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Onslaught - Killing Peace
14/09/2019
( 435 letture )
Anno 1989, gli Onslaught di Nige Rockett danno alle stampe il controverso In Search of Sanity, disco a tutti gli effetti commissionato dalla major di allora: alla band è stato imposto il nuovo singer Steve Grimmet, è stato imposto il sound delle canzoni onde cavalcare il trend musicale del tempo, è stato imposto il corposo timing dei brani perché ritenuto più consono per la vena heavy che ne permea i solchi... insomma un prodotto in tutto e per tutto della London Records. Ora, non v'è dubbio che In Search of Sanity possa piacere -e difatti ha la sua bella fetta di estimatori in giro per il globo- ma si tratta obiettivamente del disco meno Onslaught degli inglesi e questo è un dato che va al di là del discorso "sperimentazioni" sicuramente apprezzabile in altri contesti; ma il fatto è che Rockett per incidere quel lavoro dovette suo malgrado licenziare il proprio migliore amico e scendere a compromessi per comporre un platter piuttosto ruffiano che dello spirito thrash tipico della band aveva ben poco. Logica conseguenza di ciò fu lo scioglimento del gruppo stesso, messo in naftalina per più di un decennio anche per questioni burocratiche con la famigerata casa discografica di cui sopra. Passano così gli anni finché nel 2004 Nige rimette in piedi il progetto abbandonato con un'unica condizione: il ritorno dell'amico Sy Keeler al microfono. Il buon Simon accetta ed ecco, come novella fenice, rinascere dalle proprie ceneri la demoniaca creatura a nome Onslaught.

Come riaffacciarsi sulla scena dopo tanto tempo se non con un disco thrash che più thrash non si potrebbe? Ecco cos'è Killing Peace: una serie di mazzate messe in fila una dietro l'altra per poter spaccare più timpani possibile (o in alternativa spezzare l'osso del collo all'ascoltatore per troppo headbanging sfrenato); onde raggiungere lo scopo i britannici si rivolgono al connazionale Andy Sneap, produttore sempre più lanciato nello star-system del mixer. L'opener non dà adito a dubbio alcuno: qui si sparano riff e si va di doppia cassa come se non ci fosse un domani, quasi che questo gruppo fosse stato appena formato da cinque ragazzini che si affacciano arrembanti al panorama metal con la voglia di emergere a tutti i costi e non invece da musicisti ormai "stagionati"; in un certo senso è davvero così, perché per troppo tempo i Nostri sono rimasti a guardare gli altri andare avanti mentre loro perdevano il treno che avrebbe potuto portarli lontano, magari ad alti livelli, chi può dirlo... Killing Peace mette in musica tutta questa rabbia accumulata, la brucia, la fa esplodere con cattiveria pura, "spitting blood in the face of God!!!!" come urla Sy nella title track. Blasfemo q.b. ma non sono forse questi i veri Onslaught, quelli più autentici, che piazzano demoni e pentacoli in copertina ai loro dischi, urlando di deliri e nefandezze assortite? Certo, nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti e infatti una vena moderna permea l'intero lavoro, ma Rockett & Co. non perdono mai di vista il focus della loro missione: suonare thrash e farlo dannatamente bene. Forse l'originalità non sarà il maggior pregio del platter, ma si fa fatica a individuare dei filler, i pezzi ci sono e il tocco della chitarra ritmica di Nige è lì a dimostrare che lui non molla mai, pronto a tessere trame roboanti sulle quali trovano perfetto appoggio gli assoli di un Jordan in grande vena. La sezione basso/batteria non perde un colpo e anzi va assolutamente citata la prova egregia di Steve Grice, autore di un drumming forsennato e devastante (Shock 'n' Awe su tutte); ma anche quando si alza il piede dall'acceleratore (?) come in Destroyer of Worlds il risultato è garantito. Certo, che Nige sia ammiratore degli Slayer d'annata -l'incipit di Burn e Twisted Jesus- non è un mistero né una colpa. Se il risultato sono pezzi di tale caratura è senz'altro il caso usare il vecchio adagio il fine giustifica i mezzi. Uno dei punti di forza del platter è la prestazione di Keeler, potente e furioso come non mai (e di motivi per essere alterato il ragazzo ne avrebbe avuti eccome): vocalism vecchia scuola ma visibilmente maturato rispetto ai tempi di The Force, al servizio di pezzi dal taglio più attuale. Ciò che scaturisce soddisfa appieno i padiglioni auricolari dell'ascoltatore in cerca di qualcosa che sia in grado di dare sfogo alla propria rabbia interiore. Se è vero che per certe sonorità si tende a pensare alla Bay Area o a all'Europa teutonica bisogna però ammettere che questo Brit-thrash non sfigura affatto, del resto non stiamo parlando di un gruppo di sprovveduti ma di gente che ci crede nonostante una carriera piena di avversità, e quindi chi meglio di loro può mettere in musica certi stati d'animo?

