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Destrage - The Chosen One
20/06/2019
( 2057 letture )
I Destrage sono tornati. Sono già passati tre anni da quando tra le nostre mani era arrivato un famoso CD con in copertina una bambina con quattro farfalle sugli occhi: copertina criptica, come del resto lo era la musica al suo interno. A Means to No End, infatti, era stato ai suoi tempi un'ulteriore passo nell'evoluzione stilistica della band milanese, probabilmente il più complesso e difficile da metabolizzare, sia per struttura delle canzoni che per durata complessiva, della loro carriera. Ora però ci ritroviamo a fissare una cover completamente diversa dalla precedente a cui, come da tradizione, corrisponde un album con la stessa caratteristica. La musica dei Destrage è, per certi versi, simile alla copertina di The Chosen One: in apparenza un groviglio di linee e colori senza senso, che però danno vita a un'immagine ben definita se si decide di dedicarvi del tempo per comprenderla.

The Chosen One si apre con l'omonima track -e unica anticipazione rilasciata prima dell'uscita del disco- che è, a tutti gli effetti, una sorta di introduzione; il tema verrà poi ripreso nella conclusiva The Gifted One. Sono soli tre minuti, ma la carne messa al fuoco è già parecchia: anche si passa da una struttura tipicamente progressive/djent al ritornello -se così possiamo chiamarlo- che strizza l'occhio al pop, tutto ciò non risulta forzato ma scorre in maniera incredibilmente lineare e fluida. Ecco, l'aggettivo "fluido" è probabilmente il modo migliore per descrivere la nuova invenzione dei cinque, e la successiva About That ne è un perfetto esempio: la dissolvenza finale della prima traccia viene interrotta un attacco repentino e dissonante che prosegue in una spirale di riff che si avvolgono su sé stessi, per poi sfociare in un ritornello catchy che ci ritroveremo a cantare più spesso di quanto si pensi. E tutto ciò succede in modo molto naturale, la musica è travolgente e i funambolismi tecnici non vanno a incidere sulla fruibilità della proposta ma sono al servizio di un sound che sta diventando sempre più riconoscibile e personale (non che già non lo fosse sin dai tempi di Are You Kidding Me?No).

Il più grande pregio dei Destrage è esattamente questo: riuscire a dare vita a melodie e refrain orecchiabili senza mai scadere nella banalità e mantenendo sempre una grande varietà da una traccia all'altra. Dalle tastiere della pesantissima At the Cost of Pleasure, alla folle e contorta Headache and Crumbs, passando per il sax impazzito della sperimentale Mr.Bugman, The Chosen One risulta un album multicolore e allo stesso tempo compatto come un blocco di granito. A chiudere un cerchio che, in realtà, è più simile a una linea dritta che guarda già verso il futuro, troviamo la già citata The Gifted One: si riparte dal paesaggio nebbioso che aveva chiuso la title track e si va a finire in un mondo alternativo in cui furia ed aggressività convivono pacificamente con tecnica ed eleganza.

