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Whitesnake - Flesh & Blood
28/05/2019
( 1943 letture )
I ritorni nella vita, si sa, non prevedono mezze misure, soprattutto se effettuati da qualcuno di importante: o si rivelano cocenti delusioni sin da subito oppure riescono con facilità a (ri)conquistare l’affetto e la stima di chi ha vissuto bei momenti in passato con i soggetti ritrovati. Quello di cui parliamo quest’oggi dubitiamo possa essere definito un vero e proprio “ritorno” sulle scene, fondamentalmente per il semplice motivo che Mr. David Coverdale non se n’è mai andato; d’altra parte però sono passati più di otto lunghi anni dall’ultima release, farcita di inediti, targata Whitesnake, la sempiterna creatura dell’ex Deep Purple e iconica voce della storia del rock mondiale. Durante questo lasso di tempo abbiamo avuto il piacere, se così si può definire, di gustarci addirittura cinque live album e un rifacimento di sole canzoni risalenti al periodo in cui il biondo frontman si esibiva con Ritchie Blackmore ma di nuove canzoni nemmeno l’ombra, almeno fino al 10 maggio scorso quando per la nostra Frontiers è uscito Flesh & Blood. Un titolo esemplificativo per tutto ciò che gli Whitesnake hanno donato all’hard rock dalla loro nascita ad oggi, una carriera costellata da successi e classici imperituri, svariati chilometri macinati in ogni angolo del globo terracqueo (a proposito, saranno a Milano con i Def Leppard fra un mese) e una “inglesissima” classe sopraffina: tutto ciò significa essersi svenati, aver speso letteralmente sangue ed essersi fatti la pelle per la gioia di milioni di fan. Rinfreschiamo la memoria dei lettori sulla questione lineup: oltre ai fedeli Reb Beach e Michael Devin, rispettivamente a chitarra e basso, abbiamo il ritorno dietro le pelli del vecchio totem Tommy Aldridge insieme al secondo chitarrista Joel Hoekstra e, per concludere, il nostro orgoglio Michele Luppi alle tastiere, quest’ultimo in realtà non proprio sugli scudi a livello di presenza nell’album. Ebbene, rifacendoci alla premessa iniziale, riteniamo questo Flesh & Blood quanto di meglio potevamo aspettarci dal Serpente Bianco in data A.D. 2019, ergo non sarà ostico da apprezzare per coloro che hanno sempre amato il complesso in questione.

Alzi la mano chi ha vividi ricordi dell’epoca d’oro del gruppo, quella che va da Lovehunter al commercialissimo ma eccelso 1987: ecco, premettendo che vi invidiamo particolarmente, custodite gelosamente le vostre reminiscenze e fate finta che gli Whitesnake odierni siano un’altra cosa, ridimensionate immediatamente le vostre aspettative, se già non lo avevate fatto poiché quel livello non sarà sfiorato. Scherzi e banalità a parte, i nuovi frutti di David Coverdale sono esattamente ciò che tutti noi possiamo ragionevolmente chiedere ad un vecchio dinosauro (sono ben sessantotto eh…) appagato alla grande dal proprio passato e costantemente perno centrale di qualsiasi cosa abbia realizzato in ambito musicale. Flesh & Blood è un prodotto che trasuda passione, hard rock e blues a iosa a tracciare un ponte con le radici primordiali della band, un paio di ballad, una delle quali a dir la verità non indimenticabile, e il solito grande charme che ci ammalia sin dalla prima Good to See you Again, abile nell’impostare il tracciato nel segno della melodia mista alla durezza derivante dalla slide guitar; la sezione ritmica e quella solista, inutile dirlo, sono composte da Maestri del proprio strumento e la bravura sarebbe percepita pure da un neofita di qualsiasi tipo di ascolto. E poi c’è il mastermind e compositore di ogni traccia, il quale avrà sì perso due o tre “passi” a livello vocale ma ha dalla sua l’esperienza e i mezzi per camuffare l’inghippo e offrire una prestazione più che sufficiente a livello esecutivo; molto più alta la valutazione riguardo il songwriting; anche se tredici canzoni sono un numero esagerato la maggior parte di esse regge la prova degli ascolti ripetuti e può essere definita “di qualità”. A recitare la parte del leone, lungo la tracklist, ci pensano sicuramente Shut Up & Kiss Me, un ottimo hard’n roll dal refrain tipicamente seventies contornato da un atmosfera che ricorda molto i Van Halen epoca Sammy Hagar e da un azzeccatissimo assolo; Trouble is your Middle Name, un carico da 90 che rimembra l’antico blues facendo comunque esplodere le distorsioni nel potente ritornello, senza scordare i singoli Flesh & Blood e Heart of Stone: forse la più contraddistinta dall’originale trademark, la titletrack giganteggia e dà la paga alla stragrande mole di brani rock sfornati dalle nuove leve, la seconda è invece una composizione lenta e dall’immenso pathos che ti rapisce dal primissimo approccio e non ti abbandona più, trascinandoti in un vortice di malinconia in cui si faranno i conti con il proprio io più recondito. Per il resto, si va da autentici filler come Gonna Be Alright, When I Think of You e After All ad onesti fatturati portati a casa: parliamo dell’energica Get Up, molto simile nella parte iniziale di strofa ad una Rattlesnake Shake al doppio della velocità, la già citata opener, bella ma ruffiana, Sands of Time con le sue solenni aperture ed Always & Forever che strizza l’occhio all’AOR.

