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Children of the Sun - Flowers
24/07/2019
( 672 letture )
Stanchi di aspettare che i Blues Pills di Elin Larsson riescano finalmente a compiere il sostanziale salto di qualità che tutti si aspettano da loro? Ecco qua un gruppo di freaks hippie fino al midollo che sembra realmente capace di accontentare tutti, sotto ogni punto di vista. La vera e propria Comune che si cela sotto il monicker Children of the Sun arriva, non proprio inaspettatamente, dalla Svezia. Proprio così, chi l’avrebbe mai detto? Gli otto membri della band sono già piuttosto noti nel Paese natio, per aver partecipato alla competizione musicale Livekarusellen nel 2018, a seguito della quale hanno registrato un EP autointitolato e firmato un contratto con The Sign Records. Una corsa contro il tempo, considerando la giovanissima età dei ragazzi, che sembra sottintendere quanto abbiano ben chiaro dove intendano andare a parare e quanto l’apparente ingenua freschezza delle foto e dell’immagine, nasconda in realtà delle volontà di ferro. Preso atto della bella copertina ad opera di Maarten Donders (MaidaVale, Graveyard, Blues Pills, Chelsea Wolfe), non resta quindi che lasciar scorrere le otto tracce del debutto Flowers e cercare di capire se, al di là del bel package col quale tutto è stato avvolto, c’è della sostanza nei “Figli del Sole”.

Come ben evidenziato e anticipato dalle foto e dal booklet, la musica proposta dalla band si rifà in maniera chiara al folk rock, al blues rock e all’hard rock primordiale, con una evidente spinta psichedelica a condire i brani. Lungi in realtà dall’aprirsi a torrenti di note o fluviali jam session spaziali, le tracce restano sempre ancorate alla forma canzone strofa-ritornello, con però una buona capacità del gruppo di giocare sugli arrangiamenti, assolutamente ricchi e perfettamente cesellati, che esaltano tanto il lavoro dei musicisti, quanto la bellissima voce di Josefina Berglund Ekholm. Vero asso vincente della band, la bionda singer si avvale comunque anche dei puntuali cori della sorella Ottilia e di Wilma Ås, i quali contribuiscono così sia a dare una colorazione vintage alla musica, sia ad irrobustire ulteriormente gli arrangiamenti. Per essere una band al debutto, i Children of the Sun appaiono già maledettamente maturi e capacissimi di creare canzoni praticamente perfette, sognanti e rimembranti l’epopea sessantiana, con profluvi di organi, strumenti acustici e sprazzi elettrici dati dalla buona solista di Jacob Hellenrud. Ottimo anche il lavoro di Anna Nilsson con tastiera, organo e piano, la quale non gioca un ruolo da solista, ma crea spesso e volentieri il tappeto sul quale tutto il brano si svolge e contribuisce a dare profondità ad un sound carico di feeling blues e soul e letteralmente dominato da Josefina. Voce e carattere da vendere, la cantante solista vince a man bassa la prima prova da professionista, potendo contare su potenza&estensione, ma aggiungendo a quanto fornito da Madre Natura anche una buona qualità da interprete, con melodie semplici ma assolutamente ficcanti e perfette per la musica espressa dai Children of the Sun.
I brani che compongono Flowers sono tutti ottimamente cesellati e conferiscono una solarità, una gioia e una carica positiva che davvero raramente capita di percepire in maniera così cristallina, senza risultare mai stucchevoli o chiesastici. Sin dalla prima traccia vera e propria, Her Game, si capisce che la qualità c’è ed in abbondanza; così Emmy miete già vittime a tutto spiano e Hard Workin Man, con il suo inizio di ruspante blues rock che naufraga poi nella psichedelia quasi prog della parte centrale, conquista l’ascoltatore proponendo anche qualcosa di appena più ricercato. La melodia corale di Sunchild è semplicemente perfetta, come le sue venature soul e hard rock. La titletrack riprende il tema dell’intro iniziale ed è ancora una bella melodia folk, sulla quale tanto il basso di Ida Wahl quanto le percussioni di Sara Berkesi riempiono il sottofondo, sul quale organo e chitarra tessono la melodia per le voci magiche ed evocative del trio di punta. Like a Sound si riveste appena di hard rock con ottimi risultati e un gustoso intreccio chitarra/organo che accompagna un riff più deciso del solito e la solita melodia vincente. Chiude la lunga Beyond the Sun, che si apre al solito con un giro di chitarra acustica e armonica degno di Harvest di Neil Young, per poi arrivare alla lunga coda finale, nella quale a dire il vero una colata di elettricità e dinamica in crescendo alla Free Bird, non avrebbe davvero guastato, togliendo a Josefina il compito di reggere tutto da sola.

Lascia piuttosto spiazzati come tutto sembri così facile e naturale nelle mani di questi ragazzi. Gli otto brani scorrono via come un bicchiere d’acqua fresca, catturando l’attenzione senza il minimo sforzo, con una formula sfruttatissima e strasentita, che però viene proposta in modo così naturale e ispirato da non lasciare il minimo spazio a pentimenti o repliche. Poco da aggiungere, i Children of the Sun piazzano un debutto di spessore e fondamentalmente privo di difetti, se non forse per un uso appena troppo parco della chitarra. Ma alla fine è un dettaglio che si perde di fronte a tutto il resto. Il talento della band è evidente e già pronto ad esplodere. Per gli amanti delle sonorità, assolutamente da non perdere e consigliato comunque a chiunque ami della buona musica retrò nell’anima, ma non nella capacità di evocare sensazioni ed emozioni.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
43.8 su 5 voti [ VOTA]
Graziano
Giovedì 1 Agosto 2019, 16.43.24
4
Ascoltato in anteprima. Potrei acquistarlo una volta sceso di prezzo. Le canzoni sono ispirate e il disco corto il giusto.
Lizard
Sabato 27 Luglio 2019, 16.44.21
3
Come siete cinici
Titus Groan
Sabato 27 Luglio 2019, 16.21.08
2
La classica band contemporanea di rock psichedelico che dopo questo bel disco scompariranno nella galassia. Una botta e via così si produce rock di nicchia oggi.
duke
Sabato 27 Luglio 2019, 14.47.16
1
....buoni come altre bands retro' da ascoltare in un pub....in caldee afose serate d'estate ...sorseggiando birre ghiacciate ad alta gradazione.....ma onestamente....collezionare i loro dischi......i loro come quelli di altre bands.....non innovative che seguono i cliche' di un tempo ormai andato....mi sembra troppo...poi ognuno faccia come vuole....li mettano a prezzo speciale....almeno....
INFORMAZIONI
2019
The Sign Records
Psychedelic Rock
Tracklist
1. Flowers (Intro)
2. Her Game
3. Emmy
4. Hard Workin Man
5. Sunchild
6. Flowers
7. Like a Sound
8. Beyond the Sun
Line Up
Josefina Berglund Ekholm (Voce)
Jacob Hellenrud (Chitarra)
Anna Nilsson (Tastiera)
Ottilia Berglund Ekholm (Cori)
Wilma Ås (Cori)
Ida Wahl (Basso)
Sara Berkesi (Percussioni)
Christoffer Eriksson (Batteria)
 
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