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Reek - Necrogenesis
27/06/2019
( 251 letture )
La nuova fioritura che il thrash sta vivendo nel nuovo millennio ha contagiato anche l’area mediterranea, in particolar modo Spagna e Grecia. Nella penisola iberica si sono distinti gli Angelus Apatrida, che rimangono la punta di diamante del movimento, e i Crisix. Catalani come questi ultimi, i Reek hanno provato a occupare la scena nella prima metà del decennio, mancando, come vedremo, quello che sarebbe stato un meritato successo, considerata la qualità della proposta. La band nasce nel 2010 con Iván Lara al microfono, Oriol Pérez e Gerard Torà alle chitarre, Sergio López al basso e Carlos Moreno alla batteria. L’esordio è con l’Ep autoprodotto Rubbish Through Your Veins nel 2012, anticipando così di un paio d’anni il primo, e purtroppo unico, full length. Nel frattempo, Esteban Portero prende posto alle pelli.

Necrogenesis, anch’esso autoprodotto, viene rilasciato nel febbraio del 2014 in formato digitale “liquido” e, due mesi più tardi, su cd. Da un punto di vista stilistico, la band prosegue nel solco tracciato dal precedente Ep, ovvero quello di un technical thrash di ottima fattura, grazie alla perizia degli interpreti in questione, López in testa, insaporito da sfuriate più classiche e ancorate alla tradizione. Quarantasei minuti di musica, suddivisa in nove tracce, di cui ben tre interamente strumentali e una lunghezza media dei brani oltre i quattro minuti, con la corposa eccezione della chiusura, la suite Scions of the Void, che sfiora i dodici. L’apertura è affidata a The Sound of Decadence, che offre subito in evidenza le linee di basso di López, prima di lasciare libero sfogo a una accelerazione tipicamente thrash, con il leggero scream di Lara a condire il tutto. La successiva Violent Winterlight certifica con ancora maggiore chiarezza un legame con quelle sonorità technical che hanno fatto le fortune di gruppi quali Vektor e Revocation, per quanto il sound degli spagnoli sia contaminato più dal progressive che dal death, rispetto ai due gruppi di riferimento. Alla numero tre troviamo Hypochondriac, rispescata, insieme a Bibidi Resurrection da Rubbish Through Your Veins. A metà del platter, due pezzi strumentali di valore, quali Ethereal Shadows e Landscapes of Elysium, ad anticipare Human Condition, il più riuscito dell’intero lotto, grazie anche al lavoro delle due asce, che giocano a costruire intricate trame di riff. Scettro peraltro da condividere con la già citata Scions of the Void in coda. Menzione d’onore anche per i testi, non appiattiti sulle solite tematiche sataniste o splatter, cercando piuttosto di entrare in una dimensione intimista. Con qualche licenza, a giudicare almeno da Pernicious Gerontophiliac Commitment, che narra le sfortunate gesta di un gerontofilo, accoltellato a morte da una vecchina, che si prende anche la briga di infilargli un dildo in un occhio. Più in generale, l’intero lavoro è dominato da un’atmosfera algida, ripresa anche dai colori della copertina, quasi ci trovassimo a fluttuare nello spazio, in assenza di luce. Esemplificativi i versi di Scions of the Void, “nothing but husks we are, striving to feel, wilting inside, wandering around an infinite garden of misery and confusion, and even if you know you cannot escape from it, remember you are part of the machine”.

Nel complesso ci troviamo di fronte a un lavoro che ha poco da invidiare ai più acclamati capitoli del technical thrash moderno e sfugge davvero il motivo per il quale gli spagnoli non abbiano raccolto il successo che avrebbero invece meritato. Spinti anche dal modesto risultato di Necrogenesis, i Reek si sciolgono dodici mesi più tardi.

Buon ascolto e che il metallo sia con voi!



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Autoprodotto
Thrash
Tracklist
1. The Sound of Decadence
2. Violent Winterlight
3. Hypochondriac
4. Ethereal Shadows
5. Landscapes of Elysium
6. Human Condition
7. Pernicious Gerontophiliac Commitment
8. Bibidi Resurrection
9. Scions of the Void
Line Up
Iván Lara (Voce)
Oriol Pérez (Chitarra)
Gerard Torà (Chitarra)
Sergio López (Basso)
Esteban Portero (Batteria)
 
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