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Marlene Kuntz - Ho Ucciso Paranoia
23/06/2019
( 978 letture )
Sono passati vent’anni dalla pubblicazione di Ho Ucciso Paranoia, terzo album dei Marlene Kuntz. Da quel momento, nel 1999, sono cambiate tante cose: i Marlene Kuntz hanno esplorato nuovi territori, nuove sonorità, riuscendo a farsi notare dal grande pubblico. Ho Ucciso Paranoia resta comunque sempre il solito disco, il solito capolavoro del rock alternativo italiano, caratterizzato dai testi elaborati e poetici di Godano e dal sound fuzzoso, noise, inquieto tipico del gruppo, che trova anche il modo di mostrare il suo lato melodico (basti pensare a Infinità). Mantenendo questi elementi dai precedenti album Catartica e Il Vile, Ho Ucciso paranoia riesce a conservare l’identità del gruppo, pur essendo a tratti più “semplice” e appetibile: non è facile definire se sia effettivamente il miglior disco dei Marlene Kuntz (come in molti sostengono), essendo a grandi linee ai livelli dei precedenti, ma rappresenta indubbiamente l’album della loro completa maturità, quello con cui sono riusciti ad affermarsi, diventando per la prima volta un nome “grosso” nel mercato musicale (sempre in rapporto al genere, esploso in quegli anni, ma comunque di nicchia).

Si inizia subito con L’Odio Migliore, brano di un certo peso, tagliente e aggressivo, nel testo e nella musica, rumorosa e carica di inquietudine (sensazione che aleggia per tutto l’album e si percepisce anche solo dalla copertina). Con una sola canzone i Marlene Kuntz riescono a mostrarsi in tutto il loro splendore. A ogni traccia ci si potrebbe comunque fermare e ricavarne analisi, significati: i testi sono sempre ispirati, poetici, criptici, carichi di emozioni, di violenza, di infinite sfumature. Da un lato sono artificiosi, duri da capire, pieni di figure retoriche e ricercati, dall’altro uniti alla musica grezza e rumorosa che li accompagnano si rivelano sanguigni e stranamente immediati: ecco il segreto del successo del quartetto piemontese, vera icona del rock alternativo italiano, che consiste nel saper unire un lato quasi cantautorale e poetico a una vena rock tutto sommato pura e credibile.
Seguono L’Abitudine, primo tassello melodico e rilassato del disco e l’ironica Le Putte, riflessione sul controllo del linguaggio, delle parole, metaforicamente dirette da un burattinaio. Viene la volta di Infinità, canzone d’amore carica di tenerezza, di pathos. Si continua con Una Canone Arresa, sempre nel segno dell’intimità, con sonorità nebulose, eteree, in piena contrapposizione con i fischi e i riff dannati di Questo e Altro. Non serve soffermarsi nemmeno troppo sui testi: ogni frase, ogni parola è carica di significato e può colpire profondamente l’ascoltatore (spesso i più vulnerabili sono i giovani, che negli anni ’90 hanno reso i Marlene Kuntz icone e colonne sonore delle loro adolescenze).
Ineluttabile e Lamento dello Sbronzo scorrono cariche di dolore e amarezza sempre poetiche e con un tiro eccezionale, grazie a delle musiche stranianti e rumorose, che calzano a pennello con le parole. L’energia aumenta con le ultime tre canzoni (non considerando Spora n.5 e Spora n.27, piccoli brani strumentali nati da jam sessions, che possiamo trovare nell’edizione a doppio CD), Il Naufragio, In Delirio e Un Sollievo, forse una delle canzoni migliori dei Marlene Kuntz, una piccola e potente poesia (difficile da dire però: per un amante della band quasi tutti i pezzi dei primi tre dischi possono essere considerati dei capolavori, se li si odia, tutte le canzoni sono disprezzabili indistintamente).

