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Ulver - Drone Activity
26/05/2019
( 2072 letture )
“Fondamentalmente, il ruolo del musicista dev'essere la ricerca [...]”

(Iannis Xenakis)


Ricerca: non vi è un lemma più calzante per descrivere appieno la traiettoria solcata dai norvegesi Ulver. E si sa, i fan di lunga data sono avvezzi al ciclico e continuo avvilupparsi della band nelle spire della propria ispirazione, ovunque essa li conduca; questa volta, l’artwork ipnotico, di derivazione quasi escheriana, reca con sé gli strascici non già dei rigurgiti, per dir così, “pop” di The Assassination of Julius Caesar, bensì di ATGCLVLSSCAP, sebbene siano qui rivissuti e rifunzionalizzati nell’ottica di un’esperienza del tutto inedita. Se il platter gemello, rilasciato nel 2016, richiamava tanto nel titolo quanto negli intenti lo zodiaco, e dunque tutto ciò che è etereo e pertinente alla volta uranica di aristotelica memoria, la più recente creatura degli Ulver costituisce, al contrario, una discesa nel regno delle divintà ctonie, negli abissi atlantidei, nei quali la rifrazione/riflessione dei raggi solari sfuma nell’oscurità più assoluta. La band stessa, nelle note di copertiva afferma che:

“E’ emerso qualcosa di torbido e liminare, tanto nel suono quanto nello spazio”.

Drone Activity prende difatti forma sul lungomare di Oslo, in un ex sito di stoccaggio del pescato: l’enormità dell’edificio, fiocamente illuminato da spettrali neon traspiranti da distributori di bibite e loghi -il tutto avvolto da nugoli di polvere- ha rappresentato lo sfondo ideale per una sessione istintuale, affidata al libero gioco dell’improvvisazione. Dei novanta minuti trascorsi nel magazzino, settanta sono stati meticolasamente mixati e masterizzati al fine di confluire nella release che ci troviamo tra le mani, e parcellizzati in quattro tracce. Queste ultime, tuttavia, scorrono solidamente interrelate, come se fossero gli atti di una insondabile sinfonia sottomarina. L’apertura è affidata a True North –che, assieme alla conclusiva Exodus, costituisce la composizione più breve della release. Un fruscio spettrale, adagiato con levità su stridori quasi metallici via via intensificantesi, armonie sintetiche e quasi impercettibili: questi sono gli essenziali e risonanti elementi che iniziano a trascinarci via via laddove soltanto Architeuthis, Vampyroteuthis infernalis ed altre creature quasi mostruose –e sconosciute a più- osano sfidare la gravità e la tenebra.

Twenty Thousand Leagues Under the Sea –da notare il riferimento smaccato a Verne- colma ciclici riverberi acuti –sembra quasi di udire i richiami dei cetacei- con beat ammalianti. Questi ultimi, con la loro vibrante varietà, sostengono in toto la traccia, rendendola sostenuta ed a tratti persino ballabile. E’ la volta di Blood, Fire, Woods, Diamonds, la cui ouverture placida ed atmosferica cede il destro a synth graffianti e ad un impianto ritmico, spesso ovattato ma ben presente, avviluppato da echi spettrali e sviluppantesi in climax ascendente. A chiudere la lisergica e psichedelica esperienza offertaci dagli Ulver è Exodus, nella quale abbiamo quasi l’impressione di intraprendere una risalita in superficie, lambiti dal calore e chiarore solare: il sound si fa difatti più aperto e melodico, vergato da corrive e suggestive incursioni cordofone, plasmate dalle dita del chitarrista Stian Westerhus. Egli intraprende qui un vero e proprio esercizio di stile, dando fondo a tutte le tonalità emotive suscitate dalle già citate circostanze dalle quali sgorga Drone Activity. Cosa dire, dunque, in ultima analisi, al termine di questo viaggio meraviglioso in seno ai recessi abissali dell’ispirazione dei Lupi? Si tratta indubbiamente di una release per palati ben avvezzi allo sperimentalismo elettronico, alla ricerca senza sosta di ciò che fa vibrare le corde della propria interiorità. Un lavoro dunque concettuale ed astratto, ed al contempo rilassante come solo sanno esserlo certe colonne sonore. Chiunque sappia e voglia abbandonarsi all’esperienza multisensoriale offertaci dai norvegesi, verrà conquistato dalla ricercata genuinità delle soluzioni qui utilizzate. Chi non apprezza il drone, l’elettronica e le più rarefatte incarnazioni della musica contemporanea, difficilmente potrà apprezzare un simile full-lenght. Divisivi come sempre, impeccabili come sempre.