Il ritorno dei nuovi/vecchi Onslaught non riscrive la storia del genere né fa gridare al miracolo, ma centra l'obiettivo che il leader Nige Rockett si era prefissato fin dal momento della rinascita: rimettersi in gioco, comporre e suonare thrash metal a distanza di anni in un panorama artistico che nel frattempo era andato avanti senza di loro e farlo nel modo più convincente possibile senza sembrare fuori luogo o anacronistici; questa, a ben pensarci, è una piccola grande impresa, perciò massimo rispetto per una band dal grandissimo potenziale ma che non ha raccolto quanto avrebbe meritato. Well done, guys!



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
73.62 su 8 voti [ VOTA]
AL
Martedì 24 Settembre 2019, 16.08.21
7
Lo riascolto ogni tanto e lo considero molto valido. per me un 75. Band che mi è sempre piaciuta, anche dal vivo
Diego75
Venerdì 20 Settembre 2019, 10.09.53
6
Questi assieme ai cerebral fix sono I piu’ True iprovenienti dall’ Inghilterra!
ObscureSolstice
Mercoledì 18 Settembre 2019, 16.22.20
5
Il mio commento era in risposta a rik bay area thrash, non alla recensione
Matocc
Martedì 17 Settembre 2019, 21.51.32
4
A scanso di equivoci preciso che non c'è scritto da nessuna parte che gli onslaught sono dei perfetti sconosciuti o dei signor nessuno, semplicemente che se si pensa al genere thrash l'Inghilterra non è probabilmente il primo posto che viene in mente all’ascoltatore ... grandissima band e tra l'altro persone umili e gentili
ObscureSolstice
Martedì 17 Settembre 2019, 20.45.07
3
Insomma, la scena inglese del thrash non sarà la bay area di prima importanza o la storia teutonica, ma anche il brasile della maccarena ha la sua/le sue grandi importanze a livello mondiale tra le migliori band in assoluto, come anche e in diverso modo il Canada, quindi anche gli Onslaught sono apprezzati a livello mondiale con un seguito del tutto soddisfacente anche continuativo e di recenti full-lenght, rispetto alle poche released dei piú classic thrash Sabbat. Seguito che dire potente e aggressivo è poco, come quest'album. Una delle band più violente del panorama, i miei amati Onslaught
Ilnuraminis
Martedì 17 Settembre 2019, 11.32.49
2
Che album spettacolare!!!L'ho consumato.Tanta roba,suonano freschi e moderno pur restando dannatamente thrash...
Rik bay area thrash
Sabato 14 Settembre 2019, 20.25.00
1
Gli onslaught sono forse la band più conosciuta in ambito thrash per quanto riguarda la provenienza britannica. Nonostante il brit thrash non abbia mai avuto grande risonanza a livello mondiale. Ma a parte questo, questo '.... peace' è un grande ritorno al thrash dopo molti anni di assenza dalle scene ed un album come '.... of sanity' che era un buon/valido disco ma troppo distante dal loro trademark. 'killing...' è veramente un ritorno di spessore e soprattutto non si rifà pedissequamente al loro grande passato. Questo è un thrash aggiornato non solo come songwriting ma anche come produzione. Sono tuttora attivi e meritatamente. 🤘 Imho
INFORMAZIONI
2007
Candlelight Records
Thrash
Tracklist
1. Burn
2. Killing Peace
3. Destroyer of Worlds
4. Pain
5. Prayer for the Dead
6. Tested to Destruction
7. Twisted Jesus
8. Planting Seeds of Hate
9. Shock 'n' Awe
Line Up
Sy Keeler (Voce)
Nige Rockett (Chitarra)
Alan Jordan (Chitarra)
James Hinder (Basso)
Steve Grice (Batteria)
 
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