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Turilli / Lione Rhapsody - Zero Gravity (Rebirth And Evolution)
10/09/2019
( 2649 letture )
Lavoro tra i più attesi degli ultimi tempi per gli appassionati di un certo settore, Zero Gravity (Rebirth And Evolution) si propone non tanto di rinverdire un approccio musicale che già tante soddisfazioni ha dato ai diretti interessati in passato, ma di dargli una forma più matura e progredita. Distaccandosi dal passato più di quanto appare in superficie. In questo senso, il concetto di Rebirth and Evolution calza perfettamente a questo album firmato per ragioni di marketing e non per scelta degli interessati, col moniker Turilli / Lione Rhapsody. Tralasciando volutamente ogni riferimento ad un passato che per il suo sviluppo avrebbe bisogno di varie puntate per essere compiutamente descritto e che poco avrebbe da aggiungere al discorso critico (sintetizzando all’estremo: abbiamo tecnicamente a che fare con una versione dei Rhapsody che oltre ai due attori principali schiera la formazione Leurquin, Guers, Holzwarth) quello che va indicato con chiarezza è come Zero Gravity sia un lavoro perfettamente in focus con le premesse.

Basato sull’esperienza e su un doppio trademark affidabile e riconoscibile costituito dalle tipiche composizioni, arrangiamenti ed esecuzioni di Turilli, ma fatte evolvere da un afflato più universale rispetto sia alla musica che alla filosofia con cui rapportarsi alla stessa e sulla vocalità sempre più matura di Lione, Zero Gravity (Rebirth And Evolution) è un prodotto estremamente stratificato e complesso. Nonostante la scorrevolezza di molti passaggi ed il non eccessivo "ingombro" di quelli più solenni e sinfonici, l’album necessita di grande attenzione per essere valutato nelle sue moltissime sfumature e per il grande lavoro svolto in sede di produzione e registrazione. Introdotto da un pezzo come Phoenix Rising che mostra in nuce la varie sfaccettature dell’album - dal sinfonico all’epico, dall’heavy alle colonne sonore per il cinema e qualche tocco sapiente di elettronica e prog (anche qui sintetizzo) - Zero Gravity prosegue poi con D.N.A. (Demon And Angel) cui partecipa Elize Ryd degli Amaranthe. La ricerca di linee vocali gioiose e distaccate da terra, di trovare composizioni che diano un senso di ascensione verso l’alto che sarà accentuata più in là da richiami gregoriani, comincia subito a comunicare veramente il mood del CD. Eccellente, come in ogni pezzo, il lavoro di equilibrio tra melodie vocali principali, controcanti e parti corali. L’eterogeneo sapore operistico e teatrale frammisto ad un approccio cinematografico e letterario viene fuori bene da Zero Gravity, con quel senso di assenza di gravità – appunto – che gioca coi passaggi più tipicamente Heavy e si mischia con una certa tradizione italiana, a prescindere dall’inserimento di alcuni passaggi orientaleggianti che emergeranno anche altrove. La radice nazionale del disco, comunque, si manifesta chiara attraverso tutto lo svolgersi della scaletta. Elettronica più presente in First Radio Burst, uno degli episodi più moderni in senso lato di Zero Gravity. Un brano in un certo senso manifesto dell’evoluzione in corso e certamente riuscito nel suo complesso, ma non il vertice del disco, che deve ancora arrivare. Ancora ricerca di verticalità con Decoding The Multiverse, altra canzone di impostazione neoclassica in cui vengono fuori alcune citazioni dei Queen che saranno decisamente più palesi altrove ed assolutamente entusiasmante dal punto di vista produttivo. Il roboante passaggio corale di Origins introduce la seconda parte dell’album, che è anche la più ricercata. Multidimensional è un altro godibilissimo ibrido fra tradizione sinfonica, tocchi Prog, Heavy aggressivo e l’ormai consueto ritornello arioso. Canzone che volteggia in alta quota come molte altre, ma senza mai perdere il contatto visivo con il terreno. Parentesi del tutto classica con Amata Immortale. Pianoforte, citazione di Beethoven, voce maschile con intenso cantato in italiano stile Bocelli, voce femminile, archi, cori maestosi; tutto molto cinematografico. La seguente I Am vede la partecipazione di Mark Basile dei DGM (nella produzione è coinvolto anche Simone Mularoni). Un tocco Goblin in apertura e poi un brano che è un po’ il miglior riassunto del disco, ma che poco oltre la metà introduce un espresso omaggio ai migliori Queen "rapsodici", per poi tornare sulla propria strada. Si chiude con la bonus track Arcanum (Da Vinci’s Enigma), davvero bella. Introduzione gregoriana ed ancora vicina ai Goblin, maestosità forse più da musical faraonico che da film, ma sicuramente eccellente lo svolgersi di un pezzo favorito anche dall’uso dell’italiano, perfetto per queste atmosfere fortemente operistiche. Da seguire anche il testo in sé, tra richiami all’evoluzione ed alla trascendenza tramite l’arte. Presente anche una versione con un ulteriore brano intitolato Oceano con Sascha Paeth e Arne Wiegand.

