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Stratovarius - Elements Part 1
( 6854 letture )
Cercherò di essere il più obbiettivo possibile.
Non gioca a mio favore l’aver letto già diverse recensioni di questo Elements Part 1, ma la curiosità era giustificabile vista l’attesa di tre anni dall’ultima (non di certo esaltante) uscita sul mercato del combo finnico.
Tre anni che avevano un preciso scopo, ricaricare le batterie e proporre sul mercato un capolavoro, frutto di una maturazione che avrebbe portato sensibili novità nel suono tipico degli Stratovarius senza però stravolgerlo. Il problema della band sembra essere proprio questo, l’esser ancorati ad una ben precisa identità musicale che impedisce senza una buona dose di coraggio di rinnovarsi sensibilmente e proporre nuove idee sulle quali costruire il proprio futuro.

Credo sia indiscutibilmente la voglia di sperimentare cose nuove la chiave di lettura dei due solo-album della coppia Tolkki-Kotipelto che hanno accompagniato l’uscita di quest’ultimo full length.

Dopo questa breve introduzione passerei all’analisi dell’album in questione.
Premetto subito che chi si aspettasse sensibili novità resterà con buona propabilità deluso.
L’album è il classico prodotto Stratovarius con influenze prog condito da una vera e propria sezione orchestrale che caratterizza una buona metà dell’album proponendo degli ottimi inserti sinfonici.
Unica eccezione è l’intro di Find Your Own Voice realizzata da Jens Johansson con il solito lavoro di tastiera. La prima traccia del disco Eagleheart è anche il primo singolo uscito ed è sicuramente il pezzo più banale e ovvio dell’ album, il classico singolo da classifica orecchiabile e piatto che come tradizione vuole deve essere piazzato in testa alla tracklist e deve durare al massimo 3 o 4 minuti.
Si passa poi a Soul of a Vagabond pezzo ben più ispirato e meno scontato dove il buon Kotipelto si cimenta in una buona performance espressiva e vocale.
Find Your Own Voice è il classico pezzo happy-power veloce con voce altissima, incessante rullio di sottofondo e con i soliti stacchi di tastiera.
La quarta traccia è Fantasia ed è forse il pezzo più "innovativo" della tracklist e quello più prog-oriented e non vorrei sbagliarmi ma credo sia ispirata al film La Storia Infinita. Qui gli inserti orchestrali si fanno ben piu massicci, i mille cambi di tempo e l’ottima prova espressiva di Kotipelto contribuiscono ad esaltare il lavoro compositivo della band.
Learning to Fly è un altro straclassico pezzo power... non credo ci sia molto da dire in merito.
Si passa poi a Papillon, pezzo d’atmosfera aperto da una voce femminile, suggestivo e dolce all’ascolto.
Buona la settima traccia strumentale Stratofortess ricca di tecnicismi e che propone gli Stratovarius alle prese con sonorità barocche.
L’album si chiude con Elements e con l’acustica A Drop in the Ocean.
Elements riprende gli esperimenti e gli ottimi spunti già presenti in Fantasia.
Anche qui la sezione orchestrale caratterizza una canzone maestosa lunga ben 12 minuti con diversi tempi morti ma dal buon impatto finale.
A Drop in the Ocean è la canzone più anonima dell’album. Se l’intento era quello di creare un pezzo struggente e ricco di pathos credo che il risultato sia molto scarso.

Concludo con una piccola ammissione. Come annunciato all’inizio ho tentato di essere oggettivo ma se avessi lasciato da parte tutto il mio spirito critico avrei volentieri scritto senza pensarci due volte "Che palle di disco".
Da un lato mi verrebbe naturale dare un voto basso perchè Elements Part 1 non mi piace più di tanto ma è anche vero che l’album è ottimamente suonato e non sfigura di certo nella discografia del combo finnico.
