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Paice Ashton Lord - Malice in Wonderland (Reissue)
12/05/2019
( 576 letture )
Gli anni Settanta sono stati, a posteriori, la vera epoca d’oro dell’hard rock, con la produzione di una quantità impressionante di album di notevole livello tecnico, alcuni dei quali impreziositi da una predisposizione all’innovazione fuori dal comune. Dal magma creativo di quegli anni sono anche emersi svariati supergruppi, che riunivano parti di line-up di altri progetti. Tra questi, dobbiamo citare quello denominato Paice Ashton Lord che, tuttavia, ha messo a referto un unico album, Malice in Wonderland, rilasciato nel 1977. La formazione si regge sulle due colonne dei Deep Purple, il tastierista di formazione classica Jon Lord, cui si dà credito di essere stato il primo ad amplificare l’organo, e il batterista Ian Paice, che può vantare invece uno dei primi utilizzi della doppia cassa in Fireball. Ai due si uniscono il vocalist Tony Ashton, già protagonista nel trio Ashton, Gardner and Dyke e nei Family, il chitarrista Bernie Marsden, che ritroverà tre anni dopo proprio Lord e Paice nella storica line-up dei Whitesnake che ha inciso Ready an’ Willing (1980), e il bassista Paul Martinez, nel decennio successivo al fianco di Robert Plant. A questa formazione di primissimo livello, si aggiunge l’ingegnere del suono Martin Birch, autentico asso della scena inglese, già impegnato con Deep Purple e Rainbow e, in futuro, con Whitesnake e Iron Maiden.

Malice in Wonderland è stato pubblicato in versione originale dalla Polydor nel 1977 e si componeva di nove brani, a cui si aggiungono, in questa riedizione del 2019 uscita per la earMusic, quelle otto tracce che avrebbero dovuto formare il secondo album in studio della band. Quello che salta subito alle orecchie dell’ascoltatore, già ad una prima superficiale ispezione, è la varietà di stili che caratterizzano il lavoro, verosimile specchio della diversa estrazione artistica dei musicisti. In altre parole, chi si aspettasse un robusto hard rock leggendo i nomi di Paice e Lord, rischierebbe di rimanere deluso. L’opener Ghost Story, ad esempio, pur mostrando chiare affinità al sound purpleiano presenta qualche richiamo al southern rock, corrente di enorme successo in quegli anni grazie a Lynyrd Skynyrd e ZZ Top, ma anche alla fusion, con quell’intermezzo strumentale in cui sentiamo insoliti (rispetto ai nostri ascolti) strumenti; le successive Remember the Good Times e Arabella (Oh Tell Me) virano verso la musica funk/soul, che costituisce forse la più riconoscibile influenza musicale dell’intero album. Più avanti nel disco, Dance with Me Baby recupera invece le sonorità del rhythm and blues, On the Road Again, Again è un sentito tributo alle due anime del gruppo, ovverosia hard rock raffinato e caldo funky, mentre I’m Gonna Stop Drinking Again omaggia il soul bianco alla Joe Cocker, prima della chiusura più ritmata affidata alla title-track. Altrettanto eterogenea è la composizione delle bonus tracks, con un hard rock dal sapore classico che affiora sporadicamente, per quanto mai puro, in Goodbye Hello LA e Ballad of Mr. Giver, un blues d’antan in Steamroller Blues e reminiscenze del leggendario quattro corde di Glenn Hughes in Nasty Clavinet.

In conclusione, Malice in Wonderland offre un ascolto gradevole e variegato, a patto di non approcciarlo prettamente come un album hard rock, nel senso classico del termine, ma accettare la mescolanza degli stili presenti, senza ovviamente gridare al miracolo. Gli appassionati di soul e funk non possono invece lasciarsi sfuggire per nessun motivo questa perla.

Buon ascolto e che il metallo sia con voi (anche quando del metallo non c’è traccia)



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
88.88 su 9 voti [ VOTA]
RALPH
Mercoledì 15 Maggio 2019, 18.13.54
5
Bellissimo.... 3 mostri !!!!!
Albifuz
Lunedì 13 Maggio 2019, 14.04.40
4
Lo sto ascoltando adesso ed e' una figata !!
LORIN
Lunedì 13 Maggio 2019, 10.15.50
3
Per me il più bel disco insieme a Butterfly Ball di Glover della Family. Tony Ashton è semplicemente spettacolare nelle sue interpretazioni, specialmente live.
Rob Fleming
Lunedì 13 Maggio 2019, 8.51.39
2
Album bello e stranissimo. Quella che era considerata l'anima hard del gruppo con Blackmore al momento di mettersi in proprio fa tutto tranne che hard rock. Al che mi è anche venuto il sospetto che forse non era solo colpa di Hughes la deriva funky - "musica per lustrascarpe" la definì il sempre pacato Ritchie - che colpì i Deep Purple. Di sicuro in questi solchi Lord non si risparmia. Curioso di ascoltare gli inediti. 80
tpr
Domenica 12 Maggio 2019, 23.54.48
1
Un disco che conservavo con gelosia. Sono impaziente di ascoltare gli inediti.
INFORMAZIONI
2019
earMUSIC
Hard Rock
Tracklist
1. Ghost Story
2. Remember the Good Times
3. Arabella (Oh Tell Me)
4. Silas & Jerome
5. Dance with Me Baby
6. On the Road Again, Again
7. Sneaky Private Lee
8. I’m Gonna Stop Drinking Again
9. Malice in Wonderland

Bonus tracks
10. Steamroller Blues
11. Nasty Clavinet
12. Black and White
13. Moonburn
14. Dance Coming
15. Goodbye Hello LA
16. Untitled Two
17. Ballad of Mr. Giver
Line Up
Tony Ashton (voce, tastiere)
Bernie Marsden (chitarra)
Jon Lord (tastiere, sintetizzatori)
Paul Martinez (basso)
Ian Paice (batteria)

 
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