Album estremamente denso e lavorato in profondità in ogni suo aspetto, Zero Gravity (Rebirth And Evolution) è un prodotto che necessita di tempo, attenzione e voglia di scoprirlo attraverso un congruo numero di ascolti per essere compiutamente valutato. A partire dalla voglia della band di distaccarsi dai canoni precedenti pur mantenendo uno sguardo verso il passato, ma inserendo vari altri parametri nella musica proposta a renderla molto diversa, proseguendo con l’ascolto possibilmente attraverso un impianto audio in grado di comunicarne i raffinati contenuti produttivi. Non solo e non tanto nel senso metal della questione. Il concetto di Rebirth and Evolution", che tanto sembrava stare a cuore ai due artisti che battezzano il progetto, al di là delle imposizioni del mercato che hanno reso necessaria la presenza del riferimento al vecchio moniker, è stato non solo rispettato, ma esaltato al di là di quanto i primi ascolti potrebbero comunicare. Molto più moderno di quanto appaia, contenente vari e importanti riferimenti etnici indiani, tibetani e persiani ed una quasi totale assenza di passaggi con suoni stile giocattolo Mattel che non si attaglierebbero per nulla alla svolta. Estremamente più maturo nelle liriche; raffinato; aperto; suonato, cantato e prodotto in maniera eccellente (realmente "vinicola" la prestazione di Lione, il quale invecchiando migliora se posto nelle condizioni di farlo, come in questo caso), Zero Gravity è un’opera Rock con citazioni verdiane da grande allestimento a Broadway da cui trarre poi – e solo poi- un film. Un disco che segna realmente un nuovo, ottimo inizio.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
70.08 su 34 voti [ VOTA]
Figalord
Martedì 17 Settembre 2019, 10.40.45
33
Ascoltato un sacco di volte, che dire... una palla mortale... siamo sulla linea di Prometeus... ma meno esasperato, e reso più vario grazie alla voce di Lione.. personalmente non trovo neanche tutta questa innovazione... Lasciamo perdere il nome della band... voto 50.
Master
Sabato 14 Settembre 2019, 9.16.37
32
Premetto che gli ho dato ancora pochi ascolti, però al momento mi sembra un album molto piacevole. Inizialmente, ad un primo ascolto su Youtube, l'avevo un po' messo da parte pe lar scarsità di novità da Prometheus. In effetti confermo che di novità rispetto a Prometheus ci sono solo un paio di intermezzi alla Queen, pure molto belli, ma le coordinate stilistiche secondo me rimangono quelle; peccato quindi non abbiano continuato con il monicker LT's Rhapsody, visto che comunque credo LT rimarrà di gran lunga il principale compositore. Le canzoni migliori mi sembrano "Decoding the multiverse", "I am" e "Arcanum". Nel complesso direi: linee vocali e ispirazione compositiva non eccezionali, ma arrangiamenti sopraffini. Preferisco di gran lunga questi Rhapsody a quelli di Staropoli che, ahimè, non riesco proprio più ad ascoltare per quella che a me risulta essere la banalità delle soluzioni proposte. E mentre la banalità o classicità (per essere gentili) nell'heavy o nell'hard rock mi può anche piacere, nel power proprio non la reggo più. Al momento per questo album confermerei un voto vicino all'80.
