veloci, sicuramente diversa dalle sfuriate speed che scaturiscono dai solchi dell'album. La chiusura del platter è affidata a Screams from the Gallows, pezzo dal gran tiro che racchiude in sé il sound di questa ennesima rinascita degli Exciter e sigilla degnamente un album non esente da pecche ma comunque all'altezza del nome stampato in copertina.

La formula di The Dark Command presenta quindi una base old school rivisitata e mescolata a concessioni più moderne in un momento storico in cui il post thrash stava dilagando invero non sempre con risultati esaltanti; velocità, schitarrate fulminee e rullate a rotta di collo creano un vortice sonoro travolgente e la potenza dei pezzi viene fuori con un adeguato risalto dei diversi strumenti, il tutto condito da un'ottima prova dietro al microfono: siamo dunque di fronte a un capolavoro? In realtà no, se l'incipit del disco è devastante ogni tanto troviamo qualche calo qua e là (Suicide Overdose, Executioner) che però non inficia la qualità del lavoro stesso, improntato a dare una "nuova giovinezza" alla band pur nel rispetto del glorioso passato.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
42.8 su 5 voti [ VOTA]
Diego75
Domenica 12 Maggio 2019, 7.39.52
5
Adesso jack Bélanger ha un gruppo chiamato Assasin blade e l’albulm Spacca di brutto ....ascoltare per credere ....roba vecchia scuola con formazione a 3 ....ascoltare per credere!
Diego75
Domenica 12 Maggio 2019, 7.34.23
4
Un grande albulm....bello veramente ....e pensare che nel 1997 era passato quasi inosservato....Jack Bélanger ha una bella voce che si adatta perfettamente a quest’ albulm....il successivo blood of tyrants invece lo reputo una chiavica!....ma il migliore della band secondo me rimane unveiling the wicked del lontano 1986!.....comunque a dark command do un bel 80!
David D.
Sabato 11 Maggio 2019, 19.26.33
3
Neanche minimamente comparabile ai primi tre (storia dello Speed Metal), ma comunque un buon album. Gli Exciter per me vanno ascoltati fino a Long Live The Loud, il resto è facoltativo, ma comunque sono tutti album più che buoni, sono d'accordo con il 78.
Aceshigh
Sabato 11 Maggio 2019, 19.16.27
2
Bella mazzata, niente fronzoli e tanto sudore. È ovvio che non siamo ai livelli dei primi due album (pietre miliari) e in effetti i due pezzi citati in chiusura di recensione non sono un granché, ma l’album nel complesso si fa ascoltare sempre con piacere (senza pretendere chissacché). Let Us Prey, per quanto atipica nel contesto generale molto “speed”, è forse il pezzo migliore. Voto 75
LAMBRUSCORE
Sabato 11 Maggio 2019, 13.28.27
1
Ho il vinile preso all'epoca, mi è sempre piaciuto, suoni grezzi, produzione un po' sgangherata, mi ha sempre dato l'idea di un disco live. Per me è un 80 secco.
INFORMAZIONI
1997
Osmose Productions
Speed Metal
Tracklist
1. The Dark Command
2. Burn at the Stake
3. Aggressor
4. Assassins in Rage
5. Ritual Death
6. Sacred War
7. Let Us Prey
8. Executioner
9. Suicide Overdose
10. Screams from the Gallows
Line Up
Jacques Bélanger (Voce)
John Ricci (Chitarra)
Marc Charron (Basso)
Rik Charron (Batteria)
 
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