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Amon Amarth - Berserker
10/06/2019
( 2380 letture )
Nel panorama death metal del nuovo millennio, gli svedesi Amon Amarth incarnano una band che da tempo occupa il centro della scena. Nati come Scum nel 1988, quattro anni dopo adottano il nuovo nome, mutuato dalla lingua Sindarin di tolkeniana invenzione, dove Amon Amarth identifica il vulcano della terra di Mordor in cui è stato forgiato l’anello del potere. L’esordio discografico dei nostri sulla lunga distanza arriva nel 1998, proponendo sonorità assai più dure e dirette rispetto a quelle cui la band ci ha abituato negli ultimi anni, a seguito cioè della svolta melodica, che gli ha comunque consentito di raggiungere un ancor più ampio successo commerciale.

Berserker, undicesima fatica in studio di Johan Hegg e compagni, esce ancora una volta per la Metal Blade Records, venendo rilasciato sul mercato il 3 maggio scorso. Chi si aspettasse dal titolo, che omaggia i celeberrimi e spietatissimi guerrieri scandinavi, un ritorno alla violenza della prima ora, rimarrà tuttavia deluso. Da un punto di vista sonoro, infatti, l’album si pone in linea con le ultime release, per quanto possa risultare lievemente più aggressivo. Riguardo la line-up, ad affiancare lo storico vocalist ci sono le due asce Olavi Mikkonen e Johan Söderberg e il bassista Ted Lundström, tutti presenti in formazione già dagli anni Novanta. L’unica novità la troviamo invece alle pelli, con l’ingresso del cileno, ma svedese d’adozione, Jocke Wallgren, ex Vituperation e Valkyrja. Alla produzione c’è il canadese Jay Ruston, mentre il mastering è stato affidato a Paul Logus, entrambi all’opera in For All Kings (2016) degli Anthrax. La cover art, su cui campeggia un berserker che affronta spavaldamente i dardi che stanno per colpirlo, è stata curata da Brent Elliott White, autore anche di quelle di Dystopia (2016) dei Megadeth e, questo stesso anno, di Humanicide dei Death Angel.

L’album si compone di dodici tracce per un totale di quasi un’ora di musica, facendo di Berserker il disco più lungo rilasciato dagli Amon Amarth. Per quanto le capacità tecniche e compositive degli svedesi siano di indubbio livello, minutaggi come questo espongono sempre al rischio di appesantire l’ascolto, scongiurato dai nostri grazie alle melodie ispirate in diversi passaggi e al ricorso a riff orecchiabili, elementi evidenziabili già nella doppietta iniziale Fafner’s Gold -impreziosita da un’intro acustica- e Crack the Sky. Proprio Crack the Sky, rilasciato peraltro come secondo singolo dopo Raven’s Flight, rappresenta l’unica traccia sotto i quattro minuti, insieme a Shield Wall, forse la più violenta del lotto. L’ascolto scorre via piacevolmente, senza flessioni e senza imbattersi in inutili filler, riconfermando, brano dopo brano, un’identità musicale chiara da parte del gruppo. D’altro canto, volendo trovare un limite all'album, manca un passaggio che si imponga sugli altri in maniera decisa e memorabile. Circa i testi, per i quali è accreditato Johan Hegg, questi sono incentrati sulla mitologia norrena, come del resto titoli quali Mjölner, Hammer of Thor e Skoll and Hati lasciano subito intendere, senza dimenticare Ironside, che narra invece le gesta di Björn Ragnarsson. La chiusura è affidata alla più malinconica Into the Dark.

In conclusione, Berserker è un lavoro ispirato e ben curato. Per quanto sia possibile cogliere un’attitudine più aggressiva rispetto alle ultime uscite degli Amon Amarth, appare pienamente confermato lo sconfinamento in territori melodici. Non siamo di fronte a un lavoro epocale, bensì all’ennesima dimostrazione che gli svedesi rappresentano una delle realtà più solide con un background nel metal estremo ad aver fatto breccia sul mercato, come confermano anche i riscontri di vendite e di classifica.

