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Exumer - Hostile Defiance
30/07/2019
( 785 letture )
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Se il thrash teutonico ha fatto faville a inizio secolo, con Kreator, Sodom e Destruction a regalarci autentiche perle di grande valore, nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una sostanziale bassa marea, con il solo Petrozza a battere due colpi davvero degni di nota con Phantom Antichrist (2012) e Gods of Violence (2017). A compensare questa impasse ci hanno pensato, in maniera egregia, gli Exumer, vissuti negli anni Ottanta all’ombra della sacra triade. Eppure, il loro lavoro più significativo, Possessed by Fire (1986), ha poco da invidiare ai migliori capitoli della scena locale e non, consentendo ai nostri di guadagnarsi l’appellativo di "Slayer tedeschi". Il bassista e cantante di origine turca Mem von Stein, nome d’arte di Mehmet Zendut, e il chitarrista Ray "Mensh" Mensch, protagonisti insieme a Bernie Siedler e Syke Bornetto di quel clamoroso esordio, avevano visto le loro strade dividersi quello stesso anno, con Paul Arakari a sostituire Stein nel successivo Rising from the Sea (1987). Dopo ulteriori quattro anni, durante i quali la band aveva partorito il solo demo Whips & Chains (1989), gli Exumer si erano sciolti. Il rinnovato interesse intorno alle sonorità thrash, ha spinto Stein a tornare in pista, questa volta in veste esclusiva di vocalist, prima con i Sun Descends a inizio millennio, quindi riallacciando i rapporti con Mensh per rimettere insieme, nel 2009, gli Exumer. Vengono così ingaggiati il chitarrista Holger Kolb, il bassista Anthony Schiavo e il batterista Matthias Kassner, dando alle stampe l’ottimo Fire & Damnation (2012). Persino superiore è il successivo The Raging Tides (2016), con Marc Brautigam a prendere il posto dello sfortunato Kolb, venuto a mancare due anni prima a causa di una neoplasia polmonare. Due album di tale livello giustificano le alte aspettative che si sono create intorno a Hostile Defiance, inciso dal medesimo quintetto. Aspettative, vale la pena sottolinearlo fin da subito, pienamente soddisfatte.

Hostile Defiance esce, ancora una volta, per la Metal Blade Records il 7 aprile scorso, componendosi di dodici tracce, dieci originali più due cover, per un totale di circa quaranta minuti di arrembante thrash. In produzione troviamo ancora una volta Dennis Koehne, che aveva curato con successo anche le due precedenti pubblicazioni, mentre per realizzare l’artwork di copertina, viene chiamato questa volta il romeno Costin Chioreanu, cui negli ultimi anni si sono spesso affidati, tra gli altri, Arch Enemy e Grave. Della detonazione iniziale è incaricata la title track, cui segue l’ancora più ispirata Raptor. Già da queste prime battute è chiara l’intenzione degli Exumer di proseguire nel solco tracciato con i due album precedenti, recuperando la violenza del thrash teutonico degli anni Ottanta, vestendo tuttavia abiti più curati e moderni. Volendo però trovare delle differenze rispetto a The Raging Tides, di cui continuo a preferire le sonorità per gusto personale, Hostile Defiance si caratterizza per una maggiore ricerca della melodia e per i suoni meno taglienti. Dopo la doppietta iniziale, il martellamento, a supporto di riff sempre ispirati, prosegue con Carnage Rider, mentre Dust Eater e King’s End appaiono più cadenzate, perfette per far emergere la già accennata vena melodica dei tedeschi. Le mazzate senza compromessi riprendono comunque subito con le rasoiate Descent e Trapper. Dopo The Order of Shadows, che ha un sapore Bay Area, si viene travolti dall’incedere trascinante di Vertical Violence e Splinter, cui spetta il compito di radere al suolo ciò che avesse resistito alle precedenti bordate. Chiusura affidata a due belle cover, He’s a Woman, She’s a Man dei connazionali Scorpions e Supposed to Rot degli Entombed.

