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The Beach Boys - Pet Sounds
29/05/2019
( 950 letture )
Una pietra miliare nell’ambito musicale questo Pet Sounds, undicesimo capitolo da studio degli statunitensi The Beach Boys. Pubblicato il 16 maggio 1966 (53 anni fa) dalla Capitol Records, il 33 giri è stato, nel tempo, riconosciuto da critica e vari artisti internazionali, come uno degli album più influenti nella storia della musica pop, con elogi sperticati e prime posizioni in numerose classifiche che catalogano le migliori uscite di tutti i tempi. Anche se l’album non fu un best seller come i primi dischi dei The Beach Boys., si è rivelato come opera autorevole e ben giudicata, basti pensare che appena arrivato in Gran Bretagna, fu lodato sia dai critici che da moltissimi artisti pop contemporanei dell’epoca. I The Beatles su tutti, ad esempio, affermarono che Pet Sounds era stato una delle maggiori fonti d’ispirazione per la realizzazione del mitologico Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, con un Paul McCartney d’annata, che lo ha ripetutamente menzionato come uno dei suoi vinili preferiti di sempre, facendo un’aperta e spontanea elegia:

Fu Pet Sounds che mi fece rimettere i piedi per terra. Adoro quell'album. Ne ho appena comprato uno ciascuno per i miei figli per la loro istruzione. Credo che nessuno sia musicalmente istruito finché non ha ascoltato quel disco. Adoro l'orchestra, gli arrangiamenti, potrebbe essere esagerato dire che è il classico del secolo, ma, per me, è di sicuro un classico insuperabile sotto tanti punti. L’ho spesso ascoltato e poi pianto. Lo feci ascoltare così tante volte a John Lennon che gli sarebbe stato difficile scappare dall'influenza. La cosa che mi fece davvero mettere a sedere e prendere appunti furono le linee di basso, e anche, quel dare una melodia alle linee di basso. Credo sia quella la grossa influenza che mi diede quando registrammo Pepper. God Only Knows è una delle mie preferite, molto passionale, mi ha sempre lasciato senza parole, e in You Still Believe In Me, adoro quella melodia, davvero, è la mia preferita, è così bella verso la fine, ondeggiando in queste armonie dalle molte variazioni, mi dà i brividi.

Anche il produttore dei The Beatles, George Martin, si fece scappare un’ammissione, affermando che senza l’uscita in questione, Sgt. Pepper's non sarebbe mai stato realizzato. Pure altri artisti super artisti leggendari, come Eric Clapton, Bob Dylan ed Elton John sostennero di considerare l’opera come un’enorme svolta nella storia della musica, e di aver cambiato il modo di comporre canzoni o registrare dopo averlo ascoltato. Basterebbe già solo tutto ciò per incoronare li solchi qui trattati. L'album, che sfoggia al suo interno brani celeberrimi quali Wouldn't It Be Nice e God Only Knows, viene considerato una sorta di lavoro solista di Brian Wilson più che un album vero e proprio del gruppo, creato nel periodo in cui il musicista lasciò i tour con i suoi compagni d’avventura, per focalizzare la sua attenzione su composizione e registrazione dei brani. La musica proposta appare più matura e intimista, parecchio lontana dal sound solare e californiano originario, anche grazie anche alla sperimentazione di strumenti insoliti come campanelli di biciclette, clavicembali, flauti, e l'abbaiare dei cani, tra cui Banana, il fedele amico quadrupede del bassista. Anche la laboriosità delle già intricate armonie vocali, qui riceve un'ulteriore impulso, con l'impiego di sviluppate sovrapposizioni sonore a formare una sorta di "sinfonia pop barocca". Le incisioni si tennero nel periodo luglio ‘65-aprile ‘66 in alcuni studi di registrazione di Los Angeles, 13 tracce per una durata di oltre 36 minuti, usando una piccola orchestra formata da session men molto apprezzati. Tutte le canzoni furono prodotte e arrangiate dallo stesso Brian Wilson che co-firmò anche tutte le canzoni con l'eccezione di Sloop John B, che, essendo un brano tradizionale, aveva solo bisogno di essere ri-arrangiato.