Buon ascolto e che il metallo sia con voi!



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
63.26 su 15 voti [ VOTA]
Gabrimetal05
Martedì 23 Luglio 2019, 23.03.44
29
Avevo gia sentito la band anni fa ma non è il mio genere, ma questo mi è piaciuto tantissimo Voto 90 \m/
ObscureSolstice
Venerdì 28 Giugno 2019, 13.26.19
28
@22 TeschioTheSkull: è dall'esordio che trattano queste tematiche
Todbringer83
Martedì 25 Giugno 2019, 17.26.39
27
Rispetto al precedente lavoro tende a restare più scolpito nella testa, forse perché più vario nella track list, quindi a mio avviso comunque un passettino in avanti considerato il lavoro piatto di tre anni fa. Ma questo non esime il platter dall'esser considerato un mezzo passo falso. Purtroppo ci sono più ombre che luci durante tutta la durata dell'album. E' prolisso senza che ce ne sia il bisogno, si potevano benissimo tagliare più di due tracce (Valkyria, Ironside, e Wings of Eagles le trovo decisamente vuote) è troppo melodico, dove considerati i temi trattati dalla band avrebbe giovato più ferocia e cattiveria come in passato. Non si ha la voglia di riascoltarlo una volta finito il primo passaggio. Per contro trovo efficace ed incisiva come sempre la prova di Johan Hegg come efficaci sono Raven's Flight, e Mjolner le gemme che tengono in vita un album che altrimenti sarebbe stato di un'insufficienza disarmate. Voto: 62
Ezio
Domenica 23 Giugno 2019, 18.53.23
26
ho ascoltato il disco un pò di volte, non mi dispiace l'album anche se questa vena melodica non fa molto per me, hanno fatto il compitino eseguito bene anche se fino a twilight erano un'altra storia, riguardo a twilight e with oden forse meritavano una decina di punti in più rispetto al voto che gli è stato attribuito.
SkullBeneathTheSkin
Sabato 15 Giugno 2019, 11.42.53
25
@kai : va bene, intendevo dire un altra cosa..
sicktadone
Sabato 15 Giugno 2019, 10.59.54
24
Così si può andare ai concerti scimmiottando i vichinghi, ma con i vestiti di marca.
Kai Shiden
Sabato 15 Giugno 2019, 9.34.36
23
Non è una bimbominkiata, è marketing, hanno la linea di vestiti che si chiama proprio come il disco, sfruttando l'immaginario dei vichinghi diffusosi anche in tv e cinema.
SkullBeneathTheSkin
Venerdì 14 Giugno 2019, 20.28.32
22
A me hanno stufato gli stereotipi tipo sta copertina, scusatemi tutti ma la trovo una (anacronistica) bimbominkiata. Sorry
Graziano
Venerdì 14 Giugno 2019, 18.15.56
21
Mi avevano stancato già con Jomsviking. A questo punto valeva la pena tentare soluzioni con la voce pulita. Suoni pseudo maiden con il growl non mi fanno impazzire, sembra metal addomesticato. Peccato perchè avevano un potenziale notevole....
Flavio
Giovedì 13 Giugno 2019, 3.09.33
20
Voto totalmente sballato, ancora di più se confrontato a Twilight Of The Thundergod (discone immenso da 85/90). L'album in questione non è brutto ma è di maniera, non particolarmente ispirato, a conti fatti leggero e senza mordente. Negli ultimi anni la vena "heavy" ha decisamente preso il sopravvento su quella estrema, ma come in Jomsviking, ogni tanto sembra di sentire i Maiden col growl (il che, letto così, sembra più interessante di come è nella reltà!). Sufficienza raggiunta perché l'abilità a tirare fuori melodie accattivanti c'è sempre ma manca il corpo, l'aggressività e la ferocia che ti aspetti dagli Amon Amarth.
