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Banco del Mutuo Soccorso - Transiberiana
07/08/2019
( 1808 letture )
Quando si ha a che fare con gruppi quali il Banco del Mutuo Soccorso capita di sentirsi in forte soggezione. Nomi incisi su pietra come il loro evocano subito i passati capolavori e quel legame segreto con la poesia che rende i brani squisitamente fumosi, alterni tra accessibilità e inaccessibilità. Parlano a tutti ma in modo differente, senza però sprofondare nel soggettivismo. I toni quasi spensierati celano mondi sotterranei che emergono sempre più ad ogni ascolto, strati e strati di rivelazioni e cripticità che si materializzano tra strofe, ritornelli, assoli e cambi inimmaginabili attinti dallo scibile umano e non, dall’intuizione aprioristica.
Tragedie non indifferenti hanno afflitto il gruppo negli ultimi anni: nel 2014 è venuto a mancare Francesco di Giacomo, storico cantante che ha influenzato enormemente il prog anni ’70 col suo usus scribendi e non solo; nel 2015, poi, è avvenuta la dipartita di Rodolfo Maltese, nel Banco alla chitarra e ai fiati. Perdite del genere non sanciscono però la fine di sete di composizione del gruppo che, nonostante la storia pluridecennale di cui può vantare, non si arrende e a distanza di quasi cinquant’anni dal primo disco in studio fa uscire Transiberiana, un concept album che riesce ancora a sorprendere. Uno dei prevedibili rischi nel quale possono incorrere band che hanno plasmato la storia della musica e che incarnano iconicamente dei generi grazie ai capolavori sfornati negli anni è quello di creare un album che mescoli elementi -anche peculiari- appartenenti alla discografia passata senza di fatto rielaborarli e senza che vi siano climax o snodi di tensione. Non necessariamente un disco deve costituire un manifesto di novità, certamente, però si percepisce quando i brani godono di uno statuto autonomo rispetto allo storico del gruppo ed è esattamente quello che il Banco del Mutuo Soccorso è riuscito a compiere in quest’ultima opera. I musicisti che hanno preso il posto dei vecchi mostri sacri si sono rivelati ampiamente validi e hanno reso giustizia, secondo me, alle loro memorie.

