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Diamanda Galas - The Litanies of Satan
08/06/2019
( 1688 letture )
Quando il poeta maledetto Baudelaire mise mano alla famigerata raccolta Les Fleurs du Mal, non avrebbe certo immaginato che qualcuno, nel ventesimo secolo, ne avrebbe raccolto degnamente il testimone, sublimando l’ebbrezza del male e la dionisiaca caotici dei suoi versi mediante lo strumento degli strumenti: la voce. E se abbracciamo una certa necessità ideale di hegeliana memoria, nessuno avrebbe potuto riuscire in un’impresa simile se non Diamanda Galas. Nata nel 1955 a San Diego da madre greca e padre egiziano, venne da quest’ultimo iniziata precocemente alla musica; non al canto, tuttavia, al quale avrebbe poi consacrato la sua carriera bensì al pianoforte, per espressa proibizione paterna. Il genitore riteneva difatti che cantare si addicesse soltanto agli stolti ed alle meretrici, e non fu l’unico rigido divieto imposto alla giovane, costretta a vivere un’infanzia ed un’adolescenza in un contesto austero e piuttosto conservatore. Gli studi universitari lontano da tale ambiente furono tuttavia il catalizzatore per l’estrosità della Nostra, in grado di sperimentare tanto l’estasi delle sostanze stupefacenti (fece in particolare uso di LSD), quanto della scoperta della propria sessualità attraverso la pratica del BDSM. Unite a tutto ciò l’amore per de Sade, Friedrich Nietzsche, Antonin Artaud ed Edgar Allan Poe per ottenere un’efficace sintesi di alcune delle sfumature più intense dell’inclassificabile verve della Galas: a ciò si accompagna una totale libertà espressiva, sperimentata persino nel silenzio inespugnabile delle camere anecoiche. Sebbene Diamanda si fosse già esibita a 14 anni nelle vesti di pianoforte solista per la San Diego Symphony, la sua prima prova live da artista indipendente -nonché l’inaugurazione della sua carriera - è ravvisata nella performance eseguita al Festival d'Avignon nel 1979. Trovatasi difatti in Europa al fine di conseguire un dottorato in Immunologia ed Ematologia, accettò di recitare nell’opera Un Jour comme un autre di Vinko Globokar, basata sulla storia di una donna turca arrestata e torturata per presunto tradimento. Sulla scorta di siffatte esperienze, la musicista elabora quello che sarà, a un tempo, il suo esordio, il suo manifesto nonché il suo capolavoro, The Litanies of Satan.

L’unicità e la rarità di una tale rivoluzionaria opera non trovano eguali né nel resto della discografia della Serpenta, né tantomeno nel panorama musicale contemporaneo e successivo. Avanguardia nel senso più puro e verace del termine, il platter ha come raison d'être l’esplorazione delle infinite possibilità dell’ugola umana, che si fa qui capace di un registro in grado di delineare qualsiasi tonalità emotiva dell’animo umano. Pur non essendo una delle vocalist migliori per estensione vocale, Diamanda dispone di una versatilità e consapevolezza che la rendono paragonabile soltanto a giganti del calibro di Demetrio Stratos, e possiamo divenirne consapevoli semplicemente ponendo sul piatto il lavoro. Quest’ultimo viene dischiuso da Wild Women With Steak-Knives che, com’è desumibile dal titolo stesso, è costituito da dodici minuti nei quali la Galas dà fondo al proprio estro: si passa da sussurri a stridii, da gorgheggi a vibrazioni quasi operistiche. Tutto ciò è scandito da un uso incisivo e consapevole dei silenzi che, lungi da esser pause nelle quali sospirare sollevati, divengono essi stessi una presenza ingombrante e minacciosa. Fascino ed orrore, carnalità e supremo ideale si trovano qui unite in un sodalizio indissolubile, un incubo senza termine che giunge a scuotere profondamente il sistema limbico dell’ascoltatore. La sovraincisione è qui componente fondamentale dell’arte della performer, in grado così di ottenere un effetto incredibilmente tridimensionale e conturbante. Inutile dire come tutte le regole della forma canzone vengano infrante in nome di una animalesca e liberissima espressione del corpo, qui totalmente ridotto a strumento messo al servizio del suono.

Chiunque sia riuscito a terminare il “brano” senza esserne inorridito, potrà godere della magnifica titletrack, una vera e propria suite di quasi diciotto minuti interamente affidata a voce ed elettronica. Come accennato inizialmente, a prestare la propria penna a Diamanda è un’emblematica composizione di Baudelaire, Les Litanies de Satan, dedicata all’oscuro signore in persona. Ci troviamo dinanzi a quella che ha le fattezze di una vera e propria inversione delle Litaniae Sanctorum -antica tradizione cattolica, tutt’ora utilizzata in occasione di processioni e rogazioni- nelle quali le percussioni e rumorismi ritmici ascendenti scandiscono il verso ricorrente della poesia:

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Tappeti vocali quasi eterei, sibili serpenteschi, vocalizzi lirici, a tratti eterei e synth impazziti danno forma all’incarnazione più impura e viva dell’opera di Baudelaire che la musica abbia mai prodotto. E Diamanda Galas, sacerdotessa ed officiante, ci trascina a viva forza in un rituale tanto terrificante quanto ammaliante, pregno ancora una volta della sua ingombrante sensualità.