Quindi, album nella media? Nì. Naturalmente dagli Whitesnake e da nomi similari per importanza storica ci si aspetta sempre quel quid in più, quella hit che riesca a ricalcare, in questo caso, le varie Still of the Night o This is Love; subito dopo subentra la ragione che ci ricorda il tempo trascorso, tutti gli “stop-and-go” affrontati dal combo, i vari cambi e così via, e allora ci sovviene un sentimento di pura comprensione e riconoscenza verso qualcosa di non dovuto ma che sa ancora scaldare i cuori di giovani e meno giovani. Cercando di essere il più obiettivi possibile possiamo inserire Flesh & Blood nello scompartimento medio delle uscite hard rock contemporanee, non contraddicendo quanto detto nell’ultima riga del primo capoverso: questo è effettivamente quanto di meglio potessimo attenderci da loro e onora in maniera più che discreta un’intera carriera. Certo, ora ad attendere David c’è la famigerata prova del nove, ossia riproporre questi brani decentemente sopra un palco, ma in fondo la cosa conta il giusto perché arrivati a questo punto la sola cosa che conta è la presenza. La rockstar è al livello di icona, l’apparire è abbastanza per il pubblico, performare viene in secondo piano. Ed essere arrivati qui è il vero e più grande successo, suo e degli immortali Whitesnake.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
85.88 su 26 voti [ VOTA]
Pasquil62
Lunedì 12 Agosto 2019, 16.13.53
25
A quasi tutte le uscite recenti delle mie superband preferite anni 70-80 ho sempre dedicato ultimamente ascolti superficiali e da dimenticare velocemente. Se quest'ultimo dei Whitesnake mi è entrato in zucca e ormai ha superato i miei 5 ascolti canonici un motivo ci sarà. Disco dignitosissimo.
jaw
Domenica 28 Luglio 2019, 22.36.36
24
non sei ripetitivo, poi io non so chi sei quindi figurati..., pero' northwins che per fa parte dei veri Whitesnake, non credo possa essere considerato alla stregua di 1987
DP
Venerdì 28 Giugno 2019, 10.25.18
23
SARO' RIPETITIVO....SARO' ROMPIBALLE.....SARO' TUTTO....ma non smettero' mai di ripetere il mio concetto attuale sulla band .I Whitesnake , i VERI Whitesnake ( Lord , Paice , Murray , Marsden , Moody e ovviamente Coverdale in quei tempi grandissimo e al massimo della forma vocale anche piu' che nei Purple ) finirono' in quel lontano 1982 con la pubblicazione di "Saints & Sinners" ultimo loro ottimo album degno di nota che chiuse una triologia magica di albums ( 1980 - 1982 ) con Ready an Willing e Come An Get It , senza dimenticare Live In The Heart of The City che reputo come uno dei migliori live in assoluto . Dopodiche' , causa il profumo dollaresco che catturo' Re David fino ai nostri giorni , praticamente il nulla al cospetto di una sbiadita copia di una band che fu' creatrice del vero British Rock Blues quello per cui erano predestinati . Vero che gli anni passano e la sua voce non e' piu' quella di una volta ( anche se rimane tutt ' ora affascinante ) ma e' la pochezza compositiva unita a un sound duro e a tratti quasi metal totalmente fuori dalle loro corde che mi lascia perplesso . Non lo hanno e lo avranno mai nel DNA quindi perche' insistere pietosamente ? Buon rock a tutti .
