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Massface - Massface
26/06/2019
( 262 letture )
I Massface sono una band formatasi al termine del 2013 e dedita ad un alternative rock con molteplici influenze che spaziano dall’indie all’elettronica. Provenienti da San Pietroburgo, riescono ad espandersi raggiungendo la notorietà in tutta la Russia e arrivando a farsi notare anche in Germania. Dopo due EP pubblicati sotto etichetta indipendente passano alla Sliptrick Records, tramite la quale licenziano il loro primo full length omonimo. La formazione russa considera la musica come un unicum, non si impone nessuna limitazione trovando aspetti positivi in ogni genere, e ciò si riversa sulla composizione dell’album, dove gli stili si interscambiano tra loro con una fluidità incredibile. Perciò è facile trovare lungo tutte le nove tracce della tracklist momenti alternative, così come parti elettroniche, rimandi al nu metal e, anche se più raramente, influenze indie.

I Am riprende i tipici intro con i synth, regna un’atmosfera etera e profondamente riflessiva, come a presentare una sorta di calma interiore. Al contrario Born inizia all’insegna dell’adrenalina, trascinata dalla voce del cantante, brillante ma dal timbro ostico, onde per cui potrebbe non piacere a molti, e dei riff in stop and go che ricordano molto il marchio di fabbrica delle chitarre metalcore; biglietto da visita riuscitissimo. Now è segnata da un riff roccioso e da una ritmica pesantissima, per poi arrestarsi di colpo, prendendo via via la forma canzone a cui ci hanno abituato i gruppi alternative, non disdegnando un break nu metal dove il basso picchia più di Floyd Mayweather. Con Remember si intraprende una strada diametralmente opposta, iniziando con un arpeggio per poi guadagnare sempre maggior grinta con il progredire della canzone, ma ugualmente di un ottimo risultato si parla alla fine. Allo stesso tempo in Black Water si ricalca la stessa formula dei gruppi alternative del decennio scorso, con una strofa relativamente tranquilla, ma pronta a supportare il ritornello grintoso, chitarre droppate, sovraincisioni, raggiungendo l’apice del pathos verso la fine del brano. New Day si può inquadrare come la power ballad dell’album, fungendo da intermezzo necessario tra due delle canzoni più pesanti dell’intero lavoro. Difatti la successiva Shadows, esattamente a metà del primo minuto, si abbatte con impatto travolgente e, salvo una brusca frenata per lasciar scorrere la strofa, torna a pestare duro per tutto il tempo rimanente. La componente elettronica assume un peso preponderante in Time, incastonata perfettamente tra i riff che irrompono sin da subito e successivamente accompagnando pari passo la voce, che si muove sinuosamente sia nelle strofe sia nella seconda parte, per poi esplodere fragorosamente durante il bridge. E con tutta probabilità è proprio la voce del cantante la forza motrice di tutto l’album, sempre in primo piano, dosando l’intensità quando è necessario cambiare registro e aggredendo senza freni quando c’è da urlare rabbiosi. Sea of Trees è l’outro strumentale a cui è affidato il compito di commiato, e nei suoi due minuti e mezzo disegna l’immagine di un paesaggio freddo e desolante, lasciando un profondo senso di malinconia e di solitudine.

Una volta terminato l’ascolto si ha la sensazione che i Massface abbiano lasciato il segno assolvendo al loro compito e facendo trapelare le emozioni che volevano trasmettere. L’originalità è tra le armi a disposizione della band, difatti, pur ripercorrendo solchi già tracciati in precedenza, difficilmente sentendoli a primo impatto viene subito in mente un’altra formazione alla quale accostarli. Il rischio nel riproporre qualcosa che era in auge anni prima è sempre quello di sembrare una band desiderosa di aggrapparsi agli spettri del passato e il fallimento è spesso dietro l’angolo. Quando però si riesce, e questo è uno dei suddetti casi, il risultato è più che soddisfacente proprio per lo sviluppo di una propria personalità che identifica una certa autonomia in ambito compositivo. Nonostante a volte sia ben vivida la sensazione di trovarsi a cavallo tra la fine degli anni 90 e inizio anni Duemila, almeno per quanto riguarda un certo tipo di atmosfera, quando si termina di sentire l’album nella sua interezza, o la canzone nello specifico, si è ben consapevoli di ascoltare un lavoro uscito nel 2017. Non essendo derivativi e presentando un lavoro concreto, con tracce molto buone (in particolare si evidenziano Born, Now, Remember e Shadows) e senza episodi anonimi, i Massface muovono il primo passo sicuri di aver fatto centro, con un’ottica rivolta verso il futuro.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
30 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Sliptrick Records
Alternative Rock
Tracklist
1. I am
2. Born
3. Now
4. Remember
5. Black Water
6. New Day
7. Shadows
8. Time
9. Sea of Trees
Line Up
Oleg Lankin (Voce)
Ivan Romanchuk (Chitarra)
Alexander Tarabrin (Chitarra)
Semyon Martsinkevich (Tastiere, Synth)
Alexey Novikov (Basso)
Denis Shulika (Batteria)
 
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