La tecnica di registrazione del factotum si era sviluppata negli anni, raggiungendo il culmine con questo vinile, una sorta di perfezionamento del famoso “Wall of Sound” creato dal rivale Phil Spector, tramite i nuovi registratori Ampex a otto tracce. Vennero realizzate prima le basi con l'intera orchestra che suonava live, aggiungendo in seguito le parti vocali. Come Spector, Wilson fu un pioniere dell'uso dello studio come vero e proprio strumento appartenente alla creazione del sound: si esploravano nuove combinazioni di suoni usando simultaneamente diversi strumenti elettronici, unendo voci con eco e riverbero, raddoppiando parti di basso, chitarra e tastiere, e accorpandole con suoni di strumenti insoliti per inventare nuove fragranze musicali, con ben sei tracce dedicate alle parti vocali di ognuno dei sei membri del gruppo, Bruce Johnston sarebbe diventato membro effettivo poco più tardi, mentre la settima traccia veniva solitamente lasciata libera per abbellimenti e aggiunte ulteriori. Geniale nella costruzione dei brani e nella produzione, va detto chiaramente. Mike Love ricorda nitidamente quei giorni e mette l’accento sul perfezionismo:

Facevamo e rifacevamo le armonie e, se c'era anche il più piccolo accenno di un diesis o di un bemolle, non potevamo andare avanti. Brian cercava ogni minuscolo difetto a cui si potesse umanamente pensare. Tutte le voci dovevano essere giuste, tutte le voci con la loro risonanza e tonalità dovevano essere giuste. Il tempo doveva essere perfetto. Il timbro delle voci doveva essere ottimale, a seconda di come lui le sentiva. E poi magari, il giorno dopo, poteva gettare completamente al vento e pretendere che si rifacesse tutto da capo.

Il 15 febbraio 1966, il gruppo si recò allo zoo di San Diego per posare per le fotografie della copertina, l'autore degli scatti fu George Jerman. Secondo le note interne presenti nell'edizione in CD, uscita negli anni novanta, la foto dei componenti che danno da mangiare ad un gruppo di caprette, giocò un ruolo fondamentale nella scelta definitiva del titolo "Suoni animali", ma non mancano le versioni diverse a riguardo della scelta del titolo uscite anni dopo per bocca degli stessi membri dell'ensemble. A metà aprile il disco era completo, presentato alla Capitol, non suscitò grandi entusiasmi, tanto che l’etichetta prese seriamente in considerazione l'opportunità di non farlo uscire; poi venne gettato sul mercato dopo una breve esitazione. Caroline, No fu pubblicata come primo singolo, stranamente a nome del solo Brian Wilson, la canzone raggiunse solamente la 34ª piazza delle classifiche statunitensi, come secondo venne scelto Sloop John B che sfondò le classifiche, arrivando al 3º posto negli Stati Uniti e al 2° nel Regno Unito. Wouldn't It Be Nice si arrampicò fino alla posizione numero 8 delle hit parade americane, e il suo lato B, God Only Knows, fu un altro eccezionale numero 2 in Gran Bretagna, ma raggiunse solo il 39º posto in patria. L'album arrivò anche al 10º posto nella Billboard 200, mentre in Australia fu pubblicato sotto il nome di The Fabulous Beach Boys. Pet Sounds, nonostante i grandi successi nelle chart, non riuscì ad ottenere il disco d'oro appena fu pubblicato, cosa che deluse profondamente la band e che in parte venne attribuita alla Capitol Records che non pubblicizzò l'album così intensamente come aveva fatto con i precedenti. I premi arriveranno postumi: oro e platino nel 2000, ma le vendite, inferiori ai primi lavori della band, non pareggeranno mai l’influenza virale che diffonderà questo disco sulla scena musicale mondiale. I contenuti del disco rappresentano una svolta rivoluzionaria rispetto alla produzione precedente del gruppo, non un rinnegare radicalmente la musica passata ma una crescita, un cambio di prospettiva: senza scomodare semiologi o linguisti, è evidente che il disco racconti una storia, un concept album che parla del passaggio dall'adolescenza spensierata alla maturità. Sarebbe inutile affrontare in maniera approfondita ogni singola traccia dell’album dopo oltre 50 