“L'arte e, soprattutto, la musica, ha una funzione fondamentale, che è quella di catalizzare la sublimazione che può produrre attraverso tutti i mezzi di espressione. Deve avere l’obiettivo, attraverso i propri punti di riferimento di confluire verso un'esaltazione totale in cui l'individuo si confonde, perdendo la sua coscienza in una verità immediata, rara, enorme e perfetta. Se un'opera d'arte riesce in questa impresa anche per un solo momento, raggiunge il suo obiettivo. Questa tremenda verità non è fatta di oggetti, emozioni o sensazioni; è al di là di questi, come la settima sinfonia di Beethoven è al di là della musica. Questo è il motivo per cui l'arte può portare a regni che la religione occupa ancora per alcune persone ".

(Iannis Xenakis)




VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
67.8 su 10 voti [ VOTA]
Lyuk
Giovedì 6 Giugno 2019, 14.17.50
34
Un incredibile trip mentale (ma bello)
VomitSelf
Lunedì 3 Giugno 2019, 14.26.23
33
Quando facevano Black avevano 18 anni...Cristo! Piacciano o meno, una band crea musica per esprimere se stessa, non per accontentare i fan. E la gente cambia col tempo. Se garbano, ok, altrimenti si ascolta altro. Lo ascolterò.
Nattleite
Mercoledì 29 Maggio 2019, 20.09.07
32
@Michele: grazie mille
Michele "Axoras"
Mercoledì 29 Maggio 2019, 17.37.08
31
Non sono stato mai un amante del drone, ma delle incursioni elettroniche si. Il disco in maniera molto superficiale può sembrare noioso e lontano anni luce dalla proposta iniziale della band. Proprio per questo può piacere o meno, ma al di là di questo è senz'altro un gran bel lavoro. C'è tanto impegno soprattutto in fase di missaggio e master, che sicuramente tante persone non immaginano e che richiede una gran bella apertura mentale. Bella recensione
urgrund
Mercoledì 29 Maggio 2019, 9.15.27
30
@duke ma guarda che mica ti ho criticato perché non ti piacciono gli Ulver. Tra l'altro pure a me alcuni loro album non dicono nulla. Ho semplicemente detto che trovo abbastanza ridicola la critica sul non aver cambiato nome. Critica che viene fatta spesso agli Ulver. Giusto per fare un esempio a caso, i Darkthrone suonavano death metal agli inizi, ma non ho mai sentito nessuno lamentarsi del perché non abbiano cambiato nome.
gamba.
Martedì 28 Maggio 2019, 23.50.44
29
@duke è sempre la stessa storia ogni volta che si parla di ulver, non è una critica diretta a te nello specifico, è solo che dopo un tot ci si rompe un po' le palle a sentire sempre la solita critica. personalmente poi non amo proprio chi, con la stessa medesima formazione, pubblica sotto più moniker, lo trovo dispersivo e non dà una idea chiara di quelle che sono le evoluzioni di un gruppo/progetto nel tempo. ma ognuno la vede a modo suo, solo mettetevi l'anima in pace, che tanto gli ulver continueranno a pubblicare con il moniker ulver in barba a chi dice non abbia senso. del disco in questione comunque ho apprezzato in particolare Twenty Thousand Leagues Under The Sea, per ora, mentre la prima traccia passa un po' in sordina.
Hagen
Martedì 28 Maggio 2019, 23.01.42
28
@duke: non si tratta di avere aperture mentali da "critici musicali intellettualoidi", bensì di capire che un artista fa quel che più gli aggrada con la sua creatura, e ad un cambio di genere non deve per forza corrispondere un cambio di nome. Gli Ulver sono 20 anni che fanno ambient/elettronica, il black è stato solo una parentesi iniziale, come il glam per i Pantera (i quali, stando alla tua logica, avrebbero dovuto cambiare nome, o sbaglio?). Ti pregherei inoltre di non usare così tanti puntini di sospensione, sono davvero brutti da leggere