Nòesis
Lunedì 24 Giugno 2019, 9.58.54
22
Ognuno ha i suoi gusti, per carità, ma non la farei così tragica. David ha quasi settant'anni, come si può pretendere che abbia il mordente e l'estensione di anche solo vent'anni fa? Non ci saranno risultati eclatanti, come dici, ma di brani piacevoli continuo a riconoscerne abbastanza, e riconosco pure il trademark di un gruppo che a livello compositivo sta davanti a praticamente tutte le nuove leve
Andy
Domenica 23 Giugno 2019, 23.53.26
21
...tanto di cappello a quanto fatto dai whitesnake negli anni 80 e 90 grandi grandi albums che hanno fatto storia nell'hard rock melodico ma nel nuovo millenio purtroppo a mio avviso non sono ancora tornati nemmeno alla meta' dei fasti di quegli anni!....questo nuovo flesh and blood lo dimostra! non ce' un risultato eclatante che ci si aspetti da una band del genere ma solo un insieme di canzoni appena sufficienti!...la voce di Coverdale poi e' di quanto piu' assurdo si possa sentire...non per sua colpa ma non regge nemmeno alla prova da studio...e' asfittica e senza mordente!!!!.....me li voglio ricordare con brani stellari come here i go again...steel of the night o la meravigliosa love ain't no stranger!!!!!!!
Area
Venerdì 14 Giugno 2019, 16.07.16
20
Non l'ho ancora ascoltato, ma difficilmente sono rimasto deluso da un disco di questa band.
Shadow
Venerdì 14 Giugno 2019, 15.54.43
19
Grande David, alle soglie dei 70 ha ancora energia e talento da vendere! Chiaro che la potenza vocale di un tempo è solo un ricordo, ma sulle parti lente e più melodiche rompe ancora il c... a tanti nel suo genere. Album decisamente migliore di Forevermore, quasi al livello di Good to be bad. Per me voto 80.
LORIN
Giovedì 6 Giugno 2019, 19.01.15
18
@Jyorg - magari il buon David tornasse a quelle sonorità a cui ti riferisci....le preferisco di gran lunga!
Jyorg
Giovedì 6 Giugno 2019, 16.03.07
17
Il disco in se non é male quindi il voto ci sta. Per il futuro spero che David recuperi quelle sonorità pre 87 e canti senza più strillare come fra l'altro aveva annunciato già nel 1997.
rocky born 4 july
Domenica 2 Giugno 2019, 23.04.49
16
l'album e' nettamente inferiore good to be bad, ma rimane buono, anch io sono abbastanza il linea con Rob Flaming sul voto. Il rock e' morto? supportalo, il cd o vinile ha prezzi abbordabili. Poi c' e' chi preferisce l' ultimo Burning Rain, che ha delle intuizioni Aerosmithiane davvero efficaci
Rob Fleming
Domenica 2 Giugno 2019, 9.58.12
15
Disco che va ascoltato. Perché alle prime passate rischia di essere bollato con sufficienza. Invece, dopo numerosi ascolti, ho scoperto che: Hey You ha una strofa che sembra scritta da Jerry Cantrell; Heart of stone è un brano che poteva stare in quel gioiellino di "Coverdale/Page"; Sands of time è il "solito" brano con melodie mediorientali in cui David stende chiunque con il suo timbro; le due bonus track sono brani bellissimi con il cantante in stato di grazia; After all è un brano acustico che se l'avesse concepito Paul McCartney ci crederemmo. Il resto è l'album che poteva essere pubblicato il giorno dopo "Slide it in" o quello precedente a "1987". 77
dani3121
Sabato 1 Giugno 2019, 11.56.21
14
Gran disco!!
Diego75
Sabato 1 Giugno 2019, 11.49.04
13
Non sono mai stato un fan accanito di questa band...ma sicuramente hanno fatto ancora un gran disco nel loro stile...isono rimaste poche band al giorno d’oggi che suonano del buon vecchio hard rock come si deve e loro sono tra quelli...quindi consigliatissimo a tutti....non deludono mai!