anni, ma ci sono situazioni che vanno raccontate. La tracklist si apre con il cinguettio di chitarra che introduce la fantastica Wouldn't It Be Nice, un impero di armonie e vocalità da sballo che ricorda lo stile classico dei The Beach Boys: una sorta di autocitazione. La malinconia pervade la seconda You Still Believe In Me che, originariamente, s'intitolava In My Childhood, con quella reiterata, soffice, cantilena infantile che fa da vero e proprio passo conduttore del brano; con a metà del pezzo il famoso suono, del citato campanello di bicicletta. That's Not Me, affidata alla voce di Mike Love, farcisce un momento di pacata riflessione con il protagonista che narra di aver provato a vivere da solo, per dimostrare di esser diventato adulto per poi scoprire di patire l’assenza dalla propria città e dall'unica ragazza che ama. Don't Talk (Put Your Head On My Shoulder) rappresenta una traccia d'amore dolcissimo dove spuntano tutte le capacità, dei nostri, circa la stesura musicale e gli accorgimenti, con una parte centrale fatta di archi e melodie sublimi. I'm Waiting For The Day è brillante e saltellante con momenti di calma apparente dove scema il ritmo, per poi riprendere dopo poche battute, con un testo importante sul tornare ad amare una donna, mentre il lato A si chiude con Sloop John B vecchia canzone folk tradizionale arrangiata nello stile dei The Beach Boys. God Only Knows apre la facciata B, mostrando i dubbi sul futuro che verrà, nel cuore e nella mente del protagonista, la resa sonora è molto eterea con quei coretti che impreziosiscono il tessuto strumentale, segnato da cori incrociati bellissimi, I Know There's an Answer si staglia prepotente sul resto delle composizioni con quel basso potente e un’atmosfera British segnata nel Dna, Here Today molto beatlesiana, come parecchie tracce qui presenti, punta il focus sulla disillusione amorosa con il bridge centrale totalmente strumentale e assai enfatico, in I Just Wasn't Made For These Times, la sensazione delle lyrics e dello strato musicale portano ad un senso di trepidazione per i fatti della vita, la titletrack, caratterizzata dalle percussioni che schioccano, accompagnate dal basso e chitarre acidule, molto suggestivo è il secondo brano strumentale, Let's Go Away for Awhile brandello quasi sognante. Chiude il tutto Caroline, No, 2 minuti e 16, di un lentone suggestivo fatto di spremute di cuore e nostalgia, e la consapevolezza che le cose mutano ineluttabilmente lungo il corso della vita. Proprio questo è il brano preferito dall’autore e l’unico singolo uscito a suo nome, segno del suo “sentire” speciale per queste note. Va aggiunto che i due pezzi instrumental vennero lasciati tali perché Wilson ritenne, dopo parecchi tentativi andati falliti, che si presentavano meglio così rispetto agli esperimenti corali e vocali immessi su quelle basi.

Pet Sounds è un’opera che ha cambiato la vita di tanti ascoltatori, ma pesantemente anche quella del suo autore: depresso per il poco successo di pubblico del tempo, in quella che era stata la massima espressione musicale e spiritual-introspettiva della sua esistenza, Wilson entrò in una pesante crisi creativa e personale, nonostante alcuni momenti positivi. Solo nella seconda metà degli anni 90 arrivò la riscossa, con la diffusione del disco in CD, questo capolavoro cominciò a vivere di una brillante seconda vita; basilare la pubblicazione, nel 1997, del box-set delle Pet Sounds Sessions: in quell'occasione, fu anche presentata la prima versione in stereo dell'album. Nel 2000, spiazzando tutti, Brian Wilson riprese l'attività concertistica, con voglia crescente e ottimi riscontri, prendendo anche l’inattesa decisione di portare tutto il disco integralmente in tour con un gruppo di musicisti affiatati. Esperienza che continua ancora oggi, estate 2019, a giugno il nostro sarà ancora in tour negli States proponendo live questo disco imprescindibile che ha tracciato ampie coordinate della storia della musica. Solchi immortali da riscoprire, subito, ora, senza indugi. Immensi i The Beach Boys.



