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SednA - The Man Behind the Sun
30/08/2019
( 823 letture )
L’universo e i misteri che esso cela sono da sempre stati uno dei temi più esplorati nell’ambito della musica estrema, nel black metal soprattutto. C’è chi lo spazio lo piega, lo distorce, lo manipola a proprio piacimento come i Darkspace, c’è invece chi lo osserva in lontananza e lo dipinge con delicatezza, come i Midnight Odyssey. La proposta dei SednA si trova esattamente a metà tra questi due opposti, con incursioni nel post metal di band come Amenra e Rosetta e qualche richiamo alla musica cosmica dei Tangerine Dream. Gli emiliani infatti, dopo un primo full-length omonimo datato 2014 ispirato in gran parte al cascadian di scuola Wolves in the Throne Room, con il successivo Eterno (2016) danno vita un'opera ricca di personalità fondata sulla dicotomia sopra descritta. Se da una parte Eterno aveva raccolto una discreta schiera di ammiratori, dall'altra però era rimasta l'idea che qualche dettaglio fosse ancora da perfezionare e che i nostri avrebbero potuto osare un po' di più.

E manco a dirlo, con The Man Behind the Sun i SednA si auto-impongono una sfida tra le più ardue: l'album monotraccia. Siamo di fronte a trentatré minuti di viaggio interstellare tra black metal, post metal, post rock, doom, drone e quant'altro la vostre orecchie riescano a cogliere.
Appena premuto il tasto play, ci accoglie un riverbero di chitarra distorta in lontananza che dopo circa un minuto sfocia in una progressione di batteria dal sapore tribale, per poi esplodere in un assalto furioso in cui si presentano tutti gli stilemi del black metal più classico: i blast beat chirurgici sono sapientemente confinati in un mondo a parte affinché non coprano le melodie di chitarra, mentre lo screaming di Alex Crisafulli ci investe per la prima volta. Tutto ciò però si spegne in fretta, come una supernova che esplode lasciando solo detriti dietro di sè, e ritorna -solo in apparenza- la pace: una batteria cadenzata sorregge la chitarra che fa timidamente capolino prima del ritorno dietro il microfono di Crisafulli, le cui urla disperate squarciano l'atmosfera sognante che si è venuta a creare. Sono passati solo sette-otto minuti, ed è più che sufficiente per iniziare ad avere un'idea sommaria di come l'opera andrà a proseguire; la batteria di Luca Tebaldi è senza dubbio uno degli elementi chiave di The Man Behind the Sun: mai invasiva ma sempre presente, dona ai trentatré minuti dell'album grande varietà, e fa in modo che l'ascoltatore non si annoi mai. Non a caso l'unica parte sottotono del disco è collocata all'incirca tra i quindici e i venti minuti, sezione in cui i SednA si tuffano un po' troppo in profondità negli abissi del post rock di stampo elettronico, lasciando gli altri strumenti in disparte. La quiete venutasi a creare viene infranta da una distorsione di stampo drone e subito dopo ci troviamo nell’occhio della tempesta: un riff di chitarra ciclico, accompagnato da un ritmo di batteria sostenuto, mette a dura prova le nostre capacità sensoriali. Lentamente gli strumenti si placano e appaiono per la prima volta le clean vocals, dapprima sincere e strozzate, successivamente asettiche e raggelanti. Ci stiamo avviando solennemente verso il crescendo finale, le tastiere si fanno protagoniste mentre ritornano le vocals urlate: sembra che tutto sia finito, ma c'è ancora tempo per un'ultimo assalto, forse il più violento e caotico dell'intero lavoro.

The Man Behind the Sun è il disco della conferma  le potenzialità dei SednA: tutto è curato in ogni dettaglio e l'insieme funziona dannatamente bene. Possiamo partire dalla produzione, impastata al punto giusto affinché la melodia sia presente ma non passi in secondo piano rispetto alle incursioni noise, per poi passare allo stile chiaro, definito e personale che richiama band come Darkspace, Sun of the Blind, Deathspell Omega, Rosetta e Amenra senza arrivare ad esserne la copia spudorata. I SednA sono sospesi tra il bianco e il nero, e sono in grado di sfruttare a loro vantaggio ogni gradazione di grigio per dar vita a un opera variegata e tentacolare che avvolge l'ascoltatore (inevitabile il riferimento alla copertina a cura di Samuele Innocenti) e lo lascia pieno di domande, voglioso di intraprendere nuovamente il viaggio per cercare di capirne di più.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
72.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Spikerot Records
Black
Tracklist
1. The Man Behind the Sun
Line Up
Alex Crisafulli (Voce, Chitarra)
Fabion Dautaj (Chitarra)
Manuel Zanotti (Basso, Voce)
Luca Tebaldi (Batteria)

Musicisti Ospiti:

Benjamin Guerry (Voce)
Lorenzo Stecconi (Chitarra, Tastiere)
 
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