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Atomic Rooster - In Hearing of Atomic Rooster
07/09/2019
( 302 letture )
La band tormentata di un leader tormentato. Parliamo naturalmente degli Atomic Rooster e di Vincent Crane, talentuoso organista che grazie alle sue qualità tecniche, cementate in anni di studi tra boogie woogie e musica classica e all’inconfondibile stile, che coniugava progressive, hard rock e una vena gotica e oscura, è stato a lungo un punto di riferimento dell’intera scena inglese e continentale, raccogliendo consensi ed estimatori “nobili”; primo di tutti, Ritchie Blackmore, che mai nasconderà la sua stima nei suoi confronti. Purtroppo, i problemi psicologici e l’instabilità personale, causati dal bipolarismo, mineranno la sua carriera in maniera definitiva e altrettanto faranno con i suoi Atomic Rooster, tra continui cambiamenti di line up, improvvise virate artistiche, litigate e silenzi, tour maledetti e fughe con la cassa, in un saliscendi qualitativo ed emotivo continuo che, dagli iniziali successi, porteranno nel breve volgere di qualche anno il gruppo al quasi anonimato. Crane stesso porterà avanti la sua carriera in modo disordinato e convulso, tra collaborazioni e vita da session man, riportando la sua creatura in vita più volte, spesso anche senza alcuna continuità o testimonianza su disco, per poi incontrare una morte prematura, causata da una volontaria overdose di farmaci, all’età di quarantacinque anni, il 14 febbraio 1989.
Riavvolgiamo il nastro e torniamo all’inizio degli anni Settanta, quando gli Atomic Rooster sono sulla cresta dell’onda, dopo la pubblicazione dell’omonimo debutto e, soprattutto, del capolavoro Death Walks Behind You, entrambi datati 1970. Il singolo Tomorrow Night va forte in Inghilterra e finalmente l’album viene stampato anche negli States, facendo di Death Walks Behind You il disco di maggior successo della band e uno dei primevi esempi di fusione tra hard rock e progressive rock. La band inizia quindi a lavorare al successore e rilascia dopo poco il singolo Devil’s Answer, scritto dal chitarrista John Du Cann, vero artefice non riconosciuto della svolta hard del gruppo e songwriter di primo livello, assieme a Crane. Il pezzo arriverà al quarto posto in classifica, divenendo il maggior successo della band. Qualcosa, però, a questo punto si rompe: a registrazioni praticamente ultimate, Du Cann e Paul Hammond lasciano la band, mentre viene ufficializzato l’arrivo del cantante Pete French. Se la decisione dei due fu loro o furono invece convinti ad andarsene, resta dibattuto. La versione più accreditata è che il divorzio sia stato causato dalla decisione di Vincent Crane di abbandonare l’hard rock/progressive oscuro del disco precedente, spostandosi verso venature soul e funky. Cosa che in effetti avverrà, in seguito. Il disco viene così terminato da Crane, che compone la maggior parte dei brani (a differenza di quanto successo sull’album precedente), avvalendosi dell’aiuto della moglie Pat Darnell. Addirittura, pare che Crane abbia tolto dal mixaggio finale alcune delle parti di chitarra di Du Cann, sostituendole con piano e organo o abbassando il volume nel mix finale. Un fatto questo evidente all’ascolto e che ha senz’altro ridotto il potenziale di quello che resta comunque un grande e dimenticato album.