VOTO RECENSORE
98
VOTO LETTORI
58.41 su 17 voti [ VOTA]
Jericho
Lunedì 17 Giugno 2019, 14.15.35
28
Geniale, influentissimo ed ancora oggi annoverabile tra i più grandi album Pop di sempre. Capolavoro assoluto.
Area
Giovedì 6 Giugno 2019, 15.40.07
27
@Galilee, ma sai cosa? Gli album dei Beach Boys prima di questo sono quelle robe che (io eh!) ascolti un po per non pensare. Mentre invece i primi dischi dei Beatles hanno quel qualcosa che non so spiegare bene... tralasciando che contengono brani che mi fecero ascoltare i miei zii e i miei genitori quando ero molto piccolo e a cui sono affezzionato, però ci senti già quella genialità che poi caratterizzerà il periodo dal 1966 in poi. E' roba che riesci ad ascoltare in tutte le stagioni. Pet Sounds per anni e anni ricordo che lo ignorai... poi quando mi dissero che aveva influenzato "certi dischi" mi si aprì un mondo.
Galilee
Mercoledì 5 Giugno 2019, 23.39.54
26
X Area. Esatto, un suono più facile e abbastanza lontano da Pet Sound. Ma non te lo aspetti al primo ascolto.
Tito
Mercoledì 5 Giugno 2019, 21.46.45
25
Album stupefacente e straordinario non è per tutti Va capito un capolavoro
Area
Lunedì 3 Giugno 2019, 15.58.56
24
@Galilee, anche se non completamente "Quei" Beach Boys (quelli di Surfin USA) erano il corrispettivo Americano e Estivo dei Beatles del primo album fino a Help....
Galilee
Domenica 2 Giugno 2019, 21.43.18
23
Un disco bellissimo, unico e dal sound magnetico. Ci misi un pò a metabilizzarlo, non è surfin USA.
progster78
Sabato 1 Giugno 2019, 11.18.25
22
Wouldn't It Be Nice e God Only Knows sono classici iimmortali,album stupendo che considerando l'anno d'uscita era avanti 1000 anni come il piu' famoso Sergent dei Beatles(album immenso). voto 99.
Testamatta ride
Venerdì 31 Maggio 2019, 20.12.34
21
Il numero 1 è A love supreme
Replica Van Pelt
Venerdì 31 Maggio 2019, 15.00.22
20
@Area, per tutta una serie di motivi il numero 1 dovevano essere i Beatles,e Sgt in particolare,credo che solo io avrei scommesso su Pet sound,e avrei perso.Così va la vita.Io non sono mai stato nemmeno il numero 1000,ma me ne faccio una ragione.
Area
Venerdì 31 Maggio 2019, 13.07.39
19
@Replica Van Pelt, Per me il n.1 assoluto é proprio Sergent Pepper, ma con Abbey Road se la gioca quella posizione ripeto. A parte che a me piacciono tutti, ma Let it be é un gran disco, pezzi semplici ma con lo stile che solo i Beatles avevano. Comunque tornando a sto disco e a Brian Wilson... é incredibile il fatto che questo album abbia ispirato i dischi di cui sopra, ma che poi quella "strawberry filed forever" sentita da Brian nella sua macchina (e successivamente Sgt Pepper) sarà brano che gli farà pensare di essere un numero 2 rispetto a loro e la principale causa del suo sconforto (poi sfociato in problemi che tutti sappiamo)
Replica van pelt
Giovedì 30 Maggio 2019, 18.57.25
18
@testamatta,al "Mio limite evidentemente" va tutto il mio rispetto.Io non riesco ad ascoltare i Jethro Tull per più di 2 minuti,e lo so,finirò all'inferno (se va bene dove sono i vinili dei Black Sabbath).
Testamatta ride
Giovedì 30 Maggio 2019, 18.40.41
17
Al netto del rispetto dovuto ad un album universalmente riconosciuto tra i primi 3/4 di tutti i tempi (come è stato giustamente riportato da precedenti commenti), a me ha sempre annoiato un bel po'. Mio limite evidentemente.