In conclusione, gli Exumer sfornano un altro buon album che li riconferma ai vertici del movimento thrash, nonostante il loro nome ricorra assai meno sulle pagine delle riviste specializzate o sulla bocca di molti appassionati. La forza di Hostile Defiance risiede nel perfetto bilanciamento tra mazzate (tante) e riff ispirati e melodici, una capacità di sintesi che è merce rara. Ancor più difficile era confermarsi dopo due album di livello quali Fire & Damnation e The Raging Tides. Tanto mestiere? Forse, ma il risultato scorre che è un piacere.

Buon ascolto e che il metallo sia con voi!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
65.33 su 9 voti [ VOTA]
Bacon Apocalypse
Domenica 18 Agosto 2019, 13.10.47
11
Tripletta di ottimi album, Thrash abbastanza onesto e ben suonato Non chiedo nient'altro
ElManjo
Sabato 3 Agosto 2019, 21.46.31
10
Secondo me si lascia ascoltare, ma manca del guizzo vero. Senza infamia e senza lode, per me un 65/70 massimo
David D.
Mercoledì 31 Luglio 2019, 16.36.46
9
Ottimo album davvero, migliore del precedente The Raging Tides, concordo con il voto. Raptor e Splinter le mie preferite! Anche se per me il nuovo Death Angel rimane l'album Thrash dell'anno, aspetto però i Suicidal Angels al varco..
Rik bay area thrash
Mercoledì 31 Luglio 2019, 15.59.39
8
Nonostante gli exumer abbiano anche loro aggiornato il loro thrash (possessed by fire è degli eighties), con le ultime pubblicazioni, si sono cmq mantenuti su livelli di qualità molto buoni, compreso questo ultimo '... defiance'. Nel loro 'piccolo' una istituzione in ambito thrash teteschen 🤘 imho
AL
Mercoledì 31 Luglio 2019, 15.25.03
7
album piacevole e che ascolto ogni tanto ma secondo me manca un pezzo davvero potente e di livello. Album di mestiere. La parte centrale secondo me è la migliore. Per me 70. Comunque segnalo che molte volte il sistema non mi permette di votare.
Kappa
Mercoledì 31 Luglio 2019, 13.01.17
6
Questo album l'ho trovato molto scarso di idee. Si può dire che quest'anno mi abbiano deluso praticamente tutti nel thrash. Troppo mestiere, poca rabbia, riff copia e incolla ovunque. Nessuno prova ad avere un sound personale, nessuno osa più. Tutti dischi troppo innocui e standard.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 31 Luglio 2019, 12.59.13
5
Sei matto? Il tavernello è un crimine contro l'umanità
tino
Mercoledì 31 Luglio 2019, 12.41.55
4
io il tavernello lo uso per cucinare...
LAMBRUSCORE
Mercoledì 31 Luglio 2019, 12.23.37
3
Paragonare Possessed by Fire a Reign in Blood, è come mettere il Tavernello con il Lambrusco Reggiano d.o.c. Io li bevo entrambi, sia chiaro, come amo i 2 album citati da hard... comunque c'è una sostanziale differenza
hard & heavy
Mercoledì 31 Luglio 2019, 10.55.14
2
Possessed by Fire un capolavoro assoluto da avere alla pari di Reign in Blood
dario met
Martedì 30 Luglio 2019, 23.16.45
1
quoto la recensione..forti davvero
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade Records
Thrash
Tracklist
1. Hostile Defiance
2. Raptor
3. Carnage Rider
4. Dust Eater
5. King’s End
6. Descent
7. Trapper
8. The Order of Shadows
9. Vertical Violence
10. Splinter
11. He’s a Woman - She’s a Man
12. Supposed to Rot
Line Up
Mem von Stein (Voce)
Marc Brautigam (Chitarra)
Ray Mensh (Chitarra)
Anthony Schiavo (Basso)
Matthias Kassner (Batteria)
 
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