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Crimson Moon - Mors Vincit Omnia
16/08/2019
( 329 letture )
Dall’ondata black degli anni Novanta abbiamo avuto sia gruppi che si sono evoluti in continuazione (spesso cambiando completamente genere) sia gruppi che sono rimasti fedeli al sound e alle tematiche del tempo. I Crimson Moon rientrano in tutto e per tutto in questa seconda categoria: ogni elemento, dall’artwork alle tematiche, dall’iconografia della band alla produzione dei dischi, sembra provenire direttamente dall’epoca in cui venivano pubblicati lavori come Pure Holocaust e Under a Funeral Moon. Gli statunitensi sono infatti in attività dal lontano 1994 (con tre full length e una manciata di demo e collaborazioni all’attivo) e propongono un black metal dalla produzione zanzarosa che tenta di ricreare atmosfere mistiche e ritualistiche.

L’opener Vanitas conferma subito le aspettative, proiettandoci in un’atmosfera oscura e sulfurea di cui ormai i Crimson Moon sono abitatori navigati. Buona parte delle influenze percepibili sono di scuola Immortal, dai riff glaciali e taglienti alle vocals che sono a malapena classificabili come screaming, essendo più simili a dei gorgoglii provenienti direttamente dalle profondità degli inferi. Gli statunitensi riescono però a mantenere una propria personalità grazie a tanti piccoli particolari, quali l’organo e i cori in che riecheggiano in lontananza, che danno all’ascoltatore l’impressione di essere in nel bel mezzo di una qualche cerimonia rituale. I problemi però non tardano ad arrivare, a partire dalla successiva Altars of Azael che nulla aggiunge e nulla toglie a quanto già espresso nella track precedente. Lo stesso si può dire di Godspeed, Angel of Death, che prova a portare un minimo di varietà senza troppo successo: le ritmiche in partenza rallentano, si odono dei rintocchi lontani, e non appena riparte l’assalto notiamo che dietro al microfono si è aggiunto qualcun altro, trattasi degli ospiti Proscriptor e Lord Angelslayer, provenienti rispettivamente da Absu e Archgoat; saranno presenti anche Ixithra (Demoncy) in Upon the Pale Horse e Phaesphoros (Kawir) in Parcae - Trinity of Fates.

Gli svariati ospiti si rivelano una scelta azzeccata per proporre un po’ di varietà in un platter che, nonostante la band sia padrona del genere suonato, rischia di avere più di un momento di stanca. Il precedente Oneironaut (non esente da difetti, sia chiaro) era stato riempito, in maniera spesso forzata, di strumenti e divagazioni che poco o nulla hanno a che fare col black metal primordiale: se da un lato il disco era risultato piuttosto frammentario, dall’altro tutti questi inserti avevano contribuito a rendere più variegata una proposta di base molto statica. Il nuovo Mors Vincit Omnia si dimostra più compatto dal punto di vista del songrwriting, ed è facile notare come la band stessa abbia le idee molto più chiare riguardo l’obiettivo da perseguire, ma i difetti rimangono: cinquantatré minuti di black metal dalla produzione impastata sono tanti per un orecchio non allenato, e anche il fan più oltranzista di vecchia scuola potrebbe ritrovarsi a premere il tasto skip in qualche frangente. C’è comunque da sottolineare come i Crimson Moon riescano nel loro intento di creare atmosfere occulte e ritualistiche, e ciò è innegabile; il disco suona però tutto troppo uguale, dieci o quindici minuti in meno avrebbero sicuramente giovato alla resa complessiva: rimane comunque un ascolto consigliato per gli amanti del genere.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
30 su 2 voti [ VOTA]
Skydancer
Domenica 18 Agosto 2019, 20.01.33
2
@El Fatto ti dirò che all'inizio mi aveva colpito molto di più, i primi ascolti me li sono goduti, ma dopo i circa 20-25 ascolti che ho dedicato al disco prima della recensione mi son ritrovato spesso a voler skippare qualche traccia e tutto sapeva un po' di "già sentito". Per rispondere alla tua domanda, il Black è tra i generi che attualmente ascolto di più ( non badare troppo al profilo redattore, anzi dovrei aggiornarlo, poiché i miei gusti sono abbastanza cambiati da un anno e mezzo fa), ma anche solo quest'anno ci sono stati dischi che rimetto su volentieri a mesi dall'uscita ( i DSO, i Sinmara, i Mephorash, i Numenorean che io stesso ho recensito per esempio), mentre non penso che questo Mors Vincit Omnia ritornerà nel lettore tanto presto. Mi scuso in anticipo per eventuali errori ma scrivo da cellulare.
El Faffo
Domenica 18 Agosto 2019, 19.41.06
1
Voto 82/100. Domanda (sorge spontanea, lubranesca) Skyforger, ma ti piace il Black Metal? Io lo sto apprezzando parecchio, certo non roba da poseur, o entri in trip o spegni lo stereo ( digital audio player chessia!).
INFORMAZIONI
2019
Debemur Morti
Black
Tracklist
1. Vanitas
2. Altars of Azael
3. Godspeed, Angel of Death
4. Upon the Pale Horse
5. Parcae - Trinity of Fates
6. Mors Vincit Omnia
7. Funeral Begotten
8. Tempus Fugit
Line Up
Scorpios Androctonus (Basso, Voce, Synth)
Sabnoc (Chitarra, Voce)
Agreas (Chitarra)
Blaestum (Batteria)

Musicisti Ospiti:

Proscriptor (Voce nella traccia 3)
Lord Angelslayer (Voce nella traccia 3)
Ixithra (Voce nella traccia 4)
Phaesphoros (Cori nella traccia 5)
Brian Artwick (Outro strumentale nella traccia 8)
 
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