Bruno
Martedì 11 Giugno 2019, 23.54.05
19
Concordo con la maggioranza di chi ha commentato, album fatto con lo stampino, poco ispirato e con un suono poco incisivo, voto 65, non di più.
Kai Shiden
Martedì 11 Giugno 2019, 20.05.09
18
Va bene tutto eh, ma se questo è un disco ispirato e ben curato, io dal 1998 ho sbagliato a comprare tutti i dischi. A me sembra un disco ruffiano, banale e suonato e prodotto con lo stampino. Voto regalato.
mariamaligno
Martedì 11 Giugno 2019, 18.07.24
17
A me invece infastidisce suonino prima degli Slipknot e non per ultimi
Hellion
Martedì 11 Giugno 2019, 17.39.40
16
Al solo pensiero di vederli dopo i Testament, mi viene lo scorbuto.
Le Marquis de Fremont
Martedì 11 Giugno 2019, 13.44.35
15
E' passato come l'acqua sui sassi. Forse non ho avuto tempo di ascoltarlo con calma, forse c'è dell'altro di meglio, forse non è qualcosa che ti resta. Leggendo i commenti di Monsieur AkiraFudo e ancor più di Monsieur mariamaligno, probabilmente lo devo approfondire. Hanno sempre fatto ottime cose, soprattutto i loro primi album. Mi riservo di ritornarci, altrimenti scorrerà come l'acqua e io preferisco il vino. Au revoir.
Piadina
Martedì 11 Giugno 2019, 13.39.45
14
Li ho persi ai tempi di Versus ed erano molto bellini, ma penso ormai sia cambiato tutto. Ascolterò per vedere se realmente han avuto o meno questo declinio.
demetrio
Martedì 11 Giugno 2019, 11.34.24
13
Disco nella media, c'è tutto quello che ci si poteva aspettare. Poco superiore rispetto al precedente che a parere mio era stato un bel buco nell'acqua
enrico86
Martedì 11 Giugno 2019, 11.00.25
12
il disco è veramente blando. C'è qualche pezzo notevole, ma parliamo comunque di poca roba. Purtroppo gli amon amarth mi sembrano una band in netta decadenza
Danimanzo
Martedì 11 Giugno 2019, 10.56.13
11
@mariamaligno, hai scritto esattamente come la penso io in merito agli ultimi AA e a questo album in particolare. Voto della recensione a mio parere giustissimo.
mariamaligno
Martedì 11 Giugno 2019, 10.19.50
10
Dissento completamente dai commenti sottostanti. Ammetto che Crack The Sky nella sua pacchiana semplicità radiofonica mi aveva fatto temere il peggio invece il disco nella sua interezza mi ha fatto ricredere. Enorme passo avanti rispetto allo scialbo Jomsviking. Certo all'11mo album non possono più avere i livelli di TA,TC, VTW, FON o WOOOS ma è impressionante come questa band sia incapace di scendere al di sotto di certi standard qualitativi. Il blocco centrale in particolare, che va dalla traccia 4 alla 8 è di una solidità indiscutibile, pezzi possenti e degni del passato. The Berserker At Stamford Bridge nel suo incedere drammatico, teatrale e guerresco ha poco da invidiare a certi pezzi di VTW .L'ultima traccia è un altro capolavoro come da tradizione Amon Amarth quando si tratta di chiudere i dischi alla grande. Anche i pezzi più easy e banalotti come Wings Of Eagles ,When Once Again, Crack The Sky polverizzano certe oscenità di Jomsviking(one against all, on a sea of blood,a dream that cannot be per dirne alcune ma non ho mai sopportato neanche la tanto amata quanto tamarra Raise Your Horns). In sostanza ci assestiamo sui livelli di Deceiver e Surtur e sinceramente a questo punto della loro carriera non mi posso lamentare. Johan Hegg è tuttora il miglior growler in circolazione quantomeno tra i gruppi più conosciuti. Ovvio li preferivo anch'io più grezzi e death metal oriented ma alla fine sti ragazzi a 45 anni suonano ancora lo stesso genere senza particolari stravolgimenti, la melodia e l'amore per i Maiden e tutto il metal classico ci sono sempre stati (ascoltando l'esordio Once Sent è lampante) e del resto come dar loro torto..sono metallari ci mancherebbe passassero a fare altro..la qualità è scesa un pò ma ribadisco il livello è comunque sopra la media. Voto giustissimo, al limite è troppo basso quello di With Oden On Our Side ma teniamo conto che sono recensioni vecchie con una discografia di soli capolavori alle spalle, i parametri vanno riaggiornati man mano che le opere da confontare aumentano. Ottimo, veramente ottimo disco.
