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Savage Messiah - Demons
01/07/2019
( 457 letture )
Curiosa la parabola descritta dai Savage Messiah. Partiti come band abbastanza cazzuta e con una proposta musicale di confine tra heavy e thrash, hanno subito parecchi cambi in formazione attorno al mastermind Dave Silver, perdendo via via la parte maggiore della loro carica. Approdati già su lidi più amichevoli con Hands of Fate del 2017, si ripresentano circa due anni dopo con Demons, un lavoro che conferma la presenza di molti spunti melodici e più rivolti ad un pubblico generalista, accanto ad altri che ricordano un passato complessivamente più pesante.

Demons si muove dunque passando continuamente dall’uno all’altro approccio, producendo due conseguenze principali: la prima è di risultare frammentario e privo di una direzione precisa, la seconda è quella di far risaltare maggiormente ciò che si stampa con più facilità in testa, ossia i brani dai ritornelli più catchy e con melodie semplici ed arrangiamenti meno heavy. L’album, inoltre, risulta più profondo di quelli prodotti in passato per quanto riguarda il feeling complessivo dei testi, in cui si ravvisa un approccio un po’ più maturo, come ad esempio in What Dreams May Come, ispirata a temi shakespeariani ed alla condizione di genitore (Silver abita ora a Verona e sua figlia è nata lì), oppure nel singolo Down And Out rifacente ad uno scritto orwelliano (Down and Out in Paris and London del 1933) ed altri esempi potrebbero essere fatti. Tuttavia, come detto, è altro a colpire l’ascoltatore. Almeno in prima battuta. La produzione è affidata a David Castillo, già al lavoro con Opeth, Dimmu Borgir e Soilwork e le registrazioni sono state effettuate presso i Fascination Street Studios di Jens Bogrens, con l’aiuto di Dan Wilding dei Carcass e Ali Richardson alla batteria, producendo un risultato adeguato alle mire del gruppo. Quello che ne viene fuori, però, è un lavoro a doppio binario e sostanzialmente slegato, in cui sono ancora una volta i brani più pesanti come Virtue Signal; Under No Illusions; The Bitter Truth e Rise Then Fall a colpire di più per il loro mordente. Di contro tracce come The Lights Are Going Out e Until The Shadows Fall sembrano più rivolte al grande pubblico ed a tratti fuori contesto, per quanto dal punto di vista della forma siano correttamente sviluppate. Singolare la presenza di Parachute, cover di un brano di Chris Stapleton, noto cantante Folk/Country vincitore anche di un Grammy. Insomma, qua c’è un tipo di rock da grandi spazi che era sempre rimasto un po’ a latere nella musica dei Savage Messiah, ma mai inserito in maniera così evidente in un loro disco.

Alla fine della fiera le due anime di Demons tendono a bilanciarsi addirittura troppo, lasciando all’ascoltatore un senso di normalità che non contribuisce di certo a pronosticare una lunga vita al CD. La sensazione finale è che i Savage Messiah si stiano spostando sempre più verso l’anima meno rabbiosa della loro musica (in questa ottica l’inserimento di Parachute è probabilmente "tattico"), lasciando spazio anche all’Hard Rock ed ai gusti del pubblico più avvezzo a suoni americani. Una scelta legittima, per carità, specialmente se dopo dodici anni circa di carriera si ricorda ancora come più rappresentativo il periodo Spitting Venom/ Insurrection Rising e magari è anche l’età a spingere verso lidi musicali più tranquilli. Tuttavia, visto che la scrittura è professionale, ma non memorabile, il rischio tangibile è di diventare qualcosa di poco distinguibile da migliaia di altre band con le stesse caratteristiche e di essere sempre considerati come un qualcosa di normale e da poter dimenticare in breve a favore di proposte più personali.
Proprio come Demons.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
50.33 su 3 voti [ VOTA]
Maurizio
Martedì 2 Luglio 2019, 19.03.09
3
il voto è sbagliato completamente, come la recensione. Meritano almeno 80, non fidatevi stavolta
Deris
Martedì 2 Luglio 2019, 15.51.31
2
Ii ho visti a supporto dei Symphony X.. Assomigliano vagamente ai Bullet For My Valentino... Ma veramente bravi
JC
Martedì 2 Luglio 2019, 6.44.21
1
Disco di metal melodico veramente valido. Ben scritto, suonato e prodotto. Insiste molto nella ricerca della melodia giusta... capisco che per qualcuno possa essere un difetto, io invece lo trovo un pregio. 80 e band che ha i numeri per crescere.
INFORMAZIONI
2019
Century Media Records
Heavy
Tracklist
1. Virtue Signal
2. What Dreams May Come
3. Heretic In The Modern World
4. Parachute
5. Under No Illusions
6. Down And Out
7. The Lights Are Going Out
8. The Bitter Truth
9. Until The Shadows Fall
10. Rise Then Fall
11. Steal The Faith In Me
Line Up
Dave Silver (Voce, chitarra)
David Hruska (Chitarra)
Mira Slama (Basso)
Charly Carretón (Batteria)
 
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