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Diamond Head - What's In Your Head?
( 2394 letture )
Una delle cose più brutte per un appassionato di musica è dover ammettere che una delle propre band preferite non è più in grado di suscitargli emozioni. Si dice che il contrario di amore non sia odio, ma indifferenza. Ed è vero, i Diamond Head sono stati uno dei miei gruppi preferiti per tutta la mia vita musicale, ho letteralmente adorato dischi come Death & Progress, Canterbury e il mai troppo osannato Lightning To The Nations, ho fatto air guitar sulle note di Helpless, Truckin' e molte altre, cantato a squarciagola sotto la doccia Am I Evil e To the Devil His Due, cose da fan, insomma. Ho storto il naso, quasi irritato dall'approccio rozzo e sanguigno del tanto agognato disco di reunion del 2005, All Will Be Revealed, ma ho dovuto riconoscergli personalità e voglia di rimettersi in gioco. E mi sono fiondato come un avvoltoio sul nuovissimo What's in Your Head?, abbagliato dalle roboanti dichiarazioni del decano Brian Tatler, che parlava di un ritorno alla vitalità di Lightning To The Nations... Ascolto dopo ascolto, delusione dopo delusione, arrivo purtroppo a dire che l'ultimo parto in casa Diamond Head non è un bell'album. E non è neanche un brutto album. E' uno di quei dischetti che ascolti senza farci troppo caso, che scorre liscio dal primo all'ultimo secondo e che alla fine, senza infamia e senza lode, va a cadere nel dimenticatoio.
Il settimo lavoro in studio della band inglese si va a collocare da qualche parte tra le sonorità di Death & Progress e le velleità moderne messe in mostra su All Will Be Revealed: hard rock asciutto e compatto, tanto piacevole nella sua cromatura sonica attuale quanto incapace di lasciare un solco, un'impronta decisa del suo passaggio nel panorama musicale odierno. Gli undici pezzi che compongono il platter sono caratterizzati da alti e bassi, con l'aggravante che gli alti non sono mai troppo vistosi e l'attenuante che i bassi non sono mai troppo... bassi. I momenti migliori arrivano quando vengono rispolverate le sempiterne tendenze zeppeliniane che caratterizzano il gruppo, vedasi ad esempio Reign Supreme e Calling Out, che in ogni caso non aggiungono nulla ad una produzione che conta piccole perle come Knights of The Sword, Ishmael e la già citata To The Devil His Due (se non si fosse capito, questa song rasenta il capolavoro). Altri buoni momenti sono rappresentati dalle impennate di vitalità di Victim e del singolo This Planet and Me, fiammelle che si consumano anche troppo velocemente nell'alone di mediocrità delle restanti tracce. La prova della band è tecnicamente indiscutibile (non stiamo certo parlando degli ultimi arrivati), e il nuovo arrivato Andy Abberley alla chitarra ritmica sembra subito ben inserito nel sound della band. Nick Tart, il singer post-reunion, è autore anche questa volta di un'ottima prova e probabilmente la sua voce è più a suo agio su queste sonorità di quanto non possa esserlo quella potente e cristallina del grande Sean Harris. Manca però quella verve che invece abbondava sul disco precedente, quasi ad indicare che nemmeno la band ci crede più di tanto, affidando le sue fortune ad un'ottima produzione, potente e ben calibrata tra gli strumenti.
Insomma, What's in Your Head è un disco che da un punto di vista oggettivo (per quanto valga l'oggettività nella musica) non può in nessuna maniera essere considerato brutto, inconcludente o insufficiente. Dal mio punto di vista invece, quello di un fan deluso, quest'album semplicemente non ci voleva. Avrei preferito un brutto disco in modo da poterlo stroncare nella speranza di un grande ritorno. In questo modo invece i Diamond Head si avviano a concludere la carriera in modo piatto e anonimo, come dire nè carne, nè pesce.
Diamond Head, ma che avete in testa?



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
35.65 su 23 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 17.40.40
3
Deludente se lo si paragona al passato, più che discreto invece in termini oggettivi 73
Mick
Giovedì 27 Settembre 2007, 11.20.54
2
Credo, in pieno disaccordo con te, che l'ultimo dei Diamond sia un prodotto di classe estrema! Vero Hard in stile britannico che nessuno mai riuscirà a eguagliare. Li ho visti dal vivo in Irlanda e posso dirti che sono davvero un grande gruppo. Am I evil? Yes, I am!
Francesco gallina
Mercoledì 26 Settembre 2007, 11.46.17
1
Ho quasi paura ad asoltarlo
INFORMAZIONI
2007
Cargo Records
Hard Rock
Tracklist
1. Skin On Skin
2. I Feel No Pain
3. This Planet And Me
4. Reign Supreme
5. Killing Me
6. Tonight
7. Pray For Me
8. What's In Your Head?
9. Nothing To Lose
10. Calling Out
11. Victim
Line Up
Brian Tatler: Chitarra
Nick Tart: Voce
Karl Wilcox: Batteria
Eddie Mohan: Basso
Andy Abberley: Chitarra
 
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