Difficile caratterizzare l’ascoltatore ideale di un lavoro simile: è indubbio che una certa temerarietà nonché l’amore sconfinato per le sperimentazioni più estreme possano essere le migliori ancelle per iniziare il viaggio nel cosmo orrifico dell’artista. Soltanto una cosa è certa: una volta tastate con mano ed assaporate determinate vibrazioni, voi non sarete più gli stessi. E non è forse tale potere trasformativo l’essenza stessa della musica?



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
80 su 6 voti [ VOTA]
Stagger Lee
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 23.50.57
16
@Luka 2112, per me questo è il suo apice insieme a "divine punishment" e "saint of the pit" ma adoro anche "the singer"...che non sono gli album più estremi. Vista solo una volta nel '97...indimenticabile.
Luka 2112
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 23.33.20
15
Un album straordinario per un’artista senza pari,nell’ intero panorama della musica moderna, tuttavvia non concordo sul fatto che questo sia il suo capolavoro mai eguagliato, in quanto la Galas si è evoluta nel corso della propria carriera producendo materiale anche molto diverso da questo, e ancora più estremo in alcuni casi. Vista live 2 volte, unica ed inimitabile.
No Fun
Giovedì 10 Ottobre 2019, 22.51.53
14
Mi accorgo adesso del consiglio del Marquis. Chiedo scusa ma non ricordo l'anno! Ma più che il giudizio del Marquis temo il giudizio del tipo dell'enoteca dove mi rifornisco se lo viene a sapere. Comunque ogni tanto metto su qualche disco e mi chiedo come capita a tutti "chissà i vicini cosa pensano". Ecco questo l'ho riascoltato poco fa e sinceramente neanche ho osato chiedermelo cosa pensano...
Area
Martedì 11 Giugno 2019, 14.30.08
13
Artista pazzesca a cui riconosco una grande abilità vocale, ma purtroppo non l'ho mai capita.
Le Marquis de Fremont
Martedì 11 Giugno 2019, 14.01.05
12
Ringrazio Monsieur Stagger Lee per avermi anticipato: Monsieur No Fun, per cortesia, passi alla birra artigianale o altro. Spero almeno che il Barbera sia un 2011 o un 2015 (ha una certa resistenza...). Je m'excuse pour l'OT ma ho ascoltato abbastanza avantgarde negli anni '70. Au revoir.
Awake
Domenica 9 Giugno 2019, 13.38.54
11
Fenomenale, non l'avevo mai sentita nemmeno nominare, grazie per avermela fatta scoprire...
Stagger Lee
Sabato 8 Giugno 2019, 22.36.01
10
No Fun...in frigo? se ti sentisse Le Marquis de Fremont!!!!!
No Fun
Sabato 8 Giugno 2019, 22.32.58
9
Ero sicuro che avresti commentato eh eh
No Fun
Sabato 8 Giugno 2019, 22.28.45
8
Stagger ciao! Io metto in frigo pure la Barbera a 14 gradi e mezzo, non mi faccio problemi
Stagger Lee
Sabato 8 Giugno 2019, 21.14.34
7
Ciao No Fun! io la rece me la leggo con un bicchiere di bianco tenuto in fresco...oggi fa troppo caldo per il rosso!!
Stagger Lee
Sabato 8 Giugno 2019, 20.07.41
6
Io la vidi nel 1997 a Milano...era un periodo diverso rispetto a quello di questo disco ma comunque da brividi. Naturalmente il CD in questione l'ho consumato.
gamba.
Sabato 8 Giugno 2019, 18.47.33
5
l'ho vista pure io a Bologna tra l'altro giusto ieri armeggiavo con l'album in questione. appena ho un attimo leggo la recensione, intanto già ringrazio!
Luca
Sabato 8 Giugno 2019, 18.29.02
4
Artista fenomenale vista tanti anni fa a Bologna.. pianoforte e voce un qualcosa di unico, estremismo musicale, oltre il mio amato Black Metal
luomoombra
Sabato 8 Giugno 2019, 18.28.14
3
Solo inchini e riverenze per la Serpenta...
Zess
Sabato 8 Giugno 2019, 15.36.52
2
Capolavoro, fondamentale.
No Fun
Sabato 8 Giugno 2019, 15.11.06
1
Questa rece me la tengo da leggere per questa notte con un bicchiere di rosso potente. Già pregusto. Non poteva mancare.
INFORMAZIONI
1982
Y Records
Avantgarde
Tracklist
Lato A- Wild Women With Steak-Knives
Lato B- The Litanies of Satan
Line Up
Diamanda Galas (Voce)
 
RECENSIONI
95
 
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