L’opener Breakthrough è un grandissimo pezzo hard rock, nel quale Pete French mette in luce tutte le sue qualità di vocalist e dimostra che la scelta di portarlo in formazione fu tutt’altro che peregrina. Qua si sente davvero e bene come le parti di Du Cann siano state eliminate, dando grossa evidenza piuttosto al lavoro di Crane al piano e all’organo e l’ascolto delle versioni dal vivo del brano non fanno che confermarlo. Il risultato è comunque ottimo, ma inevitabilmente diverso. Stessa cosa può dirsi della seguente Break the Ice, scritta da Du Cann e nella quale la chitarra è praticamente inudibile, scavalcata dal basso e dall’organo. Bella la vena quasi funk del pezzo, con una tensione enorme nel break centrale e la ruvida quanto ottima vocalità di French ancora in evidenza. Decision/Indecision è una dolce quanto riuscita ballata, condotta dal piano e dotata di una bella melodia, con un tocco generale che rivela non solo la statura assoluta e la sensabilità di Crane come musicista, ma anche la sua modernità e la perfetta fusione tra hard e prog. Base invece più vicina al jazz e al boogie per la curiosa e vibrante strumentale A Spoonful of Bromide.., nella quale fa finalmente capolino anche la chitarra. Su Black Snake si fa ritorno alle inquietanti sonorità di Death Walks Behind You, in particolare nell’assolo di Crane, ma tutto sommato qua il tono è più soffuso e quasi soul; non fosse appunto per il valore aggiunto dell’operato dell’organista, difficilmente il brano apparirebbe meritevole di citazione. Più vicino al tipico approccio hard rock invece Head in the Sky, con un gran lavoro di Hammond alla batteria e la chitarra di Du Cann che torna a farsi sentire copiosamente in fase solistica, così come nella successiva The Rock, nella quale riemergono le influenze soul, con tanto di arrangiamento di fiati. Un richiamo questo che troverà piena espressione nel proseguo della carriera della band. Nel caso specifico di The Rock, comunque, il contributo dei fiati poco contribuisce a tirar su le sorti di un brano che sembra più un’improvvisazione attorno ad un giro, che una canzone vera e propria. Chiude The Price, nella quale French torna a ruggire attorno ad un riff di Crane, che lascia spazio alle doppiature di chitarra, mentre sempre encomiabile il lavoro di Hammond, col suo stile impetuoso e variegato. Curiosamente, il singolo Devil’s Answer non sarà contenuto nella stampa del disco e troverà posto solo nelle successive ristampe. Altra scelta peculiare, visto il suo successo.

In Hearing of è un album dalle due facce: da un lato le questioni tra i componenti di quella che a buon titolo sarebbe dovuta passare alla storia come la line up classica degli Atomic Rooster, ci rendono un lavoro finale che palesemente snatura le composizioni, eliminando quasi in toto l’apporto di John Du Cann. Una scelta che diminuisce inevitabilmente il risultato complessivo finale, pur a fronte di un grandissimo lavoro di Vincent Crane; dall’altro lato, l’ingresso di Pete French sembrava invece portare a casa il tassello finale di quella che avrebbe potuto essere l’inizio della grande epopea della band. L’album di per sé non è affatto male, anzi, acquisendo ulteriori sfumature e aprendosi ad un sound più variopinto e ricco di influenze “americane”, avrebbe potuto lanciare la corsa verso gli States appunto e quindi il successo definitivo, come ben testimoniato dalla storia dei Led Zeppelin. Al di là di un paio di tracce sottotono, al contrario, presenta alcune composizioni di alto livello e capaci di ben figurare anche in anni di enorme fermento come i primi Settanta. Il successo di Devil’s Answer aprirà anche la strada per un riconoscimento in classifica, nella quale infatti In Hearing Of raggiungerà la sedicesima posizione. Sarà però l’ultimo posizionamento alto per il gruppo che vedrà la line up interamente rivoluzionata, con l’uscita di French a favore di Chris Farlowe (grandissimo singer, in ogni caso), il quale accompagnerà la definitiva svolta verso il soul/funky già approcciato qui da Crane, a partire dal successivo Made in England. In Hearing Of diventa quindi l’ultima testimonianza di questa line up, anche se, curiosamente, i quattro musicisti raffigurati nel disegno interno di copertina di fatto non hanno mai suonato assieme. L’album è, se vogliamo, un disco di transizione e tale è stato considerato a lungo, finendo sostanzialmente per essere dimenticato, come dimenticati sono gli stessi Atomic Rooster e il loro leader Vincent Crane. Un destino davvero immeritato, in tutti i casi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
61.66 su 3 voti [ VOTA]
Masterburner
Sabato 7 Settembre 2019, 13.34.01
1
Ah mitico, Peter French uno dei cantanti più espressivi di sempre, riesce a trasformare alcuni di questi brani in veri e propri classici.
INFORMAZIONI
1971
Pegasus / Elektra Records
Hard Rock
Tracklist
1. Breakthrough
2. Break the Ice
3. Decision/Indecision
4. A Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down
5. Black Snake
6. Head in the Sky
7. The Rock
8. The Price
Line Up
Pete French (Voce su tracce 1, 2, 3, 6, 8)
John Du Cann (Chitarra)
Vincent Crane (Organo Hammond, Piano, Voce su tracce 5, 8)
Paul Hammond (Batteria, Percussioni)
 
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