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Allegaeon - Apoptosis
28/07/2019
( 604 letture )
Album ricco d’infinite complessità, a ogni nuovo ascolto Apoptosis rinnova il piacere e lo stupore di chi lo ascolta, regalandogli molte sorprese. Valga fin da subito questa verità: per molto tempo a venire, il titolo di quest’album sarà la risposta alla domanda: “Chi sono gli Allegaeon?”. Domanda di per sé peccaminosa, perché, giunti oramai a questo punto, non conoscere oggi una simile formazione risulta essere un autentico sbaglio. Soprattutto se a chiederlo troviamo un appassionato di Melodic Death quanto mai esigente. Ho appena fatto cenno al versamento melodico del metal estremo, ma confesso che ero piuttosto indeciso sul modo corretto di definire il sound del quintetto di Denver, Colorado. Su questo mi voglio soffermare, per cui andiamo con ordine.

Che i membri siano cinque lo abbiamo detto, e abbiamo citato pure la loro provenienza, adesso ci manca solo da aggiungere qualche dettaglio in più, magari commentando l’attuale situazione discografica: giunti ormai al quinto full-lenght dopo un EP omonimo datato 2008, i musicisti non possono che sorprendere per la loro eccezionale tenacia compositiva. Ancor più notevole se teniamo conto dell’incredibile difficoltà tecnica e dell’originalità della loro proposta. Sulla carta, il genere suonato dai Nostri viene catalogato come Technical Melodic Death Metal, ed è ancora poco. Giuro che, già dopo aver apprezzato la parte finale di Parthenogenesis (che funge da intro all’album), avrei tanto voluto aggiungere anche un “Acoustic” alla già lunghissima dicitura. Questo non perché io sia un fan accanito di Neil Young (o non solo, almeno), ma perché una bella melodia di chitarra acustica la troviamo sul serio. In un album death. Nel caso in cui questo non sia sufficiente, si aspetti di arrivare all’ottavo brano, Tsunami and Submergence, per imbattersi in una lunga parte cantata con voce clean. Sorpresi o incuriositi? La curiosità è forse la prima impressione spontanea che nasce dall’ascolto di un album così variegato, estremamente technical, ben suonato e accuratamente prodotto. Da ogni traccia traspare innegabilmente l’impegno da parte di ogni membro del gruppo, espresso sotto forma di assoli chitarristici veloci e puliti (e molto ispirati, va detto), o di un basso che fortunatamente non teme di farsi sentire attraverso fraseggi a lui dedicati. Quello che dispiace maggiormente di un simile lavoro è il fatto che, a tratti, la componente melodica risulti essere un tantino latente e priva dell’energia necessaria per ritagliarsi il posto che le spetta. Sarà sicuramente uno degli aspetti su cui si dovrà focalizzare il quintetto in vista dei successivi lavori in studio, magari assieme alla ricerca di riff un tantino più densi di groove e, per questo, più accattivanti.

Ovviamente, pur essendo un ottimo lavoro, Apoptosis non è un tipo di ascolto rivolto ai fan del Death più crudo, non annoverando, tra le sue componenti, la sporcizia e la solennità tipiche del genere. Un dettaglio davvero positivo di questi tempi: questo è un album che non annoia mai, i 56 minuti di durata trascorrono indicibilmente rapidi. Più ascolti: li richiede, ma al contempo li merita.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
65.4 su 5 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Parthenogenesis
2. Interphase // Meiosis
3. Extremophiles (B)
4. The Secular Age
5. Exothermic Chemical Combustion
6. Extremophiles (A)
7. Metaphobia
8. Tsunami and Submergence
9. Colors of the Currents
10. Stellar Tidal Disruption
11. Apoptosis
Line Up
Riley McShane (Voce)
Greg Burgess (Chitarra)
Michael Stancel (Chitarra)
Brandon Michael (Basso)
Brandon Park (Batteria)
 
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