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Pyramaze - Legend Of The Bone Carver (Reissue)
18/05/2019
( 499 letture )
Forti del successo riscosso nel 2006 col loro secondo disco Legend of the bone carver, i Pyramaze decidono di pubblicare la ristampa dell’album nel febbraio del 2019 ampliandolo con una traccia bonus, Flame and Retribution, e un booklet che narra la storia del gruppo, scritta dal fondatore Michael Kammeyer. Il concept si fonda su una trama estremamente accattivante: il naturale equilibrio tra Bene e Male viene turbato dalla crescita sproporzionata delle tenebre. Ciò però non segnerà il trionfo della massima entropia, perché la nascita di una specie di bambino misterioso, frutto di desiderio, fa sì che la speranza torni a vivere.

L’opening track Era Of Chaos crea un’epica aspettativa grazie alla profonda voce narrante che delinea i contorni della vicenda, sostenuta dalle tastiere che modellano l’atmosfera tipicamente power metal che caratterizza questi veri e propri poemi eroici. La breve introduzione si lega senza pause a The Birth, brano dai forti connotati che apre con un cantabile riff di chitarra che emerge dalle tastiere e una batteria che si aggiunge a cascata, scandendo intensamente il ritmo. Le chitarre d’accompagnamento sono l’archetipo del classico power e il brano è analogo al genere portato avanti da gruppi come gli Elvenking. La voce ha un’ottima estensione e sa calibrarsi bene durante l’intera durata del pezzo, alternando acuti a parti in cui quasi sussurra veementemente. La canzone è un’appropriata presentazione della nascita della creatura ancora illibata che dovrà essere protetta dall’oscurità. Lo struggente bridge sancisce il giuramento per cui i guardiani dovranno prendersi cura del piccolo eroe. Più fosco inizia What Lies Beyond, pezzo che segna la celere crescita del ragazzo. Egli è un fantastico Adamo, desideroso di ciò che va al di là delle proprie facoltà. Questo qualcosa, proprio come per Adamo, è la conoscenza del Bene e del Male. Il giovane matura nella virtù, ma di fatto ancora non può chiamarla tale, poiché ignaro del suo polo opposto; non è ancora pronto per apprendere un termine di paragone così doloroso. Le tastiere sono molto presenti nel brano e modulano l’acredine che altrimenti pervaderebbe in toto la canzone. I blast beats creano un divario nelle strofe con la voce che procede lentamente ma in modo ampiamente marcato. Nel solo la chitarra ama shreddare ma non eccessivamente, sottolineando verso la fine la stessa battuta che poi si riaggancia al resto del brano per eseguire un ultimo, polifonico ritornello. Il suono del pianoforte spicca in svariati punti ed è certosino nella tecnica. La prorompenza adolescenziale è ben resa dalla totalità del pezzo. Ancient Words Within segna la rottura del lineare sviluppo del ragazzo. Si manifesta il suo carattere sovrumano e le risposte che cerca non possono essergli fornite da chi lo circonda. Dovrà intraprendere un viaggio così da compiere il suo destino e scoprire il Male. Fino a circa metà della sua lunghezza Il brano è statico. Il tema del piano è inizialmente costante e poi lascia il posto ad un riff di chitarra altrettanto coerente, alternandosi ad esso. Ma quando sopraggiunge la soluzione di far partire il giovane, allora sì che le chitarre distorte creano un nuovo profetico inizio seguendo pattern classici ma che rinvigoriscono il brano, rendendolo tra l’altro un ottimo momento per l’headbanging ai live. Alla fine si ha la ripresa della prima parte in un’ottima crasi che sente la voce intrecciarsi con la chitarra solista che viene a foggiare una sorta di diplofonia.