Decido quindi di mediare le due cose e di dare la sufficienza di circostanza.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
70.20 su 127 voti [ VOTA]
ikki
Domenica 23 Ottobre 2016, 17.38.57
17
Dare 60 a questo album è ridicolo se fosse uscito 5 o 6 anni prima avrebbe avuto 85 come minimo
manaroth85
Giovedì 5 Maggio 2016, 23.25.44
16
Mah.. Non so ma secondo.i.miei gusti questo è tra i più belli che han fatto voto 80
ikki
Domenica 15 Novembre 2015, 17.40.00
15
Album stupendo. Se poi volete dire che fa schifo perché vi sta sulle palle timo tolki è un altro discorso
Alex74VR
Martedì 3 Giugno 2014, 14.59.10
14
Voto 85. A me e' piaciuto moltissimo, anche se Eaglheart, Stratofortress ed A Drop in the Ocean le ho skippate spesso. Purtroppo si e' rotto qualcosa dopo questo disco (gia' il parte 2 mi era piaciuto pochissimo). Comunque grande band, finche' e' durata l'alchimia. Comunque Dreamspace, Episode, Visions, Infinute e questo part 1 sono davvero dischi eccellenti per una band che ho amato moltissimo!
Gamma
Martedì 3 Giugno 2014, 14.44.09
13
No a mio modesto parere non ci siamo. Premetto che amo gli Stratovarius e trovo Kotipelto la migliore voce in ambito Metal e non solo, dopo di lui mi viene da citare: dickinson, Luppi, Lione, Cans e così via.Ogni volta questa Band pubblica un disco spacca nettamente a metà la critica e gli ascoltatori.Una mala abitudine sopratutto in ambito metal è di ascoltare un disco delle volte in mniera un pò troppo superficiale per poi accantonarlo sullo scaffale. E qui nella mia testa nasce un dilemma: perchè i Dream Theater, pur scrivendo musica per nulla facile da comprendere e assorbire sono cnsiderati dei geni e una band (Stratovarius) scrivono un disco altrettanto complesso e pieno di suoni sfumature etc. non viene considerato almeno un buon lavoro?? Su un altro forum questo disco ha preso 92!! Invito tutti a rispolverare questo capolavoro...
arlume
Lunedì 29 Luglio 2013, 11.16.20
12
il disco da il meglio di se => nei meravigliosi brani - SUITE (fantasia, papillon, elements ed anche "soul of vagabond") 77/100 la mia valutazione
roby
Sabato 4 Maggio 2013, 18.38.16
11
Bell'album. L'intro di Fantasia è qualcosa di assurdo! Mi sbilancio: L'intro più coatto, epico e metallico che abbia mai ascoltato!
pacchia23
Sabato 23 Marzo 2013, 13.17.07
10
solo ora vedo i voti dati a questo grande album....... no comment.
Stefano
Sabato 11 Febbraio 2012, 21.19.45
9
Bravo!! Ben detto..vorrei proprio capire perchè i fan degli Strato s'accaniscono con così tanta foga contro questo disco....è stupendo!!!
Radamanthis
Giovedì 22 Settembre 2011, 17.21.33
8
Gli anni volano ma la grand emusica resta e, a differenza di molti, reputo questo Elements (e il successivo) un album di asoluto valore, valore cresciuto negli anni! Per nulla d'accordo col recensore, raramente anzi sono stato così in disaccordo con una recensione anche per le parole scritte oltre che per il voto messo a detta sua di..."circostanza". Eagleheart è il classico brano alla Strato di Visions / Episode che spiazza durante l'ascolto di tutto il disco ma che come singolo ben fa da ponte tra ciò che la band fece prima e ciò che la band sarà in questi concept Episode I & II; Soul of a vagabond e Find your own voice differenti tra loro in tutte vengono accumunate da una performance di Koti a dir poto spettacolare, calda ed emozionante al massimo come raramente capita (soprattutto in Soul..). La maestria musicale della band si fa apprezzare in brani quali Elements e Fantasia ricchissimi di spunti interessantissimi e che ci portano gli Strato su lidi che raramente avrei pensato arrivassero, fantasia da sola vale l'acquisto. La bellezza della ballad A drop in the ocean è difficile da descrivere a parole, va ascoltata. Il barocco in Stratofortress fa esprimere Tolkki in ciò che piu' amava fare (ovvero imitare il piu' possibile lo stile di Malmsteen). Infine, note un pò dolenti Learning to fly (un pò banale, ma pur sempre sopra la media delle songs power di molte band) e Papillon (detto così, su due piedi...una rottura di cazzo immane...). Il mio voto si avvicina all'80, questo disco verrà poi superato dalla pt. II (migliore, siamo sugli 85 per me) e la band ci consegna due dischi che, a distanza di anni, sono delle piccole gemme nella loro discografia. Molto migliori dell'oimonimo sfortunato album e dei due post Tolkki (che comunque apprezzo).