La trama del concept sfrutta la visione di immagini ambientate lungo la ferrovia transiberiana per presentare metafore sul viaggio parallelo che è l’esistenza, la vita. Interpretare ogni singolo verso e scavare per cogliere il significato più profondo che si può ricavare è riduttivo: la forma dei testi è intoccabile e non deve essere vista in funzione del contenuto. All’interno della parola stessa si sprigiona l’essenza multidimensionale di ciò che il gruppo voleva evocare e le singole parole si dilatano e contraggono fondendosi con la musica. Quest’ultima vede sfilare elementi di innovazione con riprese più classiche dal progressive rock proprie della loro esperienza. Si avvertono chiare influenze dalle più varie sfere musicali: dal Jazz a sfumature di progressive metal e addirittura ad un comparto più elettronico. La discesa dal treno, ad esempio, terza traccia dell’album, sente la chitarra ritmica tendere verso sonorità metal ma gli altri strumenti e la struttura del brano fanno sì che il genere non si possa categorizzare con facilità. Questo è forse uno dei pezzi più ricchi di elementi diversi, che combinati tra loro restituiscono un’omogeneità che solo una gran esperienza come quella del Banco del Mutuo Soccorso può garantire. Le percussioni sono ipnotiche, caos ed equilibrio si alternano per dirigersi verso una fine sospesa, come se si volesse indicare un cliffhanger dietro l’angolo. Il brano seguente, L’assalto dei lupi, conferma quella sensazione per cui si rimane vigili nell’ascolto e si avvertono temi ossessivi e angoscianti. Le tastiere provocano però un’atmosfera quasi giocosa, aprendo la strada ad una chitarra solista che schiude il tutto, suonando delle note molto distese mentre il basso incalza.
Le nuances della canzone sono molteplici: a livello testuale la tematica affrontata è assente all’ambiguità che la musica suggerisce. Le identità dell’uomo e del lupo si scambiano, c’è un incontro di sguardi -e dunque di specchi- che portano all’agnizione e al dubbio, al crepuscolo degli idoli. I fiati riempiono la movimentata danza che si spezza in più parti unite, che dà voce a frasi solennemente pronunciate.
Campi di Fragole, leggermente floydiana, placa la foga che caratterizza i brani che la precedono. A tratti nostalgica e malinconica, dà grande spazio al pianoforte che ne tesse l’intera trama come se parlasse. Non ci sono cambi o virtuosismi, costituisce una sorta di riflessione e ricomponimento in seguito agli avvenimenti precedenti; si sofferma sulle ''promesse inattese'' che si presentano agli occhi, sulla fiducia da mantenere, il tutto presentato in modo non scontato, ovviamente.
Ulteriore traccia che fa da ponte tra mondo classico e moderno è Lo Sciamano: v’è compresenza, ad esempio, di tastiere fortemente anni ’70, così come le chitarre e i suoni sintetici dell’intro che si ripetono e scavano nella mente, estraniandola. La figura dello sciamano, in effetti, vola sui tempi e racchiude in sé la nascita con l’apocalisse, la sapienza e la cura, senza definizioni che possano adeguatamente calzare. I saliscendi delle voci e della chitarra solista rendono bene questa dannazione mista alla luce, il viaggio nell’universo che coinvolge il singolo e la collettività contemporaneamente.
Oltre alle tracce regolari, l’album contiene due bonus track live: Metamorfosi e Il Ragno. Celebri brani tra i primi nella discografia del gruppo, ciò sicuramente indica come questa rinascita del Banco del Mutuo Soccorso non prenda le distanze dai vecchi lavori o dallo stile che li ha sempre contraddistinti. È un continuum che assimila nuovi spunti provenienti dalla recente scena musicale e che ne onora al contempo le origini.