duke
Martedì 28 Maggio 2019, 21.51.00
27
...grc...anche continuare come ulver...non ha nessun senso....sorry...pensaci....
duke
Martedì 28 Maggio 2019, 21.48.04
26
...beh ...prima potevano suonare al wacken...ora al massimo possono essere ospiti presso...la discoteca titicaca di Orbetello di..."panarelliana" memoria...tutto qui ....non credevo di scatenare tutto sto casino...perché ritenevo necessario un cambio di monicker....cosa avro' mai detto?tutti a far vedere di aver aperture mentali da.... ....critici musicali intelletualoidi....contenti voi....ascoltatevi sta noia.....
ObscureSolstice
Martedì 28 Maggio 2019, 17.52.23
25
@21: i nuovi ascoltatori degli Ulver non concepiscono che abbiano fatto black metal, come forse abbiano fatto la storia primaria di quel genere. Ora col drone qualcuno mi dica se è il massimo di gradimento questo o un tentativo di una band che non gli riguarda ma come hobby tenta di fare ugualmente, un pó come gli Opeth col prog ma non ci azzeccano niente. L'unica cosa i titoli di questo album sono molto belli come la scrittura di alcuni testi anche nel passato recente, ma peccato per la musica che non tutti capiranno e apprezzeranno di cui la scrittura è la migliore. Per sbalordire dovrebbero creare un elettronica sperimentale oscura malsana e semplice almeno in chiave come i titoli citati: true north, blood fire woods diamonds. Caspita, sembrano due titoli in madre terra col passato..ma fai play e non è cosí, il secondo titolo molto Bathory. Ma ora è la moda del drone e seguono quello. Che abbiano fatto lo split coi sunn )) e li abbiano "traghettati" in questa elettronica per elevarli a una specie di notorietà underground grazie al loro supporto frega nirnte, i sunn sono la feccia e non credo che anche in campo elettronica siano vantabili..io guardo entrambi i genere senza essere prevenuto a uno o all'altro; qualcuno mi dica se sono i nuovi paladini di musica elettronica ben fatta non c'e' da vantarsi quando si parla delle parentesi di quella band rumorista che è l'involuzione della specie, giá il nome è diciamo orrendo per chi non ha niente da dire sul contenuto e deve farlo in altro modo, come un pittore che non sa disegnare, come un corridore che non sa correre. Tuttavia gli Ulver hanno una discografia impeccabile si puó dire, voti del genere che jn vanno sotto l'80 rasentano la perfezione. Vado ad ascoltarmi Moby
Rob Fleming
Martedì 28 Maggio 2019, 15.01.22
24
L'album l'ho ascoltato al volo e mi ha detto poco, ma non lo considero un album vero e proprio, come non lo era lo split con i Sunn O))) o i vari EP. Per il loro ultimo è "The assasination..." ed è bellissimo. Per qualche ragione strana quando si parla di Ulver salta sempre fuori la storia del nome. Mah. Di album black ne hanno fatto solo 1,5; 3 se vogliamo proprio metterci dentro anche quel capolavoro di Kveldssanger (che di black non ha nemmeno una nota, ma tutti dicono faccia parte della "trilogia"). Già Theme from WIlliam Blake srazzava (ed è stupendo) per diventare altro con quel lo stratosferico Perdition City. Questo per dire cosa? Per dire che se gli Ulver devono cambiare nome lancio una raccolta firme affinché lo cambino anche i Pink Floyd, i Fleetwood Mac, i Genesis e i Rush. E anche Robert Plant! Si trovi uno pseudonimo perché di hard rock nella sua carriera dopo il 1980 non ne ha praticamente più fatto.