Ciaone's Rhapsody
Venerdì 13 Settembre 2019, 13.26.20
31
Molto simile a Prometheus per pomposità ma con più varietà sulla voce e più chitarre rispetto al precedente cd. Ci sono dei pezzi nottevoli(pochi è di stampo vecchio stle) che apprezzo ma vengono affossati insieme all'album da pezzi meravigliosamente ripetitivi(zero gravity e D.N.A). Un altro aspetto che mi sorprende è quanto poco rendano in live, hanno una capacità soporifera degna di album come dark wings of steel.
poppea
Giovedì 12 Settembre 2019, 19.04.52
30
per me è nooooo
enrico86
Giovedì 12 Settembre 2019, 16.52.44
29
Quello che mi ha lasciato un po' perplesso di questo album è la genesi del progetto in se. E' una commercilata manifesta, ma il talento dei nostri ha risollevato un album che per i presupposti (i singoli e le dichiarazioni) poteva essere un tonfo clamoroso. Sembra un disco solista di turilli a larghi tratti, ma lione riesce a marchiare splendidamente 3-4 brani. Tornando all'inizio di quanto ho scritto, le dichiarazione dei nostri due eroi e prima dell'uscita me li hanno fatti rivalutare in negativo
entropy
Giovedì 12 Settembre 2019, 15.05.16
28
Il disco ormai l'ho comprato un bel pò di tempo fa. condivido il giudizio di chi lo trovi prolisso ,noioso e un pò con troppa "roba" dentro. Non nego che forse, ascoltandolo di più, certi passaggi probabilmente li apprezzerei maggiormente. Non sono certo uno da ascolti volanti su you tube (i dischi li compro quindi è ovvio che cerco di "sfruttarli"). Però ci sono dei casi in cui l'ascolto mi risulta così indigesto e noioso da non riuscire ad arrivare al punto (sempre che esista) di "capire " e apprezzare l'album. Per ora quindi ho rinunciato. Aggiungo che anche io preferisco i rhapsody of fire che sono tornati ad avere per fortuna un pò più di immediatezza.
ino pomp
Giovedì 12 Settembre 2019, 12.36.28
27
aarghhh, peggio degli eversin
Jansen
Giovedì 12 Settembre 2019, 0.28.02
26
Un bell' album, per me leggermente inferiore ad Eight Mountain con alcune canzoni molto belle, altre decisamente meno. Condivido il commento 20 di Luky, è paradossale come una band che cerca di fare qualcosa di diverso faccia una sola canzone vecchio stile (Arcanum) che ne esce come la migliore canzone dell'album per distacco
Cristiano Elros
Mercoledì 11 Settembre 2019, 23.09.02
25
Devo dire che mi aspettavo una ciofeca totale, invece sono rimasto abbastanza sorpreso dal fatto che molte canzoni mi piacciono e sono anche diverse da quello che mi ero immaginato. Concordo con la recensione che c'è una voglia di andare avanti senza però staccarsi completamente da quanto già fatto. Ho gradito molto i richiami ai Queen, per esempio. Non un capolavoro e non chissà che rivoluzione (un nome diverso e non imposto dalla casa discografica forse avrebbe aiutato), però un buon album dopotutto, pesante eh, anche un po' palloso a tratti, però buono.
David D.
Mercoledì 11 Settembre 2019, 21.24.17
24
Dischi così pomposi, pieni di sinfonia (che a me non dispiace assolutamente, ma quando è troppo è troppo), e riempiti così tanto di eccessiva teatralità mi fanno veramente annoiare. Ricordo che quando è uscito sbadigliavo già alla seconda traccia, una palla tremenda. I Rhapsody invece, seppur non siano il mio gruppo preferito di sempre, con Eight Mountain hanno fatto un più che ottimo lavoro. Questo qui, la noia più totale, fra le delusioni dell'anno. 35.
