|
|
07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
|
|
Novembers Doom - The Novella Reservoir
|
( 1874 letture )
|
Formulato il giudizio su THE NOVELLA RESERVOIR, ultima fatica dei NOVEMBERS DOOM, attendo rassegnato un futuro simile a quello destinato alla sig.ra FROLA nei giorni successivi al proprio arrivo in paese; certo, le situazioni sono profondamente differenti a causa della gravità delle imputazioni a rispettivo carico: ella sarà accusata (giustamente o ingiustamente non è dovuto sapersi) di pazzia dal benemerito genero sig. PONZA a riguardo della presunta scomparsa della figlia (deceduta o segregata non è dovuto sapersi), mentre la mia reputazione dipenderà (giustamente o ingiustamente non è dovuto sapersi) solo da quanti consensi riuscirò a procurarmi nell’esercizio della mia attività recensoria; la misura del giusto e del bene non passa infatti, nella miglior tradizione relativista, attraverso il pensiero del singolo individuo, ma attraverso quello dell'intera comunità a cui egli appartiene. Ecco dunque spiegata la motivazione per cui mi sono permesso, con ignobile bassezza metaforica, di scomodare per il mio rituale preludio l’illustre maestro di vita LUIGI PIRANDELLO: oggi, più che mai, dobbiamo fare i conti con una sorta di scetticismo “percettivo” in grado di generare potenziali fraintendimenti e conseguenti diatribe tra i lettori. THE NOVELLA RESERVOIR infatti, pur collazionando pareri positivi da parte di tutto l’universo METAL, non riesce proprio a soddisfarmi. Un album mediocre che cerca di forgiarsi sulle braci spente di una band inadeguata tanto nella forma (squallida l’assonanza del moniker con l’amato genere) quanto nella sostanza (banale l’intreccio strumentale e decisamente poco originali le lyrics), per di più inspiegabilmente orientata a compiacere una fetta di pubblico, a cui appartengo, non disposta a perdonarne le oramai fisiologiche ineleganze compositive. Probabilmente il capo d’imputazione che costituisce la radice della mia incurabile insofferenza sta proprio in quest’errata o fraintesa “mission”. Facciamola finita: i NOVEMBERS DOOM non sono un gruppo DOOM! Non lo saranno mai e nemmeno vorrei che lo fossero. Detto questo bisogna tener conto che verità assolute non ne esistono! Soprattutto se sul piatto della bilancia ci si mette l’incapacità di codificare il percorso formativo del gusto altrui, inevitabilmente influenzato dalle specifiche condizioni al contorno. Per intenderci: prendete i nostri esaminandi, buttateli nella mischia con una folla composta da irreprensibili death-trasher ed in platea, oltre ad un vorticoso pogo, si vedrebbero volare, a testimonianza di un sicuro apprezzamento, uragani di capelli a destra e a manca. Per trovare conferma di ciò o per addurre elementi comprovanti il mio insano stato mentale (fate voi) procediamo con l’analisi dei singoli brani. RAIN punta molto sulla pesantezza delle guitars, prodotto per la verità più dalla distorsione e dagli “stoppati” in (im)perfetto stile trash anni 90 (fate fare un passaggio di SOULS OF BLACK dei TESTAMENT al laser del vostro lettore e poi mi saprete dire) che dal reale impatto generato dalla sequenza dei riff. Il growling incalza senza tregua ma risulta poco incisivo seppur fortemente sostenuto dall’harmonizer. Qualche sporadico arpeggio non fa altro che spezzare il ritmo prolungando l’agonia. L’idea alla base di THE NOVELLA RESERVOIR non si discosta molto da quella dell’opener, salvo qualche intervento del cantato pulito (ignobile). Non male l’assolo finale. DROWN THE INLAND MERE è il brano che più mi piace, soprattutto grazie al buon lavoro di doppia cassa svolto da Joe Nunez. Se l’obiettivo è quello di dare concretezza all’amalgama attraverso la porzione ritmica della band, l’esperimento può considerarsi riuscito. In maniera del tutto opposta continua invece a mostrarsi alquanto inadatto l’utilizzo della voce depurata dagli effetti, ora più insistente. È passato solo un quarto d’ora e sono già stato sopraffatto dalla noia, sensazione che in ambito musicale logora come l’indifferenza di un’amata nella vita quotidiana; ed invece, proprio come il peggior rifiuto di ella, ecco giungere alle orecchie TWILIGHT INNOCENCE, ballata strappalacrime che trasforma il mio fastidio in vera e propria