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The Mars Volta - De-Loused in the Comatorium
03/08/2019
( 865 letture )
Un progetto visionario per un artista all’avanguardia. Quanti possono vantare due musicisti d’eccezione come Flea e Frusciante nel loro disco d’esordio? L’avventura dei The Mars Volta nel mondo della musica comincia nel migliore dei modi, con una pietra miliare del progressive anni 2000. De-Loused In The Comatorium ha una caratteristica eccezionale: anche ascoltato oggi a sedici anni di distanza è un disco che non invecchia, sembra non conoscere l’età e il passare delle stagioni. È un album che se fosse venduto oggi negli scaffali dei negozi tra le nuove proposte probabilmente nessuno si stupirebbe poiché il genio artistico di Cedric Bixler Zavala, voce e mente del gruppo, ha ideato questo capolavoro in anticipo rispetto ai tempi. Quello che invece lo rende un disco dei suoi anni è la scelta dei testi, seppur elaborati e complessi: tematiche simili vengono proposte dai Riverside nella loro Reality Dream Trilogy, ma più in generale il mondo del prog annovera parecchie uscite che trattano il tema del coma nelle sue varie forme.

Il viaggio tra la vita e la morte del tormentato protagonista, Cerpin Taxt, comincia con l’intro Son et Lumière, momento in cui egli prova il suicidio senza successo tramite un mix di droghe e veleni, entrando di fatto in un coma profondo ma non irreversibile. Potremmo pensare che la tragica storia di questo personaggio di fantasia sia del tutto inventata, in realtà Cedric Bixler Zavala ha attinto a fatti realmente accaduti, la storia è vera ed è basata sulla vita di Julio Venegas, suo concittadino di El Paso nonché grande amico. Il tragico avvenimento lo ha segnato a tal punto da far ruotare attorno a lui la narrazione del disco, nonché le melodie che da essa ne sono scaturite. Il mix di voce e strumenti è inscindibile, la tensione che ne deriva è palpabile. Inertiatic ESP riprende il motivetto dell’intro e inizia in medias res, direttamente con il ritornello. Il riff potente e rapidissimo è chiaramente di stampo progressive metal, il cambio repentino di generi è una delle peculiarità del disco. La martellante ripetizione della frase “now I’m lost” è il chiaro segnale dello stato di impotenza del protagonista, bloccato nella sua situazione medica di immobilità fisica da coma, assente dalla vita reale, costretto ad un mondo di visioni oniriche e fantastiche prodotte dalla sua mente. La totale inquietudine della situazione è resa con un sincopato utilizzo di tempi dispari, l’obiettivo è quello di spiazzare l’ascoltatore: Roulette Dares (The Haunt Of) non dà punti di riferimento, si passa dal rock al metal alla psichedelia più totale, dalla quiete alla frenesia, dalla sanità alla pazzia. La tracklist è un misto di inglese e spagnolo, chiaro riferimento al bilinguismo della città texana El Paso, luogo di fondazione della band, ne è l’esempio Tira Me a las Arañas che fa da ponte tra la terza e la quinta traccia. Il ritmo spagnoleggiante di Drunkship of Lanterns ne caratterizza l’inizio, poi la voce del frontman padroneggia completamente la traccia. I toni alti di Cedric Bixler Zavala lo fanno quasi confondere con una cantante femminile, a tratti gli acuti sembrano proprio fuoriuscire dalla bocca di una donna. Il prog metal che avevamo lasciato in Inertiatic ESP torna ad emergere in Eriatarka, un brano rapido e tecnico, condito dai testi ermetici del frontman: il nostro protagonista continua ad essere intrappolato nel suo mondo irreale ricreato dalla sua mente, durante la sua incoscienza da coma. Dopo l’incredibile varietà di generi presentata nelle prime sei canzoni, si potrebbe pensare che possa arrivare un calo di creatività. Non è assolutamente così, la suite Cicatriz ESP è ancora più variegata e multiforme delle precedenti, con una sezione post rock nel mezzo e assoli d’autore del duo Omar Rodríguez-López/John Frusciante, dodici minuti e mezzo di estasi e sperimentazione musicale. Le graffianti distorsioni di chitarra accompagnate dal frenetico uso di sintetizzatori di This Apparatus Must Be Unearthed aggiungono tensione alla narrazione che sta per giungere a conclusione, la morte per suicidio è imminente. Segue una ballad psichedelica, racconto della morte di Cerpin Taxt, triste e malinconica dal titolo Televators, poi la conclusione affidata a Take the Veil Cerpin Taxt, con le sue strofe più parlate che cantate, prese in prestito dal rap.