GRC
Giovedì 30 Maggio 2019, 18.32.02
16
Caxxo, The Velvet Underground & Nico, Green River, Willy and the Poor Boys. Come ho fatto a dimenticarli?
GRC
Giovedì 30 Maggio 2019, 18.27.37
15
Per me è impossibile dire il mio disco preferito, limitandomi a quegli anni (fine 60), di album "da 100", potrei dire: The Doors, The Stooges, Led Zeppelin I, Beggars Banquet, Let it Bleed, Axis: Bold As Love, Blonde On Blonde, Five Leaves Left, Sgt. Pepper`s Lonely Hearts Club Band, The Piper at the Gates of Dawn, Pet Sound, sono solo quelli che mi vengono di getto, chissà quanti ne sto dimenticando, insomma è impossibile dire tra tutti questi quale sia il mio preferito, figuriamoci se allarghiamo il campo.
Replica Van Pelt
Giovedì 30 Maggio 2019, 17.45.56
14
@Rob@Area Abbey Road sicuramente il "migliore",probabilmente superiore anche a Pet....ma a nessuno viene in mente Let it be??eccolo,il mio probabile n.1,12 semplici pezzi rock ridotti all'osso,registrati in presa diretta,un suono talmente povero e scarno che si può considerare agli antipodi di Pet,o semplicemente l'altra faccia della medaglia,Arte nella sua espressione più alta e oscura.Ma ci sarà modo di riparlarne.ciao
Rob Fleming
Giovedì 30 Maggio 2019, 16.52.16
13
@Area: la vediamo più o meno in modo simile. Attendiamo le recensioni. Su Pet Sounds: riascoltato per l'ennesima volta ieri sera. Niente di nuovo sotto il sole.
Area
Giovedì 30 Maggio 2019, 16.46.55
12
@Rob Fleming, Abbey Road se la gioca con Sgt Pepper anche con Magical Mistery Tour essendone un prolungamento. Comunque Pet Sounds é indiscutibilmente tra i migliori album Pop/Rock della storia.
Rob Fleming
Giovedì 30 Maggio 2019, 16.32.48
11
@Replica: sono totalmente d'accordo con te. Nell'attribuire valore a certi dischi subentrano a volte questioni talmente personali che vanno oltre l'elemento oggettivo. Infatti dal mio personalissimo punto di vista ritengo che Abbey Road sia, oggettivamente, il più grande album della storia (l'affermazione viene seguita da faccine con gli occhiali da sole ed atro...).
Replica Van Pelt
Giovedì 30 Maggio 2019, 14.52.19
10
@Rob no,in generale,non credo esista un album che si possa considerare il migliore o il numero 1,soggettivamente ci può stare ma credo che alla fine subentrino motivi affettivi e storie personali,esistono più album "migliori" e altri meno migliori,questo è fra i migliori,come produzione forse il migliore,almeno fino agli ultimissimi anni 60,compositivamente arriva fresco fino ad oggi quando altri più recenti sono vecchi gia dopo 3 mesi.Questo album ha qualcosa di magico ed inspiegabile,per questo è fra i migliori di sempre come lo sono quei pochi altri album che secondo il mio modestissimo e inutile parere si meritano 99 (100 per capirsi). ciao
Masterburner
Giovedì 30 Maggio 2019, 10.04.31
9
A parte il lavoro di produzione per cui questo disco è celebre, la sua vera magia risiede nelle canzoni e nella infinita malinconia che la voce di Wilson trasmette senza mai indugiare in sdolcinature fini a se stesse. La vera differenza tra i gruppi inglesi e quelli americani, in tutte le epoche e in tutti i generi (tranne quelli estremi), è da cercarsi nelle pieghe di questa malinconia, nel senso di disorientamento e perdita di punti di riferimento del passaggio all'età adulta in una terra dagli spazi immensi che ti possono divorare senza lasciare di te nessuna traccia.
