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Monstrosity - In Dark Purity
31/08/2019
( 563 letture )
Sottostimato e semi-sconosciuto, In Dark Purity risulta essere un album pazzesco. Che non sia stato pienamente capito al momento della sua uscita - al termine dei pazzi anni Novanta - è ormai un dato di fatto. Un motivo in più per riscoprirlo oggi, a due decadi di distanza.

Originari della Florida, e dai connazionali Morbid Angel ispirati, i Monstrosity registrano In Dark Purity con un significativo cambio di line up: alla voce non troviamo più il blasonato George Fisher, che ha avuto modo di accompagnare il quartetto fino al precedente Millennium, prima di dedicarsi a trecentosessanta gradi alla formazione che, più di ogni altra, lo renderà famoso in tutto il mondo. La sostituzione del cantante - operazione fatale per molte formazioni - non ha in questo caso scalfito nemmeno in parte la solenne brutalità dei Nostri. Anzi, la prova vocale di Jason Avery sembra fare immediatamente confidenza con i mid-tempo tipici di questo stile "mostruoso", per l’appunto.

Il punto di forza maggiore dell’album è dato dalla cura per i dettagli, che donano originalità ai vari cliché di un genere da lungo tempo consolidato in canoni specifici assai riconoscibili. Entrando nello specifico, appaiono degne di lode le numerose parti soliste dell’axeman Jason Morgan il cui sound, tagliente e ricco di riverbero, dona alle stesse un’aura sinistra difficilmente replicabile. L’abile uso degli effetti raggiunge il suo apice all’interno della trascinante The Angels Venom, il cui riff principale incanta l’ascoltatore anche se, volendo affermare il vero, alla lunga rischia di essere un tantino ripetitivo. In seconda analisi, gli strumenti a corda trovano una perfetta sintonia proprio all’interno dei riff densi e pregnanti che aprono le canzoni. Per non parlare del growl di Avery, sempre grottesco e potentissimo.
Ben giocato su una doppia chiusura, l’album sembra terminare in un primo momento con la strumentale The Pillars of Drear, per poi arrivare a giocarsi l’asso vincente: Angel of Death. Cover che spiazza l’ascoltatore in maniera irreversibile, vista la sua potenza espressiva: questa rilettura in chiave death del grande classico degli Slayer dimostra di essere fin dal primo momento un esperimento particolarmente riuscito.

In Dark Purity è un lavoro da rispolverare ma soprattutto da riscoprire, puntando contro un simile lavoro tutta la luce che merita. Sempre ammesso che sia lecito parlar di luce…



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
88 su 6 voti [ VOTA]
thrasher
Mercoledì 4 Settembre 2019, 21.54.27
10
Anche il successivo non ancora recensito "rise to power" è molto bello... Questo è perfetto
pink christ
Mercoledì 4 Settembre 2019, 14.31.55
9
Per me è un capolavoro
Legalisedrugsandmurder
Martedì 3 Settembre 2019, 16.27.10
8
Death Metal di classe, anche se non hanno mai raggiunto le vendite dei classici del genere (... e Imperial Doom lo sarebbe senza dubbio).
Aceshigh
Martedì 3 Settembre 2019, 15.13.42
7
Grande album... come sempre quando si parla dei Monstrosity, che per me non ne hanno sbagliato uno, da Imperial Doom fino all’ultimo. Grande prova di Jason Avery che non fa rimpiangere per niente Fisher e notevoli alcuni passi chitarristici. Curiosità: la metà dei pezzi vedono come co-autore Jay Fernandez, chitarrista dei Brutality del bellissimo Screams of Anguish, anche quello grande album death metal con un pizzico di ricerca melodica.
duke
Domenica 1 Settembre 2019, 8.13.09
6
...quando si parla dei monstrosity.....si parla di uno dei migliori gruppi in circolazione...i loro dischi sono garanzia di qualita'......e poi c'e' pure la loro versione di angel of Death degli slayer......grandiosi
lisablack
Domenica 1 Settembre 2019, 7.24.46
5
Gran bel rispolvero questo😃, ci voleva proprio, album strepitoso capolavoro quasi da 100
gioppino
Domenica 1 Settembre 2019, 0.02.17
4
immenso
LAMBRUSCORE
Sabato 31 Agosto 2019, 13.43.01
3
Comprato all'epoca, grande album , non mi ha mai stancato. per me è da 90.
thrasher
Sabato 31 Agosto 2019, 11.14.21
2
A mio avviso il capolavoro dei monstrosity. 13 canzoni pazzesche, dove la personalità del nuovo chitarrista entrato in formazione e presente putroppo solamente nel successivo, dà alla band una marcia in più discostandosi dallo standard proposto di altri gruppi dello stesso genere. Tendenzialmente Death metal Nell approccio ma dotato di una forte ricerca melodica nelle composizioni ed a tratti con qualche influenza thrash (ad esempio perpetual war). Lo trovo un album più che completo sia nella bellezza delle canzoni, dalla produzione e dalla varietà che Quest uscita offre all ascoltatore. Non mi trovo d'accordo con il recensore nel dire che non fu accolto e pienamente capito al momento della sua uscita. Ricordo chiaramente al tempo che era di difficile reperibilità perché la loro etichetta la conquest record non li distribuì in modo adeguato. Rimane un album da100 ed un classico al pari dei grandi nomi del genere
Pacino
Sabato 31 Agosto 2019, 10.32.57
1
Semicapolavoro, ovviamente, sono i Monstrosity! Voto 90.
INFORMAZIONI
1999
Olympic Recordings
Death
Tracklist
1. The Hunt
2. Destroying Divinity
3. Shapeless Domination
4. The Angels Venom
5. All Souls Consumed
6. Dust to Dust
7. Suffering to the Conquered
8. The Eye of Judgement
9. Perpetual War
10. Embraced by Apathy
11. Hymns of Tragedy
12. In Dark Purity
13. The Pillars of Drear
14. Angel of Death
Line Up
Jason Avery (Voce)
Jason Morgan (Chitarra)
Kelly Conlon (Basso)
Lee Harrison (Batteria)
 
RECENSIONI
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