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Drudkh - Autumn Aurora
22/06/2019
( 826 letture )
Per Autumn Aurora non servono particolari preamboli o introduzioni.
Si tratta di una di quelle opere d'arte che sembrano uscite così come immaginate, come flusso di coscienza, dalla mente di uno o più artisti, in un confluire unico di note, ritmi, parole, immagini, atmosfere, stati d'animo; ogni cosa è come dovrebbe essere, ogni elemento sembra cadere a pennello, persino i titoli delle canzoni sono evocativi, già a primo impatto.
La maturazione, rispetto a un disco già di per sé eccezionale come il debutto Forgotten Legends, è evidente, tanto a livello di sound, più avvolgente e pulito, quanto di songwriting, in parte raffinato e sgrezzato.
La formula però non cambia, così come la formazione e l'etichetta discografica.
È il 2004 ed esattamente un anno dopo , uscì il suo degno successore e, mi permetto di azzardare, miglior album dell'intera discografia dei Drudkh, forse insidiato nel suo primato solo da un'altra pietra miliare del calibro di Blood In Our Wells.
Delle tante copertine che sono state adoperate negli anni per le varie riedizioni di questo disco, l'originale della Supernal Music rimane la più suggestiva, con le sue tonalità di beige quasi scolorito e i tratti del pennello leggermente sfocati, poco definiti.
L'atmosfera ritratta in questa copertina (anche se quella dell'edizione Season of Mist è di tutto rispetto, nonché forse quella che viene associata più spesso con il disco in questione) è una sintesi di ciò che ci si deve aspettare da Autumn Aurora.
Tutto, dall'artwork al sound, richiama un'aurora autunnale: persino le chitarre, dal suono abbastanza riverberato e dalla distorsione non estrema, in cui toni bassi e alti sono ottimamente mediati pur senza perdere troppo in aggressività e guadagnandoci, ovviamente, in termini di atmosfera, sono ben diverse dalle chitarre stridenti, violente e tipicamente “invernali” (nel senso di gelide e taglienti) del black metal classico.
L'arpeggio delicatissimo di Fading ci introduce all'ingresso di questo enorme bosco, fatto di alberi e vegetazione fitta, sì, ma anche di simboli ed emozioni a cui è davvero difficile rimanere indifferenti. L'incipit di Summoning the Rain e in particolare il riffing del mastermind Roman Saenko sono di una bellezza indescrivibile, di un'intensità più unica che rara. Le tastiere sono un quid in più a livello di atmosfera, senza mai essere predominanti, mentre il basso è invece un flebile e dolce pulsare di onde a bassa frequenza. A completare il quadro la batteria precisa e dinamica del session man Yury Sinitsky e lo screaming sofferto di Thurios, quasi distante rispetto agli strumenti, eppure efficacissimo
Ed è proprio il suono della pioggia appena evocata ad unire a doppio filo Summoning the Rain con la bellissima Glare of Autumn. Ancora una volta è una chitarra acustica a cullarci per un attimo con melodie quasi celestiali, prima che la canzone si dipani in un mid tempo sostenuto ma sempre di grande effetto.
Sunwheel è una canzone abbastanza particolare, costruita su di una melodia a tinte folk, quasi allegra, e rimane su modi maggiori per quasi tutta la sua durata, prima di rallentare e diventare più malinconica nel finale.
Qualche trovata geniale anche lungo i quasi dieci minuti di Wind of the Night Forests, in cui si mette in mostra Sinitsky, con dei pattern di batteria ricchi di abbellimenti sulla cassa e sui piatti, oltre ai soliti riff sognanti di Saenko e il riecheggiare di una chitarra acustica in sottofondo.
La conclusiva The First Snow è invece una composizione molto atipica, in cui sono totalmente assenti le percussioni e nella quale chitarra elettrica e tastiera dialogano fra di loro creando delle melodie sognanti sulle quali la chitarra acustica ricama arpeggi ricamatissimi ed eleganti.
Autumn Aurora, però, non è un disco che è facile rendere con le parole, bisogna ascoltarlo, imparare ad apprezzarlo ed amarlo, lasciare che ci trasporti in luoghi lontani ed arcani, lasciare che quest'aurora autunnale catturi mente e animo. É un'esperienza musicale, più che un disco, un piccolo capolavoro nato nelle terre dell'Est, carico di un pathos e di un’emotività che si possono riscontrare in non molti, sempre meno dischi.
Unica piccola pecca, la totale assenza di testi, l'ultimo tassello che mancherebbe per creare un puzzle di fascino ineguagliabile.
Ascoltarlo superficialmente sarebbe l'errore più grande che si potrebbe fare approcciandosi ad Autumn Aurora: va affrontato, come un vero e proprio (breve) viaggio, con la giusta concentrazione, il mood adatto, set e setting adeguati. Solo così se potrà comprendere appieno la poesia insita al suo interno.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
95.28 su 7 voti [ VOTA]
Gups
Giovedì 27 Giugno 2019, 21.07.36
7
Summoning the rain +Glare of autumn... bastano queste due... il migliore dei Drudkh. Colonna sonora ideale per passare dal tiepido al gelido.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 26 Giugno 2019, 12.34.30
6
E' senza dubbio il migliore album dei Drudkh. Naturalmente siamo ad un livello di eccellenza sopra altre eccellenze, perché raramente la produzione degli Ukraini è stata meno che ottima. Qui, però, hanno prodotto una musica emozionante e fortemente evocativa, dalla prima all'ultima nota. Dopo uno strepitoso album di debutto, sono riusciti a superarsi. Chapeau. Au revoir.
Pacino
Lunedì 24 Giugno 2019, 9.20.54
5
Black burzumiano di ottima fattura, belle atmosfere. Voto 90.
valz
Sabato 22 Giugno 2019, 20.56.45
4
questo è per me uno dei dischi black più belli della storia. album dall'atmosfera dolcemente malinconica, unica ed irripetibile, che richiama paesaggi boschivi molto rilassanti. sembra quasi di percepire la calda brezza autunnale che contrasta con le prime brume mattutine muovendo le foglie ingiallite e facendole cadere. capolavoro.
Lizard
Sabato 22 Giugno 2019, 18.26.53
3
Hai ragione Jan Hus... Colpa mia, grazie della segnalazione e scusate l'errore.
Doomale
Sabato 22 Giugno 2019, 18.24.59
2
Gran bell'album, tra i migliori dei Drudkh...che non sono pochi, qui si privilegia il lato atmosferico rispetto al suono più gelido di altri lavori.
Jan Hus
Sabato 22 Giugno 2019, 18.22.00
1
Il nome della band? Perché non Drudkh ma Automn Aurora? C’è anche del corsivo di troppo alla fine.
INFORMAZIONI
2004
Supernal Music
Black
Tracklist
1. Fading
2. Summoning the Rain
3. Glare of Autumn
4. Sunwheel
5. Wind of Night Forests
6. The First Snow
Line Up
Thurios (Voce e tastiera)
Roman Saenko (Chitarra e basso)
Amorth (Tastiera)

Musicisti Ospiti
Yury Sinitsky (Batteria)
 
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