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Manegarm - Fornaldarsagor
01/07/2019
( 519 letture )
Punte di diamante del viking metal svedese, i Månegarm tornano fra noi quattro anni dopo l’ultimo, omonimo lavoro in studio. Nono album dei Tre di Norrtälje, Fornaldarsagor non si discosta molto da quanto fatto precedentemente, se si esclude forse il penultimo Legions of the North. Spesso e ingiustamente ridotti al loro gelido esordio black metal, i Månegarm propongono in verità lo stesso suono da quasi vent’anni. Un sapiente miscuglio di death metal melodico, alcuni spunti black, un feeling norreno, partiture folk, melodie epiche e coinvolgenti. Da questo punto di vista, Fornaldarsagor si presenta nella maniera più rassicurante possibile: copertina kitsch il giusto, vichinghi, drakkar, rune, e un titolo (che significa “saghe leggendarie”) che riusciamo a scrivere solo col copia-incolla.

Per fortuna, il nono album non tradisce le aspettative, presentandosi subito come un lavoro molto bilanciato, dove trovano egual respiro le varie componenti del Månegarm-sound. Che sa ancora picchiare duro, come dimostra la sostenuta opener Sveablotet. Il brano inizia con un riff dal sapore black metal, retto da una vorticosa sezione ritmica, che si apre piacevolmente in un ritornello in clean, la cui epica melodia si stampa subito in testa. Trova spazio pure un delicato momento acustico, presto sommerso dallo scream acidulo del cantante Erik Grawsiö e dalla tempestosa batteria. Difficile aprire l’album in modo migliore. I due brani successivi seguono le stesse coordinate. Sempre in bilico fra potenza e melodia, Hervors arv e Slaget vid Bråvalla coinvolgono sin dal primo ascolto. Più immediata e melodica la prima, arricchita da un bell’intervento di violino e da un riff particolarmente efficace, più corposa e corale la seconda, dove si odono alcune lontane reminiscenze black metal. Con Ett sista farväll, l’atmosfera si fa cristallina, il ritmo cala e lascia spazio a una voce femminile. In questo fugace momento di quiete, notiamo il basso di Grawsiö, che dimostra quanto questo strumento non sia semplicemente un orpello scenico. L’angelica voce femminile torna a manifestarsi all’inizio dell’acustica Dödskvädet, l’episodio più folk e atmosferico dell’album. Il brano vede però protagonista le clean di Grawsiö, adagiata sugli intrecci creati dal violino e dalle chitarre. Con Krakes sista strid, i Månegarm esplorano il loro lato più leggero e caciarone, mentre la groovy Spjutbädden, appare un po’ anomala in quanto costruita attorno a un panciuto riffone rallentato, poi “vichinghizzato” dalla giusta dose di violino e cori guerrieri. Spiccano infine i testi in svedese, una scelta sempre positiva, a nostro avviso immancabile per qualsiasi gruppo che si rivendichi come viking.

In definitiva, Fornaldarsagor fa esattamente quanto ci si aspetta dai Månegarm del 2019. I tre svedesi riescono a dare il giusto peso ad ogni sfaccettatura del proprio suono, ciò che rende l’album un lavoro equilibrato, variato e piacevolmente fresco, malgrado la formula ampiamente sperimentata. Seppur nessun elemento brilli particolarmente di luce propria -i riff sono generalmente banali se presi da soli-, i brani risultano nell’insieme molto ben costruiti. I Månegarm rilasciano quindi un album composto con bravura e mestiere, che si mantiene su un livello elevato dall’inizio alla fine. L’ennesima prova dell’esperienza e dell’importanza di questo gruppo all’interno della scena viking, e non solo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
47 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Napalm Records
Viking
Tracklist
1. Sveablotet
2. Hervors arv
3. Slaget vid Bråvalla
4. Ett sista farväl
5. Spjutbädden
6. Tvenne drömmar
7. Krakes sista strid
8. Dödskvädet
Line Up
Erik Grawsiö (Basso, Chitarra)
Markus Andé (Chitarra)
Jacob Hallegren (Batteria)
 
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