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Aeternus - ...and So the Night Became
07/09/2019
( 651 letture )
Gli Aeternus sono una band spesso rimasta un po’ in secondo piano nel mare magnum delle uscite black metal scandinave degli anni ’90. Eppure, senza dubbio i loro primi lavori, con tutta probabilità i migliori della loro discografia, hanno conservato uno status di dischi cult tra gli appassionati di black metal norvegese e non solo.
…and So the Night Became è forse considerato all’unanimità l’apice compositivo del combo allora costituito da tre personaggi non esattamente nuovi negli ambienti norvegesi e la line-up non aveva subito modifiche rispetto al già ottimo Beyond the Wandering Moon: il mastermind Ares, all’epoca anche bassista dei Gorgoroth era affiancato dai fidati Vrolok e Morrigan, che lo stesso anno di uscita di …and So the Night Became, siamo nel 1998, collaboreranno rispettivamente a dischi del calibro di Destroyer… dei Gorgoroth e Soulblight degli Obtained Enslavement.

…and So the Night Became presenta alcune migliorie rispetto al precedente disco, con cui spesso è nato un paragone quasi immediato per una questione di affinità di stile rispetto ai lavori successivi della band, ma per alcuni tratti semplicemente se ne discosta. Il sound innanzitutto si fa più pulito e potente, nonostante la fedeltà ai leggendari Grieghallen Studios in sede di registrazione, probabilmente anche per supportare un mood più epico e altisonante delle composizioni, e incorpora in maniera un po’ più evidente quelle influenze death che poi diventeranno predominanti già dal successivo Shadows of Old. Questo si ripercuote ovviamente, oltre che sul riffing, sulle ritmiche, meno tendenti al blast beat ed invece ricche di mid e up tempos carichi di doppia cassa. Inoltre, l’ospite K. Nordeide non si cimenta più solo con l’arpa celtica come sull’esordio, ma esplora una vasta gamma di strumenti tradizionali ed antichi, a corde e a fiato, tra cui lira, liuto, ghironda, crotta e un particolare tipo di cornamusa: il tutto arricchisce, ingentilisce e si fonde alla perfezione con le parti meramente metal, dando un tocco assolutamente ancestrale al disco.
Il lunghissimo ed epico intro di There’s No Wine Like Crimson’s Blood, molto suggestivo ed interamente giocato sulle tastiere di Morrigan è un preludio all’assalto della canzone vera e propria, sanguinosa e memorabile nel riffing, inarrestabile nel suo incedere nonostante raramente raggiunga tempi molto elevati: un malvagio inno al dio greco della guerra Ares che però è solo l’inizio di un vero e proprio massacro. Tra As I March e Blodsverging, due pezzi monolitici arricchiti da improvvise quanto brevi accelerazioni, si interpone Warrior of the Crescent Moon, altra canzone che dopo l’incipit delicato si mostra nella sua vera natura, lenta e inesorabile, con le tastiere a creare quell’aura di misticismo che ben si addice alla composizione. When the Crow’s Shadow Falls si dipana in otto minuti di vera epicità, mentre la bellissima title track, bellicosa e dalle ritmiche indemoniate, è la colonna sonora per gli eserciti della notte che, sorgendo dalle profondità infernali, hanno la meglio sulla luce.

As we crawl up and out
Of our cold earth with blood
On our hands and faces
We greet our brothers
With horned wings and cold minds
The dwelling and feeding
It is complete
Now we rise


Ild Dans, oltre a presentare i sempre ottimi contrasti tra parti acustiche ed elettriche, giova, così come la già citata Blodsverging delle vocals aggiuntive di niente meno che Janto Garmanslund dei mitici Hades (Almighty), che grazie ad un perfetto tono pulito, sono cariche di evocatività e magniloquenza.
A chiudere il tutto la stupenda strumentale Fyrndeheimen: l’atmosfera anticheggiante, quasi medievale, evocata da questo brano non è certamente una novità negli ambienti black metal, ma è resa con una delicatezza, nonché con una ricercatezza davvero non comuni. La sensazione di essere trasportati indietro nel tempo, ascoltando questo pezzo ad occhi chiusi, è semplicemente speciale.

La qualità oggettiva di …and So the Night Became è innegabile: un disco di oltre un’ora di durata, con pezzi di durate ugualmente impegnative che oscillano tra i 6 e i 13 minuti, carico però di idee, riff, melodie, supportate da un sound più pieno e meno zanzaroso rispetto al passato, cattivo ed elegante allo stesso tempo, ottimamente scritto ed assemblato, che non può rimanere indifferente agli apparati acustici degli appassionati. Se ancora non lo conoscete, rimediate. Non ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
67.5 su 2 voti [ VOTA]
gennaro
Lunedì 9 Settembre 2019, 0.11.04
2
@doommale molto bello anche il primo, poi ti do ragione, non hanno fatto granchè
Doomale
Sabato 7 Settembre 2019, 13.33.03
1
Gioiellino, probabilmente il loro migliore. Dopo forse si sono incaponiti troppo.
INFORMAZIONI
1998
Karmageddon Media
Black
Tracklist
1. There's No Wine Like the Blood's Crimson
2. As I March
3. Warrior of the Crescent Moon
4. Blodsverging
5. When the Crow's Shadow Falls
6. Ild Dans
7. ...And So the Night Became
8. Fyrndeheimen
Line Up
Ares (Voce, Chitarra, Percussioni su traccia 8)
Morrigan (Basso, Tastiere, Piano)
Vrolok (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Janto (Voce addizionale su tracce 4, 6)
K. Nordeide (Liuto, Vielle à roue, Clàrsach, Faluto Crewth, Lira, Chitarra, Dronepipes, Piano, Percussioni)
Torquemada (Percussioni, Batteria addizionale)
 
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