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Dan Swano - Moontower
06/07/2019
( 620 letture )
Dan Swanӧ è un personaggio che, per gli appassionati di un certo tipo di metal estremo, non ha certo bisogno di presentazioni. E’ ricordato per innumerevoli progetti, dal prog death degli Edge of Sanity all’avantgarde dei Pan.Thy.Monium, dal death classico dei Bloodbath al rock melodico dei Nightingale, solo per fare qualche esempio. In questa sede però andremo a parlare dell’unico album che è -almeno ufficialmente- attribuibile alla sua produzione solista.

Moontower viene definito dallo stesso mastermind svedese come "se i Rush avessero suonato death metal negli anni settanta": affermazione ambiziosa, senza alcun dubbio, ma dannatamente calzante per il lavoro che stiamo per andare ad ascoltare. Ci troviamo infatti di fronte a un disco molto più vicino al progressive rock di un tempo che al ricercato death metal di casa Edge of Sanity, se non fosse per le vocals in growl che ci ricordano che abbiamo pur sempre a che fare con uno dei maestri del metal più estremo e avanguardista. La musica contenuta in Moontower sembra provenire da un mondo lontano, sia nel tempo che nello spazio, da un paesaggio grigio e nebuloso che si ritrova ad essere solo un riflesso sbiadito della realtà. Questo effetto è ottenuto grazie a una produzione vintage, spesso lontana dalla perfezione, che mette a fuoco le tastiere a discapito di chitarra, basso e batteria: tastiere che sono volontariamente fondamenta e scheletro dell’architettura dell’intera opera, nella quale vanno a incastonarsi i riff di chitarra di gran classe che non vanno mai a sforare in passaggi eccessivamente tecnici. E’ importante notare come all’interno delle singole tracce non siano quasi mai presenti idee geniali e innovative, di quelle che lasciano a bocca aperta per svariati minuti, ma tutto il platter risulti uniformemente di buon livello e sia l’approccio generale -decisamente rischioso- a dover essere premiato, visto il risultato. Essendo l’album così omogeneo, viene difficile trovare un pezzo migliore e uno peggiore, la decisione di erigere alcune tracce sopra le altre viene inevitabilmente influenzata dalle preferenze personali; per chi scrive, la conclusiva In Empty Phrases è uno dei pezzi più degni di nota e che meglio condensa, in poco meno di sei minuti, la proposta dell’intero album: un’introduzione appena accennata esplode improvvisamente in un riff martellante che altrettanto rapidamente si spegne per lasciare spazio alle tastiere che sfarfalleggiano su una base acustica. Il tutto conduce a un simil-ritornello dalla struttura circolare in cui la chitarra elettrica ritorna ad essere protagonista, per poi dare vita ad una serie di assoli in cui chitarre e tastiere si alternano e danzano insieme. L’intera traccia (anzi, oserei pure dire l’intero lavoro) risulta leggera, ariosa, ricercata ma mai volutamente contorta: perfetta per far volare la mente in libertà e distaccarsi dall’opprimente mondo reale.

Per riassumere, abbiamo tra le mani quello che non è uno dei migliori lavori di Dan Swanӧ, qualitativamente parlando, ma quasi sicuramente uno dei più originali. Consigliato ai fan dei Rush e a quelli degli Edge of Sanity, ai fan del prog anni settanta e a quelli del death svedese anni novanta; consigliato anche a chi non ama il growl e a chi non sopporta spingersi in territori in cui regnano i tecnicismi esagerati. Insomma, consigliato praticamente a tutti. Potreste rimanerne piacevolmente sorpresi.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
98.18 su 11 voti [ VOTA]
d.r.i.
Domenica 7 Luglio 2019, 13.45.56
4
Recuperato da poco davvero un bel disco
Carmine
Domenica 7 Luglio 2019, 11.26.32
3
Un gioiello!
Pirata
Sabato 6 Luglio 2019, 22.26.10
2
Ma del solo "effettato" di Uncreation ne vogliamo parlare?? Quel cambio di tono tra prima e dopo l'assolo mi lascia sempre sopreso! Bravo Skydancer, bella recensione, ma alzo il voto a 90 !!
Awake
Sabato 6 Luglio 2019, 20.08.20
1
Da non amante di Swano lo trovo un album piacevole, soprattutto per il modo in cui usa le tastiere in certi momenti. Su tutti "In Empty Phrases" 1:32 >> 2:00... keyboards serpeggianti…
INFORMAZIONI
1998
Black Mark Production
Prog Death
Tracklist
1. Sun of the Night
2. Patchworks
3. Uncreation
4. Add Reality
5. Creating Illusions
6. The Big Sleep
7. Encounterparts
8. In Empty Phrases
Line Up
Dan Swanӧ (Voce, tutti gli strumenti)
 
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