AkiraFudo
Martedì 11 Giugno 2019, 10.18.33
9
...voto che ci sta tutto; l'ho trovato molto gradevole, più del precedente, coerente con lo stile della band ma più ricercato nelle melodie, sempre azzeccate senza sacrificare l'impatto. Sinceramente non so cosa dovrebbero fare per tacitare gli insoddisfatti cronici, che pare si raccolgano tutti su questo sito visti i voti che il disco sta raccogliendo: i dischi post - "Twilight..." venivano attaccati perché privi di novità, questo e il precedente perché non piace la nuova (??) vena "classic metal"... ma che dovrebbero fare? Inserire un po' di prog / avantgarde blackeggiante, che fa tanto figo di questi tempi, o un po' di funeral doom? Certamente sbaglierò, ma sono convinto che dietro la perentorietà di certi commenti si celi tanta superficialità e nulla più che un ascolto fugace sul tubo... poi ovvio, i gusti sono gusti...
Aceshigh
Martedì 11 Giugno 2019, 9.31.21
8
Niente di più, niente di meno dell’album precedente. Ben fatto, il vocione di Hegg sempre piacevole... ma dopo 2/3 ascolti è destinato a prendere polvere sullo scaffale... A un 70 non ci arriva.
M0RPHE01978
Martedì 11 Giugno 2019, 9.19.59
7
78 è veramente fuori scala, album da 60/65, non di più.
MetalHead
Martedì 11 Giugno 2019, 5.44.52
6
Commento 5 perfetto.. album piacevole ma non è un granché..
Andry Stark
Martedì 11 Giugno 2019, 4.51.04
5
Sinceramente dopo i due singoli sottotono rilasciati mi aspettavo di peggio, ma fortunatamente non è stato così, è un disco piacevole che scorre tranquillamente traccia dopo traccia, ma ahimè non offre granché, non mi da quella voglia di riascoltarlo poiché non mi rimane impresso, mi pare più un disco che può piacere più ad un ragazzino neo metallaro o di chi di metal ne mangia poco e si accontenta con poco. Quindi tutto sommato è un lavoro sufficiente, ma quel 78 mi pare eccessivo, opterei più per un 65.
Enrico
Martedì 11 Giugno 2019, 0.08.38
4
55 ad essere buoni.
gianmetal
Lunedì 10 Giugno 2019, 22.54.39
3
UN 78 regalato. Peggio di questo non potevano fare
Shu
Lunedì 10 Giugno 2019, 19.01.27
2
Concordo con DP, voto assurdo. Il disco purtroppo noioso e senza mordente, salvo due tracce carine, voto 40.
DP
Lunedì 10 Giugno 2019, 18.06.44
1
78 come WOOOS e di più di Twilight…...stiamo scherzando?
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade Records
Melodic Death
Tracklist
1. Fafner’s Gold
2. Crack the Sky
3. Mjölner, Hammer of Thor
4. Shield Wall
5. Valkyria
6. Raven’s Flight
7. Ironside
8. The Berserker of Stamford Bridge
9. When Once Again We Can Set Our Sails
10. Skoll and Hati
11. Wings of Eagles
12. Into the Dark
Line Up
Johan Hegg (voce)
Olavi Mikkonen (chitarra)
Johan Söderberg (chitarra)
Ted Lundström (basso)
Jocke Wallgren (batteria)
 
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