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Lvcifyre - Sacrament
24/05/2019
( 370 letture )
Considerati tra i gruppi più interessanti e validi del panorama black/death, gli inglesi Lvcifyre hanno dato prova di essere un gruppo dal potenziale enorme sia con il debutto The Calling Depths (Blood Harvest, 2011) che con l'altrettanto e ancora più valido Svn Eater (Dark Descent Records, 2014), indubbiamente una delle migliori uscite del 2014.

Si può quindi parlare di un gruppo su cui sì, c'erano sia tante aspettative sia tanta curiosità. Bissare il secondo full non sarebbe stato da poco, ma al tempo stesso si aveva come l'impressione che ci fosse altro dietro quell'ottimo disco. E così è stato. Sacrament infatti, pur non essendo un full ma un EP di circa venti minuti, alza ancora di più l'interesse per il futuro del trio londinese; in quattro pezzi i nostri mettono in scena un black/death dalle tinte molto oscure e atmosferiche senza mai rinunciare al riff vero e proprio. Il grande punto di forza del gruppo è proprio questo, riuscire a mantenere una solidità compositiva nonostante la grande attenzione per l'aspetto più emotivo della proposta, riuscendo quindi a tenersi lontani da gruppi sulla scia di Impetuous Ritual e Grave Upheaval. I sette minuti di The Greater Curse sono un po' il manifesto sonoro del gruppo, quelli in cui troviamo tutta la loro vera essenza; le soluzioni in bilico tra death e black danno modo al gruppo di poter spaziare come meglio credono e di dar vita ad una struttura tutt'altro che quadrata o monotona. I mid tempo si legano così a riff più rocciosi e dissonanti per passare a sfuriate caricate di blast beat. Il tutto viene accompagnato da una prova vocale eccezionale: T.Kaos infatti, oltre ad essere molto abile nell'alternare growl e scream, si lancia in sezioni vocali più teatrali e recitate che donano all'intero disco una marcia in più per quanto riguarda l'impatto sonoro e il coinvolgimento (Shadowy Wing, Sacrament). L'intera opera si muove quindi su queste coordinate, arricchendosi di sezioni puramente atmosferiche con effetti sonori e voci in sottofondo. Impossibile però non segnalare quanto la produzione renda il ogni singolo passaggio incredibilmente suggestivo; per l'ennesima volta si ha come l'impressione di trovarsi nel punto più profondo dell'inferno, e viene quindi difficile non restare colpiti dalla qualità di ogni singolo pezzo (Deaths Head in Crown è da brividi).

Se le premesse per un full sono queste, si può star tranquilli: i Lvcifyre non sembrano intenzionati a rilasciare materiale di bassa qualità o poco studiato. L'attenzione che il gruppo ha dedicato ad ogni singolo passaggio rendono più che giustificabili gli anni che passano tra una release e l'altra. Ben venga allora, che passino altri quattro o cinque anni. Se il risultato è questo...



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
60.5 su 2 voti [ VOTA]
Pacino
Venerdì 24 Maggio 2019, 9.49.06
1
Il precedente era un gran disco, qui si percorre la stessa via con risultati meno entusiasmanti, forse perchè sappiamo già cosa ascolteremo, comunque ritorno positivo. Voto 76.
INFORMAZIONI
2019
Dark Descent Records
Death
Tracklist
1. The Greater Curse
2. Deaths Head in Crown
3. Shadowy Wing
4. Sacrament
5. Morderca (Kat cover)
Line Up
T. Kaos (Voce, Chitarra)
Cvltvs (Basso)
Menthor (Batteria)
 
RECENSIONI
82
 
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