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Numenorean - Adore
15/07/2019
( 1093 letture )
Secondo album in studio per i Numenorean, dopo il debutto Home datato 2016. Deafheaven, Alcest e Wolves in the Throne Room sono le principali band menzionate come influenze dei canadesi: trattasi quindi di un post black metal che punta sull’impatto diretto e fortemente improntato sulla componente emotiva, tutte caratteristiche delle quali avevamo grossomodo già avuto prova nel sopracitato Home. Questo nuovo Adore si pone, per certi versi, in antitesi con quanto sopra descritto: se Home era circondato da un’aura nichilista e permeato esclusivamente da sentimenti negativi, col nuovo lavoro la band cerca infatti di creare e descrivere un dualismo tra sofferenza e speranza, sia dal punto di vista della musica che delle liriche.

L’album si apre con Nocebo, introduzione ambient con vocals sussurrate lunga poco più di due minuti, apripista della mastodontica Portrait of Pieces. Ci ritroviamo ad affrontare otto minuti abbondanti in cui le due anime del disco prendono forma: blast-beat, accelerazioni senza controllo ed urla efferate si alternano a parti acustiche e melodiche in cui il ritmo rallenta. Tutti elementi -apparentemente- di scuola Deafheaven, ma i Numenorean riescono a imprimere la propria personalità grazie a cambiamenti di ritmo improvvisi, riff decisi e ben congegnati e divagazioni che spaziano dal post rock all’elettronica. In generale, queste saranno le linee guida della proposta che andremo a ritrovare nelle tracce vere e proprie dell’album: è necessario fare questa precisazione dal momento che, nonostante ci siano dieci pezzi in tracklist, ben cinque di essi sono intermezzi acustici/elettronici/ambient. Scelta discutibile, poiché la grande varietà presente all’interno delle singole tracce ( la già citata Portrait of Pieces, la title track Adore e la folle Regret ne sono ottimi esempi) permette di godersi appieno ciò che la band vuole comunicare e di avere momenti di pausa tra una sfuriata black e l’altra: una tracklist simile tende solo a frammentare un climax emotivo che dovrebbe essere il focus dell’intera opera. E’ però il caso di dire che, nelle cinque tracce che così si possono effettivamente chiamare, la band fa veramente un ottimo lavoro: nonostante il genere non sia facilmente digeribile e il minutaggio potrebbe risultare fastidioso, i canadesi riescono a proporre un black senza fronzoli e dall’impatto immediato, anche se con tempo e pazienza si possono scoprire tanti piccoli elementi che tendono ad emergere durante l’ascolto. E per ricollegarci a questo discorso, non si può non citare la meravigliosa Regret, traccia decisamente atipica che di black ha solo i suoni impastati e gli scream incontrollati: chiamatelo metalcore, deathcore, prog, chiamatelo come volete: siamo di fronte ad una progressione lunga sette minuti che, partendo da un’intro in bilico tra il metalcore più diretto e l’elettronica dalle tinte più dark, fiorisce in funambolici cambi di tempo e pseudo-ritornelli al limite dell’orecchiabile (sì, avete capito bene) per finire in un crescendo esplosivo che è assimilabile a un raggio di luce che squarcia l’oscurità che permea buona parte del resto dell’opera.

Per riassumere, possiamo dire che con Adore i Numenorean abbiano fatto un passo in avanti? Nì. Se da un lato i pezzi sono più sperimentali che in precedenza e non manca la voglia di osare (con ottimi risultati), dall’altra la tracklist così strutturata penalizza molto la resa finale dell’album. Gli elementi per sperare nel vero salto di qualità ci sono comunque tutti, una volta limati questi piccoli difetti. Non ci resta che aspettare.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
60.66 su 6 voti [ VOTA]
gamba.
Giovedì 18 Luglio 2019, 19.13.42
5
dato due ascolti al volo, soffermandomi su adore, che mi ha messo immediata curiosità per ora più del resto. per quel che conta dopo solo due ascolti mi trovo comunque molto d'accordo col recensore, gli "intermezzi" penalizzano la resa finale, andavano forse impiegati in maniera più sapiente, ma comunque la voglia di riascoltarlo la ho eccome!
Jan Hus
Martedì 16 Luglio 2019, 7.04.06
4
Per me è sì.
Poss
Lunedì 15 Luglio 2019, 19.47.35
3
Molto molto bello. title track capolavoro.
gamba.
Lunedì 15 Luglio 2019, 18.36.29
2
uh, non sapevo fosse uscito, ascolterò volentieri.
Deris
Lunedì 15 Luglio 2019, 17.38.27
1
Che band ragazzi.... L ultimo è un capolavoro
INFORMAZIONI
2019
Season of Mist
Black
Tracklist
1. Nocebo
2. Portrait of Pieces
3. Horizon
4. And Nothing Was the Same
5. Regret
6. Stay
7. Coma
8. Alone
9. Adore
10. Ddhs
Line Up
Brandon Lemley (Voce)
Roger Leblanc (Voce, Chitarra)
Byron Lemley (Chitarra)
Alex Kot (Basso)
David Horrocks (Batteria)
 
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