Thomas
Giovedì 22 Settembre 2011, 17.03.18
7
Gli anni volano ...
Eddie!
Giovedì 22 Settembre 2011, 16.09.25
6
Mamma mia gli stratovarius... quanto tempo è passato.
Marco78
Venerdì 17 Giugno 2011, 23.10.24
5
60 ad elements? mah, che dire... premesso che non esalta neppure me e che preferisco di gran lunga gli strato più barocchi e meno happy, io lo ho trovato invece uno dei dischi più sperimentali: Kotipelto protagonista e orchestrazioni ovunque, che anzi mettono a volte in secondo piano il lavoro della chitarra, che guarda caso è molto essenziale (due riff e poi una semplice sequenza di accordi di quinta che regge la voce, quasi sempre). E' un'evoluzione in qualcos'altro, può non piacere (e infatti ripeto, non mi esalta), ma è palesemente diverso da episode, vision, infinite. Carini diversi pezzi, e Soul of a Vagabond è il classico picco degli Stratovarius che ti fa incazzare: pochi, veramente pochi gruppi possono tirare fuori un pezzo del genere, ma il resto dell'album, come sempre non è all'altezza. Matematico. Un 75 ci sta tutto
Fede
Domenica 12 Giugno 2011, 17.07.04
4
No, no, no, no e poi no. Un voto solo sufficiente per Elements non va bene. Un disco emozionante, forse mancante di novità, ma ci si passa tranquillamente sopra.
Stefano
Domenica 5 Giugno 2011, 23.36.34
3
in disaccordo totale, ok sono e saranno sempre ancorati al power ma và aprezzato il fatto d'aver rinnovato la propria proposta con elemnti nuovi (orchestra) e sebbene l'hunus concettuale di fondo rimanga sempre il medesimo , la forza e l'intensità innovativa che sebbene utilizzi i medesimi schemi di Vsions propone qualcosa d'inedito e di originale. Un disco ascoltabilissimo fantasticamente prodotto con un kotipelto alla voce che non delude mai, melodie, riff, refrai e groove ci sono tutti ..il disco si candida ad essere un capolavoro ha in sè tutte le carte per esserlo non una tracia sotto tono, ricordiamolo e a mio parere lo preferisco quasi a Infiniti e senza dubbio a Destyni...ottimo disco Voto 8.5
unholyjack
Giovedì 26 Agosto 2010, 22.50.57
2
Personalmente non sono per nulla daccordo con la recensione... secondo me è uno dei migliori album degli strato, espressivo al massimo con elements, soul of vagabond, learning to fly e papillion... tecnico e potente... niente affatto scontato ( a parte eagleheart che potevano risparmiarsela e che guarda a caso è quella che ha fatto + successo dell'album) io gli avrei dato un 8.5... 9 se non c'era eagleheart, qui kotipelto ha dato il meglio vocalmente.
NoRemorse
Giovedì 5 Marzo 2009, 12.48.56
1
Non sono molto d'accordo...ma sono d'accordo con la recensione! Nel senso che quello che dici quando fai l'analisi dei brani è uguale a quello che penso io: ovvero che gli highlight dell'album sono Soul Of A Vagabond, Fantasia e Elements e che le altre sono le solite power song a manetta, mentre a drop in the ocean è un pò anonima. Eppure a me quelle tre canzoni bastano per decretare quest'album un grandissimo album! Anche perchè le altre non sono brutte affatto seppur il power in doppia cassa dall'inizio alla fine non sia il mio genere... Quindi ragazzi, per me Soul Of A Vagabond, Fantasia e Elements valgono il prezzo (anche Learning to Fly e Papillion)!!!!
INFORMAZIONI
2003
Nuclear Blast
Power
Tracklist
01. Eagleheart
02. Soul of a Vagabond
03. Find Your Own Voice
04. Fantasia
05. Learning to Fly
06. Papillon
07. Stratofortress
08. Elements
09. A Drop in the Ocean
Line Up
Timo Tolkki: guitars
Timo Kotipelto: vocals
Jens Johansson: keyboards
Jorg Michael: drums
Jari Kainulainen: bass
 
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