gamba.
Martedì 28 Maggio 2019, 14.53.16
23
chiedo un chiarimento al recensore: Stian Westerhus è presente alla chitarra in tutte le tracce o solo come comparsa in alcune? cioè viene citato ma non è in line-up, volevo capire se andasse accreditato come musicista ospite, leggendo varie altre recensioni noto che a volte viene citato e a volte dimenticato, ed è un po' un peccato, perché non lo definirei una figura marginale. l'album lo sto ascoltando adesso, per ora impressione generalmente positiva.
urgrund
Martedì 28 Maggio 2019, 14.24.20
22
@duke potrei capire il tuo discorso se fossimo nel 1998 ma cavolo siamo nel 2019. Non puoi parlare in questo modo di una band che ha suonato black metal per 3-4 anni e poi ha fatto tutt'altro per piu' 20 anni, sei ormai fuori tempo massimo di un paio di decenni.
gamba.
Martedì 28 Maggio 2019, 13.53.27
21
@duke dimmi che scherzi quando tiri in ballo i joy division e i new order, no perché davvero non ho parole... lo spartiacque nel loro caso non è stato dettato dal cambio stilistico ma dalla morte di ian curtis, quindi non vedo nemmeno l'ombra di un nesso con gli ulver. non lo capirò mai perché bruci così tanto questo fatto del cambiar nome, ulver è da sempre sinonimo di metamorfosi musicale, non di black. se la loro trasformazione fosse stata cronologicamente all'inverso, cioè dall'elettronica al black, secondo me non si starebbe qui a rompere tanto le palle per il nome ad ogni santissima notizia o pubblicazione.
GRC
Martedì 28 Maggio 2019, 12.47.00
20
Non ho seguito la discussione, ma i Joy Division diventano New Order dopo la morte di Ian Curtis, continuare come Joy Division non avrebbe avuto senso.
duke
Martedì 28 Maggio 2019, 11.16.42
19
...intanto non solo un' integralista del metal....ascolto di tutto....il cambiare nome sarebbe stato piu' coerente con le loro scelte stilistiche......joy division/new order ti dice niente?.....una sorta di spartiacque tra le vecchie idee e quelle nuove......non mi sembra di aver detto niente di male.....
gamba.
Martedì 28 Maggio 2019, 1.20.37
18
#16 non mi pare ci sia alcuna logica, i primi dischi sono usciti una decina di dischi fa, la curiosità di ascoltare un gruppo che da vent'anni ha preso una strada differente da quella degli inizi non ha alcuna logica se son vent'anni che non fanno metal e se solo quello è piaciuto, specialmente nel momento in cui sotto al titolo del lavoro di turno come genere non c'è scritto "metal". quando ci sarà scritto metal e non "ambient/elettronica" la curiosità potrà definirsi "logica". per fortuna che la redazione accoglie anche l'ambient e una parte di elettronica, a dispetto di quanto farebbero certi integralisti del metal.
Nattleite
Lunedì 27 Maggio 2019, 22.57.23
17
In primis l' ambient è stato sempre ben rappresentato su questa zine -e se guardi nella pagina staff è pure parte integrante dei generi di competenza della Slow Blackness- in secondo luogo perché dovrebbe essere un voltafaccia? Loro si dedicano a ciò che volta in volta li ispiea, da sempre, ed i fan sono altrettanto liberi di seguirli Credo che ciò valga per qualsiasi formazione, specie in tempi in cui l'offerta è così ampia e vasta.
duke
Lunedì 27 Maggio 2019, 22.17.29
16
...ma certo....i primi dischi li ho apprezzati tanto....e' logico che per curiosita' ho ascoltato anche questo....e mi chiedo cosa ci faccia questa recensione su una webzine metal.....l'evoluzione fa parte della natura delle cose.....e' normale e accettabile.....la loro svolta elettronica mi sa di volta faccia nei confronti di tanti metal fans ....non ti sembra?
