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Embrace of Disharmony - De Rervm Natura
27/06/2019
( 1099 letture )
Non saranno la luce e il chiarore del sole a farci uscire dalle tenebre, ma la conoscenza delle cose

Tito Lucrezio Caro, poeta latino vissuto nel primo secolo avanti cristo, è stato fra i più grandi seguaci dell'epicureismo a Roma, insieme ai colleghi vissuti nello stesso periodo Orazio e Catullo. La vita, parafrasando le parole del poeta, si configura come uno scontro fra la forza razionale del pensiero e la fragilità dell'animo che è soggetto a malattie e alla morte. Il tema della razionalità scientifica in particolare viene approfondito nell'opera didascalica De Rerum Natura, poema in esametri che presenta una forma induttiva, ossia partendo dal particolare (atomi ed elementi) fino ad arrivare al generale (la vita dell'uomo e l'universo).

Lo stesso climax viene ripreso e riadattato dai romani Embrace of Disharmony nella loro opera seconda De Rervm Natura. Già con una rapida occhiata alla tracklist, ci accorgiamo come l'artificio di induzione viene ripreso in perfetta linea con Lucrezio, partendo da De Primordiis Rervm, ossia "riguardo all'origine delle cose", e giungendo infine a De Formatione Orbis, ossia "sulla formazione del mondo". L'omaggio al poeta epicureo è totale e caratterizza così il secondo lavoro in studio della band black sperimentale Embrace of Disharmony, dopo il buon debutto Humananke. Lo stile musicale è variegato, e incorpora elementi di power/prog (a-la Symphony X), black metal classico e symphonic. La presentazione all'album, in forma di prologo, è affidata a Prohoemivm / Lavdatio Epicvri, che in meno di tre minuti riesce nel concedere una panoramica su ciò che è l'intento musicale degli Embrace of Disharmony: cambi di stile repentini, accelerazioni istantanee, molteplicità di influenze ed esecuzioni impeccabili. Insomma, l'LP si presenta bene, non resta che addentrarci in questa foresta (come suggerisce la copertina sempre in chiave naturalistica). De Primordiis Rervm è la traccia più lunga del lotto, con i suoi dieci minuti di durata, e si snoda su intrecci e duelli fra chitarra, basso e batteria, come a simulare una lotta di predominio. È qua chiarito il ruolo della componente sinfonica, configurata come cornice di arricchimento e fonte di melodia, volta ad ammorbidire i frequenti blast beat di batteria. Il connubio funziona magistralmente, ogni elemento è calcolato per non sballare l'equilibrio, e il complesso, per l'orecchio di chi cerca novità ad ogni costo, appaga. De Motv Primordiorvm Rervm rappresenta il brano che più dona spazio esecutivo al basso, con sezioni in cui lo strumento si ritrova in primo piano, in stile John Myung dei Dream Theater. I tempi sono rallentati e la voce femminile si dedica al parlato (in latino). Similmente per stile musicale, De Infinitate Orbivm ruota sulla contrapposizione fra voce maschile e femminile, dando vita a una danza sinistra, denotando una forte vicinanza ai Therion. De Mortalitate Animae richiama alla mente il trattato De Brevitate Vitae di Seneca, vicino a Lucrezio sul tema della morte e dello scorrere del tempo (per quanto filosoficamente distante sul resto). Il brano tuttavia appare come il più prevedibile del disco, sebbene nel complesso non stoni. Scelta migliore sarebbe stata probabilmente posizionarlo come seconda o terza traccia. Primo uso incisivo del sintetizzatore viene fatto in De Pavore Mortis, che smorza inizialmente i toni e crea così uno stacco nella pesantezza dell'album. Importante è, soprattutto nelle band sperimentali e progressive, creare momenti di variazione per non produrre monotonia e noia nell'ascoltatore.
Giungiamo così alle tracce di chiusura di questo De Rervm Natura, De Captionibvs Amoris e De Formatione Orbis. Entrambe forniscono una sorta di riassunto e consolidamento di ciò che questo album è stato, ossia una fusione di più generi e stili apparentemente contrastanti.

La percezione che si ha è di evoluzione, di passo in avanti per quanto riguarda il campo del metal estremo, e viene a configurarsi un'esigenza di sfuggire alle varie classificazioni e definizioni classiche. Perché De Rervm Natura degli Embrace of Disharmony non è facilmente catalogabile e va ascoltato, va provato sulla propria pelle per capire come un miscuglio, a priori disomogeneo e disarmonico, generi un lavoro creativo con prospettiva. Perché diciamolo, a questo punto gli Embrace of Disharmony di prospettiva ne hanno molta. E chissà che il futuro non riservi qualche ulteriore sorpresa.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.61 su 13 voti [ VOTA]
No Fun
Venerdì 5 Luglio 2019, 9.43.32
5
Horror vacui. Un symphonic gothic prog barocco, scream growl voci pulite assoli di chitarra fughe di piano synth parti acustiche blast beat etc, però black direi proprio no, il black artiglia lo stomaco, ti fa volare o ti sussurra nel buio senza grandi artifici. Non mi hanno lasciato molto, come se tutti i particolari preziosi non riuscissero a costruire qualcosa di omogeneo, come vedere una stanza delle meraviglie. Però sarei curioso dal vivo, potrebbe anche venire fuori uno spettacolo travolgente.
enrico86
Lunedì 1 Luglio 2019, 10.58.43
4
ho sentito qualcosa su youtube e devo dire che mi pare tanta roba
Luky
Venerdì 28 Giugno 2019, 17.15.53
3
L'ho ascoltato su spotify mosso da curiosità. Al primo ascolto mi ha intrigato.
Kai Shiden
Venerdì 28 Giugno 2019, 16.38.16
2
Zero commenti ma un voto 30, sicuro di qualche invidioso che non l'avrà ascoltato.
Graziano
Venerdì 28 Giugno 2019, 16.16.56
1
Zero commenti per uno dei più bei dischi dell'anno.....
INFORMAZIONI
2019
My Kingdom Music
Symphonic Black
Tracklist
1. Prohoemivm / Lavdatio Epicvri
2. De Primordiis Rervm
3. De Motv Primordiorvm Rervm
4. De Infinitate Orbivm
5. De Mortalitate Animae
6. De Pavore Mortis
7. De Captionibvs Amoris
8. De Formatione Orbis
Line Up
Gloria Zanotti (Voce)
Matteo Salvarezza (Voce e chitarra)
Leonardo Barcaroli (Chitarra)
Emiliano Cantiano (Batteria)
 
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