Personalmente, dai Destrage non so mai cosa aspettarmi, ma se devo essere sincero non mi sarei aspettato di certo un cambio di direzione così repentino da A Means to No End. Se quest'ultimo aveva necessitato dozzine di ascolti per essere metabolizzato (anche a causa delle tredici tracce per cinquantacinque minuti di durata), The Chosen One si rivela un lavoro molto più diretto che fa presa nell'ascoltatore fin da subito. Produzione nitida e moderna, tracce veloci e tecniche che si susseguono l'una all'altra senza pause, ritornelli che spesso si avvicinano al rock (se non al pop) più accattivante, durata contenuta (trentasette minuti) che evita di rendere la proposta troppo pesante; queste le caratteristiche che rendono il nuovo capitolo di casa Destrage l'ennesimo prodotto vincente, anche se alcuni potrebbero asserire che uno dei più grandi pregi dell'album è anche il suo più grande difetto: dura troppo poco.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
69.38 su 13 voti [ VOTA]
Galilee
Domenica 3 Novembre 2019, 10.43.01
13
Disco dell' anno e tutti a casa. È incredibile quello che si sente in the chosen one. Tecnica, qualità, fantasia, potenza e senso di appagamento ai massimi livelli. Non lo giudico di già come loro miglior disco, ma the gifted one è la Song più figa dell'ultimo decennio. Per quello che cerco io da questo mondo di sonorità, ora come ora i Destrage stanno lassù, e guardano tutti dall'alto in basso. Per ora 90.. poi crescerà..
Alessio Bolpagni
Domenica 23 Giugno 2019, 13.06.02
12
Band davvero fenomenale, la migliore nel panorama italiano del progressive metal. Visti dal vivo 3 volte, sono davvero forti e hanno un pubblico meraviglioso pogo totale e divertimento assicurato!
All I Was
Domenica 23 Giugno 2019, 13.01.31
11
Dopo questo disco, penso che sia doveroso ammettere (da vero fanboy quale sono) che i DESTRAGE ad oggi si meritano a PIENO TITOLO la corona di UNA delle MIGLIORI METAL BAND ITALIANE MAI apparse sulla nostra bellissima penisola! Con questo disco si ha la combinazione perfetta tra i precedenti 2 dischi. Abbiano dei buoni contenuti lirici che hanno contraddistinto A Means to No End senza però sacrificare troppo la parte "sbarazzina" e ULTRA-TECNICA che si aveva su Are You Kidding Me? No. Il disco è corto ma compatto, tecnico, armonioso e va liscio come la vasellina! ADORO come la prima e l'ultima traccia siano legate sia da un punto di vista sonoro che di contenuto, una caratteristica che rende ancora più unico questo disco. Una grande bella innovazione rispetto agli altri dischi è la TONNELLATA di GROOVE che il nostro buon Fede immette nelle traccie. Hanno portato fuori quell'energia di impatto che negli ultimi anni sta diventando un cliché nel mondo del metal moderno (tipo l'utilizzo dei Breakdown) però su un tappeto sonoro decisamente più ricco, tecnico e sperimentale rispetto alla maggior parte di band "-core" di cui questo mondo è francamente saturo. Non manca poi di certo l'utilizzo sapiente di effettistica particolare che rendono gli assoli o parti di chitarre particolari uditivamente più interessanti rispetto all'utilizzo di effettistica standard. Infine in questo disco è anche presento un ritorno molto più "corale" alla voce così da rendere i ritornelli più pieni e più catchy rispetto all'ostico A Means To No End. Ora, chiariamo una cosa: AYKMN è un disco IRRIPETIBILE e secondo me ha gettato le basi per una NUOVA concezione di METAL in Italia, però questo nuovo disco è una FOTTUSSIMA bomba nucleare ragazzi! Nel complesso questo The Chosen One è un disco...un disco da DESTRAGE e lode!
Paperoga
Sabato 22 Giugno 2019, 3.34.48
10
D’accordo che Are you kidding me? Sia superiore, ma credo sia giusto questo 85, piuttosto l’87 dato a quell’album è troppo basso.
Luky
Venerdì 21 Giugno 2019, 23.11.24
9
Pensavo rallentassero dopo lo scorso album, ma mi sbagliavo: molto bello anche questo
Gabriele
Venerdì 21 Giugno 2019, 15.48.24
8
Che gran disco. Non li conoscevo. Mi sono letteralmemnte incantato.
Enrico86
Venerdì 21 Giugno 2019, 14.45.18
7
Matteo concordo in pieno: are you kidding me? No. È stato un capolavoro pazzesco, fulminante. Questo è tanta roba, ma non a quel livello
Matteo BTBAM Galli
Venerdì 21 Giugno 2019, 14.20.33
6
Molto bello, ma Are You Kidding Me? è imho molto lontano. Si è persa secondo me una parte della lucida follia che lo contraddistingueva. Ad ogni modo, gran disco!
Korgull
Venerdì 21 Giugno 2019, 10.44.48
5
Album di una qualità disarmante: profondo, complicato, suonato divinamente e allo stesso tempo accessibile. Migliori di tante band più osannate che continuano a sorprendere album dopo album. Alzerei il voto a 90
Galilee
Venerdì 21 Giugno 2019, 10.39.36
4
Bella recensione. Dei assoluti, appena avrò money lo farò mio.
enrico86
Venerdì 21 Giugno 2019, 9.40.38
3
Stiamo parlando di una band fenomenale, questi signori hanno un talento innegabile e sono tranquillamente all'altezza di gente come protest the hero e periphery, nonostante i milanesi abbiano un taglio più "rock n roll" rispetto ai nord americani. Detto questo l'album non l'ho trovato all'altezza dei due precedenti che secondo me sono e rimarranno i veri capolavori della band. L' ho trovato un po' troppo confusinario e forse i pezzi presi singolarmente, sono sono all'altezza di certi capolavori del passato. Comunque per me val un 80 pieno
Pacino
Venerdì 21 Giugno 2019, 6.05.05
2
Grande band, tra le migliori emergenti nel panorama italiano, e questo album è un'altro centro. Voto 89.
Paperoga
Venerdì 21 Giugno 2019, 2.46.48
1
Ottimo disco, bravi Destrage e tutti domani al Santeria
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade
Inclassificabile
Tracklist
1. The Chosen One
2. About That
3. Hey, Stranger!
4. At the Cost of Pleasure
5. Mr. Bugman
6. Rage, My Alibi
7. Headache and Crumbs
8. The Gifted One
Line Up
Paolo Colavolpe (Voce)
Matteo Di Gioia (Chitarra)
Ralph Salati (Chitarra)
Gabriel Pignata (Basso)
Federico Paulovich (Batteria)

Musicisti Ospiti:

Luca Mai (Sax su traccia 5, Chitarra su traccia 4)
Fabio Visocchi (Tastiera su tracce 4,8)
Fabrizio Pagni (Programming)
 
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