Nattleite
Lunedì 27 Maggio 2019, 22.08.50
15
Ragazzi, gli Ulver hanno fatto della sperimentazione e dell'esplorazione dei generi più vari la loro cifra abbastanza precocemente. Il platter potrà pure non piacervi -opinione legittima- ma l'obiezione in virtù della quale avrebbero dovuto cambiare monicker è un po' troppo grossolana. Persino i primi lavori erano piuttosto differenti l'uno dall'altro.
urgrund
Lunedì 27 Maggio 2019, 21.30.45
14
@duke Quindi in pratica avrebbero dovuto cambiare nome una ventina di anni fa. E tu dopo tutto questo tempo ancora segui una band che non ti piace? Cioè hanno fatto 2 album black metal su, credo, 20-25 CD e minicd ed ancora ti interessi a loro?
Nattleite
Lunedì 27 Maggio 2019, 18.24.07
13
@Graziano: si
Freccia
Lunedì 27 Maggio 2019, 17.24.22
12
A me piacciono sia gli Ulver dei primi album che quelli "elettronici".. Certo sarebbe bello se prima o poi registrassero anche un album più "metal oriented "...
gamba.
Lunedì 27 Maggio 2019, 17.09.39
11
il NUOVO CORSO? ditemi che state scherzando. non sapevo nulla di sta uscita, la recupero. #3 scopiazzatura dei coil è una cosa che nessun ascoltatore dei coil direbbe mai.
Graziano
Lunedì 27 Maggio 2019, 15.05.52
10
Ma è tutto strumentale?
duke
Lunedì 27 Maggio 2019, 11.01.15
9
...da tanto tempo.....era giusto....il prossimo sara' trap....o country blues...?
urgrund
Lunedì 27 Maggio 2019, 10.56.40
8
@duke esattamente quando avrebbero dovuto cambiare nome? giusto per dire ma già il secondo album era totalmente differente dal primo.
Iscannadore
Lunedì 27 Maggio 2019, 9.18.56
7
"Fondamentalmente, il ruolo del fruitore di musica dev'essere la ricerca" Nella fattispecie, la ricerca di un altro gruppo, il più lontano possibile da questo.
DF800
Lunedì 27 Maggio 2019, 8.23.50
6
Robaccia. e pensare che han fatto un disco come Bergtatt...penosi
ObscureSolstice
Lunedì 27 Maggio 2019, 6.04.01
5
Alla prossima mutazione diventeranno gli Ulver ebbbbbasta
iatrogenesis
Lunedì 27 Maggio 2019, 0.41.04
4
@duke: Scusa eh, ma è da 20 anni che cambiano continuamente, è dichiaratamente la loro "missione musicale", di che ti lamenti?
Franco
Lunedì 27 Maggio 2019, 0.38.22
3
Avevo iniziato a seguire il nuovo corso degli Ulver (quello che segue i capolavori black) e ho avuto modo di vederli anche dal vivo. Mi sono reso conto che tutto l'armamentario musicale (di una noia tremenda, dal vivo) era null'altro che una malriuscita scopiazzatura dei Coil. Cambiare nome, e trovarsi un altro lavoro.
duke
Domenica 26 Maggio 2019, 20.27.44
2
...quando si cambia cosi'....meglio cambiare nome.....
Korgull
Domenica 26 Maggio 2019, 18.38.12
1
Ecco....ora sono curioso
INFORMAZIONI
2019
House Of Mythology
Ambient/Elettronica
Tracklist
1. True North
2. Twenty Thousand Leagues Under The Sea
3. Blood, Fire, Woods, Diamonds
4. Exodus
Line Up
Kristoffer Rygg (Programming)
Jørn H. Sværen (Chitarra)
Tore Ylwizaker (Tastiera, Programming)
 
RECENSIONI
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ARTICOLI
21/11/2013
Live Report
ULVER + PAMELA KRUSTIN
Teatro Regio, Parma, 16/11/2013
17/11/2011
Live Report
ULVER
Teatro Regio, Parma, 12/11/2011
06/04/2011
Live Report
ULVER + ZWEIZZ
Bronson Club, Madonna dell'Albero (RA), 02/04/2011
12/08/2010
Live Report
ULVER
Teatro dell'Opera, Oslo, 31/07/2010
03/03/2010
Live Report
ULVER
Teatro Espace, Torino, 18/02/2010
 
 
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