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The Angelic Process - Weighing Souls With Sand
18/05/2019
( 642 letture )
Suicidal People Don’t Want To Die, They Just Want The Pain To Stop

Perché, vi chiederete, inaugurare una recensione, uno scritto che dovrebbe essere dedicato esclusivamente all’arte di Euterpe con un lapidario memorandum che sembrerebbe tratto da un compendio di psichiatria? Poiché, mai come nel caso della creatura di K.Angylus la vicenda dell’uomo e del musicista si intersecano in un connubio indissolubile. Weighing Souls With Sand rappresenta, a un tempo, tanto l’album della maturità quanto un vero e proprio testamento. Il mastermind, difatti, subì una menomazione conseguente ad una frattura della mano destra, causata da un incidente stradale. Reso incapace di riversare su pentagramma un assordante senso di vuoto, l’abisso depressivo nel quale da sempre emergeva grazie alle vibrazioni delle sei corde, avrebbe ceduto ai propri malesseri e tormenti, togliendosi la vita. Mai come in questo caso, dunque, la musica assurge ad automedicamento, rimedio alla fragilità esistenziale. Ma procediamo con ordine.

La formazione venne alla luce a Macon, in Georgia, nel 1999, ad opera di Kristopher "K.Angylus" Fairchild e Monica "M.Dragynfly" Henson che, oltre al sodalizio artistico, sono uniti in matrimonio. I Neurosis avevano già dato alle stampe il capolavoro Through Silver in Blood -e si sarebbero sporti oltre i confini della loro verve sperimentale con Times of Grace- gli Earth avevano spianato da qualche anno i sentieri del drone/doom. In seno a tale contesto sgorga la creatura The Angelic Process che unisce ad un sound muoventesi con disinvoltura tra drone, doom e, a tratti, post metal fitti layers di distorsioni che, alla stregua delle vive pennellate dell’ultimo Van Gogh, conferiscono un che di noisy ai brani. Tutto ciò viene trafitto da linee di synth, spesso unici sprazzi luminosi in una cortina cinerea. Tali tratti compositivi, distesamente sviluppati nel secondo …And Your Blood Is Full of Honey, trovano la loro forma più consapevole -e, purtroppo, definitiva- in Weighing Souls With Sand. L’artwork, ben più caldo rispetto ai lavori precedenti, rappresenta una figura femminile sporgentesi su una scogliera, quasi un’eterea presenza angelica. E sono proprio calore e levità che sembrano dischiudere il nostro viaggio nel full-length, sin dalla opener The Promise of Snakes. Un incipit spettrale affidato ai synth e ad un linearissimo pattern ritmico sfuma nel compatto e caotico intramato intessuto dagli strumenti cordofoni. La voce effettata di K.Angylus si armonizza con le linee melodiche in un crescendo drammatico. La più breve Million Years of Summer mostra un ordito quasi shoegaze, lasciando intravedere un sussulto di letizia in oceani di oscurità. The Resonance of Goodbye alterna invece una placida intermezzi atmosferici ad una stretta caotica tra riffing e layers vocali in screaming, in grado di strappare a brani i timpani dell’ascoltatore. We All Die Laughing, una delle tracce più notevoli del lotto, presenta un’ouverture a tratti accostabile agli Anathema di The Silent Enigma, deflagrante nella coltre rumorosa che abbiamo imparato a conoscere bene, densa di linee melodiche trasudanti disperazione. Dying in A-Minor rappresenta, per dir così, una ballad: i synth si fanno dominanti e l’ugola di Angylus delinea passaggi melanconici e suggestivi. Segue la titletrack, nella quale le armonizzazioni si fondono in un ensemble a tratti dissonante, ma sempre estremamente drammatico ed aurorale. L’intermezzo strumentale Mouvement-World Defeaning Eclipse, fa da cesura ai brani conclusivi del platter, di cui citeremo l’episodio più avvincente, How to build a Time Machine, caratterizzantesi per una maggiore dinamicità ritmica nonché passaggi piuttosto abbozzati e repentini tra le proprie sezioni. Lungi dall’essere indice di immaturità compositiva, tale tratto dona un afflato vivido ed impressionista alla composizione.

È piuttosto arduo ravvisare difetti in un’opera tanto intima e peculiare: probabilmente un ascolto frettoloso potrebbe indurre a ritenere la produzione eccessivamente prolissa e sin troppo omogenea, tanto per quello che riguarda la struttura delle tracce quanto per le soluzioni volta in volta adoperate. Se tuttavia si ha la disposizione adatta per abbandonarsi a Weighing Souls With Sand, se ne possono cogliere le sfumature più impercettibili, rendendone la fruizione resistente al logorio della quotidianità. Ci troviamo peraltro dinanzi al tipico lavoro che non può esser parcellizzato o assaporato a piccole dosi: soltanto l’immersione totale nel mondo allucinato del mastermind rende ad esso giustizia, restituendone la carica simbolica. E se per il suo creatore, la figura che esita sull’artwork avrà la sorte irrimediabilmente segnata dalla tragedia della caduta, per l’ascoltatore non potrà che essere null’altro che apertura ad un mondo tanto lisergico quanto avvincente.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
96.71 su 7 voti [ VOTA]
giordi
Sabato 25 Maggio 2019, 23.37.08
3
bellissimo
bacodaseta
Domenica 19 Maggio 2019, 9.43.57
2
Quando il cristallo finissimo che separa l'essere umano dalla propria arte va in pezzi....musica come graffio del sé sul libro del mondo...Grazie Costanza
Kriegsphilosophie
Sabato 18 Maggio 2019, 19.13.36
1
Favoloso.
INFORMAZIONI
2007
Profound Lore Records
Inclassificabile
Tracklist
1. The Promise of Snakes
2. Million Year Summer
3. The Resonance of Goodbye
4. We All Die Laughing
5. Dying In A-Minor
6. Weighing Souls With Sand
7. Mouvement - World Deafening Eclipse
8. Burning in the Undertow of God
9. Mouvement - The Smoke of Her Burning
Line Up
K. Angylus (Voce, Chitarra, Batteria)
M. Dragynfly (Voce, Basso)
 
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