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Doctor Butcher - Doctor Butcher
17/08/2019
( 451 letture )
I Doctor Butcher nascono nel 1992, come side project del cantante Jon Oliva e del secondo chitarrista Chris Ceffery dei Svatage. Nel 1994, anno successivo al tragico incidente stradale e alla prematura morte di Criss Oliva, viene pubblicato Doctor Butcher, unico lavoro dell’omonimo gruppo. Si tratta di un’operazione sensata, specialmente a livello artistico (dal punto di vista commerciale non fa testo vista la sua diffusione limitata alla sola Europa, seguita poi da una ripubblicazione nel 2005, arricchita da alcuni vecchi brani aggiuntivi), visto che Doctor Butcher si discosta notevolmente dal resto della discografia dei Savatage, tendendo decisamente all’ heavy (quasi thrash) piuttosto che al power del progetto principale (al massimo si potrebbe parlare di un ritorno allo stile dei primi Savatage, quelli di Sirens, prima della svolta sinfonica). Le differenze sono spalmate su ogni elemento: il cantato di Jon Oliva, perde la spinta power, mette da parte gli acuti a favore di uno stile più aggressivo e duro, perfettamente allineato al resto del comparto strumentale, che perde anch’esso il suo lato melodico e sinfonico per dare spazio a una valanga di riff, a composizioni cupe, potenti e serrate.

Il lavoro della band è impeccabile, sotto tutti i punti di vista, ogni aspetto è curato e tutto funziona alla perfezione. La cosa in fin dei conti è prevedibile conoscendo l’accoppiata Oliva/Caffery, che con i Savatage non hanno praticamente mai sbagliato un colpo e si sono sempre distinti per le loro qualità e per la qualità dei loro dischi. I suoni, la produzione e il songwriting si attestano su livelli elevatissimi al punto che Doctor Butcher non sembra essere uscito da un progetto parallelo dei Savatage, ma si mostra estremamente valido. All’ascolto non viene troppo da pensare che si tratti di un’opera minore, tant’è che a distanza di anni ascoltandolo si rivela ancora ascoltabile e fresco, con un tiro e un sound invidiabili, anche da tanti gruppi dei giorni nostri. Unico piccolo difetto si riscontra nella tracklist consistente che con le sue undici canzoni può diventare a tratti pesante, troppo compatta, lasciando l’ascoltatore quasi incastrato in un’infinità di riff convincenti, ma a tratti poco caratterizzati, facendo emergere la diversità nello stile e il divario tecnico che c’è tra l’ottimo Chris Caffery e l’iconico e mai abbastanza apprezzato Criss Oliva. Tra i brani più convincenti si possono citare sicuramente The Altar, Don't Talk to Me e The Chair, ma anche nel resto del disco il livello è sempre alto e costante, senza cali o picchi incredibili.

Doctor Butcher è un disco ottimo, lontano al punto giusto dai Savatage, che nello stesso periodo uscivano con il superbo Handful of Rain. Non siamo sui livelli eccellenti di quest’ultimo ma a suo modo si tratta di un lavoro valido e concreto, specie nel suo dare la possibilità a Oliva di muoversi su uno stile e un genere diverso dal suo standard (peraltro con ottimi risultati). Per gli appassionati dell’heavy più puro e senza fronzoli o per gli estimatori di Oliva si tratta di un disco da recuperare assolutamente, non il più ispirato del genere, non una pietra miliare, ma in ogni caso carico di energia, di buona musica e più che godibile, meritevole di essere riscoperto.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
84 su 1 voti [ VOTA]
Jan Hus
Mercoledì 21 Agosto 2019, 22.29.36
4
Sempre amati gli Svatage di cui alla terza riga.
marmar
Martedì 20 Agosto 2019, 14.32.33
3
Doctor Butcher doveva essere un progetto atto a rappresentare la parte più incazzata e smaccatamente heavy del sentire musicale dell'immenso ( in tutti i sensi...) Jon Oliva; lo affermava chiaramente lo stesso Jon nelle interviste dell'epoca. Il progetto è durato giusto il disco omonimo, che si discosta in maniera marcata dal sound che il buon Jon stava portando avanti con la navicella madre e proprio per questo finisce per brillare di luce propria; una luce "oscura" e ossianica, penetrante e stordente ma dannatamente efficace e diretta. Questo disco l'ho apprezzato fin da subito, tanta ferocia ma anche tanta raffinatezza, potenza e classe da vendere (gran lavoro di Caffery), e questo non è certo patrimonio di tutti. Peccato che il tutto sia finito subito, ci resta questa testimonianza, assolutamente da riscoprire.
Aceshigh
Sabato 17 Agosto 2019, 20.58.44
2
Bellissima riscoperta! Era un bel po’ che non lo riascoltavo, mentre all’epoca della uscita me l’ero passato un sacco di volte. L’accostamento ovviamente immediato ai Savatage (quand’anche fossero quelli di Sirens) lo trovai e lo trovo ancora abbastanza fuorviante; in realtà c’è un approccio parecchio diverso qui... Quello che mi è sempre piaciuto di più di quest’album - e che anche oggi riascoltandolo ho ritrovato - è la qualità dei riffs, alcuni dei quali di un’efficacia pazzesca; oltre alle qualità di Caffery e Jon Oliva, qui veramente abrasivo e incazzoso, anche se le sue doti canore non erano più quelle di dieci anni prima. Non tutte ciambelle col buco (un paio di filler), ma pezzi come The Altar, Seasons of the Witch, Lost In The Dark e The Chair meritano assolutamente di essere ascoltate!!! Voto 84
Galilee
Sabato 17 Agosto 2019, 19.28.30
1
Ai tempi lo presi ma non ne rimasi soddisfatto e lo riportai in negozio. Troppo altalenante. Era un periodo della mia vita in cui stavo recuperando tutti i classici del passato. Dai Priest agli Iron ai Savatage etc senza contare la nuova corrente Power nascente. E diciamolo questo ne usciva un po' con le ossa rotte. Riascoltandolo col senno di poi mi rendo conto di essere stato troppo severo. Alcuni brani sono molto buoni ancora oggi.
INFORMAZIONI
1994
GUN Records
Heavy
Tracklist
1. The Altar
2. Don't Talk to Me
3. Seasons of the Witch
4. Reach Out and Torment Someone
5. Juice
6. The Chair
7. Innocent Victim
8. The Picture's Wild
9. Lost in the Dark
10. I Hate, You Hate… We All Hate!!
11. All for One, None for All
Line Up
Jon Oliva (Voce, Basso, Tastiera)
Chris Caffery (Chitarra, Basso)
Jon Osborn (Batteria)
 
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