Rob Fleming
Mercoledì 29 Maggio 2019, 22.50.58
8
@Replica: quando parlavi del migliore ti riferivi ai Beach Boys o in genere. Sui Beatles non sono d'accordo, ma attendiamo le recensioni di Revolver, White Album e Abbey Road per approfondire
GRC
Mercoledì 29 Maggio 2019, 20.18.27
7
@Rob, è normale che il disco deve essere contestualizzato, è pur sempre un disco del 1966, comunque io ogni volta che lo ascolto (lo sto facendo in questo momento) scatta la magia. "So hoist up the John B. sails - See how the main sail sets - Call for the Captain ashore, let me go home- Let me go home, I wanna go home..." WOW
GRC
Mercoledì 29 Maggio 2019, 20.03.09
6
Non capisco perchè non mi da la possibilità di votare. Mi avvisa che ho già votato, non è la prima volta che mi succede, comunque, per ritornare all'album in questione, Pet Sound è un disco che ti mette in pace con il mondo. Capolavoro.
GRC
Mercoledì 29 Maggio 2019, 19.52.09
5
Se non diamo 100 qua....
Replica Van Pelt
Mercoledì 29 Maggio 2019, 19.46.11
4
A comporre qualcosa che si avvicinasse anche solo lontanamente al suono di Pet Sound ai Beatles occoreranno ancora un paio di album (e forse tre).Un suono "moderno" ancora oggi (@Rob ecco perchè non può più stupire,l'orecchio si è abituato), primo o secondo poco importa (e poi in base a quali criteri oggettivi???),vabbhè,tanto di cappello.Voto 99 non perchè è il migliore,ma un migliore.
Rob Fleming
Mercoledì 29 Maggio 2019, 19.08.59
3
In qualsiasi classifica che si rispetti questo album è ai primi posti; se non confinato, beffardamente e costantemente, al secondo posto dietro a qualcosa dei Beatles. E' un album bellissimo, ma che a parere delle mie orecchie ascoltato oggi non ha lo stesso effetto del 1966. In altri termini: la sua bellezza è indiscutibile, ma credo non abbia più l'effetto sorpresa che ebbe all'epoca. Un certo modo di comporre o di registrare oggi non può più stupire. Quando ero piccolo guardai un film di Fellini, "Prova d'orchestra". Una gran palla. Mio padre me lo spiegò e lo trovai bellissimo. Ecco, ricordando questa esperienza per Pet Sounds sono arrivato a comprare un libro monografico per capirlo. Ma niente. Non tra i miei capolavori (SMiLE nella sua versione del 2006 del solo Brian WIlson invece mi ha proprio fulminato). Non riesco a votare sennò sarebbe 85
Area
Mercoledì 29 Maggio 2019, 15.38.47
2
E' l'unico disco dei Beach Boys che mi sia mai piaciuto per intero ed é uno dei dischi più belli in assoluto secondo diverse classifiche di autorevoli riviste. "God Only Knows" il mio pezzo preferito del disco. E' un album che ha ispirato uno dei miei dischi preferiti in assoluto, quel Sgt. Pepper che doveva contenere anche quella Strawberry Field Forever che rappresentava la canzone che Brian Wilson voleva scrivere.... a sua volta questo disco dei Beach Boys venne influenzato da Rubber Soul dei Beatles mi pare di ricordare.
Alexander d. Driftwood
Mercoledì 29 Maggio 2019, 15.19.22
1
Il semi top assoluto. Il seguente SMiLE avrebbe chiuso i conti con la storia. Brian Wilson 100 - resto del mondo 0
INFORMAZIONI
1966
Capitol Records
Rock
Tracklist
Lato A
1. Wouldn't It Be Nice
2. You Still Believe in Me
3. That's Not Me
4. Don't Talk (Put Your Head on My Shoulder)
5. I'm Waiting for the Day
6. Let's Go Away for Awhile
7. Sloop John B

Lato B
8. God Only Knows
9. I Know There's an Answer
10. Here Today
11. I Just Wasn't Made for These Times
12. Pet Sounds
13. Caroline, No
Line Up
Brian Wilson (Voce, Pianoforte, Organo, Basso)
Mike Love (Voce, Cori)
Al Jardine (Voce, Cori, Tamburello)
Bruce Johnston (Cori)
Carl Wilson (Voce, Chitarra)
Dennis Wilson (Batteria, Voce)
 
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