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Camel - Breathless
24/08/2019
( 608 letture )
Penso ai Camel e mi viene automaticamente in mente Lady Fantasy. Penso a quanto sia una suite indimenticabile, anzi, ancor meglio, un viaggio entusiasmante tra grandi melodie e assoli di gran gusto. Dodici minuti che fluiscono tra vibrazioni e umori differenti messi a fuoco con grande efficacia e freschezza, che coinvolgono ed emozionano ancora oggi dopo ben quarantacinque anni dalla sua uscita. In altre parole, un grande capolavoro, che all'epoca preannunciava la serie impressionante di lavori dall'alto profilo e spessore che sarebbero scaturiti dalla geniale mente di Andrew Latimer e dai suoi compagni di jam session. Parliamo di almeno due grandi capolavori come Music Inspired By The Snow Goose (1975) e Moonmadness (1976) e di almeno altri due buonissimi lavori del calibro di Rain Dances(1977) e Breathless (1978). Se i primi tre album riuscirono a consolidare definitivamente la fama dei Camel, cementandone la reputazione come una tra le migliori realtà del prog inglese, Breathless non fu da meno, dal momento che permise alla band di sopravvivere durante la dirompente e furiosa parentesi del punk e di uscirne più o meno indenne. Infatti, all'indomani della pubblicazione del suddetto disco, i Camel furono abbandonati da Peter Bardens a causa di insanabili divergenze con Latimer. Il tastierista comunque fu prontamente sostituito da Dave Sinclair e Jan Schelhaas, entrambi ex Caravan.

L'album è estremamente eterogeneo. Ci sono brani squisitamente prog, sorretti da ottime melodie e cavalcate strumentali notevoli e finemente arrangiate, dove guizzano gli assoli ispirati dei vari strumenti, come nella scattante Echoes o in Summer Lightning o nella bellissima strumentale The Sleeper. Le canzoni suonano leggere e scorrevoli celando finezze strumentali un po' ovunque, anche perché la classe e l'esperienza dei musicisti coinvolti riescono a camuffarle con consumata maestria, dando l'ingannevole impressione che sia tutto semplice. Per esempio, la prima canzone vanta una sezione ritmica dinamica dove emergono i ricami pulsanti del basso di Richard Sinclair. Allo stesso modo il bassista riesce a donare un groove caratteristico a The Sleeper, dimostrando il suo talento nel mettersi a servizio del brano, un po' come ai tempi della sua militanza nei Caravan. Che dire poi delle melodie e degli assoli, sempre di alto livello e mai scontati, nonostante le prime siano quasi cantabili e i secondi decisamente elaborati e barocchi. Lo stesso discorso vale per la suddetta Summer Lightning, dall'irresistibile groove vagamente funk/pop e graziata da assoli di pregio. Altri pezzi però si discostano dallo stile classico a cui i Camel ci hanno abituato. Con l'arrivo nella band di David Sinclair e Mel Collins, infatti, la band si sposta verso sonorità più jazzate e riflessive, molto più vicine allo stile del prog della scena di Canterbury, ma al tempo stesso anche più smaccatamente pop e orecchiabili. Pensate per esempio alla leggerezza della title track, resa magnificamente dall'arpeggio soffice ed etereo eseguito da Andrew Latimer, o alle delicate ballads You Make Me Smile e Rainbow's End. All'appello mancano Wing and a Prayer e Down to the Farm: la prima è forse l'unica traccia debole del disco, fuori fuoco e senza particolari lampi di genio. La seconda invece è sorretta da un riff di chitarra gustoso e hard rock, quasi alla The Who e da linee vocali sciolte, allegre e catchy.