Un ascolto che non lascia indifferenti, un disco che scuote ed emoziona: i testi sono degni di un poeta, le melodie psichedeliche e sperimentali sembrano essere frutto di una relazione tra King Crimson e Pain Of Salvation. Se Robert Fripp e Daniel Gildenlöw avessero un figlio, con tutta probabilità nascerebbero i The Mars Volta. Se poi ci aggiungiamo il basso di uno dei maggiori interpreti mondiali del quattro corde, Michael Peter Balzary in arte Flea, e la tecnica sopraffina di John Frusciante alla chitarra e al synth, ne esce un capolavoro. De-Loused In The Comatorium eleva il gruppo texano nell’olimpo del prog, non male come esordio. L’apice della loro carriera rimane questo disco, mai bissato né raggiunto, difficile che potremo mai sentire un loro lavoro in studio migliore di questo in quanto nel 2013 arriva lo scioglimento. Una reunion sembra improbabile se non impossibile.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
86.2 su 5 voti [ VOTA]
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 14 Agosto 2019, 12.10.31
8
Bella recensione, non conoscevo i retroscena che hanno ispirato la storia. Concordo in pieno con "l'apice assoluto" mai bissato in seguito, quanto fatto in seguito mi ha entusiasmato via via sempre meno. C'è da dire che al successo di critica forse non è stato accompagnato da quello di pubblico/vendite... ma è comprensibile vista la complessità della proposta. de-loused è comunque uno spettacolare caleidoscopio. Da godere
marmar
Giovedì 8 Agosto 2019, 20.17.14
7
Ma perché quando è uscito, sull' onda delle critiche positive l' ho preso, ascoltato un paio di volte e poi ritornato come usato al mio negozio di fiducia? Non è da me, ma deve avermi sicuramente fatto schifo, avevo forse i cocomeri girati? O avevo ragione? Non me lo ricordo, ragazzi, adesso mi avete messo il dubbio, devo andarmelo a ricercare...
Rob Fleming
Giovedì 8 Agosto 2019, 11.09.36
6
Cervellotici, tecnici e psichedelici. Insomma un incrocio tra i King Crimson e gli Hawkwind; questo mi hanno sempre ricordato i Mars Volta. 80
DEEP BLUE
Mercoledì 7 Agosto 2019, 1.40.48
5
Grandissimi ma "Frances the mute" lo supera a destra, a sinistra, sopra e sotto
Crimson
Lunedì 5 Agosto 2019, 11.09.07
4
Bellissimo. Grande album e grande esordio, uno dei più importanti del prog rock contemporaneo.
nonchalance
Domenica 4 Agosto 2019, 21.50.16
3
Questo risulta più spontaneo ma, forse il successivo "Frances the Mute" è ancora meglio..
JackFrusc
Domenica 4 Agosto 2019, 17.40.05
2
Perfettamente d’accordo col primo commento. Disco inarrivabile non solo dagli stessi Mars volta ma per parecchi che di sono cimentati nel genere
entropy
Sabato 3 Agosto 2019, 23.17.29
1
Capolavoro favoloso. Poi disco dopo disco sono calati progressivamente abbandonando la follia che qui sgorga da ogni nots. Ma quest' album è davvero inarrivabile
INFORMAZIONI
2003
Universal Records
Prog Rock
Tracklist
1. Son et Lumière
2. Inertiatic ESP
3. Roulette Dares (The Haunt Of)
4. Tira Me a las Arañas
5. Drunkship of Lanterns
6. Eriatarka
7. Cicatriz ESP
8. This Apparatus Must Be Unearthed
9. Televators
10. Take the Veil Cerpin Taxt
Line Up
Cedric Bixler Zavala (Voce)
Omar Rodríguez-López (Chitarra)
Isaiah Ikey Owens (Tastiere)
Flea (Basso)
Jon Philip Theodore (Batteria)

Musicisti Ospiti:
John Frusciante (Chitarra)
Justin Meldel Johnson (Contrabbasso)
Lenny Castro (Percussioni)
 
RECENSIONI
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