Uomoragno
Mercoledì 11 Settembre 2019, 21.08.45
23
Ottima recensione che mi trova perfettamente in linea con il pensiero e gli spunti proposti. Il disco non è di certo un "ascolto facile" ed ė complesso, variegato, sfaccettato e ad ampio raggio. Il dinamico duo, coadiuvato dagli altri tre volti noti, è riuscito nel difficile intento di produrre un disco con idee variegate, mi riferisco agli influssi dreamtheriani, queen, sinfonici, prog, classici e sinfonici, con una produzione di livello molto alto. Disco con, forse, una o due tracce non all'altezza delle altre o, forse, un po fuori posto. Per quanto mi riguarda, disco da ascoltare e riascoltare, per goderlo sempre di più. Turilli si conferma un artista con i controaltari, di caratura internazionale. Molto bello, per me voto 88. Sui vari commenti, posso trovarmi d'accordo, badate bene, con i vari giudizi personali, ovvero che, se un gruppo, un assieme di suoni, un personaggio non piace o comunque non trasmette che un accozzaglia di suoni, senza capo né coda, poco da fare... se non piace, non piace. Personalmente non mi metto nemmeno a provare ad ascoltare una nuova proposta perché inizio con il piede sbagliato e con il dente avvelenato. Quindi, semplicemente, ascolto altro. A 40 anni e dopo 25 di metallo ormai un po mi conosco Complimenti a Raven per la recensione.
Salvo
Mercoledì 11 Settembre 2019, 20.29.08
22
Che due palle gigantesche.
Raven
Mercoledì 11 Settembre 2019, 20.26.49
21
C'è un riferimento a fine recensione.
Luky
Mercoledì 11 Settembre 2019, 20.21.51
20
Ho fatto in tempo ad ascoltarlo un po' di volte da luglio ad adesso, e devo dire che, nonostante ne dubitassi, Turilli ha veramente composto un disco che (seppur non di troppo) si distacca dalle atmosfere "cinematic" dei Rhapsody. Ci sono belle canzoni e bei passaggi, ma secondo me è un po' troppo confuso, troppo minestrone di idee diverse, senza pezzi che mi hanno fatto gridare al capolavoro, tant'è che la mia canzone preferita è quella piú vicina allo stile dei vecchi Rhapsody, cioè Arcanum. È comunque un bell'album onesto da 75. Piccola chicca che non so quanti abbiano colto: il coro di Arcanum è preso dall',inizio dell'Otello di Verdi ("Dio fulgor della bufera").
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Settembre 2019, 16.16.00
19
Bien sûr, Monsieur Raven, tutto con il massimo rispetto verso di lei e la dovuta ammirazione per il sempre notevole lavoro che svolge. A bientôt.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Settembre 2019, 15.29.02
18
OT per OT, non mi sembra ci staimo azzuffando L'ultima e poi chiudo! Non è inesatto o sbagliato interpretare lo spazio dei commenti sotto ad una recensione come lo spazio preposto ai commenti su quel disco o sullo stato attuale di quella band... non è certo riguardoso del vostro lavoro, beninteso, ma sai quanti scaricano il torrent 3/4 giorni prima ed appena esce la rece approfittano dello spazio senza nemmeno leggerla? E' quasi un optional la sua lettura e la riprova la trovi nei commenti: spesso vengono proposti pensieri simili, affini se non uguali a quelli espressi nella recensione ma nessuno la usa come leva "se lo dice anche la rece" preferendo invece qualcosa di soverchiante nei numeri... "se ha venduto x milioni qualcosa vorrà dire" e sempre più spesso "il problema sei tu e non la band"... un peccato. Rinnovo gli auguri di buon lavoro a tutta la redazione, vi ammiro perchè vi fate un culo a campanile, da anni, senza un misero grazie che non sia per sbaglio. See ya
Raven
Mercoledì 11 Settembre 2019, 15.04.00
17
non c'era un dito puntato contro qualcuno in particolare, è solo che alle fine facciamo quel che facciamo anche e forse sopra tutto per stabilire un contatto con voi. Vedere che poi tutto viene liquidato così certe volte lascia un po' straniti, anche perché l'impressione è che il commento venga scritto senza aver letto niente della recensione. Ad ogni modo siamo OT, rientriamo nei ranghi
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Settembre 2019, 14.41.59
16
Raven, credimi, lo so. Infatti fra le righe del mio post alludo al pregiudizio di base e potrei farti un elenco di recensioni iso-Eonian in doppia cifra. Sull'opportunità di discutere con me sfondi una porta aperta, sul fatto che siamo OT non posso che darti ragione. Permettimi di chiudere dicendo che la mia (limitatissima, ci mancherebbe) irritazione nasce dal fatto che certi appunti vengono mossi verso utenti scafati...