Transiberiana è un ottimo album dal suono pulito che strizza l’occhio alla storia della musica e che parla all’umanità, coinvolgendola in ogni suo aspetto. Va sicuramente ascoltato con attenzione per carpire ogni accortezza a livello compositivo o d’interpretazione e per comprendere che direzione abbia intrapreso questa ferrovia che attraversa tutte le fasi della vita dell’uomo e della musica.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
96.48 su 58 voti [ VOTA]
Area
Venerdì 23 Agosto 2019, 14.05.20
7
Me l'hanno fatto ascoltare, non dico che mi piace, ma a prescindere da tutto lo rispetto. Il Banco secondo me dopo il terzo album hanno raramente centrato il bersaglio, ergo tutti i dischi venuti dopo Io Sono Nato Libero non mi hanno detto molto, di sicuro é una band che non ha fatto dischi tutti uguali e per diverso tempo come negli anni 80 ha fatto pure Pop nel senso vero del termine, un destino che hanno avuto in comune con la PFM e Le Orme "casualmente" in parallelo con i cambi stilistici di Genesis e Yes. Comunque Ok di Giacomo non c'è più, ma Nocenzi si, quindi a prescindere da tutto questo disco ha comunque ragione di esistere.
ayreon
Lunedì 12 Agosto 2019, 16.09.17
6
cosi' come è stato per Le Orme , i nomadi (o anche gli yes senza Anderson e Wakeman ) o gli Area senza stratos, è duro chiamarsi Banco senza Di giacomo e nocenzi ,e ancora gli va bene che,cosi' come la pfm ,l'ala protettiva della Insideout li ha presi in affidamento. io questo Banco l'ho visto a veruno 2 anni fa e non mi è dispiaciuto ,certo non puoi fare paragoni ,ben gli va che possono sempre contare su una lunga schiera di gente che compra il disco "a scatola chiusa " perché è del banco o della pfm ,contenti loro ,si comprino la versione in vivnile normale,la limited ,la colorata ,quella a forma di salvadanaio ,quella con le bonus track,ma ricordatevi bene,come già scritto prima,questo non è più il banco. .
Le Marquis de Fremont
Venerdì 9 Agosto 2019, 15.52.03
5
Va bene, quando si parla del Banco del Mutuo Soccorso va sempre tenuto conto di cosa hanno fatto e c'è deferenza, anche per gli episodi toccanti che gli hanno coinvolti. Però dopo i primi tre assoluti capolavori (forse "troppo" capolavori) non hanno più raggiunto quei livelli, eccetto in qualche brano come Canto di Primavera o Il Ragno. E qui, confermano questa mia impressione, con un album modesto, soprattutto a livello di songwriting. Se la parte musicale è in media interessante, la parte cantata è generalmente scadente e i testi non sono quelli di Di Giacomo. Salvo solo I Ruderi del Gulag e solo per la parte musicale, Campi di Fragole. Vorrei poi aggiungere quanto avevo accennato anche a proposito della PFM e delle Orme (mi sembra): questo NON è il Banco del Mutuo Soccorso. Non è neanche una cover band, visto che non rieseguono pezzi già noti, almeno qui. Diciamo che è "Vittorio Nocenzi & Friends". Non mi piace, questo contrabbandare cose che in effetti non sono. Faccio sempre l'esempio del vino: un Chianti Classico è fatto di Sangiovese e Canaiolo (lasciamo stare, per facilitare l'esempio le percentuali). Se fai un vino con Sangiovese, Corvina Veronese e Aglianico del Vulture, quello NON è Chianti Classico ed è ingannevole chiamarlo Chianti Classico. Vittorio Nocenzi senza Gianni Nocenzi, Di Giacomo, Maltese e Calderoni, non è il Banco del Mutuo Soccorso. Sono tutti ottimi musicisti ma il Banco era un'altra cosa. Diciamo che la parte più bella di questo Transiberiana, è la copertina. Au revoir.
Enomis
Giovedì 8 Agosto 2019, 19.25.06
4
Urca come mai ci sono due commenti di persone che l'album l'hanno ascoltato e lo considerano generalmente positivamente, e la media lettori al contrario è così bassa?
AntonioC.
Giovedì 8 Agosto 2019, 8.26.33
3
Disco bello, ma mi sento di essere un po' meno entusiasta rispetto alla media che si legge in rete. Sicuramente la cosa migliore composta da Nocenzi da 40 anni a questa parte, visto che il banco, anche con gli storici componenti Di Giacomo e Maltese, aveva composto soprattutto lavori poco ispirati e ben lontani dalle meraviglie progressive degli anni '70. Qui siamo su territori ben diversi e, senza scomodare i classici della band, si respira di nuovo aria progressiva come non si sentiva da un po'.
Enomis
Mercoledì 7 Agosto 2019, 17.57.42
2
Album che mi ha incuriosito molto. Spero di aver occasione di ascoltarlo al più presto.
EVH
Mercoledì 7 Agosto 2019, 10.15.57
1
Grandissimo album ... E il 1 Novembre già preso Ticket per il concerto a Velletri TEATRO Armisio.
INFORMAZIONI
2019
Inside Out Music
Prog Rock
Tracklist
1. Stelle sulla terra: La partenza\Cavalli sull'altopiano\Perché, perché, perché
2. L’imprevisto
3. La discesa dal treno: Fermi ed agitati come tende al vento\Come nell'Ade
4. L’assalto dei Lupi
5. Campi di Fragole
6. Lo Sciamano
7. Eterna Transiberiana
8. I Ruderi del Gulag
9. Lasciando alle Spalle
10. Il Grande Bianco
11. Oceano: Strade di Sale

Tracce Bonus:

12. Metamorfosi (Live)
13. Il Ragno (Live)
Line Up
Vittorio Nocenzi (Voce, Tastiere)
Tony D’Alessio (Voce)
Filippo Marcheggiani (Chitarra)
Nicola Di Già (Chitarra)
Marco Capozi (Basso)
Fabio Moresco (Batteria)
 
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