Souls in Pain contiene elementi già prefigurati negli altri brani; è il punto in cui il ragazzo entra in contatto col malessere e il caos del mondo, ma la modalità narrativa rimane la medesima sia per quanto riguarda la parte armonica che quella melodica. Il finale sospeso tronca il fiato e fa sorgere l’idea che stia preannunciando qualcosa di diverso dalla vicenda a noi nota. Con estrema tranquillità le tastiere esordiscono in She Who Summoned Me, i cui minuti rendono il ricordo di una ballata che dà il benvenuto ad una misteriosa presenza femminile che il protagonista pensa di conoscere. I toni placidi ma al contempo epici raffigurano questo individuo sempiterno che si ritrova nel basso e nelle tastiere che sembrano evaporare. È dunque il turno di The Bone Carver, rivelazione dello scopo del protagonista (e del titolo dell’album): egli dovrà infatti incidere delle parole sacre nelle ossa dei caduti, formando un esercito per sconfiggere il buio. Al solito, il brano è decisamente tradizionale nella struttura e non riserva particolari sorprese. Risalta però il virtuosismo delle chitarre, negli assoli e non solo, che rendono esattamente l’idea di vecchi enigmi risolti e di nuovi plasmati, terminando infine con una invocazione di crescita indirizzata al potere. L’atmosfera dell’album è bellica: guerra è al di fuori del protagonista ma anche al suo interno, sia perché deve ancora scoprire la sua identità ma anche perché venendo a conoscenza del contrario del Bene in cui è cresciuto deve trovare un equilibrio e una sintesi col contatto che ha col Male. Bring Back Life è il brano dai tratti maggiormente progressive. Vi sono molti cambi di tempo e spesso fanno capolino sprazzi folk nei riff. Brano imprevedibile e ben posizionato, trascina con sé molti generi e richiami che lo rendono davvero apprezzabile nella sua poliedricità. Il ragazzo qui ribadisce la sicurezza del suo percorso, la consapevolezza che lo accompagna nell’impegnativa impresa che solo lui può compiere. L’interludio Blood Red Skies segna epicamente l’inizio della guerra, dopo la riflessione del protagonista che esterna le sue sensazioni e i prodotti dei suoi pensieri. I cori femminili, il suono di archi e la voce narrante rendono questo intermezzo un pezzo praticamente filmico. Il sospirato "Let the war begin!" mozza il fiato, predisponendo l’animo a quella che nel 2006 era la chiusura effettiva dell’album, ma che nella presente reissue è il brano precedente la bonus track.
Tears of Hate, pezzo molto catchy e portentoso, sancisce la fine della leggenda. L’ordine si è ricomposto proprio grazie ai morti tornati in vita, l’esercito del protagonista, che ora godono di una seconda chance per vivere al meglio la loro vita. E l’incisore è tornato a casa, dovunque essa sia. I primissimi secondi del brano donano un tocco gregoriano alla situazione, come a volerla estrapolare dal tempo. Le successive pennate di chitarra e i colpi di batteria tornano nella storicità del combattimento, raccontato potentemente. Tutto si svolge con linearità fino a quando le tastiere e la voce prosaica danno una mite prospettiva del futuro. Poi, tutto riprende e volge verso la conclusione. Rimane la bonus track Flame and Retribution, strumentale che forse non è fondamentale ai fini della completezza dell’album ma che in ogni caso lo risolve molto bene. La chitarra solista fa una summa di tutte le vicende trascorse, le tastiere dilatano l’atmosfera fino a che non giunge il rullante a sostenere il piano, che con degli arpeggi introduce un crescendo e poi un diminuendo della chitarra solista, che poi abbandona le percussioni che battono gli ultimissimi istanti dell’album.

Legend of the bone carver lascia una sensazione sognante e di frescura, come se si avesse appena attinto ad una fonte e ci si fosse dissetati con una storia non scontata ma tradizionale nel suo svilupparsi. Esattamente come appare la composizione dell’album, sapientemente mixato e masterizzato da Jacob Hansen (Volbeat, Amaranthe, Evergrey).



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
68.2 su 5 voti [ VOTA]
DP
Giovedì 23 Maggio 2019, 20.44.30
1
Bellissimo...minimo 85....pochissimi commenti e voti,vergogna
INFORMAZIONI
2019
Inner Wound Recordings
Power/Prog
Tracklist
1. Era Of Chaos
2. The Birth
3. What Lies Beyond
4. Ancient Words Within
5. Souls In Pain
6. She Who Summoned Me
7. The Bone Carver
8. Bring Back Life
9. Blood Red Skies
10. Tears of Hate
11. Flame and Retribution (Bonus Track)
Line Up
Lance King (Voce)
Michael Kammeyer (Chitarre)
Toke Skjønnemand (Chitarre)
Jonah Weingarten (Tastiere)
Niels Kvist (Basso)
Morten G Sorensen (Batteria)
 
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