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Sick of It All - Just Look Around
03/08/2019
( 679 letture )
Just look around. Guardati intorno. È questo l’invito che i Sick of it All rivolgono all’ascoltatore, spronato a guardare in faccia le ingiustizie del mondo, ridotto ad una guerra dell’uomo sull’uomo. Un invito beninteso pompato da una buona dose di New York Hardcore d’annata. Denuncia e –molta– rabbia comprese, quindi. I see the Whites that hate the Blacks. Blacks against the Jews. Race against religion. And they are all too blind to see, recita il ritornello della title-track. Benché possa sembrare una descrizione del nostro tempo, queste parole risalgono invece al 1992, anno di pubblicazione di Just Look Around. All’epoca, i Sick of it All sono un giovane gruppo emergente, reduce dall’uscita del debutto Blood, Sweat and No Tears, tre anni prima. Se i quattro del Queens sono unanimemente considerati degli esempi di coerenza e attitudine, è anche e soprattutto grazie a lavori come questo, che arricchiscono una discografia praticamente priva di passi falsi.

Benché sia appena il secondo lavoro dei SOIA, tutto è già presente. Rifinendo le sbavature del debutto, la band scolpisce le regole del proprio suono nel marmo. I solchi dell’album trasudano rabbia e testosterone, nella forma di una manciata di brani brevi e muscolosi, che nella loro semplicità prendono l’ascoltatore alla gola e non lo mollano più. Nello specifico, l’HC dei Quattro del Queens si distingue per il suo carattere squadrato e angoloso, irrobustito da una sezione ritmica devastante. Caratteristica centrale del SOIA-sound, la forte presenza di ogni singolo strumento, con un basso particolarmente in primo piano. Come dimenticare poi la voce di Lou Koller, ruvida come carta vetrata e vera icona del genere? Rispetto al debutto, il cantante appare più convinto e ancor più incazzato. La maggioranza dei brani si muove su velocità elevatissime, come esemplificato dalle tiratissime Never Measure Up, Shut Me Up e Violent Generation, che martellano l’ascoltatore senza un attimo di tregua. Altrettanto spaccaossa i brani più lenti, come la nerboruta Locomotive, la groovy The Shield o ancora la title-track, retta dall’alternanza fra un sinuoso riff portante e un potentissimo breakdown. Si scosta parzialmente dalle altre The Pain Strikes, un brano in bilico fra armonici premonitori e un andamento pulsante e oscuro, che trova il suo climax in una sorprendente coda strumentale, dove l’hardcore flirta con il noise e i Joy Division. A livello lirico, come da tradizione, l’album è un gran dito medio rivolto a tutti coloro che rendono il mondo un posto peggiore, come i politici bugiardi interessati solo al denaro (We Want the Truth), coloro che spingono i giovani nel crimine (Violent Generation), e l’establishment in generale.

Più compatto, suonato e prodotto meglio del debutto, Just Look Around è forse il picco di quanto prodotto dai Sick of it All. Potente, intenso, vario e fresco, il lavoro mantiene una tensione costante per tutta la sua durata, senz’alcun calo di tono, forte di un suono unico e riconoscibilissimo. Le canzoni trasudano una rabbia verace e travolgente, oltre che un’attitudine senza compromessi. Una formula poi riprodotta nei decenni a seguire, senza mai apparire stantia o fiacca. È ancor meno il caso per quest’album, infiammato da un entusiasmo giovanile che non si è mai spento davvero. Just Look Around è un buon modo per farsi prendere allegramente a pugni in faccia, ma soprattutto un lavoro sempre d’attualità. Tanto a livello lirico, visto che il mondo non va di certo meglio che ventisette anni fa, quanto a livello musicale.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
76 su 3 voti [ VOTA]
Silvia
Domenica 24 Novembre 2019, 18.33.33
7
Concordo, un pezzo più bello dell'altro e i loro concerti poi leggendari, oltre al divertimento e adrenalina lasciavano anche sensazioni positive (li ho visti un paio di volte negli anni 90). A me piace moltissimo anche il successivo comunque
maurilio
Domenica 24 Novembre 2019, 18.26.52
6
non posso che accodarmi ai commenti qua sotto; band leggenda e disco leggenda.
LAMBRUSCORE
Giovedì 8 Agosto 2019, 15.49.20
5
Visti live durante il tour di questo disco, a Castelfranco Emilia, avevo appena comprato il disco e loro erano già famosi nel giro hardcore per i loro demo e il primo album, massimo dei voti. Cioè giusto 88, io direi 90.
Elluis
Lunedì 5 Agosto 2019, 19.00.39
4
Adoro questo album, punto!! Il resto l'avete già detto voi nei commenti e Griso nella recensione, è inutile ripeterlo. Non vedo l'ora di rivederli per l'ennesima volta l'11 agosto al Carroponte. NYHC !!
Macca
Domenica 4 Agosto 2019, 18.14.57
3
Uno dei loro migliori lavori, superiore all’esordio in musicalità e consapevolezza sei proprio mezzi da parte della band. Capolavoro del genere, SOIA leggende viventi. Voto 90
Broken Arrow
Sabato 3 Agosto 2019, 23.07.38
2
Che disco, CHE DISCO!!!! Storia dell'hardcore!
Hattori hanzo
Sabato 3 Agosto 2019, 16.09.56
1
N.Y.H.C. in your face!!! Ancora in giro massicci e incazzati , leggende
INFORMAZIONI
1992
Combat Records
Hardcore
Tracklist
1. We Want the Truth
2. Locomotive
3. The Pain Strikes
4. Shut Me Out
5. What's Goin' On
6. Never Measure Up
7. Just Look Around
8. Violent Generation
9. The Shield
10. Now It's Gone
11. We Stand Alone
12. We Will Survive
13. Indust.
Line Up
Lou Koller (Voce)
Pete Koller (Chitarra)
Rich Cipriano (Basso)
Armand Majidi (Batteria)
 
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