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Settembre 2019, 14.32.46
15
Monsieur Raven, interessante questa discussione, soprattutto perché fatta con lei. Merci. E' vero quello che dice, se lo inquadra nella dimensione tecnico/professionale versus l'approccio emotivo e di gusto personale. Non sono d'accordo però su due punti che lei cita: non ascolto mai e non penso sia utile, i primi 10 secondi di ogni brano. Ha presente If There is Something su Viva! dei Roxy Music o Land of the Dead dei Summoning? Ascolti i primi 10 secondi, poi mi dica se ha capito come è il brano... Poi, non ho detto che è un lavoro "fotocopia" dei Rhapsody. Ho detto che "il ceppo" è lo stesso. Come nelle vigne: il Brunello di Montalcino è delle stesso ceppo del Chianti (Sangiovese) ma ha preso una strada diversa, In questo caso ottima, nel caso di Turilli, pesante e a mio avviso, scarsa nel songwriting. Del resto, nella sua recensione lei cita: "dal sinfonico all’epico, dall’heavy alle colonne sonore per il cinema e qualche tocco sapiente di elettronica e prog" e poi: heavy e tradizione italiana". Voilà, io penso che tutto questo effluvio di ingredienti, non dia una chateaubriand cotta sulla campana ma un miscuglio che serve a nascondere la scarsa ispirazione e di sapore, quindi, non piacevole. Questa è la spiegazione del mio punto di vista. Lo ascolterò comunque ancora ma come certi pâte maison (spesso fatti con mix di ingredienti) non vorrei mi rimanesse indigesto. Au revoir.
Raven
Mercoledì 11 Settembre 2019, 14.26.21
14
Skull, quello che volevo intendere è che io, per fare critica, sono obbligato ad approcciare qualunque disco in un certo modo, cercando di arrivare ad una valutazione quanto più possibile oggettiva. Chiaramente poi si può pure sbagliare e questo è il MIO approccio. Ci sono fior di professionisti che la pensano in maniera opposta, ma se dobbiamo solo parlare di gusti possiamo farlo anche nel forum ed a prescindere dalla recensione. Il fatto è più un dovere da parte mia e non un obbligo da parte vostra. E' solo che quando leggo commenti che tranciano tutto in mezza riga rispetto ad un lavoro che, piaccia o non piaccia, è decisamente "lavorato" si resta un po' basiti. Sarebbe bello anche discutere del perché, magari.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Settembre 2019, 14.20.12
13
@Raven: del disco in questione mi interessa zero e della band madre pure, non è un genere che seguo ne che mi appassiona. Mi permettevo solo di agganciarmi a quanto detto dal marchese sui ripetuti ascolti e sarei arrivato alla tua medesima conclusione, tuttavia con polarità inversa: siete voi che non potete prescindere da ripetuti ascolti, proprio per via della vostra attività di critici. Detto questo, talvolta suggerite ai lettori che ripetuti ascolti aprono mirabilie quando purtroppo non siete ugualmente esenti da imperfezioni di matrice simile. Eonian non è un disco insufficiente, può non piacere certamente, ma tecnicamente non è un disco da 55. Quante volte lo avete ascoltato? Non è un'accusa, parlo con Raven ma mi rivolgo ad una entità multipla, lo so, infatti faccio il primo esempio che mi è venuto in mente. 65, non 55, quanti ripetuti ascolti gli sono stati dedicati? Nemmeno sono un fan dei Dimmu, ma era per farvi capire il nocciolo dell'irritazione quanto si martella troppo con un fatto.