...La gioia è una bolla, tesoro
ci gonfia di ebbra ingenuità
poi scoppia e si perde
dovunque nel tempo
La gioia è una stella, tesoro
sempre tu la vagheggerai
perse le forze nel tuo lamento...


È difficile trovare termini per descrivere le meravigliose parole che compongono i loro testi, che percorrono infinite emozioni, l’odio, la solitudine, l’amore. È veramente superfluo fare troppe analisi: le canzoni di Ho Ucciso Paranoia arrivano dirette, senza bisogno di parafrasi. È un po’ la magia del rock alternativo italiano anni ’90, in cui le band a volte giocano troppo con la sofferenza, con questo modo di fare i maledetti, ma nonostante questo riescono a trasmettere emozioni con una strana naturalezza, talvolta superando l’apparente ruvidità e incomprensibilità dei testi. Dal punto di vista tecnico non ci sono grossi difetti: i suoni sono belli, dal forte gusto anni ‘90, sempre in stile Sonic Youth e ogni cosa è al suo posto. Una musica di gran livello unita a un songwriting ispirato, evocativo danno alla luce una perla come Ho Ucciso Paranoia. Non c’è molto altro da dire: nei loro primi tre loro lavori i Marlene Kuntz hanno fatto un qualcosa di incantevole, di indescrivibile, pertanto non si può che consigliare a chiunque l’ascolto di questi album, di scontrarsi con i loro testi e i loro suoni, a volte dolci, a volte carichi odio, ma sempre genuini e pieni di passione.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
88 su 6 voti [ VOTA]
tino
Domenica 21 Luglio 2019, 20.57.54
8
Un mito il lambro
LAMBRUSCORE
Domenica 21 Luglio 2019, 20.05.37
7
Fateli sparire, io mi sono rotto i maroni di non vedere su questo sito pietre miliari dell'hardcore, crust, thrash ecc...e di trovare boiate del genere, ahahahahah, cambio sitoooooo
livio
Lunedì 15 Luglio 2019, 12.16.15
6
il loro migliore
Daniele
Martedì 2 Luglio 2019, 18.54.18
5
traccia n.1 ,parte l'odio migliore e già sai che sarà un capolavoro come al solito
Korgull
Mercoledì 26 Giugno 2019, 14.54.12
4
Secondo il mio parere il loro migliore lavoro, poi si sono dati a quel rockettino da salotto che me li ha fatti mollare... Fin qui cmq band monumentale
Stagger Lee
Martedì 25 Giugno 2019, 21.11.53
3
@Area..quello successivo era ancora buono, poi li ho mollati anch'io.
Area
Lunedì 24 Giugno 2019, 12.18.28
2
Non bello come Il Vile mi spiace, tuttavia é un bell'album e quando venne fuori ascoltavo i Marlene con passione. Con questo riuscirono a imporsi totalmente tra i giganti del Rock/Pop Italiano. Oggi un po tutti li conoscono o per lo meno é stato così per i successivi anni a venire. Dopo questo non sono più riusciti a fare roba che mi piacesse.
Stagger Lee
Domenica 23 Giugno 2019, 22.44.40
1
Per me il migliore dei MK. Non si contano i capolavori, all'epoca ho consumato il CD....mi chiedeva pietà ogni volta che lo prendevo dalla mensola!
INFORMAZIONI
1999
Consorzio Produttori Indipendenti
Alternative Rock
Tracklist
1. L’Odio Migliore
2. L’Abitudine
3. Le Putte
4. Infinità
5. Una Canzone Arresa
6. Questo e Altro
7. Ineluttabile
8. Lamento dello Sbronzo
9. Il Naufragio
10. Spora n.5
11. In Delirio
12. Spora n.27
13. Un Sollievo
Line Up
Cristiano Godano (Voce, Chitarra)
Riccardo Tesio (Chitarra)
Dan Solo (Basso)
Luca Bergia (Batteria)
 
RECENSIONI
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