Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Helloween
United Alive in Madrid
Demo

Freakings
Rise of Violence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

18/10/19
SANTA CRUZ
Katharsis

18/10/19
MICHAEL MONROE
One Man Gang

18/10/19
HALFORD
Celestial

18/10/19
1349
The Infernal Pathway

18/10/19
NEGATOR
Vnitas Pvritas Existentia

18/10/19
KONKHRA
Alpha and the Omega

18/10/19
UNAUSSPRECHLICHEN KULTEN
Teufelsbücher

18/10/19
HOLY SERPENT
Endless

18/10/19
DEEZ NUTS
You Got Me Fucked Up

18/10/19
COCHISE
Exit: A Good Day to Die

CONCERTI

18/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
ORION - ROMA

18/10/19
PINO SCOTTO
STAMMITCH TAVERN - CHIETI

18/10/19
TIDES FROM NEBULA + GUESTS
HT FACTORY - SEREGNO (MB)

18/10/19
STAGE OF REALITY + NEW DISORDER + WHITE THUNDER
TRAFFIC LIVE - ROMA

18/10/19
SHORES OF NULL + SEDNA
BIKE BAR CINETICO - CERVIA (RA)

19/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
RIVOLTA - VENEZIA

19/10/19
NODE
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

19/10/19
SKELETOON + GUESTS
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

19/10/19
FOLKSTONE
ORION - ROMA

19/10/19
PINO SCOTTO
KILL JOY - ROMA

Porcupine Tree - The Sky Moves Sideways
06/07/2019
( 631 letture )
Ascoltare i Porcupine Tree e pretendere di mantenere le distanze dal flusso di pensieri e immagini che questi provocano è fondamentalmente impossibile. Ogni loro album è un’esperienza che oserei definire lisergica, in cui il principio dell’"arte per il gusto dell’arte" è difficile da difendere, dal momento che preservare i vari brani da qualunque declinazione più o meno soggettiva è una grande impresa, in questo caso, probabilmente, nemmeno necessaria. The Sky Moves Sideways, uscito nel gennaio del 1995 per l’etichetta Delerium Records, è un album particolarmente intimistico: le parti esclusivamente strumentali prevalgono nettamente su quelle canore e la lunghezza dei brani è tale da permettere lunghe digressioni, esplorazioni di assoli organici e cambi di atmosfera sempre ben introdotti. Il lavoro non è ancora quello di un gruppo vero e proprio, perché la portata del progetto solista di Steven Wilson è preponderante. La formazione del disco, tuttavia, rimane quella che perpetuerà nel futuro. L’unico cambiamento coinvolgerà il batterista Chris Maitland, sostituito poi dal grande Gavin Harrison, che nel 2004 suonerà nell’edizione rimasterizzata ed estesa del CD.

Il sound di The Sky Moves Sideways è sicuramente assimilabile a quello dei Pink Floyd, ma non bisogna vederlo come una reinterpretazione del loro stile. Molti elementi di svariati pezzi si potranno ritrovare, più sviluppati, nei futuri lavori dei Porcupine Tree. The Moon Touches Your Shoulder, la terza traccia, è un esempio lampante della prefigurazione dei futuri album del gruppo o addirittura dello Steven Wilson solista. È una delle tracce meno psichedeliche dell’album, la delicata chitarra acustica e gli interventi azzeccati di elettrica contraddistingueranno poi il sound dei Porcupine Tree. È un brano molto meditativo, il basso scandisce delle note molto distinguibili e abbastanza distese. La seconda parte del pezzo è più movimentata della prima; la batteria permette di congiungere le due atmosfere non causando scarti grazie all’uso frequente dei piatti. Compaiono dei suoni inaspettati quali gli archi e le voci che creano un clima panico che si dissolve verso gli ultimi secondi grazie alla chitarra solista, la quale segna la fine di quell’apparente caos in realtà molto organizzato. Le tastiere, poi, concluderanno il tutto in modo onirico e confluiranno nel successivo brano, Prepare Yourself, intermezzo di due minuti che prepara agli ultimi due mastodontici pezzi.
La title track The Sky Moves Sideways è in totale sintonia con la copertina dell’album ritraente una cabina telefonica rossa nel mezzo di un paesaggio fatto di cielo e di roccia. Il soggetto, in realtà, probabilmente non è nemmeno quella cabina: l’immagine va infatti colta nella sua totalità, non nella somma delle sue parti. La cabina crea un inevitabile contrasto col resto dei fattori, e il modo migliore per predisporsi all’ascolto del disco forse risiede proprio nel non fare ipotesi su quell’aliena (artificiosa) presenza. L’identità, le entità si fondono in un moto perpetuo sempre diverso da sé stesso, e nella fusione ogni cosa è però perfettamente intuibile. Il ritornello del brano, a riconferma dell’essere liquido di questa essenza, recita:

Sometimes I feel like a fist
Sometimes I am the color of air
Sometimes it's only afterwards
I find that I'm not there