L'album, inutile negarlo, lascia interdetti ai primi ascolti, non c'è dubbio. L'eterogeneità della musica proposta dai Camel spiazza, ma poi col tempo sorprende e infine convince. In definitiva l'impressione generale è quella di disco confortevole, capace di piazzare almeno tre pezzi clamorosi e altri decisamente di buon livello e soddisfacenti, per quanto proiettati su uno stile diverso da quello con cui la band britannica si presentava su Mirage o Moonmadness. La scelta di provare strade differenti ha giovato sicuramente al gruppo: Breathless suona ancora fresco e piacevole, rivestito da una ingannevole coltre di semplicità che però scema lentamente, fotografando una band che –nonostante le crisi interne– non ha mai deluso, bilanciandosi perfettamente tra raffinata eleganza e improvvisi guizzi di aggressività.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
66.12 su 8 voti [ VOTA]
progster78
Mercoledì 28 Agosto 2019, 18.26.10
11
D'accordo con il voto del recensore,bel disco come del resto tutta la loro discografia , ma quello che ho ascoltato all'infinito e che me li ha fatti amare alla follia e' il Snow Goose.....Latimer genio immenso!
Ayreon
Mercoledì 28 Agosto 2019, 15.36.41
10
Cosa mi tocca leggere,ma hai ascoltato bene"dust and dreams""harbour of tears","rajaz","a nod and a wink"?cose da pazzi
Voivod
Mercoledì 28 Agosto 2019, 10.13.02
9
Adoro i Camel degli anni '70 (mi sono emozionato quando ho incontrato Latimer, uno dei miei chitarrista preferiti!), ma dagli anni '80 in poi mi piacciono meno... "The Snow Goose", "Mirage", "Rain Dances" e questo gli album che preferisco.
ELIO MARRACINY
Lunedì 26 Agosto 2019, 23.24.15
8
PREPARATION, DUNKIRK E EPILOGUE DA SNOW GOOSE SONO QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE STRAZIANTE
DEEP BLUE
Lunedì 26 Agosto 2019, 22.07.27
7
Band enorme, poco conosciuta, che ha saputo regalare emozioni enormi ai suoi estimatori
Area
Lunedì 26 Agosto 2019, 16.51.53
6
Questo non ce l'ho, devo recuperarmelo, tuttavia lo conosco e me lo ricordo abbastanza, un gran bell'album! Per me tuttavia il loro classicone resta "Mirage".
ayreon
Domenica 25 Agosto 2019, 11.36.07
5
difficile trovarne uno proprio scarso nella loro carriera ,band comunque sempre troppo sottovalutata,recuperatevi un po di live ,tipo "coming of age " o "pressure point", io li avevo in vhs ,portati in dvd ,peccato per le condizioni un po instabili di latimer negli ultimi anni ,e comunque se venissero di nuovo da queste parti chi non se li va a vedere non sa che si perde .
JC
Domenica 25 Agosto 2019, 4.17.14
4
Ho amato tantissimo questo album. Non tra i migliori, nella bellissima discografia dei Camel, ma con un certo fascino.
Ayreon
Sabato 24 Agosto 2019, 20.55.11
3
Che bello vedere che ci sono molti che li apprezzano,aspetto con ansia altrettanto rece ,magari su capolavori come"dust and Dreams"o"harbour of tears"o il live con l'orchestra o "pressure point live",band stratosferica che ho avuto occasione di vedere 2 volte a torino
hard & heavy
Sabato 24 Agosto 2019, 19.22.48
2
che album bellissimo che è, come si fa a non provare emozioni forti nell'ascolto di canzoni come ''Breathless'' - ''Starlight Ride'' - ''Rainbow's End'' - ''Wing and a Prayer'', ma è tutto il cd a meritare per non parlare della parte tecnica della canzone ''Echoes''. Voto super meritato comunque i camel di album non ne hanno mai sbagliato uno, band immensa e musicisti eccelsi
InvictuSteele
Sabato 24 Agosto 2019, 13.37.29
1
Oh, grandi che avete recensito questo album, uno dei dischi più malinconici e importanti per me. Album eterogeneo, con un'atmosfera pazzesca, più semplificato rispetto ai lavori precedenti, ma pur sempre geniale. Solo la copertina mi fa venire le lacrime, mi cattura e ipnotizza, è un album che amo alla follia e non so neanche il perché. Voto 80. Band immensa.
INFORMAZIONI
1978
Decca Records
Prog Rock
Tracklist
1. Breathless
2. Echoes
3. Wing and a Prayer
4. Down on the Farm
5. Starlight Ride
6. Summer Lightning
7. You Make Me Smile
8. The Sleeper
9. Rainbow's End
Line Up
Andrew Latimer (Voce, Chitarra, Sintetizzatori)
Peter Bardens (Tastiere)
Mel Collins (Flauto, Sassofono)
Richard Sinclair (Basso, Voce)
Andy Ward (Batteria)
 
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