Raven
Mercoledì 11 Settembre 2019, 14.00.17
12
Siamo alla solita distinzione tra critica e gusti personali. Col secondo approccio, più che legittimo, può bastare un ascolto di 10 secondi a pezzo per trarre conclusioni, fare critica è altra faccenda e presuppone un diverso approccio. Questo disco è ottimo, il che non vuol dire necessariamente che a me piaccia (in questo caso è anche così), ma che analizzato da ogni punto di vista e per un numero di ascolti dettato dalla necessità di capirne le sfumature produttive, compositive, etc, è da promuovere a pieni voti. Se poi chi lo valuta negativamente: (ripeto: legittimo), volesse anche spiegare il perché al di là delle sentenze, sarebbe meglio per tutti. La base è quella del passato, è ovvio, ma dire che sia un lavoro fotocopia dei Rhapsody non è corretto.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Settembre 2019, 13.53.18
11
...con questo non voglio sdoganare che sproloquia dopo un solo ascolto, non è mia abitudine, ma vedo un sacco di commenti di chi non ha ascoltato nemmeno una volta, di chi ha mollato la band da anni, ecc. La musica non è esattezza matematica e se non mi piace non mi piace, non è che non mi applico o non "ascolto" abbastanza.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Settembre 2019, 13.49.46
10
Mi aggancio ad un concetto del Marquis... ribattuto come un tatuaggio nei commenti dell'ultimo Tool, riproposto anche in una risposta diretta (a me). RIPETUTI ASCOLTI, basta col rimarcare questo fatto, per due motivi: 1) un appassionato di musica, qualunque, questa cosa la sa già 2) sarebbe a dire che con Nmila ascolti piace anche la merda? NO Quindi, per gentilezza, basta con sto fatto dei ripetuti ascolti. Non solo è lapalissiano e fa parte dell'abc della musica, è anche una pratica ormai fuori uso. Se un disco non mi attira, non lo ascolterò più e più volte. Su questo ultimo aspetto, si gioca l'evoluzione della musica attuale. E non scherzo. Se sa di già sentito, lo rilevi al primo ascolto, se è un mattone complesso (Tool) lo rilevi al primo ascotlo, se è un genere che non fa per te te ne rendi conto al primo ascolto... tutto il resto è un optional che vale anche per scrive recensioni....
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Settembre 2019, 13.33.30
9
Guardi, Monsieur Raven, converrà con me che io non ho un approccio così tecnico ed effettivamente di settore, come ha giustamente lei, nei confronti dei prodotti musicali. Caso mai, ho qualcuna di queste compétences nel settore del vino, ma poco. Quindi, il mio modo di fruire il prodotto musicale, esula da queste valutazioni ed ha un approccio più emotivo e di satisfaction personnelle. Infatti mi interessa anche poco se quel dato disco è innovativo o rappresenta o meno un punto di svolta. Poi, mi permetta, è impossibile separare questo accrocchio di "Rhapsodyani" dai Rhapsody di Staropoli e fare finta che non centri proprio niente. Anche solo per il fatto che si sono divise le strade, partendo da una sola stada: uno fa una cosa (a mio avviso ottima) l'altro ne fa un'altra (a mio avviso pesante e pallosa). Nello specifico, anche il precedente Prometheus, Symphonia Ignis Divinus è stato un mattone non da poco. Enfin, perché la sgradevole esperienza di ascoltare "decine di volte" una cosa di difficile acquisizione emotiva? Di solito, ascolto molte volte i dischi che mi piacciono. Non amo ascoltare (esempio, l'odiatissimo rap) tante volte, sperando che mi piaccia, prima o poi. Penso non funzioni e volendo, non ho neanche tutto questo tempo. La ringrazio comunque per la sua cortesia nel rispondere. Au revoir.