Tutto è accompagnato da tastiere da viaggio spaziale e la solennità delle sentenze viene ribadita anche dalla chitarra elettrica. Dopo l’ultimo ritornello inizia una parte maggiormente elettronica che sembra un crescente preludio all’inquietudine. Il basso appare, poi, con una linea ossessiva su percussioni ancestrali che fanno da sfondo; in tutto ciò, in questa profonda deriva, si insinua la chitarra elettrica con un effetto a metà tra lo strazio e la follia, con un assolo imprevedibile. Compaiono fiati, sintetizzatori e componenti elettroniche che mescolano questo vortice che coinvolge epoche, individui cosmico-storici, parti di persone, galassie. Accordi di chitarra acustica e tastiera ridimensionano il viaggio mentre delle pennate celestiali di chitarra elettrica vivificano il momento. Ciò che pare essere la fine non è però davvero la fine: l’ultimo brano dell’album è infatti la seconda parte di questa memorabile traccia.
Il secondo brano, Dislocated Day, è costituito da un riff di chitarra ripetitivo e ansiogeno. La voce canta sopra progressioni di accordi di tastiera che esplorano fobie, traumi, visioni che turbano. Gli assoli sono ipnotici, creano uno stato di trance che però conduce all’incubo. La tela sulla quale è dipinto l’album è ampiamente psichedelica: il suono è programmato e limato con molta cura. Moonloop, il penultimo pezzo, sente intrecciarsi il nitido basso alle percussioni qui suonate da Rick Edwards, tastiere e chitarre interstellari. Gli ultimi minuti del brano costituiscono un crescendo che richiama il percorso che c’è stato prima, percorso che si chiude in un oceano di intensità e climi. Un altro, estremo capolavoro contenuto in questo album.
Come anticipato, il pezzo di chiusura è The Sky Moves Sideways (phase two). Esprimere attraverso le parole quanto detto in musica è impossibile e questa ne è la prova. La tensione, qui, è ondulata: si alternano parti estremamente dilatate e momenti concentrati in cui la chitarra distorta regna da padrona. I suoni del mondo naturale come quello dell’acqua manifestano come in questo brano siano celati i misteri sacri del cosmo senza categorie, presente in un’unità metafisica che include il molteplice. La voce femminile di Suzanne Barbieri amplifica il segreto, pregno della generazione femminea. Il cielo sovrasta ma pervade questo brano, così completo e pronunciato. Il movimento del cielo fermo è perfettamente reso da quest’altalena di dinamiche e suoni.

Il risultato è un album perfettamente bilanciato tra materia e forma. Esso rappresenta l’inizio del solido cammino compiuto dai Porcupine Tree, e dunque l’ascolto, che comporta una vera e propria perdita e un conseguente potenziamento dei sensi, è vivamente consigliato.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
96 su 1 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Martedì 9 Luglio 2019, 13.45.51
7
Un disco più che ottimo, da una band che non mi stanco mai di rimproverarmi di non ascoltare abbastanza. Ma l'ascolto, in questo caso, va fatto con un ottimo bicchiere, luci poco invadenti o su terrazze notturne, possibilmente in cuffia. E non mi capita sempre. E' una musica da interiorizzare e vivere come il grande progressive dei '70. Volevo sottolineare la presenza di Richard Barbieri che aveva fatto grandi cose anche con i Japan e nei vari progetto solisti degli altri componenti Jansen e Karn. Au revoir.
progster78
Lunedì 8 Luglio 2019, 16.20.11
6
Il mio preferito insieme a Stupid Dream, Signify e Lightbulb Sun. Sempre stati una grande band,non ci sono cazzi.
Area
Lunedì 8 Luglio 2019, 14.19.49
5
Mai piaciuti.... io insisto con la mia linea di pensiero che qualsiasi cosa Prog uscita dopo la metà o la fine dei 70 é un altra cosa.
TARTU71
Lunedì 8 Luglio 2019, 14.12.03
4
ho notato che la confezione digipak doppio e' tutta rovinata: l'avro' acoltato infinite volte all'epoca......voto 90
Sadwings
Lunedì 8 Luglio 2019, 12.40.43
3
Io adoro questa fase dei porcupine tree, anche se hanno sempre fatto lavori di ottima qualità. Ma adoro l atmosfera
GT_Oro
Domenica 7 Luglio 2019, 8.50.08
2
Per quanto Harrison sia un mostro di tecnica e bravura, Dislocated Day suonata da Maitland (specie in sede live), è una roba pazzesca. Penso una delle parti di batteria più ostiche che mi sia capitato di sentire. Album eccezionale, difficile trovare dei punti morti.
Rob Fleming
Sabato 6 Luglio 2019, 16.23.02
1
Ricordo ancora perfettamente dove, quando e chi me lo fece scoprire. Mi prestò il cd e a casa partì il viaggio. Ancora oggi il mio preferito (con Signify). Il miglior omaggio ai Pink Floyd di tutti i tempi. Capolavoro. 95
INFORMAZIONI
1995
Delerium Records
Prog Rock
Tracklist
1. The Sky Moves Sideways (phase one)
2. Dislocated Day
3. The Moon Touches Your Shoulder
4. Prepare Yourself
5. Moonloop
6. The Sky Moves Sideways (phase two)
Line Up
Steven Wilson (Voce, Chitarra, Tastiera, Programmazione)
Richard Barbieri (Programmazione, Tastiera)
Colin Edwin (Basso)
Chris Maitland (Batteria, Percussioni, Hum-wah)

Musicisti Ospiti:
Suzanne Barbieri (Voce su traccia 6)
Rick Edwards (Percussioni su traccia 5)
 
RECENSIONI
85
80
87
89
89
90
87
88
64
ARTICOLI
19/11/2007
Live Report
ANATHEMA + PORCUPINE TREE
La data di Milano?
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]