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E.G.O - Everything Goes On
12/06/2019
( 1250 letture )
Se c'è un sottogenere del metal per cui l'Italia è celebre e riconosciuta nel panorama europeo e mondiale, è certamente del symphonic/power di cui stiamo parlando. Già verso la fine degli anni '90 si può osservare un progressivo dispiegarsi di gruppi di metal melodico quali i Labyrinth, i Vision Divine, Elvenking e soprattutto i triestini Rhapsody. Aggiungendo alla lista l'unicum gothic rappresentato dai Lacuna Coil (ben riconoscibili dalla voce femminile della carismatica Cristina Scabbia), possiamo avere un'idea iniziale del tipo di musica che gli E.G.O ci presentano nel loro primo lavoro in studio, l'EP Everything Goes On. Come dunque introdotto, la band modenese riprende la scia già tracciata dai precursori del genere in Italia, e propone un power a forti tinte sinfoniche. Peculiare e caratterizzante l'utilizzo di due voci femminili in alternanza, a creare un effetto simil-coro nei ritornelli.

L'album dunque inizia con The Last Fall, utilizzata con funzione di intro. Non infatti un brano vero e proprio, e nonostante la lunghezza di oltre quattro minuti, il brano si apre con una narrazione che richiama elementi lirici come la memoria, il passato e il tempo, insieme a immagini naturalistiche come il tramonto e la sua luce. Un primo assaggio di timbri lirici ci viene offerto nella sezione cantata, la quale funge da finestra su ciò che questo primo lavoro degli E.G.O ci propone. Giungiamo così a Otherworld, primo brano vero e proprio. Le tinte chiaroscure, con alternanze fra voce in growl e pulita, accompagnano l'ascoltatore su una montagna russa di colori e ombre. Il paragone con gli Epica a questo punto è inevitabile, se non per la sezione strumentale, ma per le tonalità vocali e scelte liriche che gli E.G.O mostrano di saper dominare. Andiamo avanti con Sunset Overture, in maniera simile al brano precedente, viene fatto un uso più importante ed incisivo dei sintetizzatori, che quasi sembrano mettere in disparte le chitarre, spostando i ritmi ancora più in levare. Notevole seppur breve la sezione solistica di chitarra in shred verso la fine del brano. La successiva Timeless Battle è forse il momento di massima ispirazione e creatività dell'EP Everything Goes On. L'utilizzo dei sintetizzatori nelle istanze iniziali ricordano nettamente gli attacchi di Jens Johansson, storico tastierista dei finnici Stratovarius. Il ritornello in leggero controtempo non impiega molto tempo a entrare in testa, a testamento del brano più divertente e ispirato del lotto. Come penultima canzone incontriamo To Nowhere, che ancora una volta consolida lo stile compositivo degli E.G.O, dando un buon risalto ai sintetizzatori, ma con una chitarra mai realmente protagonista, forse complice della produzione, che ricordiamo essere indipendente. Ampio spazio viene dato alla voce lirica, la quale è posta in risalto con grande abilità, dando così l'idea che la band abbia chiaro quali siano le tempistiche giuste e soprattutto quando è necessario operare una "variatio", per non annoiare eccessivamente l'ascoltatore, ricordando come sia facile (rispettivamente ad altri sottogeneri del metal) comporre symphonic, ma come sia altrettanto impegnativo non risultare banali, ripetitivi e opachi. Chiude il cerchio Until the End of Time, brano più lungo dell'EP e anche quello più lento. Il dominio vocale stavolta viene affidato alle harsh vocals per la prima parte, dopodiché una sezione di piano ci orienta verso lidi più calmi e sereni. Un duetto fra le due voci femminili, in lieve crescendo, proietta l'ascoltatore verso la fine di questo Everything Goes On, durato nel complesso appena 27 minuti.

In conclusione, gli E.G.O sono riusciti a presentare ai fruitori e amanti del symphonic power un lavoro che, seppur breve, dà un assaggio delle qualità compositive del gruppo, mostrando varie influenze che portano ad un utilizzo forte, seppur non troppo eccessivo, di condimenti e ritocchi a vario uso di sintetizzatore. Non si percepisce ridondanza e non viene la voglia di stoppare perché "ormai so già com'è". La produzione potrebbe essere migliore, ma trattandosi, come già anticipato, di un EP autoprodotto, non c'è da aspettarsi miracoli. Il grande passo deve ancora avvenire, e consiste nel trovare un tratto distintivo, che definisca in modo chiaro e netto la direzione che gli E.G.O vogliono prendere. Gli ingredienti ci sono tutti, manca solamente il salto in più. Nel frattempo, possiamo concedere a questo Everything Goes On un altro giro.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
78.5 su 4 voti [ VOTA]
Beta
Sabato 15 Giugno 2019, 12.27.15
1
Mi fa molto piacere leggere la recensione di questo disco. Ho ascoltato alcuni pezzi del gruppo grazie ai link postati dalla band stessa nella sezione apposita del forum e ho trovato il progetto molto interessante. Darò un'ascolto a tutto l'EP (purtroppo non sono ancora riuscita a sentire tutti i brani); per ora ho ascoltato Otherworld e Sunset Ouverture: la seconda mi ha ricordato un po' troppo da vicino i NW, mentre la prima ho trovato che avesse un qualcosa di più personale. Secondo me, sviluppando meglio la parte elettronica e il gusto "progressive" (cioè le variazioni in termini compositivi che ha evidenziato anche EagleHeart), possiamo aspettarci un full length veramente di valore in campo symphonic e, soprattutto, personale e non semplicemente di maniera.
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Symphonic Metal
Tracklist
1. The Last Fall
2. Otherworld
3. Sunset Overture
4. Timeless Battle
5. To Nowhere
6. Until the End of Time
Line Up
Carmen Grandi (Voce)
Beatrice Bini (Voce)
Gabriele Ceresini (Chitarra)
Alessandro Ludwig Agati (Batteria)
 
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