Raven
Mercoledì 11 Settembre 2019, 11.25.09
8
Marchese, questo disco voleva essere qualcosa di diverso da Rhapsody ed il nome è un'imposizione della casa discografica, dato che il progetto stesso si sarebbe dovuto chiamare Zero Gravity. In generale mi fa piacere vedere come tutti abbiano avuto il tempo di ascoltarlo decine di volte, informarsi sui processi produttivi e sulle finezze contenute nella registrazione come l'uso di particolare frequenze, sui processi di composizione e quant'altro, per poter valutare correttamente il disco. Il paragone con la band di Staropoli non c'entra nulla con le finalità di questa realizzazione, ma vabbè.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Settembre 2019, 11.20.52
7
"Album estremamente denso e lavorato in profondità in ogni suo aspetto, Zero Gravity (Rebirth And Evolution) è un prodotto che necessita di tempo, attenzione e voglia di scoprirlo attraverso un congruo numero di ascolti per essere compiutamente valutato." Un ossimoro. E' talmente denso che si fa una fatica terribile a digerirlo, quindi ne è altamente sconsigliato il "congruo numero di ascolti". Non ho grappa "digestiva" sufficiente al momento... Ancora una volta, un pastone e soprattutto una inferiorità netta a livello di songwriting, se lo si compara con l'ottimo "The Eighth Mountain" del gruppo di Staropoli e Conte. Poi, per favore, lasciamo cose come Amata Immortale a gente tipo Bocelli (tra l'altro il pezzo è bruttino...). Mi dispiace non essere in sintonia con il sempre notevole Monsieur Raven ma ho la netta impressione che la tattica di Turilli, sia di fare pastoni densi e "all in" per nascondere la scarsità di idee a livello di scrittura brani. Meno male che i gloriosi Rhapsody (of Fire or whatever) sono portati avanti da Staropoli. Au revoir.
Epic
Mercoledì 11 Settembre 2019, 11.05.56
6
Voto 50, inutile
Radamanthis
Mercoledì 11 Settembre 2019, 11.01.34
5
Citazione fantozziana pienamente azzeccata: UNA CAGATA PAZZESCA! 92 minuti di applausi!!!! I dischi con Conti di tutt'altra pasta!
Maiden1976
Mercoledì 11 Settembre 2019, 10.34.11
4
che tristezza…..andate in pensione che è meglio!!
Fossifigo
Mercoledì 11 Settembre 2019, 8.56.42
3
Aridajjje con sto nome Rhapsody...ma abbiate le palle di cambiare nome e bon...cmq non ho sentito tutto il disco ma quello che ho sentito mi fa rimpiangere i vecchi lavori di Turilli.
Poss
Martedì 10 Settembre 2019, 23.23.09
2
Eh si AlinoSky, quell album SPACCA davvero.
AlinoSky
Martedì 10 Settembre 2019, 22.38.20
1
una cagata pazzesca, Molto meglio i lavori di Turilli con Conti alla voce
INFORMAZIONI
2019
Nuclear Blast
Symphonic Metal
Tracklist
1. Phoenix Rising
2. D.N.A. (Demon And Angel)
3. Zero Gravity
4. Fast Radio Burst
5. Decoding The Multiverse
6. Origins
7. Multidimensional
8. Amata Immortale
9. I Am
10. Arcanum (Da Vinci's Enigma)
11. Oceano (Bonus Track versioni Digipack e 2LP)
Line Up
Fabio Lione (Voce)
Luca Turilli (Chitarre, tastiere)
Dominique Leurquin (Chitarre)
Patrice Guers (Basso)
Alex Holzwarth (Batteria)

Musicisti Ospiti
Elize Ryd (Voce nella traccia 2)
Mark Basile (Voce nella traccia 9)
Arne Wiegand (Chitarra, mandolino e pianoforte nella traccia 11)
Joost van den Broek (Tastiere nella traccia 11)
Sascha Paeth (Basso nella traccia 11)


 
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