Sadwings
Giovedì 30 Maggio 2019, 17.56.52
12
Buon album ovviamente i capolavori dei whitesnake sono altri. Neanche io concordo gonna be alright, after all sono ottimi pezzi. Non mi piace molto la prima ballare e penso che la ballad messa come bonus track sia migliore. 73. Non capisco perché David coverdale , con tutti i suoi difetti, a volte viene visto come un mero come o in modo negativo, quando comunque ha sempre dato album di qualità.
Rob Fleming
Giovedì 30 Maggio 2019, 16.57.12
11
Comprato! Sentire la voce di Coverdale (quando non strilla) è sempre un bellissimo sentire. Un gigante. Che poi "riscriva" All the Young dudes (When I Think of You ) e Rock Bottom (Trouble is your Middle Name intorno al minuto 1'30) poco importa. A lui si perdona tutto.
Gokronikos
Giovedì 30 Maggio 2019, 12.51.04
10
Sinceramente mi sarei aspettato un disco smorto e ammuffito, invece... Invece è una ficata di discone rock! Contentissimo di esser stato smentito.
angus71
Giovedì 30 Maggio 2019, 11.10.48
9
Bel disco, anche se sentito velocemente. li attendo alla prova live.
Salvo
Giovedì 30 Maggio 2019, 10.32.17
8
Un bel disco cazzuto di hard rocck come si deve. Bravi.
Aries
Mercoledì 29 Maggio 2019, 21.06.04
7
Amore infinito per gli Snakes !!!
Hard N' Heavy
Mercoledì 29 Maggio 2019, 12.24.35
6
non sono d'accordo con il recensore nel definire filler canzoni quali ''Gonna Be Alright'', ''When I Think of You'' e ''After All'' che invece per me sono bellissime. Per me l'album è promosso non me l'ho aspettavo un ritorno del genere complimenti grandi whitesnake. D'accordo invece con i commenti qui sotto che promuovono l'album, spero che in molti vadano al concerto dei whitesnake & def leppard.
giustiziere mascherato
Mercoledì 29 Maggio 2019, 12.02.13
5
Voto basso per me, almeno 78-79 punti li merita. Solidissimo.
Aceshigh
Mercoledì 29 Maggio 2019, 10.53.52
4
8 anni ci hanno fatto aspettare, ma la mia attesa non è stata delusa. Sono tornati con un bell’album, più concreto e diretto dei precedenti (la metà dei pezzi sono sotto i 4 minuti), meno orpelli, carne ed ossa come dice il titolo. Coverdale a quasi 68 anni si dimostra ancora un grande, anche se i bei tempi sono lontani ovviamente. Concordo con i concetti espressi nella recensione, tranne che sull’aver considerato Gonna Be Allright un filler: magari non è niente di nuovo, ma a me è sembrato uno dei pezzi più riusciti (opinione personale per carità). Anche l’acustica e delicata After All mi piace molto. Mentre credo che siamo tutti d’accordo sul valore di pezzi come Always and Forever (con quelle parti chitsrristiche alla Thin Lizzy) e su Heart of Stone, forse l’apice di tutto l’album. Bentornati Snakes e grazie di tutto come sempre. Il 19 al Forum ci sarò! 👍🏻 Voto 79
MetalHead
Mercoledì 29 Maggio 2019, 3.52.49
3
Bentornati mitici Snakes 👍
InvictuSteele
Martedì 28 Maggio 2019, 22.21.59
2
Concordo con la bella recensione e il buon voto. Album che mi sta piacendo molto, ovviamente le canzoni sono quelle tradizionali dei Whitesnake, i deja vu sono tanti, ma la band è in forma. Non mi aspettavo nulla di più e nulla di meno, forse avrei tolto un paio di pezzi minori. Voto 75, meglio del precedente Forevermore.
duke
Martedì 28 Maggio 2019, 22.00.33
1
...curioso di ascoltare queste leggende dell'hard rock....edite da una label italiana...che sta facendo cose egregie......
INFORMAZIONI
2019
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Good to See You Again
2. Gonna Be Alright
3. Shut Up & Kiss Me
4. Hey You (You Make me Rock)
5. Always & Forever
6. When I Think of You (Color me Blue)
7. Trouble is your Middle Name
8. Flesh & Blood
9. Well I Never
10. Heart of Stone
11. Get Up
12. After All
13. Sands of Time
Line Up
David Coverdale (Voce)
Reb Beach (Chitarra)
Joel Hoekstra (Chitarra)
Michael Devin (Basso)
Michele Luppi (Tastiere)
Tommy Aldridge (Batteria)
 
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