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Malevolent Creation - In Cold Blood
25/05/2019
( 582 letture )
Annoverati tra le band simbolo del loro genere, anche se sempre in secondo piano rispetto ad altri illustri colleghi nonostante la qualità sempre alta della loro proposta musicale, i Malevolent Creation tornano due anni dopo l’ottimo Eternal, il quale aveva visto il bassista Jason Blachowicz prendere posto dietro al microfono per rimpiazzare l’ormai compianto Brett Hoffmann. Insieme all’inossidabile Phil Fasciana e Paul Soars alle chitarre e ad Alex Marquez alla batteria, il 24 giugno del 1997 il combo americano dà alle stampe In Cold Blood, il quale non fa che confermare la bontà della loro proposta, aggiungendo all’interno della loro discografia una cartuccia assai letale che non sfigura se confrontata con perle immortali come The Ten Commandments e Retribution.

Stilisticamente si può notare un irrobustimento del sound, con diversi elementi che rimandano al brutal death metal tanto in voga in quel periodo. A suo favore In Cold Blood può vantarsi di una produzione come Dio comanda, difetto principale dei precedenti ma pur sempre fantastici Stillborn ed Eternal: i suoni sono nitidi e potenti ma per nulla artificiali e a beneficiarne maggiormente sono il growl di Blachowicz e le chitarre, con la batteria e soprattutto il basso in po’ in secondo piano. Tutto sommato, un difetto su cui si può soprassedere. Suoni a dir poco ottimi che vanno a donare una marcia in più a quello che sicuramente è un songwriting da maestri: tutte le canzoni di In Cold Blood vantano sezioni strumentali e vocali chirurgicamente letali, tredici bisturi di acciaio inox affilatissimo che affettano la resistenza del povero ascoltatore e lo lasciano in balia della brutalità sprigionata. Questo album dovrebbe essere preso ad esempio quando si vuole spiegare che cos’è il death metal, perché qui dentro potete trovare veramente di tutto, dalle velocità urticanti alle sezioni in mid tempo da headbanging sfrenato, chitarre pesanti e taglienti ed un growl potente e profondo che non fa rimpiangere quello di Hoffmann (impresa per nulla semplice), il tutto con una sezione ritmica che definire sugli scudi è limitativo: Alex Marquez è il vero protagonista di In Cold Blood, la potenza e la naturalezza con la quale si districa tra tappeti di doppia cassa, blast-beat, piatti e fill sono da applausi e donano alle composizioni un’energia invidiabile e contagiosa. Qualitativamente parlando, tutte le canzoni godono di una qualità e di una compattezza a dir poco unica; questo perché il songwriting dei Malevolent Creation va dritto al punto, senza orpelli di nessun tipo, e la durata delle tracce difficilmente supera i tre minuti. Proprio per questo a risaltare sulle altre è il “lungo” mid tempo della title track (ben 5 minuti!), che si rivela assolutamente micidiale e conferma ancora una volta la maestria di Fasciana e dei suoi compagni nelle sezioni rallentate. In conclusione non resta molto altro da dire, in quanto non vi è una traccia in particolare (In Cold Blood a parte) a svettare sulle altre: sicuramente meritevoli di una menzione sono Prophecy, Narcotic Genocide, Preyed Upon (una delle uniche due canzoni dell’album che sfora i 5 minuti) e la micidiale Seizure posta in chiusura.

In Cold Blood non sarà uno dei migliori dischi death metal mai realizzati, ma è senza dubbio uno degli episodi migliori dei Malevolent Creation e merita un posto nella collezione di tutti coloro che amano il death metal vecchia scuola. Particolarmente indicato per quelle giornate nere in cui va tutto storto, si è arrabbiati con il mondo e si vorrebbe spaccare di tutto e di più, In Cold Blood riesce a far scaricare tutta la tensione accumulata a furia di air guitar, air drumming, headbanging e growl improvvisati che l’ascolto dell’album in questione vi indurrà a fare!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
69 su 4 voti [ VOTA]
Soulreaper
Lunedì 27 Maggio 2019, 23.23.44
10
@GodofEmptiness hai assolutamente ragione, svista mia. Ora lo correggiamo!
God of Emptiness
Lunedì 27 Maggio 2019, 23.21.42
9
Io cmq avevo capito che ci fosse Derek Roddy alla batteria su questo album
gianmarco
Lunedì 27 Maggio 2019, 18.50.47
8
bello però ha il sound che va e viene sia su spotify e deezer .
Galilee
Lunedì 27 Maggio 2019, 14.00.59
7
Mi manca...
Aceshigh
Domenica 26 Maggio 2019, 12.31.58
6
Uno degli album più diretti e spietati della band, buono nel complesso, una bella mazzata come sempre. Band che è da sempre sinonimo di qualità, faranno anche di meglio successivamente. In questo mi associo a Lambruscore, The Will to Kill è bestiale! Voto 78
Pacino
Domenica 26 Maggio 2019, 4.00.33
5
Buon disco per i grandi Malevolent Creation. Voto 78
lisablack
Sabato 25 Maggio 2019, 20.42.53
4
Bello, molto bello..per me non ne hanno sbagliato uno, compreso l' ultimo da molti stroncato, grande band che e' storia del death da oltre 30 anni..👍
LAMBRUSCORE
Sabato 25 Maggio 2019, 20.22.59
3
Bel disco, gran produzione. @Doomale, per me prima manca la recensione del loro più grande album dal 2000 in poi, The Will to Kill..
Doomale
Sabato 25 Maggio 2019, 19.05.44
2
Bella botta pure questo, ma il precedente Eternal lo era di più. Comunque l'ultimo album che comprai e l'ultimo che davvero mi colpì, anche se ne conto almeno un altri paio davvero validi pure dopo. A sto punto però per gli storici, manca assolutamente Stillborn.
God of Emptiness
Sabato 25 Maggio 2019, 17.47.32
1
Come detto uno dei migliori della creatura malevola, ma io alzo il voto a 90 (curioso che proprio sta mattina pensavo a quest'album e poi boom ecco la recensione ahaha)
INFORMAZIONI
1997
Pavement Music
Death
Tracklist
1. Nocturnal Overlord
2. Prophecy
3. Compulsive
4. Narcotic Genocide
5. Violated
6. Leech
7. In Cold Blood
8. Visions of Malace
9. VII
10. Preyed Upon
11. Millions
12. Condemned
13. Seizure
Line Up
Jason Blachowicz (Voce, Basso)
Phil Fasciana (Chitarra)
Paul Soars (Chitarra)
Alex Marquez (Batteria)
 
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