nausea. Neanche fossimo fidanzatini alle prese con infantili capricci di coppia. Per THE VOICE OF FAILURE il vocabolario mi passa un solo aggettivo: brutta! Transeat. Fatico a riprendere lucidità, ma THEY WERE LEFT TO DIE e DOMINATE THE HUMAN STRAIN mi sembrano decisamente preferibili rispetto alle tracce precedenti per mezzo di un migliorato feeling simil trash di stampo americano. Ultimo tentativo di redenzione con LEAVING THIS che cerca, ma non trova, toni più delicati e malinconici con la solita ricetta arpeggio, parlato, cantato clean. Patetica! L’imbarazzo per una proposta così malriuscita proveniente dall’ottima THE END RECORDS (AGALLOCH, ULVER, ARCTURUS, VIRGIN BLACK,…) mi suggerisce l’astensione dall’abituale riassunto finale il cui nocciolo non faticherete comunque ad intuire. Il dubbio (sarò proprio io a non capirci nulla?) che la teoria relativista sia solo uno squallido alibi me lo pone proprio la storia della filosofia. "io so di non sapere niente" (SOCRATE). A questo punto la palla passa a voi, cari consiglieri AGAZZI. Avete, vostro malgrado, un ruolo decisivo: quello di decidere (giustamente o ingiustamente non è dovuto sapersi) sullo stato della mia pazzia. COSÌ È, SE VI PARE!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
26
|
|
a me sinceramente è piaciuto. i pezzi ovviamente nn sono tutti il massimo dell'originalità, ma ciò è normale. oltretutto i due lenti presenti nel disco, in clean voice, meritano di essere ascoltati almeno una volta nella vita |
|
|
|
|
|
|
25
|
|
beh come vedi non sei pazzo giasse... canti soltanto fuori dal coro... e, anzi, sul voto sei stato anche troppo buono.. p.s. scusatemi per il doppio post.. ogni tanto il pc mi s'impalla |
|
|
|
|
|
|
24
|
|
assolutamente concorde con BRUTAL. |
|
|
|
|
|
|
23
|
|
A me non è piaciuto. Come alla lunga mi sono rotto del precedente "the pale haunt departure". Ho provato in tutti i modi ad ascoltarlo fino alla fine ma dopo 20 minuti cambio sempre cd..... DISCO NOIOSO E RIPETITIVO.. forse sarà che il genere Gothic/Death (perchè io questo lo identifico..) mi ha letteralmente sfracellato i maroni.... Questa band mi da solo l'aria di "dejà vu". di sicuro i Novembre stanno anni luce avanti. Il doom metal lo identifico in cathedral, pentagram e saint vitus.. non in questo disco. |
|
|
|
|
|
|
22
|
|
A me non è piaciuto. Come alla lunga mi sono rotto del precedente "the pale haunt departure". Ho provato in tutti i modi ad ascoltarlo fino alla fine ma dopo 20 minuti cambio sempre cd..... DISCO NOIOSO E RIPETITIVO.. forse sarà che il genere Gothic/Death (perchè io questo lo identifico..) mi ha letteralmente sfracellato i maroni.... Questa band mi da solo l'aria di "dejà vu". di sicuro i Novembre stanno anni luce avanti. Il doom metal lo identifico in cathedral, pentagram e saint vitus.. non in questo disco. |
|
|
|
|
|
|
21
|
|
A distanza di mesi, nonchè di nuomerosi "forzati" ascolti, confermo il mio giudizio di settembre! Saluti a tutti... |
|
|
|
|
|
|
20
|
|
allora, a me il disco è piaciuto, i testi rimangono abbastanza in testa, dopodiché si, è un pò ripetitivo...insomma qualcosa in più la si poteva anche dare a mio avviso, caratterizza bene il genere doom. |
|
|
|
|
|
|
19
|
|
Ah Giasse, ma parla come magni! |
|
|
|
|
|
|
18
|
|
io credo che il nostro buon Giasse abbia piu' interesse nel mostrare le sue qualita' dialettiche e le sue conoscenze filologiche, oltre che lessicali.... come si fa a distruggere un capolavoro come questo ! |
|
|
|
|
|
|
17
|
|
Mi permetto di dissentire: bravi i November's Doom! Il valore del disco è indiscutibile e dovrebbe essere valutato a prescindere da un rigido quanto anacronistico inquadramento per “settore”. Al contrario la recensione é di scarso contenuto musicale, inutile e piena di mille parole vuote utili solo a compiacere l’estetica repressa del recensore. |
|
|
|
|
|
|
|
|
15
|
|
Io credo che il punto di Giasse sia ben spiegato, l'importante è quello. Credo non abbia senso dire che se tutte le webzine mondiali considerano questo album ottimo allora quel che dice Giasse è ""errato"". E' un'opinione diversa tutto qui :). Son sicuro che anche tu master444 la pensi come me. Bisogna stare attenti a non prendersela troppo sul personale, sei d'accordo? |
|
|
|
|
|
|
14
|
|
