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Roxy Blue - Roxy Blue
29/08/2019
( 207 letture )

Certe storie musicali non finiscono, anche se sembrano morte e sepolte da decadi. Ne sono l’esempio classico questi 4 americani di Memphis, Tennessee. I Roxy Blue hanno sfiorato la mitologia, con un’aurea aumentata ultimamente: tornano, infatti, con il primo album di materiale originale, dopo ben 27 anni (!!) dal loro magnifico debutto. Quel Want Some? che acquistai nel ‘92, bighellonando per Los Angeles, attratto da una copertina parecchio viziosa, e che ottenne critiche positive e magniloquente consenso dal pubblico. Pareva l’inizio di una nuova “next big thing”, termine usato e abusato dalle etichette yankee nel periodo ottantiano, invece, nonostante la bomba ad altissimo potenziale sganciata in CD, poco o nulla accadde. La band divenne rispettata e amata dai fans, grazie al loro primo passo discografico, assurto a classico della scena hard rock di fine corsa. Eh sì, perché quelli erano i giorni dei primi vagiti del grunge, refolo di vento tramutatosi in tifone, violento e repentino nello spazzare via tutto ciò che era hard music di L.A e dintorni. Insomma, ritrovare il quartetto ancora in vita e scalciante di salute metallica, è un vero miracolo, e la line-up non è stata nemmeno vivisezionata e rivoluzionata. Tutti presenti, Todd Poole (voce), Josh Weil (basso) e Scotty Trammell (batteria) sono stati oggi raggiunti dal nuovo chitarrista Jeffrey Wade Caughron, che ha sostituito il guitar player originale, Sid “Boogie” Fletcher, allontanatosi dal business musicale per una carriera, di successo, nell’odontoiatria. E la musica direte voi, cosa promette? Lo spiega chiaramente il frontman: “I fan dei Roxy Blue possono aspettarsi un nuovo album esplosivo! Penso che il nuovo disco abbia sicuramente un sound diverso rispetto alla versione della band del 1992, ma non irriconoscibile. E’ più heavy, ma ha ancora delle ballate interessanti e un po’ dei primi tempi. Sento che si tratta di un lavoro ben bilanciato”. E allora sotto con l’esame accurato dei solchi.

Si scatta dai blocchi con il singolo Silver Lining che spara subito chitarre serrate, struttura aggressiva e melodie che ricordano troppo i Velvet Revolver, decisamente meglio Rockstar Junkie, corredata di un video in tonalità blu, e con un ritornello meno derivativo, mentre gli strumenti si smazzano un gran lavoro, la voce del singer incide e segna il territorio; bene così. Scream appare come una semiballad nerboruta, le chitarre vanno già di brutto con tono e distorsione, la prova vocale è buona e la batteria picchia il giusto, pezzo riuscito cosiccome la ballad Collide, nella quale Todd canta con grande maturità e tono greve, le armonie appaiono stimolanti, un mix di ruvidezza e sensazioni sognanti rese in musica. Uno slow d’altri tempi, che pesca nelle fantasie degli anni d’oro del hard californiano, ottimo il solo di chitarra del nuovo arrivato. Outta The Blue è metal, l’ascia trincia ogni cosa, la voce filtrata è incazzata a dovere, il riff trapana il granito, ma nulla fa gridare al miracolo. Blinders fuoriesce da una partitura acustica, poi sfocia in una song hard che si dilata in una sorta di suite con tanti cori incrociati: gran bella bordata d’effetto. Til The Well Runs Dry esplode in energia dalle modulazioni quasi noise, vogliamo definirlo new metal come si faceva agli inizi del duemila? Metal 2.0., ma nessuna novità di fatto. Se Human Race segue la falsariga appena illustrata, con Todd Poole che si trova benissimo in questi panni, con la chitarra in prima linea a mitragliare, How Does It Feel è l’ennesimo singolo con clip, efficace steccata hard, il singer imbraccia la seconda guitar, ne esce fuori una buona composizione costellata di coralità eteree che solleticano, da distante, le idee del passato ma in chiave moderna. Una delle tracce più riuscite dell’intero lotto, va detto. What It’s Like deflagra dagli speaker e convince dalla prima nota fino all’inciso melodicamente acido, Overdrive termina il lavoro proponendo una track vigorosa ma che ha richiami solari, nemmeno troppo celati, verso i Foo Fighters, cosa rimarcabile in diversi passaggi dell’intero full lenght. Un CD che viene 27 anni dopo l’esordio, non è facile da mettere in piedi, da cogitare, da esprimere in studio, però la direzione musicale lascia perplesso il sottoscritto. I Foo Fighters, Marylin Manson e il new metal sui generis, esiste da decadi e riscuote ampi consensi, non capisco perchè scimmiottare act di grande successo, soprattutto in questo periodo storico. Questo omonimo disco dei Roxy Blue pecca in questo senso e perde una ghiotta occasione, è certamente un ellepì ben suonato, con vivacità e vigoria, ma manca di personalità e magia, quella mostrata nel lontano 1992.

Una release generica, slegata e priva di pezzi di grande tiro, non esiste una Main Attraction in tutto il timing, per dirla chiaramente. E non è carenza da poco. Da loro, sperando non debba passare un altro quarto di secolo per ascoltare qualcosa di nuovo, mi sarei atteso un hard rock modernizzato, anche con contaminazioni metalliche in grande evidenza, ma con caratteristiche, anche alla lontana, riconducibili alla loro matrice: qui c’è pochissimo o nulla del loro credo musicale dell’epoca. Passano le decadi, le evoluzioni e le influenze fioccano sulla testa, mutando i gusti, ma ritengo che anche i loro seguaci più affezionati, stenteranno nel riconoscere questo prodotto a firma Roxy Blue. 11 pezzi che si meritano un voto oltre la sufficienza, ma Todd Poole e soci possono fare di più, e decisamente molto meglio, soprattutto nella direzionalità del songwriting e nella resa finale che significa anche riconoscibilità. Altrimenti il rischio di perdersi nel calderone diventerà tangibile. Good luck guys, io intanto vado a riascoltarmi il loro immenso, primo lavoro.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
37 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Silver Lining
2. Rockstar Junkie
3. Scream
4. Collide
5. Outta The Blue
6. Blinders
7. Til The Well Runs Dry
8. Human Race
9. How Does It Feel
10. What It’s Like
11. Overdrive
Line Up
Todd Poole (Voce)
Jeffrey Wade Caughron (Chitarre)
Josh Weil (Basso)
Scotty Trammell (Batteria)
 
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