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Sunn O))) - Oracle
( 10028 letture )
Molto tempo è passato da quando mi imbattei in quella donna. Catturò la mia attenzione con armi che ancora non comprendo e che Ella stessa tutt’ora disconosce: di una bellezza astratta, diventò il cardine immaginario di un mondo artefatto, apparente e, soprattutto, solo mio. Attraverso i misteriosi, prolungati silenzi era tutto ed il contrario di tutto: la sua presenza creava una sorta di caos “ordinato” nei miei sentimenti che divincolavano, in pochi sfuggenti attimi, dalla gioia al dolore, dall’abnegazione all’insofferenza. Divenni un visionario alla ricerca di una “compagnia solitaria”. Allo stesso modo, da dieci giorni o poco più, cerco spiegazioni per la mia insaziabile voracità nei confronti di Oracle, il nuovo EP dei Sunn O))). Oggi come allora percepisco, senza poterli decifrare, una serie di “legami deboli” che fanno da ponte chimico tra il soggetto e le mie secrezioni ormonali; oggi come allora il processo causa-effetto indotto nel corpo si manifesta in un coinvolgimento molto più che epidermico: così profondo, così intenso da trasmettere tanto alla carne, quanto all’intelletto, una vera e propria sensazione di benessere ed appagamento. È corretto precisare, per chi non si fosse mai imbattuto nei Sunn O))) (e nemmeno in Ella), che trattasi di una proposta davvero molto particolare e difficilmente accettabile dalla maggioranza: una fitta amalgama di risonanze e distorsioni generate da basso e chitarra alla cui difficoltà interpretativa contribuisce la quasi totale assenza di percussioni (per quanto si possa comunemente intendere) e di vocals; queste ultime, quando distinguibili, si articolano su chorus ripetitivi performati con l’utilizzo di timbriche intenzionalmente monotòne. Gli estimatori etichettano il prodotto come drone, nicchia più estrema del doom, i detrattori invece si limitano a considerarlo semplice rumore: la verità (se mai ne può esistere una) è che il risultato della sperimentazione di Oracle appare molto più “organizzato” di quanto lo siano state esperienze passate quali White (1 e 2) e The Flight Of The Behemoth.

Due brani inediti per poco meno di 35 minuti ed un bonus CD mono-traccia (nelle 1.000 copie dell’edizione limitata) contenente, per l’ascolto d’un fiato, tre quarti d’ora di prestazione live. I nostalgici del vinile (eccomi) saranno contenti di sapere che è stata commercializzata anche una versione LP di straordinaria bellezza. Si segnala, oltre all’insuperabile art-work, la partecipazione dell’ottimo Attila Csihar (Mayhem) come session-man.
Belurol Pusztit parte in punta di piedi (tanto da farmi dubitare l’azionamento del tasto play) e prosegue per primi 5 minuti con un sussurro vocale ricamato su di una base strumentale (?) estremamente rarefatta. L’assuefazione ambient-style è interrotta solo dal battito insistente di un martello pneumatico che libera sonorità industriali ed un particolare “stridere” di natura inumana. A seguire un crescendo di lamenti, sussulti e singhiozzi. Intorno all’11-esimo minuto ecco comparire le percussioni (più piatti che pelli) ad intensificare l’insana atmosfera, prima di concludere in un evidente clima di dissennata tranquillità.
Una scossa, seppur di basso voltaggio, si libera con l’iniziale “schitarrata” di Orakulum: poca roba per un metallaro, ossigeno per chi si è deliberatamente sottoposto alla soffocante tortura inflitta dai Sunn O))). La tensione si abbassa ben presto con il comparire dell’immancabile nenia di Csihar che, ora più ripetitiva che mai, accompagna ciò che rimane (ancora parecchio) del brano.

Se vi sentite abbastanza masochisti da scegliere la versione limitata doppio disco, dovrete a questo punto rassegnarvi: non si è neanche a metà dell’opera! Helio)))sophist, collage di estratti dal tour 2005, fornisce una panoramica sufficientemente esaustiva (che peraltro faticherete a distinguere) del mondo Sunn O))) fatto di supplizi carnali, aberrazioni sonore ed una buona dose di scetticismo auditivo.
L’inquietante concezione estetica della band americana si forgia sotto la buona stella del solito Stephen O'Malley (Khanate, Thorr's Hammer, Burning Witch), artista poliedrico ed anticonvenzionale il quale, pur scegliendo senza indugio la strada più ripida, torna, contro ogni previsione, a fare centro nei miei sensi.
Ma oggi come allora so di non avere speranza: il fuoco si spegnerà ben presto per manifesta incompatibilità tra il combustibile ed il comburente, lasciandomi nella memoria solo un lontano, inconsistente ricordo. Consegno dunque, sin da ora, l’amato Oracle nelle mani di ben più raffinati interlocutori capaci, contrariamente al sottoscritto, di coglierne il presunto, sofisticato, eterno valore.
Proprio come fu, anni or sono, con Ella.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
38.20 su 24 voti [ VOTA]
Ella
Lunedì 31 Dicembre 2007, 0.34.39
7
grazie....
Mimi
Domenica 30 Settembre 2007, 18.46.02
6
Beh mi fai sognare!!!!
Giasse
Sabato 29 Settembre 2007, 23.27.27
5
Grazie mille, cortese valentina!
valentina
Sabato 29 Settembre 2007, 23.15.00
4
Che bella scrittura! Complimenti.
Giasse
Sabato 29 Settembre 2007, 13.21.02
3
Sempre troppo buono il direttore!
Thomas
Sabato 29 Settembre 2007, 11.33.15
2
Bellissima, complimenti
Francesco Gallina
Venerdì 28 Settembre 2007, 11.01.13
1
Divorato dalla curiosità.
INFORMAZIONI
2007
Southern Lord
Drone Doom
Tracklist
1. BELÜROL PUSZTÍT
2. ORAKULUM
3. HELIO)))SOPHIST
Line Up
Greg Anderson - Guitars, Bass
Stephen O'Malley - Guitars, Bass
Attila Csihar (Session) - Vocals
 
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