...ma prego...tanto si sa di solito a chi si dà ragione...buona fortuna!!! |
|
|
|
|
|
|
13
|
|
Grazie per aver avvalorato pubblicamente la mia teoria: hai appena giudicato attraverso un "ragionamento per confronto", che solo pochi post fa dinegavi. Saluti. |
|
|
|
|
|
|
12
|
|
Dimostrazione di quanta cultura poi alla fine servi a ben poco...basta guardare tt le recensioni mondiali su questo album che si capisce il valore di una rece completamente errata...cmq de gustibus...forse alla fine ha ragione lui e quello sbagliato sono io che nn capisco na mazza di metal...può essere...bho |
|
|
|
|
|
|
11
|
|
... etichettando s'impara |
|
|
|
|
|
|
10
|
|
In ogni caso non si può dire che le rece del notro buon Giasse lascino indifferenti, e comunque è la prima volta che , a mia memoria, trovo una citazione relativa alla gnoseologia:-) |
|
|
|
|
|
|
9
|
|
la descrizione della testata elettronica (che sotto non compare) è la seguente: Melodic and mournful doom-metal with tons of atmosphere and some of the best vocals done by Paul Kuhr. One of the few Doom acts that can combine mournful sound with a warm & "accessible" feel without sounding cheesy. A must hear band for any real doom-metal fan and especially for fans of My Dying Bride! |
|
|
|
|
|
|
8
|
|
(segue da sotto) ...un’opinione personale la cui veridicità possa essere discussa!). A solo titolo esemplificativo riporto (letteralmente) la descrizione spesa per i nostri ND da un’importante testata elettronica: Detto questo il mio metodo, ed assieme ad esso il mio giudizio, rimangono alla vostra mercè. COSÌ È, SE VI PARE! |
|
|
|
|
|
|
7
|
|
Senza voler scendere nel merito dei gusti personali, indiscutibili in quanto tali, gli assiomi metodologici espressi durante il vostro dibattere mi appaiono francamente un po’ sorprendenti! Formulare un giudizio (anche voi lo avete appena fatto) presuppone, come prima azione elementare, l’identificazione delle caratteristiche primarie del soggetto in questione e la successiva valutazione della loro distanza dallo standard preso a riferimento: senza scomodare inutili teorie gnoseologiche questo processo si chiama “ragionamento per confronto”. Per operare in questo modo bisogna dunque stabilire il campione e tarare su di esso l’argomentazione. A meno di particolari raffinatezze dialettiche, possiamo considerare come “valor noto” (o “zero” che dir si voglia) il macrogenere di riferimento (con la sua tipica tecnica, timbrica, ritmica, ecc…) che, per i ND è il DOOM, non per l’infelice scelta del nome, ma per l’inquadramento fornito dalla quasi totalità delle fonti specializzate (che non è |
|
|
|
|
|
|
6
|
|
Che poi, non è che se ti chiami November's Doom devi suonare per forza doom... Nessuno si lamenta perchè i Death SS non suonano death. Detto questo, immagino che il giudizio del recensore riguardi il disco, non il contesto o il genere suonato. |
|
|
|
|
|
|
5
|
|
ma che c'entra....devi valutare il livello globale del cd e non esprimere opinioni su qualcosa che nn sai manco se è vera... |
|
|
|
|
|
|
4
|
|
Pur non conoscendo le pirandellianiane vicende narrate nella recensione, mi sembra che non sia stata ben inteso il senso della recensione, nella quale non si discute del valore del gruppo in assoluto ma all'interno del mondo doom. E, molto semplicemente, si vuole spacciare per doom ciò che doom non è. Pensate di andare ad una degustazione del miglior prosecco di valdobbiadene e trovare invece dell'ottimo aceto balsamico di modena:la qualità del prodotto non si discute ma il contesto è assolutamente inadeguato |
|
|
|
|
|
|
3
|
|
Anche a me questo cd è piaciuto... ma il mondo è bello perchè è vario, no? |
|
|
|
|
|
|
2
|
|
Concordo sul dubbio stato mentale del recensore! A me il CD è piaciuto parecchio. |
|
|
|
|
|
|
1
|
|
ho seriamente paura che sia tu a nn capirci nulla |
|
|
|
|
|
INFORMAZIONI |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Tracklist
|
1.RAIN 2.THE NOVELLA RESERVOIR 3.DROWN THE INLAND MERE 4.TWILIGHT INNOCENCE 5.THE VOICE OF FAILURE 6.THEY WERE LEFT TO DIE 7.DOMINATE THE HUMAN STRAIN 8.LEAVING THIS
|
|
|
Line Up
|
Paul Kuhr – Vocals Larry Roberts – Guitar Vito Marchese – Guitar Joe Nunez - Drums, Percussion Chris Djuricic – Bass Ed "Shreddy" B – Keyboard (SESSION)
|
|
|
| |
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
|